Autore Topic: Cos'è l'arte?  (Letto 39811 volte)

lurkitetto

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Cos'è l'arte?
« il: Maggio 20, 2010, 10:49:23 pm »
Carissimi, è in corso una affascinante discussione con un mio amico sul ruolo, il significato, l'utilità, lo scopo dell'arte.

Alla fine, sul che cosa sia l'arte, soprattutto nel nostro tempo.

Più ne parlo, più mi rendo conto che arrivato a quasi trent'anni, più passa il tempo meno riesco ad arrivare alla quadratura.

E siccome sono 2.0, ho pensato di estendere la discussione in tempo reale.

Stupitemi, o no. Io per adesso non voglio condizionare niente e nessuno, e le mie eventuali considerazioni me le tengo per me...
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #1 il: Maggio 20, 2010, 10:52:21 pm »
Alla fine, sul che cosa sia l'arte, soprattutto nel nostro tempo.
sì insomma le solite chiacchiere da ascensore  ;D
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Allevi3MSC

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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #2 il: Maggio 20, 2010, 11:18:16 pm »
No.
Io sono un capibara e voi no.

Bellatrix

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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #3 il: Maggio 21, 2010, 12:10:50 am »
Forse leggere Benedetto Croce potrebbe aiutare  :sisisi:

lurkitetto

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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #4 il: Maggio 21, 2010, 10:55:24 am »
Vabbene, cerco di illustrare le mie perplessità, poi come non detto ;)

Dunque, credo che per quel che mi riguarda sia proprio un mio problema strutturale di limiti di comprensione.
Nel mio campo (che poi, al liceo te lo fanno studiare come arte), il discrimine su cosa sia architettura e non lo sia, nonostante il tempo, nonostante gli stili e le mode, resta comunque leggibile.
L'architettura ha una funzione primaria che la identifica (e la invera, posso dirlo?, suona bene, chissà cosa vuol dire). Poi si può discutere su cosa sia la buona architettura, si può spostare l'asticella a piacimento, cambiare i parametri di valutazione, ma l'assunto fondamentale resta condiviso.

Io sento un sacco di gente parlare di arte, e non riesco a non essere perplesso ogni volta.

Fino a relativamente pochi decenni fa, anche lei era una robetta codificata, c'erano le belle arti, c'era un legame con un'artigianalità che poteva essere valutata.
Quello che faceva di Canova un artista superiore non era solo la capacità di toccare determinate corde nell'osservatore, ma anche quello di trattare la materia in un modo che era inarrivabile a quasi tutti.

Per fare un esempio. Ho un concetto abbastanza vago dell'economia, ma fino ad un certo punto mi riesce di comprenderla.
Anche l'azionariato, quello della compagnia delle indie, non mi è de tutto oscuro. con la visione economica post-Friedman, con lo slegarsi della moneta dal suo corrispettivo aureo, ecco, lì inizio a perdermi.
Probabilmente sono io che ciò dei problemi col pensiero complesso, maledetto Morin.

Limite mio, eh.
Per l'arte è circa uguale, ma mi rendo conto che volersi a tutti i costi legare al solo ed esclusivo valore aggiunto -chiamiamolo artigianale- è limitante.

Epperò, se allora devo accettare come definizione quella che hanno insegnato a me, che l'arte è rappresentazione dell'esprit du temps, l'arte è ciò che riesce a suscitare emozione nel maggior numero di persone possibile, allora poi non ha senso scandalizzarsi quando Stockhausen dice che l'11 settembre è la più grande opera d'arte di tutti i tempi. O si? Una delle più importanti forme d'arte nel nostro paese, allora, è la televisione della De Filippi.

Benjamin, che di sicuro era molto più bravo di me, si riferiva a 'sta cosa parlando dell'aura, alla quale però dava un risvolto diciamo religioso (vado a braccio, eh. non sono un accademico e sparo di sicuro cazzate).
Ecco, io che sono sega mi limito all'aspetto metacomunicativo (si può dire?) più basso. E cioè, al di là appunto dell'aura di misticismo dell'opera d'arte come emanazione di pulsioni religiose ed ultraterrene, per me il sottotesto dell'opera d'arte, una delle cose che mi affascinano e stupiscono a guardare un Carabbaggio, è quanto mi renda conto del fatto che quel tizio lì dipingeva in un modo che gli altri prima di lui, insomma, avrebbero anche voluto, ma mica erano capaci.

Beh, sicuramente ho scordato qualcosa, ma il pippone già non è male.

E nessuno mi linki questo, io volevo sapere cosa ne pensavate voi, mica farmi una cultura (brrrrr) sull'argomento.


No.

Ah.

;D


(comunque, la risposta in realtà è facile. l'arte è quello che ciè nei musei. compreso guardiani, fotocopiatrici, spazzoloni da cesso. e cessi. ah, duchamp!)
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #5 il: Maggio 21, 2010, 11:35:25 am »
Ti risponderò per le rime. ;)

Sull'architettura mi sto facendo le ossa or ora.
Citazione
Epperò, se allora devo accettare come definizione quella che hanno insegnato a me, che l'arte è rappresentazione dell'esprit du temps, l'arte è ciò che riesce a suscitare emozione nel maggior numero di persone possibile, allora poi non ha senso scandalizzarsi quando Stockhausen dice che l'11 settembre è la più grande opera d'arte di tutti i tempi. O si? Una delle più importanti forme d'arte nel nostro paese, allora, è la televisione della De Filippi.

La televisione della De Filippi secondo me rientra nel grottesco;
http://www.etimo.it/?term=grottesco

Una curiosità morbosa che abbiamo tutti nel profondo :-\
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #6 il: Maggio 21, 2010, 11:39:05 am »
Citazione
Carabbaggio, è quanto mi renda conto del fatto che quel tizio lì dipingeva in un modo che gli altri prima di lui, insomma, avrebbero anche voluto, ma mica erano capaci.

le facoltà oggettive di ogni autore hanno fatto scrivere fiumi di parole per secoli!!!
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #7 il: Maggio 21, 2010, 11:40:42 am »
Citazione
Benjamin, che di sicuro era molto più bravo di me, si riferiva a 'sta cosa parlando dell'aura, alla quale però dava un risvolto diciamo religioso (vado a braccio, eh. non sono un accademico e sparo di sicuro cazzate).
Ecco, io che sono sega mi limito all'aspetto metacomunicativo (si può dire?) più basso.

Ti rispondo con un sunto dell'estetica crociana;
L' " Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale ", pubblicata per la prima volta nel 1902 dall'editore Laterza di Bari e destinata ad una durevole fortuna editoriale, rappresenta il primo grande lavoro filosofico di Benedetto Croce, nonché il primo dei quattro volumi che costituiscono la "Filosofia dello spirito". L'opera si compone di due ampie sezioni: la prima, dedicata all'esposizione teorica dell'estetica, intesa come scienza dell'intuizione pura, risulta in realtà un rifacimento, riveduto ed aggiornato, della memoria sulle "Tesi fondamentali di un'estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale", letta all'Accademia Pontaniana di Napoli nelle tre tornate del 18 febbraio, 18 marzo e 6 maggio del 1900. La seconda parte consiste invece in una storia dell'estetica, ossia in un'analisi delle diverse concezioni della conoscenza intuitiva e della filosofia dell'arte nel corso della storia della filosofia occidentale, a partire dalla negazione platonica dell'arte fino al saggio sul "Riso" di Bergson. La concezione teorica sulla quale si fonda essenzialmente l'estetica crociana consiste nell'individuazione della conoscenza intuitiva (rappresentazione immediata) come primo grado dell'attività conoscitiva dello spirito, e dunque come momento "aurorale" dell'attività spirituale. Inoltre l'intuizione viene prioritariamente distinta da intelletto, percezione e sensazione, per essere piuttosto identificata con l'espressione. Quest'ultima non consiste infatti nell'atto estrinseco (ad esempio, il dipingere o lo stendere le mani su un pianoforte) che viene considerato un aspetto pratico dell'attività spirituale, ma coincide piuttosto con l'atto intuitivo, indipendentemente da ogni abilità tecnica: pertanto l'espressione risulta anch'essa primo momento dell'attività conoscitiva. In questo modo Croce rifiuta categoricamente ogni concezione dell'arte che allontani quest'ultima dalla sua vera natura, che è appunto quella di conoscenza intuitiva, e non può dunque essere intesa come imitazione del vero, né può essere legata ad alcuna concezione filosofica, né risulta in qualche modo connessa ad impulsi sessuali o fisici in generale. La critica stringente del Croce esclude progressivamente tutte le concezioni dell'arte in cui in qualche modo la forma risulti concepita separatamente dal suo contenuto, travolgendo con l'arma della critica ogni teorizzazione dei generi letterari, ritenuti per l'appunto il risultato di astratte catalogazioni. E' proprio in questa prima parte dell' "Estetica" che Croce introduce per la prima volta in una sua opera di rilievo la sua proposta di "sistemazione" dell'attività dello spirito, articolata in attività conoscitiva, a sua volta suddivisa in intuizione (arte) e concetto (filosofia), e in attività pratica, distinta in volontà particolare (economia) e volontà universale (etica). Nella sezione storica dell'opera, l'autore prosegue invece la sua requisitoria contro le concezioni dell'arte criticate nella prima parte, ricostruendo una storia dell'estetica orientata sull'esposizione di diverse dottrine e inserendo in tale percorso un senso di progressione che connette idealmente la sua opera a quella di Giambattista Vico e di Francesco De Sanctis, ritenuti entrambi suoi maestri e principali ispiratori.
« Ultima modifica: Maggio 21, 2010, 11:42:33 am da Ghismunda »
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #8 il: Maggio 21, 2010, 12:08:58 pm »
Uhm, io mi occupo per la maggior parte della giornata di blocchetti di calcestruzzo vibrocompresso e tamponamenti a cassa vuota, quindi con la filosofia c'ho qualche difficoltà.
Sto cercando di capire.
Lasciami interiorizzare un attimo. Di Croce mi ricordo poco o nulla, cerco di recuperare un po'.

Resta il fatto che mi rispondi con lui. Sei completamente d'accordo? La sua è la visione definitiva?

Nel frattempo rifletto. E finisco di disegnare la facciata continua in vetro intorno a questo cacchio di vano scale ;)
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #9 il: Maggio 21, 2010, 12:23:47 pm »
Citazione
Uhm, io mi occupo per la maggior parte della giornata di blocchetti di calcestruzzo vibrocompresso e tamponamenti a cassa vuota, quindi con la filosofia c'ho qualche difficoltà.
Sto cercando di capire.
Lasciami interiorizzare un attimo. Di Croce mi ricordo poco o nulla, cerco di recuperare un po'.

Resta il fatto che mi rispondi con lui. Sei completamente d'accordo? La sua è la visione definitiva?

Ti ho risposto con il pippone copia/incolla perchè l'ho studiato tipo 9 anni fa!!! ;D

Comunque sai bene che i "Canoni" (dal '300 in poi) c'erano eccome ;)
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« Risposta #10 il: Maggio 21, 2010, 02:38:41 pm »
Eh no, cazzo Benjamin no.

Croce è un insignificante cazzone e lo si può smarmellare come si vuole, ma Benjamin no.
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #11 il: Maggio 21, 2010, 02:45:40 pm »
Io estetica l'ho studiata come materia semestrale quindi so una sega. Mi ricordo però che la definizione che dava Adorno nella mia ignoranza mi aveva più o meno convinta. Era una cosa tipo che l'arte è perturbante però dentro c'ha pure il messaggio, cccioè.
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Re: Cos'è l'arte?
« Risposta #12 il: Maggio 21, 2010, 02:52:09 pm »
No, nel senso che non posso contraddirlo (cosa che non ho fatto, almeno credo) o no, nel senso che devo lavarmi le mani con la trielina prima anche solo di osare digitare il suo nome (cosa che ho fatto).

Voglio dire, io sull'argomento da parte tua accetto qualunque tipo di critica, per anzianità, competenza, acume. Però spiegami ;)

Oh, se no me lo dico da me, sutor, ne ultra crepidam, e torno a disegnare tamponamenti a cassa vuota ;)
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« Risposta #13 il: Maggio 21, 2010, 03:11:17 pm »
Citazione
Comunque sai bene che i "Canoni" (dal '300 in poi) c'erano eccome

Dunque mi riferivo ai canoni Vitruviani (circa 300 d.C.) di bellezza formale applicata ai monumenti.
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« Risposta #14 il: Maggio 21, 2010, 03:19:00 pm »
In questo passo della “Teoria Estetica”, Adorno propone una breve apologia del brutto visto come elemento che spinge l'arte all'inseguimento del bello. Un passo dal sapore vagamente eracliteo, nel ricordare la continua tensione dialettica tra elementi opposti che finisce per costituire il motore delle cose.

L'arte non si risolve nel concetto di bello ma, al contrario, per soddisfarlo, ha bisogno del brutto come negazione di quello. E ciò è un luogo comune. Ma con questo la categoria del brutto, come canone di proibizioni, non è semplicemente abolita. [...]Ma il fatto che l'arte abbia la forza di racchiudere in sé ciò che le sia contrario senza recedere neanche un po' dal proprio anelito e anzi trasforma quell'anelito in una forza di tal genere, è cosa che affratella il momento del brutto alla spiritualizzazione artistica; George lo notò con perspicacia nella prefazione alla traduzione delle Fleurs du mal. Il titolo Spleen et idéal allude a questo, ammesso che sotto la parola "spleen" sia lecito vedere l'ossessione nei confronti di ciò che è restio ad assumere una forma, l'ossessione nei confronti di un nemico dell'arte che si presenta come spinta all'arte allargando il concetto di questa ben oltre quello dell'ideale. A questo serve il brutto nell'arte.

(Th. W. Adorno, Teoria estetica, a cura di G. Adorno e R. Tiedemann. Trad. it. E. De Angelis, Torino, Einaudi, 1977, pp. 78-83)
« Ultima modifica: Maggio 21, 2010, 03:21:25 pm da Ghismunda »
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