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Il calendario dei politici di Gente: svignarsela da Schifani, l’inchiostro simpatico della Carfagna, la pompetta allunga pene di La Russa e molto altro, peggio ancora

Due rivistacce che proprio non mi riesce di prendere sulle ginocchia nemmeno dal dentista mentre aspetto il mio turno per farmi cavare un dente - e questo dovrebbe dirla lunga, no? quei pochi minuti d’angoscia che precedono la trapanata c’hanno il potere di avvolgere anche le più misere schifezze di una luce fatata imbellente e spargi-grazia, e persino le foto che ci stanno appese sulle pareti della sala d’aspetto (il dentista che taglia trionfante il traguardo della maratona di New York dopo ventisei ore di tirata, allampanatissimo con un coglione peloso che gli sventola fuori da sotto i pantaloncini troppo corti) diventano un nostalgico richiamo alla bellezza della vita - due rivistacce così, dicevo, sono Gente e Oggi: ce le avete presenti, no? di sicuro l’abbonamento combo ce l’ha pure il vostro di dentista (non c’è niente da fare, lo sapete, sono dei maniaci), Gente e Oggi sono di quelle cose per cui mi piace pensare che tanto tempo fa un saggio monaco tibetano abbia coniato l’epiteto “una cagata in petto”, perché sì, dai, non vi sembra super calzante? davvero basta darci un’occhiatina rapidissima, a Gente oppure a Oggi (tanto sono identiche, è la stessa pappetta, ogni settimana estraggono a sorte gli articoli che di volta in volta vanno sull’una o sull’altra), non si può non venir colti all’istante da un senso di oppressione nauseabonda, un peso mefitico qua all’altezza del petto,

il suo alito sa di tomba trafugata Marini Jeans pour enfant

che è il peso di quel tumulto vorticoso di cretinate puzzolenti che mescola secondo uno schema stracollaudato la peggio televisione, momenti privati e pseudo-gossip di gentaglia della peggio televisione, indecenti notiziole cronaca vera “mi sono riattaccato da solo un dito con la Vinavil, rendo grazia a dio che mi ha dato un figliuolo che nel tempo libero sniffa colla”, il palinsesto della peggio televisione per la prossima settimana, le ricette di qualche vecchia ciabatta della peggio televisione, Padre Pio, e nel peggiore dei casi: Le Ricette di Padre Pio reinterpretate dalla starlette zoccola della peggio televisione (prima puntata: Il maialetto in agrodolce con Ciliegine Stimmate). Ci pensavo per l’appunto la settimana scorsa, che in un paese buono e giusto bisognerebbe privarli per legge del diritto di voto, i bifolchi che comprano e s’abbeverano di rivistacce come Gente e Oggi; e cosa non ti trovo in edicola? il calendario benefico dei politici italiani (Grandi tra i Grandi, i politici per i bambini), in allegato a Gente.

ecco, questi sono i negri ah ah! gioia! tu gioisci? io gioisco!

Volevo parlarvene un po’ perché merita, è divertente (molto poco): io me lo sono appesa in cucina, nel freezer. In due parole, dovrebbe essere il classico intreccio di sguardi commoventi bimbi-felici adulti-felici che celebra il classicone strappalacrime Volemose Bbene Pure Se Tu Sei Negro E Io No: nell’introduzione firmata da Bruno Vespa (con la giacchetta buttata in spalla sono-una-persona-semplice-e-non-sto-a-badare-alle-forme e l’occhietto che ammicca luminoso pieno di sincera benevolenza che si strugge al pensiero della tragedia di quei poveri senza dio menomati da un eccesso di melanina) c’è scritto che “di qualunque razza siano, i bimbi di questo calendario sorridono tutti allo stesso modo” - giusto, bravi, ma per sicurezza, ché non si sa mai, hanno pensato bene di scegliere dei bimbi che per lo più (volendo parafrasare Berlusconi su Obama) sembrano reduci da una settimana bianca a Courmayeur con lo zio senatore del Piddì, nessuno che c’abbia sul serio un colore o una faccia che risalti troppo diversa dagli altri, tutti bamboletti modellucci di biancheria intima infantile per cataloghi patinati (Marini Jeans Pour Enfant), che è più facile e confortante (e se proprio c’hanno l’occhietto un tantino a mandorla o i capelli un tantino frisettati non importa, basta che c’abbiano il nome apposto che raddrizza le cose, Salvatore per esempio - quanto è tenero un cinesino che si chiama Salvatore? - o meglio ancora Cristian - ce n’è una marea di Cristian: perché meticci ok, passi, ma Mussulmani col cazzo); eventualmente poi ci pensa Fausto Bertinotti, che orgogliosamente rivendica di non essere per niente schizzinoso, a fargli vedere sul suo grosso librone pieno di figure com’è che sono fatti quei mostri di cioccolata pagani vestiti di stracci.

bzzzzz devo nutrirmi della tua ghiandola pineale

Anche Mara Carfagna ha scelto di intrattenere i bimbi sfogliandoci assieme un librone preso a caso dalla libreria del suo ufficio, che interessante!, tutto pieno di foto di qualche cittadella medievale del centro Italia, i bambini devono esserne andati pazzi!, e poi quando hanno finito di rompersi le scatole col librone si sono messi a scrivere sul blocchetto del ministero, e guardate qua che meravigliosa scoperta, a giudicare dalla intensa partecipazione che ci mette, e considerando che il blocchetto sembra ancora tutto intonso, potremmo forse averci tra le mani una inaspettata soluzione al mistero dell’occhio appallato di Mara Carfagna, altro che infarto del chirurgo estetico durante l’operazione di lifting o altro, io dico che può essere questo: che la Carfagna s’è fatta installare uno speciale dispositivo oculare per leggere l’inchiostro simpatico - utilissimo! Invece Ignazio La Russa ha scelto di rappresentare a puntino il cliché dell’uomo vero schiena dritta e muscoletto teso (è molto bello il contrasto tra la villosità phonata del braccio e del faccione rude, e la manina glabra con le ditine piccole e morbide da femminuccia nana) e amor di patria (che si esplica nel modo più idiota possibile - del resto, come altro può esplicarsi un’idea idiota? in modo idiota, appunto - col braccialettino da spiaggia tricolore).

il suo alito sa di tomba trafugata aiut!

Renato Schifani si fa la manicure lunghetta triangolare e c’ha quei quattro capelletti unti spiaccicati ad arte per rimpicciolire minimamente il metro quadro di zona alopeciata, e questo già dovrebbe dirla tutta sulla caratura morale di un essere umano, per di più i bambini della foto mostrano evidenti segni di profonda irritazione e disagio (il bambino a sinistra fa finta di niente ma sta evadendo lentamente dall’inquadratura, “ancora un passettino, un passettino ancora…” - Schifani con un sorrisetto tiratissimo tenta di fermarlo infilandogli un’unghietta triangolare nella testa - la bambina più grandicella sulla destra, intanto, guarda torva Schifani che le ha appena appioppato una larga manona morta sulla spalla). Al contrario, la foto dove ci sta Gianfranco Fini è l’unica in cui i bambini sembrano davvero divertirsi un pochino, ma è stato un attimo (si vede: è tutta sfocata), e meno male che il fotografo tra i diecimila scatti di posa è riuscito a catturare quella minuscolissima frazione di secondo (non che fosse merito di Fini: è successo che nel corridoio più in là a un certo punto s’è visto Schifani che ruzzolava sulle scale). Anche Alessandra Mussolini ci sa fare con i bambini, con le bambine cioè, e in modo esattamente speculare al suo ex collega di partito, La Russa, mette in scena il cliché della femminilità vacua vanitosetta e malvestita acconciando i capelli di una bimbetta scazzatissima. E poi c’è lui, Silvio, che è l’unico pesantemente photoshoppato (asfaltatura blurata, imperfezioni piallate, pelle di seta, pappagorgia tirata su, borse svanite), con una coppia di italianissimi bimbetti d’origini orientali (Leonardo lui, Chantal lei: non solo italianissimi quindi, la madre dev’essere pure una drogata di soap opere televisive - Chantal non ha altra provenienza se non le soap sudamericane del pomeriggio su Rete Quattro - è il pane del nostro premier! è la sua base elettorale!), e però nonostante l’espressione di pacifica amorevolezza di Berlusconi i due bimbetti fanno delle facce terrorizzate (la bambina invoca aiuto fuori campo, lui ha le labbra che gli tremano) si vede chiaramente che stanno pensando “forse era meglio Schifani”.

p.s. settimanaccia schifosa l’ultima, scusate. mi faccio perdonare nei prossimi giorni, che vi beccate le recensioni dei librazzi di Patrizia De Blanck e di Morgan - lo so lo so: che bello, grazie Betty! prego, vi lovvo di bbene :-)