Siete pronti a sfidare i misteriosi rompicapo e i vili trabocchetti del cattivo più cattivo del mondo e ad avventurarvi insieme all’eroe più cretino del mondo e alla scienziata ESP più sexy del mondo e all’agente segreto più ripugnante del mondo tra oscuri riti massonici e mani mozzate che indicano antichissimi portali esoterici e piantine di città che rivelano il profilo occulto di un pisello e raggi telecinetici che influenzano il moto dei pesciolini rossi e lezioni di complottismo nella classe di sostegno di Harvard e la sapienza di cinquemila anni fa che in confronto, tzè, la scienza moderna è una caccola - se siete pronti, benissimo!, allora cominciamo: i personaggi che trovate dentro questa prima puntata sono

cioè da sinistra:
1) il professor Robert Langdon, esperto di simbologia e iconografia religiosa, l’uomo che da solo ha salvato il Vaticano dall’esplosione di una mega-bomba di antimateria, è sopravvissuto al tuffo da un elicottero senza paracadute ed è stato fidanzato con l’ultima discendente di Gesù Cristo;
2) il cattivo più cattivo del mondo che si chiama come una combinazione onomatopeica scatarro e sputo, Mal’akh: oltre a concepire misteriosi rompicapo e vili trabocchetti gli piace passare il tempo ascoltando il Dies irae mozartiano rimirandosi allo specchio il corpo ignudo completamente tatuato di simboli del male inneggianti l’apocalisse - completamente tatuato, sì, a eccezione di un minuscolo circoletto di pelle intonsa su su sulla cima della testa rasata che ha deciso di tatuarsi appena finisce questa sua ultima suprema missione malvagia, ci si tatua una ciliegina;
3) l’anziano massone filantropo e bibliofilo, Peter Solomon, vecchio amico e mentore di Robert Langdon, dottissimo conoscitore di antichissime filosofie e presidente dello Smithsonian Institution;
4) direttamente dalla classe di sostegno di Harvard dove insegna Robert Langdon, tramite un sapiente utilizzo del flashback (secondo il metodo dell’editor cieco che appiccica i fogli del manoscritto su una parete e poi li colpisce con le freccette, “toh! qui ci mettiamo un flashback” - “ahi! ma questo è il mio culo!”, “ops, scusami Dan”), lo studente fesso che fa capolino per chiedere lumi al professor Robert Langdon sulle più varie terribili cazzate che ha pescato guglando a casaccio;
5) la scienziata Katherine Solomon, sorella minore di Peter Solomon, bellissima e supersexy, autorità mondiale nel campo della parapsicologia e della metafisica applicata; può vantare un dottorato al Politecnico di Dagobah con una tesi sul tirar fuori le astronavi in avaria dalle paludi puzzolenti senza muovere un dito;
6) l’omino baffuto Routard col mondo ficcato nello zainetto: è annunciato da un segnale acustico (biiiip!) ed emette degli stringati resoconti micro-enciclopedici su questa o quella irrilevantissima curiosità turistico/culturale/antropologica; i suoi interventi sono distribuiti lungo il romanzo secondo il metodo suddetto dell’editor cieco e delle freccette (”ahi!”);
7) l’agente segreto capo di tutti gli agenti segreti, Inoue Sato, una nana giapponese anoressica malata di calvizie e tutta chiazzata di vitiligine che per via di un cancro alla gola c’ha una cicatrice enorme sul collo e una voce gracchiante spaventosa - fulmina tutti quanti col suo sguardo indagatore taglientissimo e c’ha un quoziente d’intelligenza a quattro cifre.
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Forse l’avete notato là a destra e forse qualcuno ha provato a guglarlo, o forse no: “Umberto Eco on steroids” è una definizione molto buffa del lavoro di Dan Brown che compare sull’ultima di copertina del suo nuovo romanzo, The Lost Symbol,

che è la solita divertentissima mentecattata, un disordinato frullatone tossico che combina assieme di tutto un po’, la psicocinesi e Licio Gelli e il parrucchino di Robert Langdon e i simboli segreti del mausoleo di Arcore e la superscienza magico-quantistica e Vin Diesel incarognito più scatenato e tatuato che mai - per dire soltanto le prime cose che mi vengono in mente - e quindi ecco, volevo dirvi: in Italia esce il 23 ottobre, ma che ve lo comprate a fare?, ve lo racconto io.