Mi dispiace essere mancata tutti questi giorni, sono stata male e sono stata triste. A tirarmi su purtroppo sono una schiappa e mi ci vuole sempre un sacco di tempo. Ci sono moltissime cose che voglio recuperare, per esempio, voglio raccontarvi del cyborg di Maria De Filippi e della maledizione assassina che sigilla la pisella di Sophia Loren, voglio raccontarvi delle più nefande linee genetiche italiane come arma biologica risolutiva contro gli extraterrestri invasori e poi voglio finire il terzo romanzo di Twilight - e sarebbe pure ora, manca poco che esce il film - e poi c’è il manuale della perfetta zoccola web e ci sono i generatori casuali di libretti culinari e c’è da innescare il countdown del nuovo malvapride - un nuovo malvapride! - e poi sì, eccone un’altra, c’è la puntata pilota di un podcast che ho preparato insieme a un perdigiorno svizzero che si chiama Al (che è bravissimo!) - e c’è pure la mia vocina bruttarella timidina e zeppolata che fa certe piccole rovinose particine - il podcast si chiama I capelli di Robert Pattinson (il sobrio loghetto qua sopra) e se ce la faccio forse potete rovinarvici dieci minuti già per la prossima settimana, forse, ma con tutte queste cose che ci sono da fare, non so, forse mi capita prima il rintocco della prossima botta di sconforto annichilente.
Che seccatura quando c’è in giro il filmone evento su cui si è tromboneggiato ovunque a più non posso e tutti quanti eccitatissimi corrono a racimolare una qualche opinione critica minimamente articolata e si compiacciono del proprio altruismo sfrenato condividendola a ripetizione con il resto dell’umanità, è la fine! è una tragedia!, perché allora non c’è via di scampo e non puoi fare a meno di precipitare decine centinaia di volte dentro la medesima estenuante conversazione L’hai visto / La storia / Il 3D / Il pianeta / La rivoluzione del cinema / I puffi (ahr ahr ahr simpatia ROTFL); io mi sono rotta le scatole e ho pensato di risolvere il problema compilando una praticissima guida alla conversazione (la copertina è questa qua su a destra, clic e s’apre più grossa)(in pdf: scarica la guida), un agile manualetto che esplora buona parte del bacino critico-internettaro sull’argomento raccogliendo alcuni pezzi rappresentativi delle conversazioni che rimbombano più o meno sempre uguali da un mesetto a questa parte - e rimbomberanno ancora chissà per quanto - ho ordinato i pezzi secondo una scala di difficoltà concettual-espositiva (espressa con un sistema di tenerissime emoticon Na’vi che ho disegnato per l’occasione, toh)
(se volete scaricare l’emoticon, eccola) ordinati per difficoltà e ordinati per categorie, che sono
- il 3D (orgasmico, inutile, retinico, faticoso, tecno-magico, schiavo)
- la storia (prevedibile, pop, Adorno, manichea, universale, anti-parrucconi)
- gli archetipi
- le influenze (frullati, postmodernismo, videogiochi, 911, western, Semola, Wagner)
- i temi (difficilissimi: da affrontare solo in casi di disperato masochismo)
- Pandora (ecologia, grande madre, Facebook bagnato, vaso di, hybris)
- i giudizi finali (capolavoro, rivoluzione, pirla radiofonico, rincoglionimento, Wim Wenders, il fascista)
- simpatia (far ridere ma con intelligenza aka FriendFeed)
a cosa serve il praticissimo manuale? può servire
1) a rendere meno fiaccamente ripetitiva la conversazione di routine: ogni volta che vi capita un nuovo interlocutore pescate a casaccio dal manualetto una qualsiasi nuova idea e giocate a sostenerla nelle sue parti più bislacche e roboanti anche se vi sembrano delle palesi imbarazzanti stronzatone (è divertente: soprattutto se con una delle stronzatone riuscite a convincere l’interlocutore fesso);
2) a sbarazzarsi in pochi secondi della conversazione di routine: quando ci si imbatte in un interlocutore dotato di manualetto (dunque: da diffondere), facilissimo!, essendo ciascuna voce del manualetto identificata da un codice alfanumerico basterà scambiarsi in tutta velocità un paio di battute del tipo
“io penso TE/3″
“dici? io penso più TE/4″
“ma se consideri che STO/2″
“ah sì, anche io STO/2″
“perché insomma GIU/1″
“mmmh, anche GIU/5″
“già, e comunque SIMPA/5!”
“LOL! SIMPA/1!”
“grandissimo!!! LOLLONE!!!”
Il manualetto potete scaricarlo in pdf; cliccando sul continua a leggere qua sotto invece trovate alcuni assaggini (il manualetto è molto più lungo, dentro c’è di tutto, il meglio del meglio - e c’è il quoziente di difficoltà espresso con le tenerissime emoticon Na’vi)(poi, sia qui che sul manualetto, sul fondo, c’è una devota bibliografia):
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Provate a immaginare un qualche stupefacente duello all’ultimo sangue del calibro: chi è più scaltro, l’imperatore antico romano che fa eleggere al senato il suo migliore amico cavallo [*] oppure il creAttivo bighellone milionario che per eludere i paparazzi e andarsene in missione top secret a casa della trans di fiducia parcheggia sul marciapede in divieto di sosta lo shuttle Ferrari giallo canarino che c’ha sul cofano la decalcomania delle fiamme con la scritta Lapo Rocks Saves Italy - chi è il più scaltro?

lasciamoci ispirare da quella cagatona incommentabile condotta dalla scimmia con le bretelle [**] e giochiamo a mettere in competizione i più scaltri di tutti i tempi, aizziamoli uno contro l’altro e vediamo chi vince, che ne dite?, giochiamo a scegliere chi è il supremo supersovrano senza tempo degli scaltroni italiani - e di scaltroni siamo pieni, da sempre! - si potrebbe fare che raccogliamo un due dozzine di nomi al massimo tra viventi e defunti, “italiani” (va be’, su, anche in senso molto lato, non importa), facciamo un tabellone a eliminazione diretta, li accoppiamo random e una volta a settimana votiamo per decidere le sorti di una tornata deathmatch - se vi viene in mente qualche degno scaltrone da combattimento segnalatemelo qua sotto, così ci riempiamo il tabellone.
[*] ok che non è mai successo, ma se anche fosse successo, dài, pensate mica che l’imperatore ci avrebbe guadagnato qualche chance di sconfiggere il Lapo - tzè, per favore
[**] io ne ho visto soltanto dei pezzi qua e là, il pezzo con Fiorello per esempio - un abisso di imbecillità senza fondo - e un altro pezzo ignobile in cui si diceva, sentite (da qui): “ci sono tanti politici che vengono votati ma dobbiamo ricordare che purtroppo non possiamo inserirli, però possiamo dire chi c’è tra i più votati, per nominarne alcuni in par condicio, ci sono sia Berlinguer che Mussolini, c’è Berlusconi e ci sono esponenti della destra e della sinistra”
Allora lunedì vi parlo un po’ del buffo pirla che c’è nel banner qua a destra, ché non ne posso più, e per scaldare l’atmosfera nel frattempo direi di fare un quizzetto pirla a premi, vincono quelli che per primi indovinano il lavoro che fa il pirla, o meglio, com’è che il pirla definisce il suo lavoro da pirla, guardate qua, lasciatevi ispirare dal biglietto da visita,
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Noemi Letizia!, che ha stracciato di brutto tutti quanti a cominciare dalla seconda degnissima classificata Daniela Santanchè (terzo classificato Federico Moccia), proprio non c’è stata gara, e allora evviva Noemi Letizia Pisella Award 2009, che se l’è meritato. Oh!, e la scimmia sgorbio qua a destra: ho pensato che un premio non è un vero premio se non c’è una statuetta - un disegnino non basta mica - e allora ho fatto una statuetta, che è questo sgorbio di scimmia di pongo che vedete qui a destra, e poi ho pensato che non è un vero premio se la statuetta non finisce materialmente nelle mani del vincitore, e così mi sono procurata l’indirizzo dell’agenzia di Noemi Letizia e gliel’ho impacchettata e l’ho spedita, e nella scatola insieme allo sgorbio scimmia ci ho messo una letterina in cui spiego a Noemi Letizia cos’è il Pisella Award e mi congratulo - questo qua sotto è il video Art Attack della statuetta, con impacchettamento finale e colonna sonora in tema
e questa qui invece è la letterina che le ho infilato nel pacco, con un clic le immagini si aprono più grosse
non vedo l’ora che ci risponda.
di Betty Moore, 5 gennaio 2010
Categoria: liturgia malvestita, very important malvestite