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Coppia malvestita #35 - le prugnone secche

Da lontano m’erano sembrate uno di quei grumoni scuri fatti di spazzatura e alghe appiccicose che finiscono sparpagliati sul bagnasciuga, poi però avvicinandomi ho visto alzarcisi le nuvolette sbuffose (1) e ho pensato ai resti fumanti di un falò, e poi più da vicino ancora ho visto brillare l’enorme cornettone (2) e allora ho capito che c’erano due possibilità, la carcassa carbonizzata di un elefante o una coppia di semo-bburine iper-melaninizzate.

malvestite prugne secche

Patite dell’abbronzatura estrema con un sacco di tempo libero e niente da fare (spiaggia - tabaccaio - spiaggia - lascia stare che c’ho io due pacchetti), le nostre malve sono ad un passo dal superare il punto di non ritorno (cosiddetto Sunsweet Magda - in onore di una pioniera del prugno-secchismo: qui top-lessata) in cui l’extra-dopaggio di radiazioni ultraviolette trasforma la sensualissima venere color nocciola dei nostri sogni in una raggrinzita prugnona secca d’età indefinita: la malva di sinistra è parecchio in vantaggio sulla strada dell’essiccazione corporale, il che le garantisce una più intricata ragnatela di piegoline sbrindellose (3 - che al minimo piegamento la ricoprono tutta tipo siccità desertificante), mentre le tettine abbrustolite (4) che gli pendulano defunte sull’ombelico non sono in questo caso un buon termine di paragone, perché la malva meno incartapecorita ce l’ha chirurgizzate di fresco (5 - giurerei che gliele hanno riempite col das: ogni volta che c’appoggiava sopra qualcosa le restava l’impronta, bisognava rimodellare la tetta a mano con un movimento rotatorio tipo quello per fare le polpette) - e non lasciatevi ingannare dal mucchietto di cremine discount (6), non hanno alcuna funzione anti-melanomizzante, al contrario, se le spalmano addosso nella sola speranza che qualche loro inquinante esalazione contribuisca a spalancare il fastidioso ombrellone lassù dell’ozonosfera.

Malvestita #329 - buco nero di tipo 2 (var. Atreyu)

buco nero di tipo due, variante atreyuOh ciao, rieccomi, scusate l’assenza: è stata una settimanaccia terrificante. Per distrarmi un po’ ieri sono andata a fare due passi in spiaggia, che come sapete è un zoo dell’orrore pieno di squallidissime oscenità nudaiole, una specie di planetario malvestito, l’unico posto al mondo dove si possono studiare certi interessanti fenomeni malva-astronomici: l’anno scorso, ve lo ricordate? abbiamo esaminato il buco nero di tipo due, quest’anno invece diamo un’occhiata a uno sconquasso spaziotemporale della stessa categoria che si manifesta in condizioni simili (anche qui abbiamo il tanghino microscopico - 1 - risucchiato quasi per intero dalla turbolenta carnosità malvestita) secondo però una configurazione inversa (la gigante scottata è relativisticamente ribaltata) ed è associato ad un movimento oscillatorio uguale e contrario di due enormi masse carnose colonniformi (2 e 3 - sulle quali si genera la simultanea inarrestabile attività ondulatoria della superificie molla, che si propaga giù giù fino ad arricciare i piccoli ditini storpi frencettati - 4), una tale immensa forza gravitazionale (guardate là le tettone toplessizzate - 5 e 6 - come se ne giacciono sgonfie e sfrittellate sull’asciugamano), io, che avanzavo incespicando nella foresta di ombrelloni e asciugamani, a trovarmi improvvisamente davanti questo varco mobile di materia oscura tremolante (col buco nero centrale che m’ammiccava sauroniano), be’, per un attimo ho esitato - mi sentivo sola e indifesa come l’androgino minifricchettone contro le sfingi disintegratrici.

Coppia malvestita #18

coppia di malvestiti mutantiAccantoniamo le sacre celebrazioni del malvanatale e torniamo ad occuparci di altre (le solite) più prosaiche piccolezze. Cominciamo con questa simpatica coppietta di fidanzati (dice: come lo sai che erano fidanzati? dico: eh, non lo so, ma lui precisissimo ogni tot le mollava una sculacciata dietro - e tutto che le vibrava, vibrava, non immaginate quanto a lungo le vibrava, appena finiva di vibrare lui sciaff!, ricolpiva).

Lo so che sembra ma no, non sono due fidanzati qualsiasi. Durante il volo di un razzo sperimentale, a cui i due parteciparono in qualità di scimpanzè ammaestrati, vennero investiti da una tempesta di raggi cosmici che li cambiò radicalmente, donandogli speciali poteri: lei, che da quel momento venne ribattezzata donna lupo, scoprì di non poter fare a meno di coltivare lunghi arricciatissimi e bene in vista i pelazzi di ascelle e (ma solo nei periodi di luna piena) parti intime; lui, che oggi si fa chiamare uomo verme, provò da subito l’irresistibile desiderio di indossare costumini attillatissimi dai colori accesi su cui spiccasse distintamente l’osceno e disordinato arrotolio dell’organo quello lì, avete capito; e non è finita, come se non bastasse, hanno ricevuto entrambi il dono del malvestitismo assoluto, di un bburinismo superumano.

Li ho beccati in spiaggia l’altro ieri e siccome sono una grande fan del fumetto a loro dedicato (la donna lupo accoppa i nemici avvolgendoli e stritolandoli, mentre lui invece, be’, come dire, lui pure) mi ci sono avvicinata per un autografo - e così ho potuto guardarmeli per benino.

Lei indossava un bikini leopardato (1) piuttosto semplice, con una chiazza priva di maculatura in centro al seno (forse una trovata fashion, forse una lavatrice sbagliata, chissà); il pareo copri-culone (2), che è una specie di vello nero trasparente ricamato di bianchi sbriluccicanti arabeschi, fiori e farfalline, sistemato in modo che ci sia una appropriatissima finestra aperta proprio lì, sull’inguine - e ci sono anche delle lunghe frange nere scompigliate, forse dei rastini del suo stesso pelo rimasti impigliati nel tessuto; il gioiellume d’ordinanza consiste in due grossi cubi di plastica trasparente (3) che le penzolano dalle orecchie tipo arbre magique (dentro secondo me c’è qualcuno, spaventatissimo), un orologetto e un braccialettozzo tutti e due d’argento, niente di che (sul braccialettozzo, che è uno di quelli con le placchette componibili, c’è scritto “acquario” - disposizione alla paccottiglia oroscopica che risalta anche dal tatuaggio sulla caviglia - 8 - un sole con la luna e le stelline, boh).

Lui, oltre al già citato costume attillatissimo (4 - color rosa barbie - che è anche il color rosa malvestite, ora che ci penso - marca Freddd, con tre D, sì, un taroccone mostruoso della Freddy), ha una medaglietta militare (5) al collo, che credo gli serva per enfatizzare ulteriormente una sua qualche strana necessità di mascolina esibizione (a me, invece, mi veniva voglia di guardare se c’era scritto che marca di mangime per cani preferisce); un tatuaggiazzo tribale (6) sulla spalla, i peli rasati sul petto e sulle gambe in travolgente ricrescita (forse l’aveva fatto per la fidanzata, per non mettercisi in competizione), e sottobraccio un asciugamani raggrumato (7) che, se non ho visto male, aveva al centro un mega swoosh della Nice. Sì, con la C.