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Angelina Jolie e Brad Pitt, Putin Junior, un nulla in miniatura e il solito duo di bburinetti in erba

Allora ricominciamo con una cosa forse un po’ datata (va be’, c’ha due settimane) ma chi se ne frega, riguarda le più alte sfere del very important malvestitume e due paroline dobbiamo spendercele per forza: a me m’è capitato di darci un’occhiata in spiaggia tra i palmizi assolati di Porto Marghera e quasi m’andava di traverso la piña colada, ne sono rimasta subito entusiasta, non vedevo l’ora di scriverci su qualcosina. Pensate solo al titolone geniale e appropriatissimo che c’hanno appiccicato quei minchioni di Vanity Fair, che si rifà manco troppo subliminalmente alle tipiche formule che si usano quando vuoi simpaticamente far sapere al mondo come t’è andata durante l’ultima gita al gabinetto: Due pezzi di noi.

i due bburinetti con l'uomo vero dall'ascella pettinataE’ stata una progressione fantastica, prima il bimbuccio cambogiano col crestone punk che s’intonava perfettamente ai tatuaggioni con le tigri e le scrittone misteriose che svelano in un alfabeto estinto la ricetta della pietra filosofale allo zabaione, poi a causa del cambio d’arredamento e i divani nuovi di pelle nera lucida ecco l’Africana in tinta che ce la metti sopra in un angolo vicino ai braccioli e fa un figurone che con un cuscino qualsiasi te lo scordi, poi dopo siccome gli prende la fregola che vogliono usare al più presto un nome esotico super-evocativo che hanno trovato nella rubrica di Confidenze Nomi alternativi a Micia e Minù per il tuo gattino (fino al quel momento accidenti avevano usato soltanto nomazzi bburinissimi - Maddox e Zahara - che sembrano pescati da un film con Van Damme diretto da Carlo Verdone) e siccome i marmocchi è più facile e veloce comprarseli là in Asia (dove la cosa funziona come con le consumazioni nei bar di un villaggio vacanze, li si scambia con le collanine) eccoti un altro piccolo orfanello dai quei posti là (ex Pham Quang Sang - che tradotto è “Gianfranco D’Angelo” - oggi Pax Thien, “Pace Paradiso”: come il figlio di Maurizia) e poi ancora infine - ché ormai è diventata una gran noia e pure parecchio cheap adottarli all’estero, una roba così consumata e strapallosa che c’è gente che va in giro a rubare neonati come si fa coi pacchettini di tictac alla cassa del supermercato (”ops mi scusi, ero sovrappensiero e me lo sono ritrovata in borsa”) - allora meglio e più chic procrearli naturalmente, fuori uno (Shiloh [*]), e poi insomma così facciamo prima ecco gli ultimi arrivati: due in un colpo solo shakerati ben bene in provetta col gene del labbrone materno in pole position in modo che così spuntano fuori già col broncetto turgidamente sexy.

Pace Paradiso già flirta irriverente coi fotografiNelle foto minimalissime su sfondo bianco a contorcersi e scherzare amabilmente sulle lenzuola bianche sono tutti acchittati di bianco perché la scena deve apparire eterea e morbida pulita e rassicurante, perché sono strafamosi e ricchi sfondati (e tu che leggi lo sai, che si trovano nel villone francese d’epoca chicchissimo che costa diecimila orfani non sieropositivi al minuto, ma quasi non si direbbe, oh, c’hanno le pareti nude e crude come a casa mia! - a parte certo le lampade e i pomelli delle porte che s’intravedono ogni tanto, brillanti d’oro massiccio) saranno pure dei supervim galattici ma in fondo la verità è che sono persone semplici con un cuore semplice che amano le cose semplici, per questo si sono truccati da struccati e lei in vestaglietta merlettata Arte Povera s’è persino disegnata un umanissimo brufoletto sulla guancia (toh), lui c’ha la canottierona da vero uomo ruspante col petto abbronzato depilato al laser e l’ascella pettinata col gel e la riga da una parte, mentre i marmocchi già grandicelli se ne stanno civettuoli in questo stato qua - a parte Zahara che ciuccia ipnotizzata un leccalecca e non presenta rilevanti segni di bburinità precoce, strano - rispettivamente: Maddox col ciuffo moicano color puffo e la magliettina ganzetta Yamaha (altro che pupazzettini tenerini 012 Benetton - non dimenticate che stiamo parlando di quello che per l’ottavo compleanno gli hanno organizzato una guerra coi carri armati nel giardino dietro casa); Pace Paradiso esaltatissimo che scalcia col faccino convinto da bulletto e il caschettino mesciato sul davanti, i pantaloni militareschi (che pendantizzano col coltello giocattolo appeso al braccio) la cravattina boho sul petto ignudo e i trasferelli sul bicipite perché i tatuaggi è giusto aspettare almeno che so la prima pubertà, la prima pipetta di crack, il primo bukkake, il primo scappottamento omicidio-colposo col suv-carro-armato; Shiloh con la magliettina che non si capisce se è sponsorizzata o no (George) ma soprattutto lo smalto sulle unghie delle dita artisticamente spennellato a cazzo di cane, bicolore e mezzo sbiadito, un vero tocco di trendy miniaturizzazione bimbominkia.

è tutto Putin bello di mammaCi si aspetterebbe una intervista all’altezza del servizio fotografico e infatti, per l’appunto, tutta un’infiorettatura di ovvietà Piccole Donne con l’emozione del parto e i ringraziamenti al dottore (che ha un nome francese! un dottore francese in Francia in una clinica francese cogli infermieri francesi e la brasserie al primo piano e il barbone francese fuori nel parcheggio francese che suona la fisarmonica francese! è così, come dire, aristogattoso!) le bambine ovviamente che giocano a fare le mamme di riserva, il bagnetto i pannolini le poppate i nomi della madre morta e del nonno di lui e uno dei gemelli che è nato prima dell’altro (“quanti nanosecondi prima?” chiede interessatissima la giornalista robot di Vanity Fair) e bla bla bla, lui di gran classe che giustifica la famiglia numerosissima ricorrendo a quello stesso formulario da gabinetto e dice “ho sempre pensato che se devi farlo devi farlo grosso” e poi compiaciuto non si sa perché la butta sul demenziale “Knox è una miniatura di me, quando è nato aveva la faccia di Putin” (no dico, Putin? di tutti i rubicondi pelatoni del mondo, proprio Putin, con quegli occhietti porcini da malvagio? a ’sto punto non era meglio Dr. Evil?) e invece la femmina più filosoficamente “ha lo spirito di sua madre”, cosa che del resto abbiamo sempre sospettato: afferra caga fai pipì scuoti mangia (poco) fai rumore con le labbra ridi insensatamente guarda il mondo con espressione vacua e disperata (bonus: copula).

Chiude il tutto un allucinante articolone (”tempo di lettura cinque minuti”: più altri due tre per toglierti dalla testa l’ansia rimbombante “mio dio perché sto leggendo questa cosa?”, che rischia d’aggravarsi se si passa poi per sbaglio sulla pagina di Enrico Mentana - dove ci spiega con la consueta gioconda semplicioneria rintronata che gli italiani di Berlusconi sanno tutto tutto tutto e però gnegnegné lo votano lo stesso, ciapa lì! - oppure peggio se si passa sull’intervista di Valeria Mazza, intitolata Se ripenso al mio culo) un articolone dicevo di Chiara Gamberale (forse la conoscete: è il prototipo immortale della scrittrice di instant-remainders, ha un ruolo letterario di spicco, produrre robaccia mediocrissima che serve ad agghindare gli scaffali più alti della libreria in corridoio, che tanto nessuno riesce a leggere il nome dell’autore - perché ehi ho capito i libri posticci ma il polistirolo costa più della carta) articolone dove si accumulano una serie di scombussolanti deliri a partire da raffinate e profondissime riflessioni antropologiche tipo “penso che ogni epoca ha bisogno dei suoi riti e dei suoi miti, dei suoi idoli e dei suoi misteri”, quindi il paragone Jolie-Pitt / Iside-Osiride, per cui “alle maledizioni del Sole si sostituiscono i pettegolezzi dei tabloid, tanto la colpa è sempre e comunque di Seth, il dio dell’Invidia” e poi via al filosofeggiamento del Tavernello scaduto, “il loro messaggio, la loro promessa: dimostrare che nascere non significa necessariamente essere, ma in qualunque esistenza (qualunque) c’è spazio per il diventare, il più è dato dall’accadere” (questa Gamberale è fantastica, no? che concentrato di entusiaste insensatezze tutte in un colpo!) e ancora i gemellini Jolie-Pitt avrebbero il compito di dimostrarci che “si può essere soli, adolescenti tormentati, uomini e donne insoddisfatti, in crisi d’identità, ma se si stabilisce una volta per tutte che famiglia ormai non vuol dire niente, se non il fatto incredibile che famiglia può essere ovunque famiglia si faccia, allora c’è posto per tutti. Per non sentirsi a posto, magari. Ma c’è posto” (cioè praticamente come riscrivere con enfasi melodrammatica, senza dire un bel niente di vagamente intelligibile, la trama di Lilo & Stitch) - è una gran rivista Vanity Fair.

[*] ok per scrupolo sono andata a wikipediarmela e ho scoperto che no non è così, ho sbagliato - però ormai l’ho scritto e non mi va di cambiarlo, dai, teniamocelo così - Pace Paradiso l’hanno preso dopo Shiloh; quindi, uhm, questo vuol dire che il nome esoticissimo di Confidenze gli sarà pure piaciuto, va be’, ma sprecarci un figlio biologico tutto intero deve essergli sembrato un po’ eccessivo.

Buon natale! (preghiamo)

Fratelli e sorelle qui riuniti nella celebrazione del Natale, che l’Amore e la Comunione con il Suo eterno Santissimo Malvestitismo siano con voi, e con il vostro spirito [insieme: Amen].

adorazione dell'anticristo malvestito

Per celebrare il Santissimo Mistero dell’Infante con la Cresta santissimamente ingrassata già all’istante della Nascita (il Primo Miracolo) - che al confronto gli scugnizzi con l’orecchino in prima elementare sono angioletti di ultima classe - riconosciamo ora i nostri peccati: confesso che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, [battendosi il petto] per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa, una volta m’è venuto persino da ridere davanti ad una Louis Vuitton Mirror tutta d’oro enorme che sembrava una Samsonite, mia colpa mia grandissima colpa, il Santissimo Mesciato abbia pietà di me. Preghiamo [insieme, un paio di volte: Mesciato pietà, Mesciato pietà].

Della sua venuta al mondo, leggiamo dal vangelo di Pax Thien, 2-12:
E una volta finalmente che la scelta fu ispirata dal Santissimo Spirito, ricadendo così sull’unico tra la miriade di orfanelli incartapecoriti a cui il Signore Nostro volle concedere i denti ancora buoni e la sieronegatività, la Santa Madre lo avvolse in fasce e lo depose nel Santissimo Portabagagli, perché stava in partenza e con tutta la montagna di cose che c’aveva dietro sui sedili non era giusto che il Santissimo Infante dividesse il posto con altri volgari souvenir (nel Santissimo Portabagagli c’era ad attenderlo l’adottivo Santo Papà) [insieme: Alleluja!].

Del suo immenso potere, dal libro XV dello Pseudo-Zahara:
Un bimbo suo vicino morì e la madre lo piangeva disperatamente. Udito ciò, Egli andò da loro e si piegò sul bambino e gli batté sul petto, dicendo “Ehi, coso, capisco che i tuoi non hanno la jacuzzi olimpionica e neanche la limo di proprietà ma non morire, ogni tanto ti presto la mia di limo, vivi!” e subito il bambino si alzò. Al che Egli andò dalla madre del bambino e a dimostrazione dei suoi desideri santissimamente precoci (Secondo Miracolo) disse “Prendi tuo figlio e dagli la mammella, fallo pure qui davanti a me che non mi vergogno, ehm” [insieme: Alleluja!].

Ricordiamo e veneriamo la gloriosa sempre vergine Madre, il suo sposo che oggi è ma domani può anche essere di no (veneriamolo poco, quindi), i santi apostoli e gli umili fratellini Pax Thien, Zahara (ma anche questi con moderazione, che c’hanno la garanzia in scadenza), preghiamo perché ci offrano aiuto e protezione, e preghiamo perché la stessa benevola mano sia offerta ai blasfemi imitatori che nel peccato acquistano pure loro dei teneri negretti ma poi alla fine neanche sono capaci di cambiargli il nome, mettendogliene uno celestialmente poetico, e invece gli lasciano quelle orride cose tipiche dei negri, come Mandingo o Fifty Cents. Preghiamo [insieme: Amen].

Raccogliamoci dunque in meditazione e in preghiera: possa farci da tramite per il Signore la superba bellezza del dipinto sopra esposto (un Santo Clic per vederlo più in grande - qui in versione stragrande per i fedelissimi duri e puri che se lo volessero mettere come wallpaper), le cui ispiratissime grazie possono sì indurci in quel giusto stato di tranquilla serenità d’animo, per raggiunger così le più alte sfere dell’Amore Celeste: ammirate la Santissima Trinità Malvestita, il suo amorevole e onnipotente dominio sullo stuolo di adoranti mortali [insieme, due volte: Oh mio dio quello là cogli occhiali da sole è Roberto Cavalli].

“Prendete e bevetene tutti - disse il Santissimo Pargolo - io in teoria dovrei aspettare i ventuno… be’, credeteci” [insieme: E' cosa buona e giusta].

La vigilia

Allora, il countdown qui a sinistra è (era) ufficialmente sballato, sul fuso orario dell’Australia o di chissà dove: il fatto è incontrovertibile e non c’è countdown che tenga, l’anticristo malvestito nasce domani cinque agosto, sono sicurissima, così che oggi è senza dubbio, sì, quella che si chiama la Vigilia. Vale a dire, domani è il Natale Malvestito.

Cercate di prepararvi spiritualmente all’evento. Cercate di immedesimarvi: oggi è il giorno che la Santa Mamma si è recata al Santo Orfanotrofio, lasciando che la mano dello Spirito Santo la guidasse nella scelta del Santissimo Marmocchio; questa notte, è la notte che la Santa Mamma è stata sveglia tutto il tempo, nella suite dello Chateau Mangiatoya, con dozzine di foto di pretendenti Santissimi Marmocchi sparse sul lettone ad acqua, lasciando che la mano dello Spirito Santo le suggerisse quale tra quelli non sarebbe venuto su con la facciona piatta e larga e inespressiva tipica di quegli asiatici morti di fame e camerieri da ristorantino cinese take away che, diciamoci la verità, a ’sto punto era meglio un rumeno (pure quelli, però, piatti e larghi) o al limite un coniglio nano (ma quelli, però, muoiono subito).

Pensate all’ansia, al sentirsi così, umanamente piccoli, miseri ed impreparati, di fronte ad una scelta tanto grave.

Lo so, ci sono brutte brutte cose ultimamente che stanno minando il tranquillo clima di Attesa di ogni vero fedele malvestito: la Santa Mamma con il Santo Babbo che si menano e sembra che si lasciano, la Santa Mamma che è aspramente criticata per il suo impegno umanitario da uno, non si sa bene chi, ma uno che dal nome, Uzodinma Iwequalcosa, mi sa tanto che è un rosicone a cui quando è stata nel suo sperduto villaggio di cannibali si è dimenticata di fargli l’autografo. Che volete farci, son voci, pettegolezzi, malignità, lasciate stare, non preoccupatevene.

Piuttosto concentratevi su di noi, preparate i regali per i vostri cari, coltivate un sano e sincero sentimento di gioia e fratellanza malvestita, voletevi bene; e domani, se avete tempo, dopo che siete state a friggervi per benino, fate un salto qui, che celebriamo assieme la Santa Malva-messa.

Cannes 2007 - il malvacarpet

bai ling ha fatto la zoccola pure con jack shepardUn post tutto intero per celebrare la malvademenza di questa attricetta cinese che si chiama Bai Ling: uhm, ci ho pensato un pochino ma poi ho deciso che no, una che raggiunge certe inaccessibili vette di malvestitismo al solo fine di farsi notare (ah, sacrilegio, solo un hobbit dal cuore puro!), no, non si merita un post tutto per sé, al massimo un paragrafetto e una foto, ok.
Sta di fatto però (oh, bisogna ammetterlo) che è una che ha capito tutto, questa Bai Ling: la tetta che salta fuori per sbaglio (per sbaglio!), lo stereotipo pruriginoso ed esibizionista del mantellone (transilvano) con sotto la sola biancheria intima, gli scaldapolpacci mosci di velluto che sembrano i moon boot dello yeti - strabuzzate bene gli occhi, che questa Bai Ling potrebbe scrivere un manuale bestseller per vipparole scarse da malvacarpet, è un genio (1, 2, 3).

Non che ce ne fossero alla sua altezza, per carità, ma molte delle vim semisconosciute che popolavano Cannes hanno saggiamente tentato la stessa strada: eccesso demente di malvestitismo –> qualche foto in più. Guardate ad esempio Sara Forestier (chi è? boh, un’attrice), che con la scusa di sostenere Amnesty International combina insieme la posa dell’attivismo impegnato (fighissimo!) e un vestitino decorato di pistoline ad acqua tipo albero di natale. Oppure Firmine Richard, che ha ficcato un lenzuolo in lavatrice con i calzini colorati del marito; Vahina Giocante, che stoicamente ruota e ruota a rischio vomito perché sia evidente la coltissima citazione vestiaria dell’elicottero leonardesco; o Zhang Ziyi, non me la sottovalutate, una qualunque cameriera da crociera che ha rubato una gonna del piffero e si è intrufolata fraudolentemente sul malvacarpet; oppure ancora, per la seria l’Angolo delle strappone (aka “guardatemi! guardatemi! ho le tette rifatte durissime!”), ci sono Caprice Bourret, con un vestito di piume con fasce (s)copri bombe, e soprattutto Hofit Golan, che si mimetizza perfettamente col tappeto rosso e vuole incuriosire il pubblico sollevando l’inquietante dilemma: che fine hanno fatto i miei capezzoli?

Ci sono, è vero, i casi patetici di chi non è manco capace di indossare i vestiti nel verso giusto, come Jasmine Trinca, che si è messa la giacchina al contrario, oppure anche la mogliettina del nostro erede al trono, Clotilde Courau, che c’ha la collana pendula sulla schiena (ah be’ ma certo, per sfoggiare il gioiellume persino nella posa classica delle fotografie da malvacarpet, quella di culo col collo alla Linda Blair).

eva green è la moglie di frankensteinCi sono lampi accecanti di follia malvestita, sì, grazie per esempio al taglio da horror classic di Eva Green, palesemente ispirato alla mostra di James Whale; e in quanto a taglio di capelli, tié, beccatevi pure i capelli infernali e come se non bastasse il completino di carta pasquale firmato Tilda Swinton (qui); e però, noto con una punta di delusione, tra essi creature superiori furoreggiano a volte le stesse proletarie tendenze che ritraggo qua sul blog, indosso a comunissime malvestite da strada. E’ il caso dei malva-concetti di mosciume e cascanza, spesso e volentieri applicati ad amorfi abomini in raso: ed ecco a voi Haifa Wehbe (chi è? una specie di lorella cuccarini libanese, modella, attrice, cantante, boh) ed il suo grumo cacca spiegazzato, ecco Aissa Maiga (chi è? non ho la forza di guglare) con il suo grumo blu spiegazzato (che brava, l’ha pandantizzato con l’ombretto).

Ah, i grandi vecchi, che tristezza: c’è Bono ormai avvizzito al punto da sembrare Lucio Dalla (vedere per credere), c’è Sharon Stone che se ne frega della cellulite sul barcone di Roberto Cavalli (che, invece, non se ne frega per niente della propria panzetta, e per stare in apnea col petto in fuori il tempo di uno scatto gli sarà venuto un enfisema), c’è Mickey Rourke che se continua così, be’, per Sin City 2 non avrà bisogno di make up.

Chi ho dimenticato, vediamo: quella del pompino (lo dico sempre, lo so, ma per me quello è, citatemi qualcosa di suo che sia altrettanto degno), Chloe Sevigny, con la camicetta della prima comunione e le maniche a sbuffo, il plissè sul davanti e i volant sul collo, che bella bambina, ma c’ha abbinato una minigonna vertiginosa e una cintura con fibbiazza dorata col bassorilievo di uno scorpione, cattivissima; Dita Von Teese, con zanzariera color carne; Nicole Kid, pardon, volevo dire Kylie Minogue, un sacchetto nero orrendamente velato su pancia e fianchi, inserti in pelle e una inspiegabile e scomodissima cinturina che la stringe sulle cosce (forse reduce dalla corsa coi sacchi?).

telefono maddoxInfine, la malvestita il cui atterraggio aspettavo con più ansia, Angelina Jolie, troppo troppo sobria, noiosissima - buuuu! - ci ha lasciato tutti con l’amaro in bocca. Niente di eccezionale dunque, tranne una cosa, quando è comparsa ieri sera sulla croisette e salutava i fans con il braccino scheletrico e ipervenoso alzato per aria: migliaia di ufologi ovunque nel mondo sono saltati sulla sedia. E’ terrestre? Sul serio? Sicuri? E a proposito, nell’incertezza, si potrebbe mica mettere in guardia questa signora qua, poveretta, che la Jolie le sta guardando il marmocchio con un aria forse un tantino troppo interessata.

Malvageddon #15 - Umanitarismo wannabe

Stavo in autobus a farmi i cavoli miei, un po’ di giorni fa, che ad un certo punto è salito su un bambino zingarello con il pezzo di cartone in mano che diceva: orfano un sacco di frateli orfani ti prego aiuttare dio benedica. Poveretto, ho pensato, guarda che brutto che è sto bambino. Avrà sì e no dieci anni e ne dimostra quaranta, c’ha i capelli così radi che sembra quasi calvo e poi oh è rachitico ma con un evidente principio di panzetta etilica, ha i baffi e le basette di un carcerato in isolamento senza rasoio, il naso storto a causa di qualche sberla da rissone e ci ha la faccia da serial killer psicopatico (con i mascelloni serrati gli occhi malvagi e le cicatrici e le occhiaie scavate) che secondo me c’ha già due o tre figli e li mena pure: insomma, un disastro.

ho adottato anche brad pittPovero bambino. Se le nostre care vecchie istituzioni si impegnassero davvero in cose buone e giuste, altro che servizi sociali, a bambini così servirebbero due cose soltanto: un mesetto in beauty farm (corroborato nei casi peggiori da un paio di interventini di chirurgia estetica) e un biglietto aereo di sola andata per un paese del terzo mondo. Africa per esempio, o sudest asiatico, posti così (se non peschi nel torbido dei paesi più poveri del mondo, ma dai, non c’è neanche il gusto di tirarsela). In questo modo, almeno, lo zingarello pseudo quarantenne del campo nomadi di Torpignattara avrebbe le stesse possibilità di un qualsiasi suo coetaneo di Mbabanedi o di Phom Phen. E’ giusto. Così che pure lui abbia il diritto estetico e geografico di partecipare alla grande e fantastica lotteria dell’accessorio umano.

Non so precisamente come funziona in questi paesi qua, ma se son furbi e hanno fiutato l’affare, nel giro di qualche mese vedi come ti trasformano gli orfanotrofi in grossi e lussuosi negozi coi divanetti, i cataloghi patinati e i camerini dove i bambini possono fare la prova Pretty Woman mettendosi questa o quella cosina malvestita che gli gusta alle ricche e burine starrrz (che tu, magari, ne vuoi uno a cui stiano bene le converse, e quello invece che a sei anni faceva il contadino c’ha i calli così grossi sul pollicione che non gli entrano). Lanceranno magari un album tipo quello delle figurine panini, “Orfanelli del mondo”, per le aspiranti nuove mammine.

ho adottato anche brad pittCome Angelina Jolie insegna - lei che di questa moda dell’umanitarismo wannabe è stata l’ideatrice - non è che ne puoi prenderne uno a caso. “Negro sì, ok, passi pure il cinesino, ok, ma fighetti sennò nisba”. Guardate i suoi tre bambocci, Zahara, Maddox e Pax Thien (l’ultimo arrivato): non sono bellini tutti e tre? Lasciate perdere l’acconciatura di Maddox ovviamente, non ci fate caso, è che lui poverino è stato prescelto per ereditare da solo tutto il fardello di infernale coattume della famiglia Jolie - Pitt (vedrete che entro un anno, al massimo, gli fanno tatuare sull’inguine un drago che inghiotte una femmina nuda e gli comprano una Harley - ah e a proposito, vi avverto: da quest’anno qui si celebra il 5 agosto, la sua data di nascita, facciamo una bella festa pagana in onore dell’anticristo malvestito). E comunque, dicevo, non sono splendidi? Eppure, secondo me gli orfanotrofi vietnamiti sono pieni di bambini sdentati che sembrano vecchi zingari di Torpignattara. Ci scommetto che in quei due giorni che c’hanno messo a scegliere Pax Thien (eh, di più non poteva fermarsi Angelina, che doveva scappare a fare il book fotografico di Natale coi profughi costaricani), non lei, i suoi medici mengeliani di scorta, lo hanno scannerizzato per benino dalla testa ai piedi (poi va be’, i bambini possono anche permettersi qualche difettuccio, si corregge: si chiamava Pham Quang Sang, ma a lei non piaceva, e allora capricciosa l’ha voluto ribattezzare Pax Thien, che significa qualche stupidata poetica sul cielo e non mi ricordo che).

anche il marito di madonna in realtà è un bambino ritardato che lei ha trovato in un orfanotrofioCerto che dei precedenti ci sono. Mia Farrow per esempio, che di figli ne ha adottati una squadra di calcio. Ok, ma l’enfasi e la magniloquenza che riesce a regalarci Angelina Jolie in questi ultimi mesi non ha davvero paragoni: è lei la indiscussa e migliore rappresentante di questa nuova tendenza malvestita made in Hollywood. Qualche anno fa l’accessorio umano andava fatto da sé, in proprio, era di moda il pancione; adesso (più o meno - guarda tu la coincidenza sfigata - con la nascita dei due pargoli di Britney 666) il vento è cambiato: adesso si compra. E tenendo conto che tutte quante laggiù, adesso, sono in procinto di imitare la Jolie, facendo un rapido calcolo di star e starlette in grado di permettersi un paio di ragazzini, uhm, direi che ci sono buone probabilità che nei prossimi mesi emigrino in America un migliaio circa di orfanelli (e chissà che felice quello che finisce tra le grinfie di Cessica Simpson; sai che ressa, la prossima volta che Madonna va a fare un giretto in Africa).

Anche da noi, ve lo ricordate, qualche anno fa andava da matti lasciarsi ingravidare. Non voglio neanche immaginare cosa può succedere, qui, se scoppiasse tra le malvestite vips una analoga epidemia di adozioni. A me fa impressione pensare alla maturità malvestita dei figli biologici di Simona Ventura. Figurarsi se si mette ad adottare un piccolo africano, quello come minimo a dieci anni si magna Mondo Marcio a colazione.

Come va a finire, se tieni la fattura, la ricevuta di ritorno, e poi ad una certa quando ti sei rotto le scatole li restituisci, non lo so se si può fare. O forse finisce come per la moda dei coccodrilli di Manhattan di tanto tempo fa, tutti giù nel cesso (per cui, temo che tra una decina d’anni le fogne di New York saranno popolate da truppe di adolescenti-ratto mutanti affamati di parenti adottivi). O forse più semplicemente si finisce come con Nicole Richie, adottata pure lei, cocainomane dall’età di 13 anni, eroinomane a 19 e disintossicata a 21, aspirante anoressica, e - signori e signori - amica del cuore di Paris Hilton.

Golden Globes 2007: il malvacarpet

In attesa che altri blog - più esperti in certe hollywoodiane stilosità - ne parlino, facciamo una veloce carrellata del red carpet malvestito che questa notte ha illuminato l’ultima edizione dei Golden Globes.

Jennifer Lopez ai Golden Globe 2007Cominciamo dalla sempiterna malva, regina culona Jennifer Lopez, il cui abito è evidentemente la citazione colta di un peplo da matrona romana (foto), rivisitato però in chiave porchetta-gangsta, come lasciano intuire i rotolini sottoascellari che i lacci le strizzano sulla schiena (rotolini di cui JLo si mostra giustamente fierissima), e la vertiginosa apertura laterale che apre la strada verso la tesissima e pericolosa aderenza della gonna. Senza contare la parruccona cotonata sulla nuca, i gioielli da schiava e la splendida borsetta coordinata, che sembra la scatoletta per occhiali che ti danno gratis dall’ottico.

Secondo posto in classifica per l’undergroundissima ma ormai mitica Chloe Sevigny (mitica per il pompino, eh, mica altro), che sembra appena tornata da una festa in spiaggia per uomini sovrappeso, dove ha rubato un pareo gigantesco (foto) ad uno dei partecipanti, quello che faceva l’oroscopo. Notare gli stonatissimi zatteroni da stripper, sotto, e la borsetta, anche la sua minuscola, donatale dall’ottico.

Bronzo per Beyoncé, che per farsi notare punta un po’ banalmente sulle aperture strategiche del vestito, cucito e poi lasciato incostudito in balia del vento per qualche settimana in un campo minato: scollo, schiena, e un audace spacco centrale per mostrare la mole incredibile e budinica della sua cosciona (foto). Il tessuto, giusto per non dare nell’occhio, è ricoperto come si addice alla fidanzata del rapper di concrezioni multistratificate paraboliche di lamè dorato.

Appena un gradino sotto al podio, abbiamo: Maggie Gyllenhaal che, poverina, sembra la cameriera vecchia e sfatta che ha rubato l’abito buono alla sua padrona superstar (foto), ed è disastroso il modo in cui le casca, facendole sacco sulle tettine. Al contrario, la bonissima Salma Hayek, sfoggia un lenzuolone candido matrimoniale sulle tettone nuove di zecca (già esibitissime nella pubblicità campari) e su di esse punta tutto (foto), tirandosele e spremendosele a culetto: peccato che il vestitaccio vanifichi un po’ l’impresa, spostando l’attenzione sulla sua bassa tarchiataggine, il terribile e arcinoto effetto tappo di spumante.

E come dimenticare Sienna Miller, lei, la prima vera e unica sponsor del boho-chic, anche lei come la Lopez malvestita di vecchia data (anche lei con la custodia dell’ottico - un vero benefattore), con un abito lungo composto di due parti distinte che non c’entrano nulla l’una con l’altra, di cui la superiore (foto) giurerei che è stata fatta cucendo assieme i pezzi di una qualche borsetta monogrammata. Eccezionale invece l’effetto piastrella da bagno (d’albergo quattro stelle comunque, eh) fornitoci dalla tunica azzurrina mediocrissima (e pure stirata male) di Naomi Watts, con i tipici disegni incomprensibili sparsi un po’ qua e un po’ là del gabinetto della hall, appunto (foto). Stupenda, infine, la nostra cosa-mi-metto Paris Hilton, avvolta in uno strato bruciacchiato di carta stagnola (foto).

Cameron Diaz in versione JokerUltime rapide note: Felicity Huffman, che da brava casalinga pulisce il carpettazzo con uno strascico che farebbe l’invidia di molte aspiranti spose napoletane (foto). Mentre Ridge, ehm, volevo dire, Angelina Jolie, ha scelto di mettersi la tenda del salotto (foto - almeno una spolverata poteva dargliela). E non perdetevi il geniale farfallino dorato (foto) che orna la gola del grande Clint Eastwood (che con un pulsante nascosto nella tasca riesce anche a farlo ruotare); o l’incernieratura a prova di bomba munita di frappe (foto) sopra il culotto proromente dell’altra tappa in abito scuro Eva Longoria (abbinato con scarpe bianche, argh!); e scusate, cosa diavolo ci faceva Carla Signoris (foto) di Crozza Italia sul red carpet? (ah no, in realtà è Julia Louis-Dreyfuss, che cavolo, ma chi è?)

Ho lasciato volutamente per ultima fuori classifica, tre metri sopra il podio, la chissà quanto triste ex fidanzata-mamma di Justin nostro, Cameron Diaz. Che, a parte l’abito in stile morte del cigno (foto), il cui colore non si distingue tragicamente da quello della sua pelle, guardate la foto qui a sinistra: non è uguale spiccicata al Jocker di Jack Nicholson?