Festival der Cinema de Roma 2007 – il malvacarpet

monica bellucci festival del cinema inespressivo di romaE va be’ che ci volete fare, i film così così (a parte questo qua) e un sacco di gente minuscola che se la malvacarpettizza manco fossero gli oscar, gente che piuttosto si meriterebbe appena appena la sagra della polpetta, forse (che ne so, nel caso mengacci dia forfait). Tipo per esempio la Monica Bellucci – direi che è d’obbligo cominciare da lei – niente di eccezionale il vestitone nero con lampadario da collo, ok, ma la Bellucci rappresenta un malvestitismo d’altro genere, ben più profondo e scandaloso, direi di natura quasi biologica, che ha a che fare con questa sua insopportabile ambiguità: da una parte ciò che lei è, lampante, una attricetta bburina di infimo livello e una inespressività lichenica che appena proferisce verbo non ce la fai, chiudi gli occhi e pensi “energia, signor Spock!”, e da una parte invece la squallida legnosa messinscena dell’attrice impegnata e intelligente con gli occhialoni scuri e l’accento un po’ rrrotondo alla francese, schiva enigmatica ma suadente, quello cioè che Monica vorrebbe essere, poverina, mentre sotto sotto – neanche tanto, ché si vede benissimo – il cervellino avicolo sta sempre lì a gridarle “ahò so’ qua, guardateme ahò, ahò, guardateme come sto a inclina’ er collo e sto a fa’ i sorrisetti appena accennati da monnalisa, scicche no?, e così poi non me se vedono le rughe ahò, ieri m’hanno pure imparato una parola nuova, fondamentalmente, che dicheno nelle interviste fa un sacco scicche, amazza ahò, porco due”.

diavolita e il suo solito costume rosso rosanna cancellieri regina del pendont camilla morais sacco della spazzatura yvonne sciò in bianco

E poi tutta una marea infinita di vipparole scarse che non si sa bene perché e percome, una gran malinconia. Dalle tettone di Melita Toniolo, col suo tradizionale vestitino rosso scollacciato che altrimenti già è difficile riconoscerla (per fortuna ha avuto il buongusto di non mettersi quello sponsor-trasferellato Puerco Espin); al tragico mascherone di Rosanna Cancellieri, che si esibisce in una orrenda pendontizzazione da guinness malvestito (gonna viola lucida, giacca pelosa blu scuro e boa pelliccioso di cartone animato); alla valletta in raso nero fustone della spazzatura (notate infatti che si sta auto-buttando qualcosa in bocca) Camilla Morais, con la giacchina corta fatta tutta a ciuffetti di pelo che è una citazione èdile dei tetti d’ardesia; alla prezzemolina Yvonne Sciò, davvero molto convita nel ruolo della diva tiratissima, e non so bene io com’è che abbia impiegato il suo tempo negli ultimi dieci quindici anni, a parte voglio dire farsi menare da Naomi Campbell (ah, certo, nel sito dice che ha studiato i metodi Shasberg, Brook e Meisner – nella wiki, che secondo me s’è scritta da sola, alla fine dice, stupendo: “La Campbell ha dichiarato di essere arrabbiata con la Sciò poiché indossavano un vestito molto simile. La giustizia, tempo dopo, ha dato ragione a Yvonne Sciò”).

valeria marini festival del cinema salcicciaro di romaA Valeria Marini come sempre un paragrafetto tutto per lei, che se lo merita. Non so io chi è il responsabile delle cose che indossa la Marini, ma qualcuno deve pur fermarlo; bisogna andar là dalla Marini e dirle una volta per tutte, ehi, Marini, guarda che la super donnona dalle forme procaci burrose morbide e sensuali che credi di essere, be’, esiste solo nella tua delirante immaginazione – quello che vediamo noi altri è questo, il tronco mozzo appassito e sgraziato di una pianta grassa sporchettata dentro mini abitini indecenti dai quali spuntano coscioni enormi senza forma e quel faccione rotondo e gonfio che sembra una camera d’aria che sta lì lì per esplodere. Mamma mia. Per non dire del blu elettrico, accidenti, credevo fosse estinto io il blu elettrico (e il pellicciotto ascellare, che è il fratellino di quello della Cancellieri? mica male pure quello). E a proposito di pelliccia, è andata fortissimo al festival il pezzetto portatile di pelliccia, ce l’avevano un sacco di vips (ce l’aveva Valeriona, ce l’aveva Sharon Stone sul vestito lamè asfaltato, ce l’aveva pure Sofia Coppola, tutte impellicciate al galà dell’Amfar – stucchevole mondanata umanitarismo-wannabe).

E Asia Argento? Quanto gli vogliamo bene ad Asia Argento da uno a dieci? Cento! Eh (sospirone), che malvestita di prima categoria che è Asia Argento (al festival per l’ennesimo capolavoro del papà, La Terza Madre – il trailer promette bene: uno script pieno di dialoghi interessanti che ad Asia le calza a pennello). Adesso, siccome al suo infantile anticonformismo probbblematico aggressivo-darkettone (bei tempi quelli, appena sei mesi fa) non ci prestava attenzione più nessuno, e siccome che era così anticonformista e probbblematica e aggressiva-darkettona che a nessuno gli veniva più duro, Asia Argento ha deciso che è ora di piantarla e di mettere in piedi se le riesce un personaggio tutto nuovo, quello dell’artista rinata modesta e riflessiva, che ha alle spalle una vita di eccessi e follie ma che c’è passata sopra, è cresciuta, è più matura, più donna, basta slinguazzate coi rottweiler, la vecchia Asia trasgressiva sesso droga roccherolle “la disgusta”. E per ufficializzare il cambio di ruolo, cosa c’è di meglio se non una malvacarpettata col costumone da damigella d’onore (il pezzo sotto, se non sbaglio, è la tenda da campeggio in Gore Tex con zanzariera incorporata che c’ho pure io, utilissima!).

cate blanchett natalizia cate blanchett lucertolone spaziale asia agento è una ragazza seria

Cate Blanchett, che è stata un po’ l’attrazione femminile numero uno del festival, ha dimostrato pure lei un discreto quoziente di malvestitismo. Già al photocall pomeridiano ha dato del suo meglio, con questo abito azzurrino oscenamente rinsaccato sulle ginocchia e una svomitazzata di stelle filanti dorate sul davanti (c’era il sole e non si vedeva, ma si illuminano anche). E però è nel malvacarpet notturno che s’è sbizzarrita: un’armatura di raso nero provvista del reggitettine più imbruttente mai visto, degli inopportuni bozzi che le sporgevano ad altezza fianchi, spacchi distribuiti a casaccio sulla gonna ed un mentecattissimo strascico asimmetrico color verde guacamole che sembrava la coda di un lucertolone spaziale.

diablo cody cappello ergo sum diablo cody nonsense con leopardato diablo cody ironia trasgressiva sharon stone col pelliccione

Non male, ma la mia preferita resta Diablo Cody, sceneggiatrice del vincitore Juno, ex-stripper, che se la sbulleggia alla grande facendosi fotografare in mille pose diverse, un sontuoso sfoggio di estrosità io-sono-originale: smalto nero (goth-underground), vestitini di pizzo bianco prima comunione con calze a rete puttanone (ironia-trasgression), improbabili pied-de-poule viola e neri con giaccone leopardato (nonsense-demenziality), immancabile cappello ergo sum e tatuaggioni di donnine nude scaricatore di porto style (scuola Amy Winehouse) in bella vista il giorno dell’incoronazione (ooooh, provocante!).

Una noterella finale per Sofia Loren, premio alla carriera come miglior donatrice ambulante di organi: il solito cespuglione posticcio di capelli cotonatissimi dal solito colore improbabile, il solito mezzo metro di ciglia finte da arancia meccanica, il solito vestitone nero luccicoso con la solita horror scollatura sulla pellaccia lampadata cascante e in decomposizione, quel solito rabbrividente occhieggiare delle tettozze rifatte di plasticaccia dura appropriate come può esserlo una pitturata di rossetto sulle labbra screpolate di una mummia. Smetta di soffrire al più presto, abbattetela.

Asia Argento, Cannes 2007 (malvantipasto)

Prima del doveroso post che, a fine kermesse, raccoglierà gli orrori da malvacarpet del festival di Cannes, ho pensato che sarebbe giusto dedicare un piccolo spazio a lei, tutto suo, alla regina italiana della croisette, Asia “Roooar” Argento.

asia argento vole magnasse er monnoIo trovo che, tutto sommato, Asia Argento sia una malvestita molto interessante: fonde in sé elementi che appartengono alle più svariate categorie malvestite. L’io sono originalità, ovviamente, spicca e contagia tutto il resto. Perché lei – ahò – ci tiene tanto e non perde mai occasione per farci sapere che non è una coattella romana (figlia di papà) qualsiasi, ma che lei dentro c’ha tutto un monno de robba e de emozioni da esprime’ che non lo sa manco lei bene che robba è, ma è una cifra ahò, che nel mio primo firm che ho scritto ce sto addirittura io all’inizio che me faccio incula’ da er negro (da er negro! capito, non da uno qualsiasi, da er negro!) e me so’ fatta pure er tatuaggio de er angelo sulla patata e c’ho er fidanzato che fa er musicista che canta le canzoni cor posacenere sur pianoforte e ci ha le unghie pitturate de nero (e se nun ve basta c’ho anche la figlia che je ho dato er nome der cazzo come fanno le rocchestar), roooar.

Ma se qualche anno fa era così del tutto enfaticamente immersa nel personaggio, qualcuno deve averle fatto notare che dopo un po’, magari, stufa un tantino. O forse è stato lo shock d’aver scoperto che il suo migliore amico ammerigano in realtà era uno che la stava a pija pel culo da dieci anni. E così oggi Asia Argento ha deciso di riciclarsi in questa veste che, immagino, considera più adulta, più matura, meno darkettona e meno prostituta di periferia che non può permettersi di sistemare gli sbreghi sulle calze a rete. E – udite udite – sta persino imparando le basi di quella tecnica, rinomatissima, che serve a far finta di non essere quello che si è per davvero, dei vuoti a perdere: e così ce la ritroviamo che ride e scherza e buffoneggia in giro come una cretina. Eeeeeh, ma quali oscuri abissi vuoi furbescamente nasconderci dietro quel sorriso da idiota, Asia, eeeeh, ne intuiamo la profondità.

asia argento si fa magnare da stefania roccaAmmirate il repertorio di idiozia estrema messo in atto sul malvacarpet di Cannes. Si va dagli sguardi (ironicamente! ah sublime ironia!) incazzosi (uno, due, tre), perché appunto ormai “nun me pijo più sur serio”, ai comportamenti da bambina monella e zoccoletta (ma sempre con ironia! ahò, so’ davero na persona mijore da quanno io e er mio boyfriend ce semo imparati a memoria tutta er divina commeddia, semo troppo avanti pure ner curtura!), da ragazzaccia di strada che si permette di tutto perché lei l’unica etichetta che conosce è quella dei vestiti (uno, due), ai comportamenti da vera trasgressiva (la pernacchia come Alvaro Vitali, anvedi!), che ve faccio vedere io er prossimo firme altro che er rottevaile, faccio sesso orale con una cavia peruviana (anzi no, troppo poco minacciosa, con una zanzara tigre! roooar), ma so’ sempre pronta a damme in pasto ai fotografi come una vera diva (tiè), fierissima di aver appena concluso la seduta dall’estetista.

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