Con un po’ di ritardo, ma non fa niente, vediamo cos’è successo sul malvacarpet di Cannes, che di schifezzone spaventose ce n’erano a non finire: per esempio Ornella Muti in avanzatissimo stato di decomposizione [1], il capoccione enorme inscritto in un cerchio perfetto, la parruccona di bisce, gli zigomi bombati che scricchiolano gonfi a diecimila atmosfere, l’occhio storto che al chirurgo in quel momento gli è squillato il cellulare, e come se non bastasse, tiè, se ne stava là indecente a limonare davanti a tutti con una specie di vermone unto superbburinissimo (che pare sia un gioielliere di fama, Fabrice Kerhervé, ma io non ci credo: c’avesse davvero i gran soldoni avrebbe al guinzaglio qualche squinzia minorenne con le tette vere senza rattoppi al pongo - che tra l’altro occhio Ornella che ti si vede il tappo); oppure per esempio Natalie Portman, che ha dato fondo alla sua riserva di vestitini corti multistrato volantati (uno blu coi volant baldanzosetti, uno viola con cinturino, uno rossiccio supercorto), al party di Dolce e Gabbana c’aveva un golfino di monetine luccicanti e poi l’ultima sera, meravigliosa, ha voluto rendere omaggio alla ciminiera di Civitavecchia (ma non è colpa sua poveretta, secondo me è influenzata dal fidanzato mentecatto, per dire il tipo, un simpatico fricchettoncello che va in giro a fare l’originalone trasgressivo con gli occhiali penici) - non male quindi, no? Non potevamo perdercele.
E andiamo avanti. Madonna è tutta orgogliosa di farci vedere che i trattamenti ringiovanenti ai raggi gamma [2] non le hanno ancora annichilito i capezzoli e anzi ce l’ha durissimi in tiro che scoppiano di salute (c’era con lei il marito-chauffeur che la seguiva dappertutto col frigobar pieno di ghiaccioli inturgidenti), fanno capolino [3] attraverso le trasparenze di questo coso lungo fatto coi pezzettini di rullino fotografico tagliuzzato (un bel cinturozzo di pelle laccata nera, due megabottoni diamantosi sulle spalle e tendine morticiane di sbrindellature sulle maniche); Lindsay Lohan invece ha messo su un capolavoro microgonnellato di pendontizzazione, squame argento-verdoline, bordature di vetrozzi cardinalizi quadrati color melanzana e tripla banda di polivinilcloruro tipo parabrezza del motorino; c’era anche la panzetta karmica che ha preso il controllo del cadavere maculato di un’altra anzianotta wannabe-giovincella [4], Sharon Stone; e poi ovviamente sì c’era anche Paris Hilton come al solito ridotta a legnosa caricatura di se stessa (notate la postura da passerella - quella sua tipicissima da Barbie con la scoliosi - non fosse che non sa farne altre, quasi quasi avrei pensato ad una citazione del nostro header qua sopra).
E la Bellucci? Che donna incredibile: pensate che per farsi ammirare intenta nell’unica cosa che sa fare, l’animatronic della sciantosa femme fatale, ha elaborato tutta una complicatissima scenetta (una roba un po’ alla Toriyama) col marito dietro di lei che facendo finta di niente le soffiava insistentemente sulla spallina di quell’orrendo foulard che le reggeva il vestitaccio nero, alla fine la spallina scivolava giù e così i fotografi potevano immortalarla nel suo momento migliore, intanto che esprimeva fintissima sorpresa e maliziosa mmmmmmmmtudine con le sue sexy languide occhiatine da cerbiatto investito da un autotreno. Uh, poi c’era Eva Longoria (lo gnomo coi baffi travestito da stangona di cui già abbiamo detto) che ha presentato una escalation di mostruosità malvestite, dal coso azzurro davopalla (con corpetto fasciante, tette separate e mantello strascicante scapolare) alla tunicotta corta di materiale traslucido con fantasia ghiaiosa (fodera bianco latte, cintura pitonata rosa e orride tascone finte su tette e cosce) all’accrocco sobrissimo da fiera della bburinità matrimoniale con corpetto stampato di piume argentee e una infinita spiralona di tulle (immagino l’imbarazzo quando sedendosi da qualche parte la minuscola Longoria spariva gambe all’aria, completamente fagocitata dalla spiralona). E poi Gwyneth Paltrow, che s’è inventata sta storia delle scarpacce assurde attira-fotografi [5] (un paio dorate con lo zeppolone sul davanti e tacco a tronco; l’altro paio fetish nere superborchiettate); e poi ancora Marjane Satrapi, col tunicone bianco kitschissimo con megastampa di fiorelloni abbinata ai grattacielosi sandali mattonati, e con un altro tunicone nero piumato corredato da un improponibile paio di sandali oro e fucsia, mattonati pure quelli.
E concluderei coi migliori di tutti, gli imbucati: l’anziano tossicomane ingioiellato che si è messo a chiedere la carità palleggiando fuori dal cinema, il nulla cosmico nella sua veste da compiaciutissima chic prezzemolina how-to-marry-a-millionaire, la coppietta reale più triste e scalcagnata di tutti i tempi, la velina urlatrice che ha vinto Sanremo, un bollito manzone disoccupato che l’anno prossimo per un click starà là sul balcone a far saltare il pisello in un cerchio di fuoco, e poi lei, la nostra vim preferita, Elisabetta Gregoraci - che comincia a frequentare la gente giusta, i papponi del jet set internazionale, in vista del matrimonio imminente col magnate dei perizomi - e io accidenti devo ricordarmi di mettere qui accanto un conto alla rovescia, oggi ce lo metto.
[1] dal forum: Kelly scrive “avete notato il look malva-botulinico di Ornella muti a Cannes?” e SaintJ “anche il tizio che le sta accanto nella foto sembra di gommapiuma… Davvero una bella coppia!”; il parere di Idraelen “certe donne sono davvero un deterrente alla chirurgia estetica!”; e quello di Pina Bellato “patetico siparietto della donna col fidanzato ggggiovane e focoso che si fa trasportare dalla passione e se lo pomicia in piena croisette… disgustoso… Lei vestita come una cubista sfatta… lui è praticamente il fratello gemello di Mario Merola”
[2] sempre dal forum, spettacolare scambio di battute con chiusura geniale di Mattia: “ma madonna poteva trovare anche 5 minuti per passare dal parrucchiere… se c’è una cosa che non mi piace per niente delle donne è la ricrescita dei capelli.. quella righetta scura in mezzo alla testa bionda..” (Cri) “Vuoi dire come Alessandra Mussolini, Donatella Versace ed Elena Santarelli? Le donne sarei mora mediterranea ma bionda so’ più fica e chissene se ho i baffi da carabiniere e le sopracciglia da Cristo si è fermato a Eboli?” (Siminsen) “la ricrescita della Ciccone è finta. non vedi com’è assolutamente perfetta e tracciata col righello? lo fa per far credere di non avere capelli bianchi” (Mattia)
[3] a proposito di capezzolume, menzione d’onore per Petra Nemcova e Sarah Marshall
[4] eh sì, come dice Siminsen, “invecchiare ed essere americane è una mistura incompatibile con l’essere umane”
[5] e ha fatto scuola! ma siccome quelle scarpacce là sono imbattibili, c’è Rose McGowan furbissima che si è rotta una gamba apposta per mettersi l’ingessatura bionica
Un post tutto intero per celebrare la malvademenza di questa attricetta cinese che si chiama Bai Ling: uhm, ci ho pensato un pochino ma poi ho deciso che no, una che raggiunge certe inaccessibili vette di malvestitismo al solo fine di farsi notare (ah, sacrilegio, solo un hobbit dal cuore puro!), no, non si merita un post tutto per sé, al massimo un paragrafetto e una foto, ok.
Sta di fatto però (oh, bisogna ammetterlo) che è una che ha capito tutto, questa Bai Ling: la tetta che salta fuori per sbaglio (per sbaglio!), lo stereotipo pruriginoso ed esibizionista del mantellone (transilvano) con sotto la sola biancheria intima, gli scaldapolpacci mosci di velluto che sembrano i moon boot dello yeti - strabuzzate bene gli occhi, che questa Bai Ling potrebbe scrivere un manuale bestseller per vipparole scarse da malvacarpet, è un genio (1, 2, 3).
Non che ce ne fossero alla sua altezza, per carità, ma molte delle vim semisconosciute che popolavano Cannes hanno saggiamente tentato la stessa strada: eccesso demente di malvestitismo –> qualche foto in più. Guardate ad esempio Sara Forestier (chi è? boh, un’attrice), che con la scusa di sostenere Amnesty International combina insieme la posa dell’attivismo impegnato (fighissimo!) e un vestitino decorato di pistoline ad acqua tipo albero di natale. Oppure Firmine Richard, che ha ficcato un lenzuolo in lavatrice con i calzini colorati del marito; Vahina Giocante, che stoicamente ruota e ruota a rischio vomito perché sia evidente la coltissima citazione vestiaria dell’elicottero leonardesco; o Zhang Ziyi, non me la sottovalutate, una qualunque cameriera da crociera che ha rubato una gonna del piffero e si è intrufolata fraudolentemente sul malvacarpet; oppure ancora, per la seria l’Angolo delle strappone (aka “guardatemi! guardatemi! ho le tette rifatte durissime!”), ci sono Caprice Bourret, con un vestito di piume con fasce (s)copri bombe, e soprattutto Hofit Golan, che si mimetizza perfettamente col tappeto rosso e vuole incuriosire il pubblico sollevando l’inquietante dilemma: che fine hanno fatto i miei capezzoli?
Ci sono, è vero, i casi patetici di chi non è manco capace di indossare i vestiti nel verso giusto, come Jasmine Trinca, che si è messa la giacchina al contrario, oppure anche la mogliettina del nostro erede al trono, Clotilde Courau, che c’ha la collana pendula sulla schiena (ah be’ ma certo, per sfoggiare il gioiellume persino nella posa classica delle fotografie da malvacarpet, quella di culo col collo alla Linda Blair).
Ci sono lampi accecanti di follia malvestita, sì, grazie per esempio al taglio da horror classic di Eva Green, palesemente ispirato alla mostra di James Whale; e in quanto a taglio di capelli, tié, beccatevi pure i capelli infernali e come se non bastasse il completino di carta pasquale firmato Tilda Swinton (qui); e però, noto con una punta di delusione, tra essi creature superiori furoreggiano a volte le stesse proletarie tendenze che ritraggo qua sul blog, indosso a comunissime malvestite da strada. E’ il caso dei malva-concetti di mosciume e cascanza, spesso e volentieri applicati ad amorfi abomini in raso: ed ecco a voi Haifa Wehbe (chi è? una specie di lorella cuccarini libanese, modella, attrice, cantante, boh) ed il suo grumo cacca spiegazzato, ecco Aissa Maiga (chi è? non ho la forza di guglare) con il suo grumo blu spiegazzato (che brava, l’ha pandantizzato con l’ombretto).
Ah, i grandi vecchi, che tristezza: c’è Bono ormai avvizzito al punto da sembrare Lucio Dalla (vedere per credere), c’è Sharon Stone che se ne frega della cellulite sul barcone di Roberto Cavalli (che, invece, non se ne frega per niente della propria panzetta, e per stare in apnea col petto in fuori il tempo di uno scatto gli sarà venuto un enfisema), c’è Mickey Rourke che se continua così, be’, per Sin City 2 non avrà bisogno di make up.
Chi ho dimenticato, vediamo: quella del pompino (lo dico sempre, lo so, ma per me quello è, citatemi qualcosa di suo che sia altrettanto degno), Chloe Sevigny, con la camicetta della prima comunione e le maniche a sbuffo, il plissè sul davanti e i volant sul collo, che bella bambina, ma c’ha abbinato una minigonna vertiginosa e una cintura con fibbiazza dorata col bassorilievo di uno scorpione, cattivissima; Dita Von Teese, con zanzariera color carne; Nicole Kid, pardon, volevo dire Kylie Minogue, un sacchetto nero orrendamente velato su pancia e fianchi, inserti in pelle e una inspiegabile e scomodissima cinturina che la stringe sulle cosce (forse reduce dalla corsa coi sacchi?).
Infine, la malvestita il cui atterraggio aspettavo con più ansia, Angelina Jolie, troppo troppo sobria, noiosissima - buuuu! - ci ha lasciato tutti con l’amaro in bocca. Niente di eccezionale dunque, tranne una cosa, quando è comparsa ieri sera sulla croisette e salutava i fans con il braccino scheletrico e ipervenoso alzato per aria: migliaia di ufologi ovunque nel mondo sono saltati sulla sedia. E’ terrestre? Sul serio? Sicuri? E a proposito, nell’incertezza, si potrebbe mica mettere in guardia questa signora qua, poveretta, che la Jolie le sta guardando il marmocchio con un aria forse un tantino troppo interessata.
Prima del doveroso post che, a fine kermesse, raccoglierà gli orrori da malvacarpet del festival di Cannes, ho pensato che sarebbe giusto dedicare un piccolo spazio a lei, tutto suo, alla regina italiana della croisette, Asia “Roooar” Argento.
Io trovo che, tutto sommato, Asia Argento sia una malvestita molto interessante: fonde in sé elementi che appartengono alle più svariate categorie malvestite. L’io sono originalità, ovviamente, spicca e contagia tutto il resto. Perché lei - ahò - ci tiene tanto e non perde mai occasione per farci sapere che non è una coattella romana (figlia di papà) qualsiasi, ma che lei dentro c’ha tutto un monno de robba e de emozioni da esprime’ che non lo sa manco lei bene che robba è, ma è una cifra ahò, che nel mio primo firm che ho scritto ce sto addirittura io all’inizio che me faccio incula’ da er negro (da er negro! capito, non da uno qualsiasi, da er negro!) e me so’ fatta pure er tatuaggio de er angelo sulla patata e c’ho er fidanzato che fa er musicista che canta le canzoni cor posacenere sur pianoforte e ci ha le unghie pitturate de nero (e se nun ve basta c’ho anche la figlia che je ho dato er nome der cazzo come fanno le rocchestar), roooar.
Ma se qualche anno fa era così del tutto enfaticamente immersa nel personaggio, qualcuno deve averle fatto notare che dopo un po’, magari, stufa un tantino. O forse è stato lo shock d’aver scoperto che il suo migliore amico ammerigano in realtà era uno che la stava a pija pel culo da dieci anni. E così oggi Asia Argento ha deciso di riciclarsi in questa veste che, immagino, considera più adulta, più matura, meno darkettona e meno prostituta di periferia che non può permettersi di sistemare gli sbreghi sulle calze a rete. E - udite udite - sta persino imparando le basi di quella tecnica, rinomatissima, che serve a far finta di non essere quello che si è per davvero, dei vuoti a perdere: e così ce la ritroviamo che ride e scherza e buffoneggia in giro come una cretina. Eeeeeh, ma quali oscuri abissi vuoi furbescamente nasconderci dietro quel sorriso da idiota, Asia, eeeeh, ne intuiamo la profondità.
Ammirate il repertorio di idiozia estrema messo in atto sul malvacarpet di Cannes. Si va dagli sguardi (ironicamente! ah sublime ironia!) incazzosi (uno, due, tre), perché appunto ormai “nun me pijo più sur serio”, ai comportamenti da bambina monella e zoccoletta (ma sempre con ironia! ahò, so’ davero na persona mijore da quanno io e er mio boyfriend ce semo imparati a memoria tutta er divina commeddia, semo troppo avanti pure ner curtura!), da ragazzaccia di strada che si permette di tutto perché lei l’unica etichetta che conosce è quella dei vestiti (uno, due), ai comportamenti da vera trasgressiva (la pernacchia come Alvaro Vitali, anvedi!), che ve faccio vedere io er prossimo firme altro che er rottevaile, faccio sesso orale con una cavia peruviana (anzi no, troppo poco minacciosa, con una zanzara tigre! roooar), ma so’ sempre pronta a damme in pasto ai fotografi come una vera diva (tiè), fierissima di aver appena concluso la seduta dall’estetista.