Autore Topic: Tempi cupi per il pensiero  (Letto 11478 volte)

Allevi3MSC

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Tempi cupi per il pensiero
« il: Novembre 13, 2014, 04:46:42 pm »
Tutta una serie di argomenti* oggi mi spingono a questa riflessione: il neo-oscurantismo, neo-confessionalismo
 e in generale il pensiero antiscientifco sono trionfanti nel mondo attuale.
Se sino a poco tempo fa potevamo pensare che fosse una cosa limitata al mondo dell'estremismo islamico da una parte, e dallo zoccolo duro bushiano dei redneck della Corn-belt dall'altra, ora vediamo anche quanto qui in Italia questa corrente di (non)pensiero stia prendendo piede; con una forza impensabile per chi, come me, resta un figlio del '900.

A mo' di ulteriore esempio vi porgo questo servizio del TG4: avrei potuto metterlo in e/orrori dei giornalisti, ma non basta: questo non è ignoranza o pressapochismo, questa è diffusione del pensiero antiscientifico operata (piccolo gioco di parole) scientemente.









*anche qui nel forum, da Adinolfi a Giovanardi...
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Allevi3MSC

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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #1 il: Novembre 13, 2014, 05:23:45 pm »
Magari poi trovo un titolo migliore...
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Mixarchagevas

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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #2 il: Novembre 13, 2014, 05:46:43 pm »
Non mi appare il video... :(

A corollario, la mancanza di strutture di pensiero logiche e consequenziali è pertinenza anche di molto mondo produttivo.
Una versione in ambito specifico della carenza.

Sono decenni che dalla scuola alla vita quotidiana si è tempestati di incongruenze, sia di metodo che nei singoli argomenti.
E il gioco quando entra in mano a soggetti "influenti"  fa paura.
Esempio semplice ma utile, le porcate intellettuali di Ferrara anni fa, sul versante del diritto sostanziale e procedurale.
La infiltrazione di queste pratiche magiche di parola e pensiero nelle naturali o pesanti lacune della "massa spettatrice" ha prodotto risultati spaventosi. Persone -normodotate- alle quali io stesso, nei miei periodi di migliore preparazione, non riuscivo a rimuovere l'unto accumulato.
Magia e oracoli.
Paura, mia...
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #3 il: Novembre 13, 2014, 06:03:26 pm »
Da una parte potrebbe avere a che vedere con la necessita' - mai così trasversalmente diffusa come adesso - di semplificare all'estremo tutto l'esistente, riducendolo sempre a qualcosa di maneggevole e liquidabile in poche inutili parole, emarginando e ridicolizzando quanto, con tutta la buona volonta' dei semplificatori, proprio non vi si presta. E non c'è nemmeno bisogno di affrontare argomenti di particolare complessita': basti pensare a una Boschi che di fronte alle obiezioni di alcuni giuristi li apostrofa sprezzante come "professoroni", così come avrebbe fatto qualunque soggetto della sua schiera o di altre, indifferentemente. Colui che sa qualcosa, obietta, pone questioni, non si affida al sogno e alla speranza è un noioso senza rimedio, un  guastafeste che se la tira perché ha studiato.
Mi chiedo anche - e qui devo tirare in ballo anche me stessa - se possa aver influito la mentalita' molto diffusa nel nostro paese per cui non possedere minime basi di cultura scientifica non sia affatto grave, in fondo basta non sbagliare i congiuntivi e aver letto qualche libro per non sentirsi carenti.
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #4 il: Novembre 13, 2014, 06:11:04 pm »
Mi chiedo anche - e qui devo tirare in ballo anche me stessa - se possa aver influito la mentalita' molto diffusa nel nostro paese per cui non possedere minime basi di cultura scientifica non sia affatto grave, in fondo basta non sbagliare i congiuntivi e aver letto qualche libro per non sentirsi carenti.

per me è un fattore fondamentale.
è considerato cultura sapere a memoria la divina commedia e conoscenza specialistica saper fare una derivata, mentre dovrebbe essere il contrario.
allo stesso modo uno che ha grosse carenze nelle conoscenze scientifiche è perdonato, uno che non ha mai letto (che ne so) giacomo leopardi è considerato un buzzurro incolto.
è un modo deleterio e dannoso di pensare l'istruzione e la cultura.
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Mixarchagevas

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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #5 il: Novembre 13, 2014, 06:32:44 pm »
Sì, la penalizzazione della complessità è un altro casino
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #6 il: Novembre 13, 2014, 06:43:44 pm »
Messo così non sono d'accordo Betty.
E non solo perché non ho la minima idea di cosa sia una derivata, ma perché non sta qui il punto specifico del presente.
50-40-30 anni fa le derivate non erano comunque presenti nel programma di nessuna scuola media, e della maggior parte delle scuole superiori (da una ricerca scopro che sono introdotte al IV anno dello scientifico), eppure un atteggiamento come quello attuale non era possibile comunemente accettato.

Parlare ancora di Croce-Gentile non spiega quanto sta succedendo ora.
Anche perché non è un problema solo italiano.
« Ultima modifica: Novembre 13, 2014, 07:26:18 pm da Allevi3MSC »
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #7 il: Novembre 13, 2014, 06:47:20 pm »
E - come direbbe Lulù - conoscere Leopardi sarebbe MOLTO più efficace che conoscere l'analisi matematica, per evitare la deriva irrazionalista del presente.
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #8 il: Novembre 13, 2014, 07:15:30 pm »
Concordo

Non è solo carenza di materiali scientifici, deficit quantitativo, è soprattutto carenza di capacità di gestione dei materiali della conoscenza, deficit qualitativo.

Attività di comprensione, selezione, utilizzo e messa in dubbio.
Però serve il confronto continuo, interpersonale, per alimentare il processo.
E non è facile ottenerlo, e per alcuni accettarlo, anche assumendo corrette informazioni.

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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #9 il: Novembre 13, 2014, 07:44:01 pm »
Ops.

Mi accordo ora della sezione in cui ho aperto il topic, per errore.
Volevo aprirlo in speaker's corner, ovviamente.
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #10 il: Novembre 13, 2014, 07:59:25 pm »
Tu quoque
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #11 il: Novembre 13, 2014, 09:26:21 pm »
Messo così non sono d'accordo Betty.
E non solo perché non ho la minima idea di cosa sia una derivata, ma perché non sta qui il punto specifico del presente.
50-40-30 anni fa le derivate non erano comunque presenti nel programma di nessuna scuola media, e della maggior parte delle scuole superiori (da una ricerca scopro che sono introdotte al IV anno dello scientifico), eppure un atteggiamento come quello attuale non era possibile comunemente accettato.

Parlare ancora di Croce-Gentile non spiega quanto sta succedendo ora.
Anche perché non è un problema solo italiano.

no, mi sono spiegata male, non parlavo di istruzione scolastica ma di percezione culturale.
per me è grave, anzi gravissimo, che uno che sa la divina commedia a memoria e non sa cosa sia una derivata sia considerato (dalla maggior parte della gente) più colto di uno che sa cos'è una derivata ma non sa neanche un verso della divina commedia. è un'idea che la dice lunga sui valori sballati della maggior parte delle persone.
comunque è solo UNA delle tante cause.
[ho preso la derivata come esempio perché è un concetto banale, facilissimamente comprensibile e facilissimamente calcolabile. non sai cos'è, ma fidati, è una roba elementare: riuscirebbe a capirla e calcolarla un ragazzetto di terza media, non scherzo, sono più difficili le equazioni di secondo grado. e mi risulta che non si faccia solo allo scientifico ma in tutte le scuole superiori.]

poi, sul versante istruzione (di cui però preferirei non parlare perché si finisce OT): che sia una questione di metodo e non di contenuto sono strasuperdaccordissimo. ma non hai idea di quanto sono d'accordo. io ho visioni cupissime sulla scuola, per lo meno su quella italiana (non so come siano messi all'estero) che non si sta adattando alla rivoluzione informatica e finirà secondo me per soccombere di brutto in modo catastrofico nel giro di pochi anni.
ma con la scuola siamo OT e se volete continuare a discuterne splitto la discussione.
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #12 il: Novembre 13, 2014, 10:31:26 pm »
per uscire dai nostri confini, mi viene in mente che un fattore importante (non l'unico, certo) nelle vittorie dei repubblicani alle presidenziali americane è per l'appunto la reiterata presa di distanza non solo - banalmente - dalla cultura liberal, ma anche da un approccio ai problemi che tenga conto della complessità irriducibile degli stessi. L'ostentazione di semplicità è cruciale per il consenso di una parte non piccola dell'elettorato.
Tornando alla povera patria, a me pare di assistere a una perdita della capacità di analisi o perlomeno a una sottovalutazione costante della sua importanza. Si pretende di spiegare tutto con facilità anche quando non è proprio possibile. Non è un caso, credo, che uno dei luoghi comuni espressivi più ricorrenti abbia a che fare con "la pancia". Da giovane non avrei mai pensato che la mia pancia avesse diritto di parola: quello che mi suggerivano le mie viscere andava quanto meno elaborato, ripensato, tradotto fino a diventare qualcosa di più significativo dell'umore del momento.
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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #13 il: Novembre 13, 2014, 10:55:57 pm »
Non siate così cattivi con Mastro Gaster
È male adorarlo, questo si...

Per ciò che concerne "derivate e commedie"
Di matematica all'ultimo anno, analisi, mi trovavo molto bene.
Mi piaceva ma non ho conservato l'allenamento né ho portato avanti la questione a livelli maggiori di complessità.

Ciò fonda sul percorso universitario intrapreso.
È una ignoranza necessaria. A meno di ridicoli fai da te.

È più facile incappare nelle "commedie" anche a livello di semplice nozione che in una robusta Analisi II ...

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Re: Tempi cupi per il pensiero
« Risposta #14 il: Novembre 13, 2014, 10:59:42 pm »
Quindi ritengo sia una questione di percezione non così malevola
Ossia: posso comparare il mio grado di conoscenza delle "commedie", apprezzando le più o meno grandi differenze.
Ho il senso del distacco.

Con l'analisi no
È già del tutto fuori da comparazioni
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