C’è lo “scrittore e regista dei sentimenti”, Federico Moccia, che ha scritto su Chi una cosa molto commovente che suona così, ve la riassumo – ve la traduco:
“dyo solo sa quanto vorrei essere una snella conturbante pischelletta che s’agita alla tele tutta scema e disinibita e si fa ingroppare dal virilone superfigo mezzo uomo e mezzo cavallo, ah!, oh!, me tapino!, dyo crudele che m’hai rinchiuso in questa prigione di goffo indesiderabile flaccidume maschio!, ma io non mi do per vinto, no!, perché c’è ancora la fantasia, c’è ancora il sogno, quello bagnato! posso ancora sognare e bagnarmi!”
E cosa mai può averlo ridotto così?, povero vecchio lubrico frignone!, è stata la lovvo story Elisabetta Canalis George Clooney, nientemeno!, che materializza d’un colpo i suoi più umidi rimpianti esistenziali,
ci regalano la speranza che possa accadere anche a noi, che non sia poi così assurdo crederci [...] rappresentano un sogno d’amore talmente stupendo che non sembra vero [...] il desiderio di essere come loro
Federico Moccia è una cenerentola calva querula e irsuta che scruta trasognata il castello scintillante del principe azzurro, irraggiungibile ma chi lo sa,
le favole non abitano solo nei libri [...] la realtà che diventa più bella di una favola [...] per me è il modo di vivere dal vivo una fiaba [...] C’erano una volta un principe e una ballerina. si guardano negli occhi e stupendo tutti si innamorano
è come diceva Antoine de Saint-Exupéry,

il cuoricino di Federico Moccia è sconquassato dai dolci tormentosi tubii del vippazzo e della sciacquetta, dalla sfrontata esibizione di un amore che sembra impossibile, “da favola”, che gli fa tornare in mente quei meravigliosi filmetti che amava tanto da ragazzo – Flashdance! Il principe e la ballerina! Vacanze romane!
come in quel film del 1957, in cui una splendida Marilyn Monroe interpreta Elsa, esuberante ballerina americana, e diventa la compagna del granduca Carlo di Carpazia, interpretato da Laurence Olivier [...] e mi viene in mente il personaggio protagonista di Flashdance, operaia di giorno, ballerina di notte
oh che struggenti ricordi!, di quando il giovane Federico Moccia andava dal daddy in lacrime e implorava “daddy senti ma invece che lo sceneggiatore per le fiscio, ti prego!, mi puoi raccomandare come ballerina di giorno e operaia di notte?”

meno male che ci sono Ely e George: lei, che è il prototipo della femmina mocciana a tutto tondo,
una ragazza che vuole ballare, cantare, rappresentare qualcosa nel mondo della televisione e del cinema
e lui che invece, dyo! – lo sapete, Federico Moccia c’ha quella sua maniacale fissazione per il renegade motociclista, lo fa diventare pazza – è un supplizio!,
In ogni favola che si rispetti c’è un principe [...] George, icona maschile, faccia da mascalzone irresistibile [...] Lui centauro d’amore, un moderno cavallo bianco, potente e temerario, per rapire lei, la sua principessa ballerina, che abbracciata a lui si lascia portar via sulle strade assolate
e una calda lacrimuccia gli cola giù giù fin sul mento, perdendosi nel rivoletto di bava schiumosa – ti lovvo!
di Betty Moore,
Categoria: l'amore ai tempi delle malvestite, maschioni, very important malvestite
E vediamo un po’ quali abominevoli delizie c’ha riservato la seconda settimana del malvacarpet veneziano, cominciamo dai pezzi forti, dai più brutti: per esempio, ecco, s’aggirava da quelle parti un bizzarro psycho cannibale horror-splatter col camice imbrattato di sangue, questo tizio qua accanto che faceva da accompagnatore a Noemi Letizia (la prossima vittima, sì? – incrociamo le dita), si chiama Massimo Emilio Gobbi, produttore cinematografico e sosia part-time di Bombolo (al festival, dice lui, per presentare il progetto di una cosa che si chiama Camorra Days – eh? cosa? boh, la solita mostruosità low-cost infarcita di wannabe vipparoli, probabilmente)(una cosa tipo Happy Days, immagino, ambientata tra i cunicoli del rione Sanità, le avventure della famiglia Canningàmmo tra piccole gioie e piccoli dolori nel controllo dello spaccio e della prostituzione);

e poi, vediamo, c’era Luca Lionello figlio di Oreste, una specie di veterano della fiscio televisiva (pensate!, era il belloccio furbo di Sposerò Simon Le Bon), che ha ampiamente giustificato il suo status di imbucato sconosciuto con un paio di ottime combinazioni io-sono-originale (le maniche delle tute anni novanta assemblate sul davanti del pigiama assemblato sul didietro di un palandrano hippie, la magliettina mimetica della Banca Centrale Europea e i pantaloni quadrettati bimbominkia);

c’erano Gabriel Garko e Laura Torrisi nella parte della coppietta di bburinoni col vestito buono della domenica, il gangsta impomatato col grugnetto spavaldino e la pupattola sexy fasciata e cotonata; c’era Elisabetta Canalis coi tacchi piramidali che funzionano da praticissimi cuneetti stabilizzanti come quelli che si usano per fermare le ruote delle macchine in discesa; c’era Simona Ventura che insiste sullo spettacolare collasso delle bitorzolute protuberanze fatte col Didò, orologiazzo dorato e maniche arrotolate da muratore; c’era Franca Sozzani che sprizzava allegria (be’, a modo suo) accanto al boyfriend rutelloide fonatissimo; c’era Omar Sharif trasformato in borsetta, c’era un capezzolo striminzito con Sara Tommasi intorno, povero capezzolo, e poi sì, giusto, c’era Valeria Marini a cui quest’anno non è stato concesso granché, appena appena una volata velocissima col motoscafo a salutare i gabbiani festanti (“ma siamo sicuri che siamo nel posto giusto? là c’è scritto Chioggia…”).

e poi cosa, ah già!, la pinna dorsale e le scarpette hovercraft di Tilda Swinton; la maschera anti-infortunistica di Tom Ford; quell’altro che s’è mascherato da pischelletto roccabbilli, Ewan McGregor (che deve aver adocchiato Camorra Days e ci scommetto, s’è messo in competizione con Giggi per il ruolo chiave del bulletto sciupafemmine Esposito J. Fonzarielli – dove la J. sta per Jennarino); la vecchia sciroccata Jane Birkin cogli abbinamenti svalvolati-trasandati alla Annie Hall (toh, avventuriera alcolista anni trenta, e toh, maglione ciclopico di nonna Yeti); e infine, giusto, Jake Gyllenhaal che rispolvera il look da mandriano gay (v. foto sopra)(tutte le foto, con un clic, s’aprono più grosse).
Avrei voluto parlare un po’ di questa brutta fiction pubblicitaria della velina anziana e del vippone mmerigano ma poi ho dato un’occhiata a Chi [*] e ho deciso che è meglio di no,

perché tanto, che volete, non potrei mai eguagliare i picchi di comprensione e sintesi di Carlo Rossella e Alfonso Signorini, che hanno già brillantemente esaurito l’argomento una volta per tutte: Carlo Rossella che liquida l’intrallazzo lovvoso a modo suo, con l’inconfondibile spiritosa eleganza da bordelliere pingitoriano,
Clooney sta percorrendo il Canalis di Suez, una via d’acqua molto facile
e Alfonso Signorini che liquida la faccenda della copertina palesemente fotoscioppata ricorrendo al classicissimo sietesoloinvidiosi, “l’arte del rosicare” la chiama, ed è il “rosicamento” di quei pezzenti di Repubblica,
insinuavano che la copertina di Chi fosse un maldestro fotomontaggio. E da lì (perché ogni occasione è buona per fare politica) una serie di conclusioni sul giornalismo taroccato del sottoscritto e del berlusconiano Chi
che rosicano perché non valgono niente, loro di Repubblica, mentre Chi invece
si è costruito il successo grazie alla sua autorevolezza e alla sua correttezza
che sì, accipicchia, correttezza com’è correttissima – per dirne una, dallo stesso numero di Chi – la didascalia che compare accanto alle foto vacanziere del Pierdudy, che senza alcun nesso causale (ci sono Pierdudy con la phonatura calda calda e The Brain Toffanin che si sbaciucchiano sul panfilo) strombazza con scrupolosa precisione lo spot
negli ultimi mesi Pier Silvio è impegnato nel lancio dell’offerta Mediaset Premium, che ha appena acquistato i diritti per trasmettere le partite delle maggiori squadre di calcio della Serie A
Ma insomma, appunto, lasciamo stare questa storia e passiamo ad altro, poche pagine più in là – tenetevi forte – ci troviamo Roberto Cavalli e il suo “buen retiro”, il suo “rifugio segreto”, la Cavalli-Caverna!

meraviglia!, le croste del Quattrocento e i divanazzi da strip club e i busti di gesso souvenir e gli animali della savana pietrificati e i tappetini a chiazze dappertutto e “i gagliardetti” della squadra di calcio e le misteriosissime palle luccicose (proprio loro! ve le ricordate?): è l’abitazione-utopia che potrebbe metter su assieme la threesome composta dalla regina di Inghilterra e Pippo Franco e Moira Orfei – pensate che addirittura
la zona notte si raggiunge con una scala di metallo che, nella forma, fa il verso allo scheletro di un dinosauro
meraviglia delle meraviglie! – del resto la Cavalli-Caverna è il posto dove vivono i più stretti segretissimi collaboratori di Roberto Cavalli,
un macaco che mi fa tanta compagnia, un maschio che mi piace perché è cattivo con tutti tranne che con me. Il giorno che lo porto a lavare lo ospito persino a letto.
un macaco che si chiama Mac (capito? mac-aco, giusto), e poi c’è
il mio cane, un lupo
che indovinate come si chiama, sì giusto, bravissimi:
si chiama Lupo
il sogno di Roberto Cavalli è quello di poter arredare un giorno la Cavalli-Caverna con una simpatica coloratissima carta da parati fatta di piccoli esseri umani,
i bambini? Io vorrei cinquanta nipoti, vorrei poterne adottare di tutti i colori
e poi certo ogni tanto gli capita di invitare gli amici vipz,
io amo ospitare, qui ci sono sempre in fresco champagne e acqua gassata, mi piacciono le bollicine
champagne e acqua gassata perché
mi piace sentire i gridolini degli amici e delle amiche che mi vengono a trovare
i gridolini? ah sì, ma certo!, ho capito: Roberto Cavalli fa festa con gli amici e le amiche di Mac, che si versano le cose frizzanti tra le chiappe e se le leccano a vicenda arricciando le labbrone e facendo i versetti buffi.
[*] nell’immagine a destra – con un clic s’apre più grossa – ci sono gli “autorevoli” commentatori di Chi che chiamano ripetutamente “cricket” lo sport quello coi martelli, che invece si chiama “croquet” (sì sì, esatto, quello dei fenicotteri)
di Betty Moore,
Categoria: allucinazioni, chiacchiericci vari, very important malvestite