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Malvestita #154

Chi è questa fanciulla, penserete voi, una spiaggiante mentre torna a casa da una lunga giornata di sole, sdraio e creme abbronzanti? Sbagliato. E’ una malvestita in uscita serale che entra in un pub, accompagnata da un azzimatissimo signorotto di minimo venti anni più grande. Vediamo di analizzare il modo in cui si è malsvestita per l’occasione.

Il micro top J’adore Dior (1) le sta decisamente un po’ strettino su quelle belle tettone tonde e gommose che, immagino, l’azzimatissimo signorotto deve aver (felicemente) finanziato (2).
Non mi pare di aver mai visto una misura simile di questo modello Dior, cortissima a mostrare gli addominali flaccidini (3). Per cui, le ipotesi sono due: è un tarocco, oppure è un originale tagliato a mano, in un impeto di do it yourself, poiché evidentemente alla ragazza sembrava troppo casto. Me ne viene ora in mente una terza, di ipotesi, che probabilmente è quella giusta, visto che dubito abbia avuto il coraggio di tagliare settanta e passa euro di maglietta: è un tarocco tagliato. Il frutto cioè della mente geniale di un qualche produttore cinese, che ha perfettamente intuito i desideri di ogni vera malvestita che si rispetti.

Gli hot pants attillatissimi, in jeans, sono più che altro un paio di mutande con la cintura (4). L’orribile fantasia chiazzata penso l’abbia fatta da sola con la candeggina. E a proposito di cintura, vi prego di ammirare la finezza della fibbia portata sul fianco anziché centrale (5). Anche questo genere di cintura, sono sicura, frutto di un qualche geniale produttore: ci pensate, vende cinture uguali a qualcunque altra cintura sul pianeta terra, e però le pubblicizza come “le uniche cinture al mondo ad allacciatura laterale”, un successone.

Ai piedi, ancora delle infradito (6), che, se non suonasse troppo banale, direi: “non se ne può più”. Queste sono di pelle laccata bianca, con un minuscolo inutile tacchetto a bottone.

La parte che mi è piaciuta di più è stata la borsa (7), una squallidissima e malriuscitissima imitazione dell’ultimo modello Prada, la Gauffre Antik, quella che indossano tutte le femmine più fiche e danarose del jet set mondiale, praticamente un orrendo sacco di pelle raggrinzita. Sembra di portare appresso la mummia di un prematuro ancora avvolto nella placenta. Wow, splatter. Mia nonna di ottant’anni, comunque - ve lo devo dire - è un avanguardista, perché ne indossa una molto simile tutti i giorni da una ventina d’anni circa.

La fiera della marca continua anche più su. E’ sera, ma lei non vuole rinunciare ad esibire il suo nuovo paio di occhiali da sole Roberto Cavalli (8), con la splendida biscia d’argento al posto della stanghetta, quindi decide di usarli come pratico diadema fermacapelli. Notate, prego, come una ciocca della sua lunga chioma viene lasciata sapientemente cadere davanti alla spalla (10).

Per chiudere in bellezza, il cellulare Motorola Razor Dolce & Gabbana (9), quell’orribile patacca dorata (dorata! ma come si fa?) che i due stilisti pubblicizzano fra le pagine di tutti i quotidiani da un mesetto a questa parte.

di Betty Moore, 12 settembre 2006

Categoria: semo bburini

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