Autore Topic: Malvafood - porcherie industriali, low-cost alimentare  (Letto 294547 volte)

crocodile

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Malvafood - porcherie industriali, low-cost alimentare
« il: Febbraio 06, 2008, 07:40:04 pm »
Apro un capitolo che è particolarmente caro a me e alla mia 46: le tendenze malvestite nel cibo.

con la complicità di Gusto, Eat Parade, Prove del cuoco e simili lepidezze, anche il cibo sta diventando "di moda", e si presta così a mille possibilità di malvestitismo mental-culinario.

Così di primo acchito, direi che ci sono diverse tendenze alimentate ( ;D ) dai media:

- il superlusso: solo caviale, foie gras, kopi luwak da 4 euro la tazzina, e krug (cristal per i parvenu) che scorre a fiumi in cui nuota il salmone rosso selvaggio canadese che mangia solo gamberetti, altrimenti sei un pezzente.

- il cibo del territorio: se non è una toma rarissima prodotta in sole dieci forme all'anno in una remota baita alpina mungendo a mano la nipote scorbutica della capra di Heidi, non se ne parla neppure.

- il sommelier wannabe: anche se non distingui un Sauvignon da uno Chardonnay, davanti agli amici fai lo sborone sullo Chateau Pétrus e simili. d'altronde, se paghi una bottiglia di sassicaia 150 eurozzi e passa, voglio poi vederti a dire che sa di tappo.
un amico sommelier mi ha raccontato tra le lacrime di una cliente che per il suo pranzo di matrimonio voleva lo "sciatò de ghem" (chateau d'yquem) per 200 ospiti. il problema è che aveva pure i soldi per comprarselo.

- la cucina molecolare e i deliri (geniali) di Adrià riproposti in orride schiumette dal ristorante pretenzioso sotto casa, a prezzi che ti fanno desiderare di smaterializzare lo chef e teletrasportarlo nella più vicina cucina carceraria.

All'estremo opposto attende in agguato McDonald. ma  ce ne accorgiamo perché puzza di fritto...  :P
« Ultima modifica: Ottobre 14, 2010, 10:37:11 am da Betty Moore »
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pam

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Re: Malvafood
« Risposta #1 il: Febbraio 06, 2008, 07:43:09 pm »
All'estremo opposto attende in agguato McDonald. ma  ce ne accorgiamo perché puzza di fritto...  :P


Questo è il motivo per cui stamattina ho spruzzato il profumo sul cappotto che avevo ieri sera. :)

SaintJust

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Re: Malvafood
« Risposta #2 il: Febbraio 06, 2008, 07:45:54 pm »
io sono un tipo cibo del territorio: pummarora sutt'ogghiu (pomodori secchi sott'olio) uber alles, ma anche pecorino, formaggiume vario, pane del forno a legna, dolcetti tipici (con la ricotta soprattutto, e le mandorle, mmmh!) eccetera

Genevieve Lamoitier

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Re: Malvafood
« Risposta #3 il: Febbraio 06, 2008, 07:46:53 pm »
Parallela alla tendenza "cibo del territorio" è la tendenza "biologico a ogni costo", che ormai ha contagiato anche il reparto no-food...conosco una famiglia che veste i bambini con vestiti esclusivamente biologici.
"O se ne va quella carta da parati, o me ne vado io"
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crocodile

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Re: Malvafood
« Risposta #4 il: Febbraio 06, 2008, 07:51:20 pm »
Parallela alla tendenza "cibo del territorio" è la tendenza "biologico a ogni costo", che ormai ha contagiato anche il reparto no-food...conosco una famiglia che veste i bambini con vestiti esclusivamente biologici.

verissimo: peccato che poi i campi dove coltivano le cose "biologiche" siano spesso vicini alle coltivazioni tradizionali... e l'antiparassitario è come lo spirito santo, flat ubi vult.

e non vogliamo dimenticare i cibi "light", vero??
e la cucina fusion??!
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Genevieve Lamoitier

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Re: Malvafood
« Risposta #5 il: Febbraio 06, 2008, 07:59:17 pm »
I prodotti per "la regolarità dell'intestino"! Con la Marcuzzi che ci fa sapere tutto sul funzionamento del suo colon!
E quelli che diminuiscono il colesterolo, quelli con gli Omega 3 che mantengono giovane la pelle (ma come è possibile provare scientificamente una cosa del genere?).
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Re: Malvafood
« Risposta #6 il: Febbraio 06, 2008, 08:16:05 pm »
I prodotti per "la regolarità dell'intestino"! Con la Marcuzzi che ci fa sapere tutto sul funzionamento del suo colon!
E quelli che diminuiscono il colesterolo, quelli con gli Omega 3 che mantengono giovane la pelle (ma come è possibile provare scientificamente una cosa del genere?).

AHA, la pubblicità della marcuzzi!!  ;D ;D  qui parte l'off-topic:

anni fa, quando lavoravo ancora sotto padrone, in un'azienda consorella arrivò come marketing manager, tra squilli di trombe e cortei trionfali, una  tipa malvissima (categoria alta moda) che si vantava molto di essere stata l'artefice proprio della prima campagna sulla "naturale regolarità": non che avesse molto senso, visto che ora stava in un settore completamente diverso.

inutile dire che fu subito soprannominata "la marketing manager di merda".  :-X
è durata si è no sei mesi, se ben ricordo... poi l'hanno silurata. o meglio, espulsa.
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Bubu

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Re: Malvafood
« Risposta #7 il: Febbraio 06, 2008, 08:44:03 pm »
Io sono una malva da cibo territoriale!!Assolutamente. Ho anche fatto vacanze molto eno e molto gastronomiche a Montepulciano (complice la casa dei nonni della mia dolce metà altrimenti col cavolo!!!!) e le ho scontate tutte nell'ultimo anno di palestra...
Scrivendo mi sta venendo in mente..che..LUOGHI DI VACANZA MALVESTITI...

Lady Stardust

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Re: Malvafood
« Risposta #8 il: Febbraio 06, 2008, 10:51:51 pm »
Io sono un po' cibo territoriale e un po' biologica. Insomma, far la spesa se seguissi solo i miei gusti e non il leggerissimo portafogli che ho, mi costerebbe il doppio.

Al di là di tutti questi buoni principi non potrei mai rinunciare a : noccioline americane, succo d'uva e soprattutto MAIONESE (nè bio, nè territoriale, ma copre il 70 % del mio fabbisogno giornaliero di calorie, ahimè.)
*LaDy StArDuSt*

Femme fatales emerged from shadows
To watch this creature fair
Boys stood upon their chairs
To make their point of view
I smiled sadly for a love I could not obey
Lady Stardust sang a songs
Of darkness and dismay

Siminsen

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Re: Malvafood
« Risposta #9 il: Febbraio 06, 2008, 11:24:09 pm »
Parallela alla tendenza "cibo del territorio" è la tendenza "biologico a ogni costo", che ormai ha contagiato anche il reparto no-food...conosco una famiglia che veste i bambini con vestiti esclusivamente biologici.

verissimo: peccato che poi i campi dove coltivano le cose "biologiche" siano spesso vicini alle coltivazioni tradizionali... e l'antiparassitario è come lo spirito santo, flat ubi vult.

e non vogliamo dimenticare i cibi "light", vero??
e la cucina fusion??!

Be', qualche differenzina c'è, tra una coltivazione tradizionale e una biologica..
In questa non solo vengono aboliti gli antiparassitari di sintesi, ma dei pochi ammessi, di derivazione naturale, se ne usano quantità minime nebulizzate da pompe ad alta pressione. I tempi di carenza vengono rigorosamente rispettati pena il rifiuto della certificazione della produzione come biologica. È ammessa la lotta integrata agli insetti con l'impiego di feromoni per catture ai fini dell'individuazione del valore soglia di infestazione -oltre il quale è richiesto l'intervento- e per catture massive.
Nelle coltivazioni tradizionali si ricorre alla fertilizzazione basata sulla terna NPK in formulazioni di siìntesi. in accordo con la legge di Liebig. Nelle coltivazioni biologiche, laddove non sia possibile il ciclo chiuso, cioè l'impiego di materiale organico animale, i fertilizzanti sono comunque di derivazione organica (sovesci, polvere di alghe ecc). È pratica comune il ricorso a rotazioni colturali che prevedano Leguminose (azotofissatrici).
Le derive di antiparassitari provenienti da coltivazioni tradizionali contigue vengono limitate al massimo ricorrendo a siepi, cespugli e simili, volti, inoltre, all'assorbimento di eventuale materiale inquinante e alla complessificazione fisica dell'ecosistema antropizzato, quindi al ripristino di un'omeostasi ambientale che garantisce la corretta sequenza nello svolgersi delle catene alimentari e la presenza di biodiversità, e che consequenzialmente tampona le epidemie di organisme nocivi.
Ancora: le sementi, in coltura biologica, viengono prodotte e reimpiegate. Non si fa uso di sementi o materiale di propagazione geneticamente modificato.
Si rispetta inoltre la vocazione colturale del terreno.
Le erbe infestanti sono controllate con sarchiature e pratiche meccaniche e considerate spesso utili per pacciamature  e sovesci. Non si usano erbicidi di sintesi.
Ci sarebbe molto di più da dire, ma sarebbe troppo tecnico, e poi ogni azienda è un organismo a sé.
Ma non sputiamoci sopra perché tanto il mondo è tutto sporco: quando studiavo io si parlava ancora di inquinamento delle falde freatiche dovuto all'atrazina usata come erbicida nelle monocolture di mais oltretutto geneticamente modificato. L'agricoltura biologica sembrava un' utopia. Io stessa avevo delle resistenze e un estremo scetticiismo.
E invece oggi vedi aziendine splendide, coltivatori di un'ortossia schizzinosa e ascetica -e non parlo dei biodinamici che sono una cosa a sé-, gente "che ci crede" e che non ammette compromessi.
Non invalidiamo tutto perché "tanto sono tutti uguali".


 

« Ultima modifica: Febbraio 06, 2008, 11:26:37 pm da Siminsen »

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Re: Malvafood
« Risposta #10 il: Febbraio 07, 2008, 06:47:04 am »
Siminsen, se me lo dici tu ci credo!!  :-*
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Genevieve Lamoitier

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Re: Malvafood
« Risposta #11 il: Febbraio 07, 2008, 09:39:23 am »
Nemmeno io sono ferrata sull'argomento.   :-[
 Il problema è che però il bio ha scatenato in certi soggetti un fanatismo assurdo, come se adottare il biologico possa mettere te e la tua famiglia sotto una sorta di campana di vetro che protegge non solo da fitofarmaci, fertilizzanti chimici eccetera, ma dal cancro, dallo stress, dall'ulcera, dalla stipsi eccetera. Questo indipendentemente da cosa effettivamente si mangia, basta che ci sia scritto sopra "biologico".
La famiglia che citavo sopra non ha permesso ai figli (4 e 7 anni) di fare "dolcetto o scherzetto" ad Halloween perché avrebbero potuto ricevere ed essere contaminati da caramelle non biologiche...
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Awee

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Re: Malvafood
« Risposta #12 il: Febbraio 07, 2008, 10:52:30 am »
Il sushi secondo voi è malvafood?
Secondo me sì, nonostante non lo trovi così male.

streghettamatta

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Re: Malvafood
« Risposta #13 il: Febbraio 07, 2008, 02:15:04 pm »
Il sushi secondo voi è malvafood?
Secondo me sì, nonostante non lo trovi così male.

premetto che quasi una volta al mese vado al giapponese e due o tre volte l'ho fatto pure in casa (il sushi)
è assolutamente malva!!!!
intanto è la nuova moda (infatti a roma tutti i ristoranti cinesi o hanno aperto un'ala giappo o si sono convertiti in toto, peccato che quando chiedi scusi ma cos'è questo? il cameLieLe di TuLno ti guarda estrefatto dicendo: "io non so, oLa chiedeLe a QUoco, poi faLe sapeLe)
intanto fa molto figo/original, cittadino del mondo (scusate non mi viene la parola esatta)
poi è perfetto per chi ha problemi alimentari ANA soprattutto (questo confermato da due persone a me vicine entrambe con problemi alimentari)perchè è solo pesce e riso senza salse senza nulla (e due maki cosa fanno????), cotto al vapore ecc.
giusto sabato sono andata.... ahhhhhh che ritrovo di malvi(uomini e donne)in fila per entrare, peccato essere andata nella saletta e non aver gustato tutto ciò per fare una bel safari
_______________________________________ _____
iscritta al club vampire verdoline in cerca di sangue

Baby Jane

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Re: Malvafood
« Risposta #14 il: Febbraio 08, 2008, 04:59:48 pm »
Il sushi secondo voi è malvafood?
Secondo me sì, nonostante non lo trovi così male.

Nemmeno io lo trovo così male (a piccolissime dosi, eh?)...ma questa ossessione sushi con tanto di file per entrare nel ristorante me lo rende antipatico.
E comunque hanno iniziato a vendere sushi fresco anche all'Esselunga e da quel momento la mia spesa non è stata più la stessa. Mezz'ora la dedico all'osservazione degli acquirenti, sempre.
T'immagineresti l'anoressica a comprare lo scatolino di sushi...e invece NO!
Famiglie con il carrello pieno zeppo di cibi che il fegato inizia a scalciare già alla cassa...davanti al banco del sushi mi diventano cittadini del mondo e un po' salutisti. Per 3 minuti.