secondo me, deve essergli venuta fuori una cosa così, altro che Bastardi
(poi ne riparliamo meglio e più approfonditamente, del Barbarossa appena uscito – qualcosina l’abbiamo già detta)(e grazie a Nonsonougo per le traduzioni in grammelot quasi-milanese)
ovvero: il divo dei fotoromanzi Gordon Grey, i controllori coglioni delle FS, la disintossicazione da stress, l’imitatore telefonico dei servizi deviati, l’Actors Studio, Alberto Castagna che si tocca le palle, la posizione supersegreta dello Yoga, un maestro Zen chiamato Kamy e molto altro
Sentite qua che storia: c’era una volta Sabina, piccola fiammiferaia slava di umilissime origini, povera e maltrattata, che a quattordici anni scappò di casa col surfista di fama mondiale, colpo di fulmine!, e poi però a diciassette anni mollò il surfista di fama mondiale e venne a cercar fortuna in Italia, senza documenti e senza un soldo, spiantata ma coraggiosa, determinatissima, e a Roma incontrò per caso – per strada: ehilà, chi si vede! – incontrò il divo bonazzo dei fotoromanzi e fu subito colpo di fulmine, il secondo, e grazie al divo dei fotoromanzi arrivarono i primi lavori da modella, lo showbiz!, e fu notata dal produttore bellissimo che somigliava ad Al Pacino e di nuovo BAM! colpo di fulmine, au revoir divo dei fotoromanzi, e arrivarono i primi lavorucci in televisione e al cinema, i salotti bbene, e finì per conoscere l’italiano più influente di tutti, colpo di fulmine!, l’amore più grande della sua vita – ma soltanto spirituale, platonico – e cominciò a intrallazzare in posti esclusivissimi con gli uomini più famosi e facoltosi del mondo, e il tutto – questa sua irresistibile scalata su su fino alle stelle, dalle “pulizie in fabbrica” alle fiscio con Fabio Testi e alle serate con Apicella – grazie semplicemente al suo “charme” e al suo “saper ascoltare” e agli insegnamenti del suo “maestro Zen” e al ferreo proposito di “non darla mai a nessuno”.
Cioè, come dire, le allegre donnette che gironzolano intorno a Silvio Berlusconi mettono a dura prova la nostra credulità con una disinvoltura e una stravaganza che al confronto, lo stesso Silvio Berlusconi – che si sa di queste cose è maestro – quasi quasi ci fa la figura del pivello.

Che ve ne pare – ora ci leggiamo assieme qualche pezzetto dall’intervista – non sarà magari all’altezza degli autisti di Craxi e degli stallieri bombaroli e delle corna ai boyscout, va be’, ma siamo comunque a un livello d’altissima eccellenza, no?, nei dintorni come minimo delle improbabili sceneggiature che stanno dietro certe squallidissime fiscio Mediaset, sapete, di quelle con le pubblicità col MIDI roboante “in prima visione tv” (prima e ultima) e il nome del regista finto anglosassone “con la regia di Steven H. Papparone Maroney” (fanno come le pornostar, c’hanno il nome d’arte per non farsi riconoscere, si vergognano)(e per la cronaca, già che ci penso, c’è giusto una pubblicità del genere in rotazione da qualche settimana, di una robaccia che si chiama Intelligence – appropriatissimo – con Raoul Bova e la regia di uno che boh, a proposito di pornostar, appunto, si firma Alexis Sweet), la vita di Sabina Began – o almeno, come dire, questa cosa bizzarra che c’ha raccontato lei – potrebbe infilarcisi alla perfezione, eccome!, nella sceneggiatura alticcia di una fiscio Mediaset:
A 14 anni sono scappata di casa con Andy Laufer, un campione di windsurf conosciuto in discoteca
e poi però lui la tradisce, nonostante gli sforzi della piccola Sabina,
Ero stata così ingenua da pensare che, per tenere lontane le altre donne, bastasse il bagnoschiuma che gli avevo regalato
e allora, anziché tornarsene a fare “le pulizie in fabbrica” (e a rimorchiare surfisti in discoteca),
a 17 anni, senza passaporto, sono salita su un treno per l’Italia. Quando passava il controllore, mi accucciavo sotto il sedile
e in Italia
a Roma ho cominciato a fare la babysitter. La svolta è arrivata in Piazza di Spagna quando ho incontrato Gordon Grey, il mio idolo dei fotoromanzi. Gli ho chiesto l’autografo, lui mi ha lasciato il numero di telefono. Il giorno dopo vivevo a casa sua.
e poi, mollato Gordon, passa da un appartamento “con un’amica showgirl, Fanny Cadeo” al “vicino di pianerottolo Paolo Bonolis” a
Giovanni Di Clemente, il produttore. Bellissimo, sexy, sembrava Al Pacino
lui è sposato (Al Pacino, eh?, uhm) e Sabina gli fa da amante per sette lunghissimi anni, ma poi però siccome lei è “una ribelle, uno spirito libero”, lo molla così su due piedi, gli ridà indietro le pellicciazze di visone e i collier di diamanti e le confezioni di pasta a forma di cazzetti, “gli ho restituito tutto e l’ho lasciato” – intanto comincia a lavorare in televisione e anche là si vede che è una ribelle, uno spirito libero,
Mi avevano fatta bionda ma io non mi ci vedevo, e un giorno mi sono presentata con i mie capelli neri. Non fui cacciata perché Alberto Castagna diceva che portavo fortuna
e al cinema uguale [*], vogliono affibbiarle la parte della protagonista bellissima e giovanissima ma lei non ci sta, punta all’Oscar e vuole fare la megera,
Pensavano di farmi fare la bella del film, io invece volevo dimostrare che potevo interpretare la madre rugosa
finché un bel giorno, “grazie a una coppia di amici stranieri”, conosce Silvio Berlusconi e la sua vita cambia per sempre (se l’è tatuato sul piede: “illumini la mia anima e cuore per sempre S.B.”),
mi ha folgorata con il suo carisma [...] mi ha regalato un dvd dei suoi discorsi [...] è un rivoluzionario, un combattente per la libertà e per il popolo [...] c’è chi si tatua il volto di Che Guevara, per me è la stessa cosa
il loro è “un rapporto assolutamente platonico” che le spalanca le porte del jet set internazionale, se ne va a cena con Roman Abramovič e fa da cicerone a George Clooney tra le stanze da letto di Palazzo Grazioli,
era ammirato dal letto a baldacchino, quello che il presidente ha fatto realizzare identico al modello raffigurato in un quadro portato in regalo da Putin
e non c’è niente di strano, maliziosi comunisti invidiosi che non siete altro,
Mi sono comportata con autenticità, mantenendomi indipendente [...] Non la do a nessuno. Ho un certo charme, mi so comportare. Al mondo una persona fidata, una confidente che sa ascoltare, vale più di un cognome o di un titolo.
non c’ha nulla a che fare con le escort, Sabina, e anzi, quali escort?
Non credo alle registrazioni. In giro ci sono abilissimi imitatori della voce di Berlusconi. E se anche il presidente fosse interessato, non avrebbe certo bisogno di pagare una donna
e non c’ha nulla a che fare nemmeno con la cocaina di Tarantini,
Io che da anni mangio solo cibo biologico, patita di Yoga in grado di fare posizioni che si acquisiscono solo dopo anni di meditazione ed esercizio. Sono una seguace di Kamy, un maestro Zen che ho conosciuto a Lanzarote
e nelle intercettazioni telefoniche dove si parla di una Sabina che s’è sentita male (ci sono Tarantini e un altro tizio che parlano tra loro di coca), e c’è questa Sabina che dice “basta disintossicarsi da questa vacanza”, pensate un po’ – era in vacanza, sì, ma stressatissima,
Quando nelle intercettazioni parlo di disintossicazione, intendo dallo stress
E non infierite, poveraccia, che Sabina non ce la fa più a “rassicurare mia madre al telefono ogni giorno” – è preoccupata.
[*] sì va be’, cinema!, un film che si chiama Aitanic diretto da Nino D’Angelo – ma c’è una cosa interessante, sì, perché la scheda del film (eccola) dice che Sabina Began “ha frequentato l’Actors Studio di New York”: quando? come? non si sa, lei non ne parla, boh, chissà, forse tra il surfista famoso e Gordon Grey (quando passava il controllore, Sabina si nascondeva sotto il sedile del Boeing 747)
di Betty Moore,
Categoria: l'amore ai tempi delle malvestite, very important malvestite
Col doppiaggio straordinario dell’utilizzatore finale aka superman, starring il lettone monumentale di Putin, lo schiavo inquietante, i soprammobili kitsch, la panciera e la comunista frigida (“a Tarantì, ma chi cazzo m’hai mannato?”):
si può dirlo meglio di così?
sei il più disgustoso uomo che abbia incontrato da quando sono nata, hai messo in luce tutte le ignobili caratteristiche della personalità maschile, anche scoprendone alcune davvero nuove… tu sei fisicamente ripugnante, intellettualmente ritardato, moralmente riprovevole, volgare, insensibile, egoista, stupido, sei privo di gusto e hai un osceno senso dell’umorismo
non si può.
di Betty Moore,
Categoria: l'amore ai tempi delle malvestite, maschioni, very important malvestite
Ieri sera mi stavo guardando la premiazione degli Emmy, sapete, con tutti quegli attoroni mmerigani fantastici, adorabili, bravissimi!, e io però me li guardavo con sufficienza, come dire, mi sembravano tutti quanti delle mezze seghe, delle caccoline da niente – mi frullava ancora per la testa l’insuperabile performance che s’era vista poco prima, questa, la maschera di disperata sofferenza di Daniela Santanchè: che intensità!, che sentimento!, che brividi!, ditemi voi se è o non è degnissima di rivaleggiare con le più alte commoventi interpretazioni d’ogni tempo, eccome se lo è, se le magna tutte quante!, per esempio non so, se proviamo a infilarla dentro un classicone del genere, toh, altro che l’originale,

ed è versatile, altroché, è così profondamente espressiva che la si potrebbe utilizzare tale e quale per interpretazioni più estreme, l’angoscia!, il terrore!,

il paranormale!

o anche, meglio, interpretazioni definitive,

(e così via, che ne so, la Santanchè e la VHS mussulmana maledetta, la Santanchè inseguita dai dinosauri mussulmani – può infilarsi dappertutto!)

e di fronte a uno spettacolo così doloroso e toccante, immaginando poi lo scenario quello reale, rimasto purtroppo misteriosamente privo di testimonianze video (cosa ci siamo persi!, “sono stata colpita da un uomo con un braccio ingessato, un altro voleva usare contro di me un cartello stradale divelto“, che meraviglia!, è un film di Mel Brooks!), e quindi insomma cosa volete che me ne impippi degli attorini della televisione mmerigana, i miserrimi, che al confronto impallidiscono – e lasciamo stare il malvacarpet, tzè robetta,

quella con la zip-cicatrice, quella cogli asciugamani del bidet arrotolati sulle spalline, quella coi santini di Obama e il mantellone astrologico, quella col bustino di Wonder Woman candegginizzato, bah – l’unica appena decente, l’ultima a destra, è roba di qualche settimana fa, i Daytime Emmy: quella che fa i pesi col cadaverino impagliato, ecco, quella mi piace.
Poveri poveri catto-bruti impauriti che non possono ricorrere alle maniere spicce dei bei tempi andati quando si strapazzava la gente scema e superstiziosa e ignorante con quei deliziosi vaneggiamenti autoritari così disumani e violenti e celestialmente splatter, che è il linguaggio che più s’addice ai sant’uomini di fede – salmodiava Padre Pio (santissimo!) a proposito dell’aborto, senza peli sulla lingua (santissima!),
Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità [...] I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un’abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini
bei tempi, altri tempi, ah! (sospiro), al giorno d’oggi per fare quello sporco lavoro là del cattolico regnante, promuovere sofferenza e inciviltà e ignoranza e disperazione, che noia, sono necessari mezzi molto meno grossolani, più subdoli e macchinosi; uff!, non si può neanche più parlare di anima e di eternità e di peccato e di inferno, è come parlare delle renne di babbo natale a nessuno gliene frega niente, si può giusto delirare un tantino rivendicando per esempio, che ne so, il valore sacro di vaghissime non meglio identificate astrazioni spirituali, come l’ammore di Giuliano Ferrara – che lo vede così, il fine ultimo della pillola RU-486 (cito)
Perché sia compiuta l’opera di scristianizzazione dell’amore
oppure, per esempio, si può buttarla sul vetusto muro contro muro politico-ideologico peppone e doncamillo abbaiando contro i comunisti senzaddyo che ci fanno il lavaggio del cervello – è la strada che ha scelto Gabriella Carlucci, cito
L’AIFA è stata condizionata dalla campagna ideologica e relativista messa in atto dalla sinistra italiana
ma anche qui, che volete, a nessuno gliene frega niente – a parte certo qualche sparuto gruppuscolo di satolli bburinoni celtocrociati che c’hanno mezzora di tempo libero prima della partita di calciotto – oppure ancora, ecco, si può ribaltare la situazione facendoci la parte dei compassionevoli difensori della donna randagia abbandonata in autostrada dalla società cinica e senza scrupoli (cito)
si cerca di scaricare sulla donna sola la responsabilità della decisione. Si torna a una forma di privatizzazione dell’interruzione di gravidanza. All’inizio si è legalizzato l’aborto proprio per toglierlo dalla clandestinità, ora il medico se ne lava le mani e il peso di coscienza ricade sulla donna
ma insomma è un ribaltamento così evidentemente pretestuoso (una donna che vuole poter abortire è una donna che vuole potersi prendere in prima persona la responsabilità di abortire) che no, meglio lasciar perdere, troppa confusione, l’unica debole possibilità d’arginare lo sporco mondo freddo e insensibile e scientista è opporgli qualcosa che pretenda d’inserirsi in questo stesso suo ordine di idee, razionale, niente animelle e inferno e ammore e comunisti e coscienze, bisogna muoversi (almeno apparentemente) su argomenti basati sulla sostanza più concreta e verificabile delle cose (noi? oh, noi? noi siamo “uomini di ragione” – cit. Giuliano Ferrara – mica c’appecoroniamo su strampalate credenze primitive dettate da una combriccola di mistici arteriosclerotici asessuati in sottana) – si tratta comunque di argomenti ridicoli, ma insomma oh, ci si prova – e allora ecco che
1) si tenta di controbattere sul piano scientifico: la pillola RU-486 fa male alla salute, uccide, cito (dall’interrogazione dei quattro senatori dell’Ave Maria)
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