Autore Topic: Universitari & co.  (Letto 117357 volte)

lucaluca

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2565 il: Gennaio 22, 2012, 10:18:23 pm »
in effetti non capisco:
se uno è così ricco da permettersi di non lavorare e gli "piace una materia" può benissimo bazzicare l'uni anche senza fare il dottorato, e fare mille altre cose per approfondire la materia magari più utili. Se gli piace frequentare l'ambiente universitario può farlo pure, ho visto dei tizi simili.
perchè si dovrebbe imbarcare nei casini del dottorato se può avere tutto il resto senza?
(ok non capisco perchè se uno è ricco non si possa trovare dei passatempi migliori)
se uno è povero che dyo l'aiuti

Direi di farlo se uno crede che effettivamente, nonostante tutto, e il tutto è parecchio in italia,  poi ne tira fuori un lavoro vero con un minimo di soddisfazioni. anche perchè poi a 40 50 anni lo voglio vedere a divertirsi perchè beve spritz con gli studenti o robe simili

Adriana

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2566 il: Gennaio 23, 2012, 04:19:09 pm »

Io ne avevo parlato con alcune dottorande. Non sono state negative, ma mi hanno detto con chiarezza che, almeno in ambito umanistico, è difficile ottenere una borsa di studio e alla fine non è sicuro che si riesca a rimanere in ambito universitario. Però me l'hanno descritta come un'esperienza interessante, poi tieni conto che il lavoro scarseggia comunque, quindi se anzi che essere disoccupata fai un dottorato non hai niente da perdere.
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DDRD(evotchka)

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2567 il: Gennaio 26, 2012, 01:35:39 am »
tirocinio a wroclaw con google.

mhhhhh...

polonia+
google+
cv rimpolpato

Demart81

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2568 il: Gennaio 26, 2012, 01:38:25 am »
Te ne vai a Breslavia?

Allevi3MSC

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2569 il: Gennaio 26, 2012, 01:39:15 am »
Uff, anche io devo aggiornare il CV, cosa che odio e non faccio da 4 anni.
Io sono un capibara e voi no.

DDRD(evotchka)

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2570 il: Gennaio 26, 2012, 01:49:35 am »
Uff, anche io devo aggiornare il CV, cosa che odio e non faccio da 4 anni.
ma sai che io il mio non lo trovo più? tra l'altro già alla fine del liceo ce l'avevo strapieno, ho fa moltissima roba  a livello di pubblicazione locale di fumetti o grafica. e ora gnente.

tanto più che mi chiedo se quella roba lì devo tenerla o mi ridono dietro :sgratsgrat:

DDRD(evotchka)

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2571 il: Gennaio 26, 2012, 01:50:23 am »
Te ne vai a Breslavia?
perché no. in fondo il polacco io lo mastico.
il sogno sarebbe trovare qualcosa in Romania, cosa che non è per niente difficile parlando di informatica.

Bellatrix

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2572 il: Gennaio 26, 2012, 10:32:45 am »
Anche se volessi aggiornare il CV manco potrei considerato che tutto quello che ho fatto, ultimamente, a pagamento è quasi illegale.

Mirtillosa°

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2573 il: Gennaio 26, 2012, 11:26:05 am »
eppure tanta gente mette sul curriculum di tutto, che l'abbia fatto davvero o meno, anche a nero

hallymay

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2574 il: Gennaio 26, 2012, 07:32:12 pm »
Io devo l'europass in inglese per un progetto europeo... ed è un gigantesco dito in culo l'europass, sapevatelo. Solo l'UE poteva inventarsi un formato così antipatico

Mirtillosa°

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2575 il: Gennaio 27, 2012, 12:12:16 pm »
l'ho fatto proprio la settimana scorsa, sia in italiano che in inglese, per me e per il mio fidanzato, una rottura! non mi piace neanche com'è impaginato, però pare che sia consigliato o forse in alcuni casi proprio obbligatorio ???

purple

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2576 il: Gennaio 27, 2012, 01:12:26 pm »

Io ne avevo parlato con alcune dottorande. Non sono state negative, ma mi hanno detto con chiarezza che, almeno in ambito umanistico, è difficile ottenere una borsa di studio e alla fine non è sicuro che si riesca a rimanere in ambito universitario. Però me l'hanno descritta come un'esperienza interessante, poi tieni conto che il lavoro scarseggia comunque, quindi se anzi che essere disoccupata fai un dottorato non hai niente da perdere.

Fare il dottorato serve essenzialmente se poi si vuole/spera di rimanere a lavorare in ambito universitario o (in generale) della ricerca. Questo vale sia per l'Italia che per l'estero (e almeno il PhD è riconosciuto ovunque, senza le tante procedure che capita di dover mettere in atto per l'accreditamento della laurea, a volte - vd. USA - persino del diploma).
Quindi, se anche le prospettive in patria sono vicine allo 0 fisso, se in ogni caso si spera di fare il salto verso l'estero è una fase non eludibile.
Da un paio d'anni le borse di studio sono diventate più accettabili e si aggirano mediamente attorno ai 1000€/mese (che non è male visti gli stipendi correnti) e con la gestione separata si accumulano mesi utili per quando (se mai) fra 300 anni ci si troverà a fare i conti con l'INPS. Il tutto per un triennio. Ovviamente questo vale solo per chi vince il concorso con un posto "con borsa", che si badi però mica è prevista per tutti i vincitori (soprattutto nelle facoltà umanistiche o di scienze sociali). I senza borsa, beh diventano sempre più rari i casi di chi riesce a finire il percorso. Gli obblighi di frequenza, le ore di ricerca, studio, la necessità di partecipare a convegni ecc.: estremamente difficile conciliarli con la necessità di lavorare. Il guaio è che con le continue accettate all'università non solo diminuiscono i posti con borsa, ma addirittura chiudono interi dottorati per mancanza di fondi di copertura.

Il dottorato dà anche qualche punticino in più se si decide di partecipare ai concorsi pubblici o se la propria mira è l'insegnamento nelle scuole; tuttavia non so quanto convenga poichè quei punti potrebbero essere accumulati (se ci si riesce) anche con lavori a tempo determinato dentro il settore.
Poi beh, non subito ma nel futuro può sempre diventare un titolo in più una volta difficoltosamente avviata una carriera in campi almeno compatibili.

Dunque, eccettuate le sempre più difficili ricerche di lavoro all'estero certo non dà molti sbocchi immediati, in particolare per i "non scienziati", tuttavia è un'esperienza lavorativa importante ed anche gratificante, che non ha nulla a che fare con il restare a frequentare l'ambiente universitario. E' un piano decisamente diverso a livello di impegno e approccio personale, oltre che professionale.
« Ultima modifica: Gennaio 27, 2012, 01:23:44 pm da purple »
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Re: Universitari & co.
« Risposta #2577 il: Gennaio 27, 2012, 03:30:29 pm »
l'ho fatto proprio la settimana scorsa, sia in italiano che in inglese, per me e per il mio fidanzato, una rottura! non mi piace neanche com'è impaginato, però pare che sia consigliato o forse in alcuni casi proprio obbligatorio ???
bah, molte aziende lo trovano inutile, io lo sto facendo per un progetto europeo a cui voglio partecipare, comunque sì, impaginarlo è un enorme cottura di roglioni.
Ovviamente il tutto è preso di peso dalla cultura americana: se io italiana leggo un curriculum in cui una persona mi scrive "tra le mi caratteristiche personali c'è la capacità di fare squadra" mi metto a ridere, un americano ovviamente ci casca.

Bellatrix

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2578 il: Ottobre 29, 2012, 11:30:23 am »
Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh hhhhhhhhhhhhh.


Piani di studio ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Non prenderò mai la laurea!!!!

purple

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Re: Universitari & co.
« Risposta #2579 il: Giugno 09, 2016, 10:56:26 am »
http://www.repubblica.it/scuola/2016/06/09/news/nuove_abilitazioni_per_l_universita_si_parte_a_luglio-141619656/

tipo criteri "a piacere".
Vederemo quando dettagliano. Messa così potrei fare domanda pure io. :nanna:

Qua si gioca la guerra sempre più feroce "collocazione editoriale dei prodotti scientifici presso editori, collane o riviste di rilievo nazionale o internazionale".
Comunque se ne deduce che deve essere entrato qualcuno proveniente da forti settori umanistici o delle scienze sociali fra gli alti papaveri che decidono, per aver abbassato il numero pubblicazioni rispetto agli standard pagliacciata degli "scientifici", che ormai mettono il nome negli articoli anche se si sono limitati a portare il vassoietto del caffé in laboratorio*.



*non che voglia contestargli i metodi, ma di sicuro il fatto che credono che tutto funzioni solo come da loro e siano gli altri a doversi adattare.
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