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and il Pisella Award 2008 goes to

E anche questa seconda edizione del Pisella Award s’è conclusa trionfalmente, evviva!, il titolo di Very Important Malvestita 2008 nelle categorie italiane e straniere viene così assegnato rispettivamente a Mara Carfagna (vera dominatrice del concorso, una fuga da standing ovation con la seconda in classifica - Anna Tatangelo - due volte doppiata) e Carla Bruni (che se l’è dovuto sudare, invece, contro l’agguerritissima Madonna); il gradino più basso del podio se lo aggiudicano Giusy Ferreri (che ha staccato in extremis Daniela Santanchè) e i gemelli Kaulitz (un voto appena sopra Sarah Palin). Come l’anno scorso, mi sembra giusto festeggiare questa solenne cerimonia con una carrellata delle più belle e divertenti tra le vostre dichiarazioni di voto, ce ne sono state un sacco - e anzi, grazie!

i vincitori del Pisella Award 2008
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Eufemismo malvestito del millennio:
Carla Bruni Terminator

E’ buffo che tentino di sostituire quella parola là che in tivvì non si può dire con un altra che meglio s’adatta alla boccuccia virginale dei conduttori di questa o quella trasmissione pomerdiana [1]: “Carla Bruni nell’ambiente della moda era soprannominata Terminator” dicono, ridacchiando sotto i baffi - e ti viene il dubbio che in realtà sia una ingegnosa trovata criptico-enigmistica per fartelo capire: figurarsi se un branco di anoressiche ignorantelle e strafattone potrebbe mai raggiungere certi picchi di metaforica letterarietà [2], e poi la parola quella vera impronunciabile che pure lei comincia per T le sue altre quattro letterine dentro Terminator c’è l’ha tutte - provateci a indovinarla.

il salotto di carla bruni è proprio così vero veroNon voglio essere cattiva però ché a me Carla Bruni piace molto: mi piace che ad un certo punto quando s’è troppo anzianottizzata per sculettare in passerella ha avuto l’ideona di riciclarsi nell’unica maniera che conosce, posando per questo personaggio qui della cantautrice mollemente artistico-sofisticata che è rotondo pulito e perfettino come lo trovereste interpretato da una qualsiasi modella sul set fotografico di un giornaletto fashion-modaiolo, lo stilista che ha ordinato al fotografo un atmosfera poetico neoesistenzialista un po’ malinconico arruffata salotto buono parigino [3]. E a Carla le riesce così bene! Deve aver studiato e dev’essersi impegnata un sacco fin da piccina, perché questo suo dolce oscillar la testolina quadrata e gli occhietti cerbiattici che ammiccano di qua e di là ingenui e sognanti, questa sua fascinazione folk-afonica dalle melodie melenso-nostalgiche, le viene tutto benissimo accidenti - siamo al cospetto di una maestra malvestita di prima classe [4].

Mi piace molto vederla che performa scampoli del suo privato fatto d’artificiosa ovattata semplicità [5], con il sorrisone alla skeletor che si schiude quasi imbarazzato, il suo voler suggerire con ipocrita modestia una vita temprata da piaceri profondamente intellettuali. Questo video qui accanto per dire mi sembra esemplare, dateci un’occhiata: notate con quale suprema malva-abilità ha pendatizzato lo smalto delle unghie alla copertina del libricino; notate il negozietto vintage-chic con taaanti libri dappertutto e la Bruni in divisa baschettata che tra tutti quei libroni rarissimi contempla con grande attenzione un sussidiario di letteratura inglese da terza media (”ehi ma questo tizio calvo col caschetto era sull’insegna qua fuori!”); notate il calibratissimo disordine della scrivania e le foto rigorosamente b/n di grandi studiosi e artisti sulla parete (che poveretti sono come i soggetti dei quadri di Hogwarts, appena lei distoglie lo sguardo tentano di darsela a gambe); notate con quale folle convinzione intona il ferroviario Cic-Cicù-Cic-Cic-Cicù; notate il tour da cartolina lungo la Senna la torre Eiffel e la Citroën anni sessanta, la passeggiata sotto i ponti (”ammazza che puzza di piscio, ce n’abbiamo ancora per molto?”) e poi ancora la chitarrina bisbigliando con simulata timidezza quei tre quattro nomi che si ricorda dal sussidiario e così via carlabrunizzandosi fino ai mmmmh mmmmh finali delicatissimi con gli occhioni che ammiccano impazziti come radiofari.

Mi sorprende del resto quanta gente ci caschi [6] e si dichiari ammaliata dall’eterea seduttività di Carla Bruni: possibile che il suo piccolo personaggino non risenta del macignoso background sentimental-sessuale che si porta appresso? Capirei si trattasse di un semplice orgiastico multi-intreccio di incestuosità senza controllo da soap sudamericana [7] - il che aggiungerebbe quel nonsoché di trasgressività ninfomaniacale antimonogamica JulesetJim che ci sta sempre bene - ma la Bruni va oltre molto oltre, c’ha un curriculum di conquiste groupistiche davvero da far venire i brividi, roba che quasi quasi fa mangiare la polvere alla Gregoraci (ah be’ in effetti questa forse è un tantino azzardata, ma insomma, avete colto). Voglio dire, Donald Trump ed Emily Dickinson? Ah! Siamo seri.

secondo me altro che scarface, somiglia allo stallone iperbburinissimo di cobraPer quanto riguarda invece la sua ultima fiamma che dire, comprensibile ok ma lo stesso m’ha dato una mezza delusione Sarkozy (oh dicono tutti Scarface, uhm, a me ricorda lo Stallone di Cobra): che cavolo, sembrava tanto il tipo che da pischello si metteva coi bastoni chiodati ad aspettare i fricchettoni basco-muniti che s’andavano a comprare i sottoascella di Marcuse nelle librerie dell’usato - e invece no va be’, una mezza delusione, ok che ormai è un vecchiarello sbrodoloso e una ex topmodel è pur sempre una ex topmodel (avete visto che corpo? sembra nuovo); e poi va be’, dai, in fondo è divertente vedere l’afona artistucola che fa la concubina del capetto bburinone nel bel mezzo di una egitto-settimana vacanziera di gran poesia stile alpitour [8]. Ma sì dai, è stato divertente - è una tipa buffa Carla Bruni.

[1] ah questa m’è venuta oggi mentre facevo la pupù - all rights reserved
[2] Terminator alla Bruni gliel’ha appiccicato Justine Lévy (che della foga terminizzatrice della Bruni è stata vittima) nel suo Niente di Grave
[3] la copertina di No Promises, che è quella foto là sopra, racconta la Bruni che è casa sua proprio così vera vera (clic per un jpg più grosso): “il fotografo m’ha detto di lasciare il salotto così com’è, di non toccare niente”
[4] c’è un video della Bruni che fuma che è un capolavoro malvestito, questo qui - ah e a proposito, della Bruni ne abbiamo parlato anche sul forum
[5] immagino si possa in qualche modo ricollegare, dal punto di vista della storia della filosofia occidentale, al classico concetto barbarapalombelliano “the eleganz is in the semplicity” (”but with profondity too”)
[6] qui invece trovate l’intervista che le ha fatto quell’eunuco di fabio fazio
[7] peccato che la Bruni non sia nata una decina d’anni prima, mi sarebbe piaciuto vederla limonare col Sartre settantenne
[8] incrociamo le dita che pare possa venirne fuori una tendenza malvestita di quelle toste: la topmodel bollitona che non sa più cosa inventarsi poveretta, che di menare le cameriere e sturarsi gli squallidoni s’è stufata, e allora passa ai capi di stato (ah sì, parlo di Naomi e Chavez)