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Coppia malvestita #56 - il telefonino stereo truccato

I bburinoni che se ne vanno in giro col telefono cellulare in mano che suona le musichette bburinone a tutto volume, bburinoni cioè come questi due qua a sinistra (cliccateci su per vederli più grossi), le prime volte che mi sono capitati sottocchio non mi ci raccapezzavo mica, e siccome la cosa mi sembrava preoccupante cercavo su Google “strano fenomeno gente idiota non risponde lascia squillare suoneria insopportabile”, non ci capivo niente ma lo strano fenomeno continuava, e anzi, me ne capitavano ogni giorno di più, e allora ho cominciato a subodorare l’incredibile amarissima realtà e mi sono messa a guglare “imbecilli musica cellulare senza cuffie”, “cellulare come radiolina vecchietti pensionati“, “cellulare versione microscopica stereo dieci chili sulla spalla ghetto neri film anni ottanta“, “telefonino colonna sonora portatile vita di merda”, ed è proprio così,

sto cercando di moddare un pò il nokiotto in campo audio, aumentando il volume,se si può fare! ho già sostituito l’altoparlante del nokiotto con una di un motorola V547…. non dico che il nokiotto non si sentiva bene,dico solo che poteva fare di meglio,per questo mi sono messo al lavoro eeeeee……WALAAAA’…. quando vuoi gareggiare contro di me con il tuo nokiotto,fammi un fischio…ahhahahaha!!!!!!!!

la cosa è ben documentata e neanche da pochissimo (v. qui e qui) e pensate, ecco, si fa a gara a chi c’ha il cellulare più rumoroso, li si “trucca” apposta come si fa coi motorini - e questi due brutti scimmioni qua sopra, all’avanguardia della più ottusa e prepotente ricerca di ostentazione bburina, se ne vanno a spasso coi cellulari che suonano contemporaneamente due cosacce diverse mischiate in un unico indistinto baccano lo-fi, perché è giusto,

quando ascolto le musiche che piacciono a me arrivano quelli che incominciano e mi dicono“ma che ascolti cambia sto schifo di musica!” non sai quando mi da fastidio!!! ma comunque gli rispondo sempre il cell è mio perciò tu non mi devi obbligare a cambiare musica o a spegnere il cell.

immaginatevi una dozzina di bburinoni così, tutti assieme, coi telefonini che suonano ciascuno una cosa diversa, immaginateveli un po’ - io non ci riesco.

di Betty Moore, 17 agosto 2009

Categoria: allucinazioni, semo bburini

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La mega-recensione di Amore 14 di Federico Moccia

cioè il libro che avrebbe voluto scrivere quel prete che disse “dopo lunghi anni e numerose prove e tribolazioni, sono giunto alla conclusione che non c’è niente di meglio di una biondina, sui dodici anni di età”

Federico Moccia, Amore 14Sono sicura che qualche fondato sospetto già ce l’avete per i fatti vostri, anche se un libro di Federico Moccia non ve lo siete mai letto - in fondo basta spenderci un minutino quando lo si vede fare le comparsate promozionali alla tivvì, basta sorbirsi i trailer degli agghiaccianti filmetti tratti dai suoi libri (ne abbiamo parlato insieme, ve lo ricordate?, del suo exploit alla regia) - e appunto, proprio perché il sospetto già ce l’avete, immagino sarete felici di vedervelo confermato dettagliatamente qui di seguito, avventurandovi passo passo nella mia ipertrofica mega-recensione di Amore 14 (qui sotto, cliccate il “continua a leggere”), che ci servirà dunque per dimostrare una volta per tutte che non c’è dubbio, è inequivocabile - non esistono giustificazioni del tipo “eh va be’ ma dai io li capisco sono reghezzini ignoranti e un po’ coatti” - se un essere umano di qualsiasi età censo cultura e razza è sinceramente attratto dalle cose che scrive Federico Moccia, be’, non ci sono cazzi - perché le cose che scrive Federico Moccia sono brutte, stupide e fatte male, stupidamente - quell’essere umano là dev’essere per forza un po’ stupido anche lui, perché nemmeno un comunissimo ingenuotto dodicenne, sempre che sia sano di mente e con una minima porzioncina funzionante di cervello, potrebbe sopportare lo sconclusionato guazzabuglio di idee mentecatte, il confuso dilettantismo e l’incapacità narrativa di cui sono fatti i libri di Federico Moccia.
Continua a leggere »

di Betty Moore, 21 novembre 2008

Categoria: chiacchiericci vari

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La suoneria è malvestita

Il progresso tecnologico permette la nascita di nuove e imprevedibili forme d’espressione malvestita. Considerate ad esempio la suoneria del telefono cellulare. Polifonie, mp3, antropomorfizzazioni. Non serve mica più soltanto all’orecchio del proprietario, no, deve essere vanitosamente sottoposta all’ascolto di chiunque altro nel raggio di decine di metri. E, conseguenza dell’attuale spaventoso imperversare di ogni tipo di suoneria, cosa dite, c’è forse un modo altrettanto molesto e fastidioso, per una malvestita, di soddisfare appieno il suo innato esibizionismo? No che non c’è. Adesso, oltre ad attaccarci per vie oculari, neppure martello incudine e staffa, ahinoi, sono più al sicuro.

plin plin plon plonLa noncuranza con cui si offende la pace uditiva dei presenti, l’impudicizia del volume perennemente sopra i 90 decibel, la totale incapacità di provare il benché minimo imbarazzo (io, per dire, mi sotterrerei, se dal mio cellulare partisse all’improvviso la versione midi dell’ultimo Tiziano Ferro) e quella inevitabile punta di sadica goduria nel tirarlo fuori e rispondere al millesimo squillo, fanno schizzare alle stelle il valore del QM (quoziente di malvestitismo) di una qualsiasi aspirante malvestita.
No, che sia essenziale avere una suoneria originale e facilmente riconoscibile nel caos di tutte le altri, uguali e banali, per riconoscerla più facilmente, o che il volume vada tenuto tanto alto perché altrimenti, con tutte le cose che ci sono in borsetta (il makeup, le pinzette, la crema mani e lo specchietto) la scossa sismica di una semplice vibrazione andrebbe dispersa, no, non sono giustificazioni accettabili.

Oltre ai canonici e ormai superatissimi poppoppò calcistico, unz unz unz discotecaro, oltre alle varie cover musicali per fan frustrate di questa o quella robetta pop (Giggi d’Alessio, Biagio Antonacci, le Vibrazioni - sostituire a piacere col nome di un qualsiasi cantante/gruppo sanremese), muuuuu bau qua qua e miaoooo per veri simpatici giocherelloni, c’è tutto un universo di suonerie (più logherie, più screensaverie) principalmente targhettizzate verso il vastissimo mercato del malvestitismo adolescenziale. Sono un’infinità, tutte in competizione nel raggiungimento della pura idiozia. Come non citare dunque (è l’indispensabile delizia a segnalarmele in mail) l’ape ninfomane, l’alfabeto a rutti, gli insetti che trombano, e - novità dell’ultimora - persino le vecchiette con l’aerofagia. Insomma, per una manciata di euro vi ritrovate sul telefonino animaletti storpi che espletano qualsiasi tipo di funzione fisiologica (e qui, il paragone con le squallide grifferìe Monella Vagabonda & figlie viene quasi spontaneo: la stessa noiosa idea che viene ripetuta in varie salse, applicata a mascotte e storielle pretestuose, ideate all’ultimo momento, cretine oltre ogni umana comprensione).

Non voglio però sembrarvi contraria su tutta la linea, eh, ché in fondo alcune suonerie assolvono ad una importante funzione di supporto psicologico, come quelle in cui c’è la vocina che dice “dài, è importante, rispondi, è per te, è importante, rispondi!”, chissà quante povere malvestite sofferenti di solitudine hanno aiutato a sentirsi meglio. Ma se ci pensate, in fondo, a proposito di denaro (che non è poco - quattro cinque euro a suoneria - e pensate, rappresenta una percentuale di guadagno sempre più rilevante per le case discografiche), questa faccenda delle suonerie è una metafora ideale della peggior deformazione malvestita: di quando si paga una cifra esageratamente sproporzionata rispetto al valore reale dell’oggetto acquistato - e non ci si vergogna di farlo sapere in giro.