And the Pisella Award 2009 goes to…

Noemi Letizia!, che ha stracciato di brutto tutti quanti a cominciare dalla seconda degnissima classificata Daniela Santanchè (terzo classificato Federico Moccia), proprio non c’è stata gara, e allora evviva Noemi Letizia Pisella Award 2009, che se l’è meritato. Oh!, e la scimmia sgorbio qua a destra: ho pensato che un premio non è un vero premio se non c’è una statuetta – un disegnino non basta mica – e allora ho fatto una statuetta, che è questo sgorbio di scimmia di pongo che vedete qui a destra, e poi ho pensato che non è un vero premio se la statuetta non finisce materialmente nelle mani del vincitore, e così mi sono procurata l’indirizzo dell’agenzia di Noemi Letizia e gliel’ho impacchettata e l’ho spedita, e nella scatola insieme allo sgorbio scimmia ci ho messo una letterina in cui spiego a Noemi Letizia cos’è il Pisella Award e mi congratulo – questo qua sotto è il video Art Attack della statuetta, con impacchettamento finale e colonna sonora in tema

e questa qui invece è la letterina che le ho infilato nel pacco, con un clic le immagini si aprono più grosse

non vedo l’ora che ci risponda.

La mente di Federico Moccia è la Matrice e la nostra realtà è spacciata

Sabato pomeriggio sono andata alla inaugurazione del negozio di Federico Moccia e ho capito che non abbiamo capito niente: quelle fantasie rincitrullite che ci sono nei suoi romanzi e nei suoi film, le vicende bislacche di un mondo alieno fatto di oggetti e desideri che esistono soltanto nella immaginazione di un morboso anzianotto ignorante e tonto, io l’ho capito sabato pomeriggio, non si tratta semplicemente del cattivo racconto di una realtà che non esiste, ma è invece un progetto di conquista della realtà,

Questo negozio che si chiama Amori Concept Store (sito) è un’invenzione stupidissima di quelle che ci si aspetterebbe di trovare dentro un romanzo o dentro un film di Federico Moccia, un negozio che è insieme boutique e cartolaio e bar e pozzo dei desideri e discoteca e ritrovo per writer bimbominkia dei cessi pubblici, non ci si aspetterebbe certo di ritrovarlo materializzato nella realtà, come non ci si aspetta di trovare nella realtà qualcosa che somigli ai cubisti laureati in ingegneria aerospaziale o ai surfisti che s’intubano nei cavalloni di Civitavecchia o ai DJ che scratchano Laura Pausini o all’autoscontro clandestino con le macchinette per minorenni o alle finestre dell’Empire State Builiding che lampeggiano proposte di matrimonio (citando da qui e qui), sono tutti sgorbiacci assurdi che non esistono nella realtà perché non possono esistere, sono troppo stupidi per esistere – eppure, ecco, sabato pomeriggio l’invenzione stupidissima s’è materializzata, la fantasia di Federico Moccia conquista un pezzetto di realtà,
Continua a leggere »

Very Important Malvestita of the year – Pisella Award 2009, le candidature

È la fine dell’anno e come ogni fine dell’anno è arrivato il momento di assegnare la massima onorificenza malvestita, il Pisella Award: da oggi e fino al trentuno dicembre potete votare per l’elezione del Re (della Regina) delle very important malvestite scegliendo il vostro preferito tra i minchioni in nomination nel gruppone qua sotto, la crème della crème dei minchioni malvestiti che si sono distinti in idiozia e ridicolaggine e follia negli ultimi dodici mesi. Ecco a voi le nomination e le motivazioni del Pisella Award 2009:

1) Noemi Letizia, perché anche solo l’ombra del cazzetto avvizzito di Silvio Berlusconi, ormai, basta che ti si posi sulla testa per un po’, anche solo il sospetto dell’ombra del suo cazzetto, e puoi arrivare ovunque, ai filmi e alle fiscio e alle serate e alla politica, a fare soldi sempre e comunque pure se non sai fare un cazzo – sai fare quella dove si poggia l’ombra di un cazzo

2) Daniela Santanchè perché se uno è così stronzo e bifolco e razzista che il PdL non gli basta – e la Lega non va, perché sei terrone – nessun problema, c’è l’alleato fantoccio aspira-voti che riempie i pomeriggi Mediaset con le performance di lotta e di sofferenza con tanto di intrigo internazionale e scontri corpo a corpo con mussulmani jihadisti drogati di raggi gamma che mulinano cartelli stradali divelti

3) Lady Gaga perché si mette le palandrane asimmetriche con la gobba finta e le maschere-casco sbrilluccicanti e lo scotch da elettricista a croce sui capezzoli e i calzini appallottolati nel perizoma (per alimentare la leggenda del pene a scomparsa) e si fa le acconciature come Marina Berlusconi quando era una paninara ventenne e riesce a fare della musica strampalata che tutto sommato le somiglia pure, ed è brava

4) Morgan perché è il frontman coglione che esiste al solo scopo di far scompisciare i subumani analfabeti che da casa si danno di gomito “che cazzo ha detto? che cazzo ha detto? me fa troppo tajà, nun se capisce un cazzo! è un grande!”, è il Richard Benson della televisione italiana, il pagliaccio gonfio triste e allucinato da linciare sghignazzando a colpi di polletti surgelati, e funziona alla grandissima perché lui invece no, non l’ha ancora capito

5) Jovanotti perché ai suoi caratteristici ormai ventennali ruttini rancidi di sentimentalismo naïf e liste della spesa di pensierini stupidi si è aggiunta la instant-beneficenza di uno spettacolino mediocrissimo che ha riunito intorno a una orrenda B-side muffita il peggio dei cantantucoli italiani low cost, e perché ha scarabocchiato Mozart bambino che si toglie la parruccona incipriata e sotto chi c’è, c’è Jovanotti, perché l’emozzzione e la fantasia e il sogno e l’anima e il – ora mi butto dalla finestra

6) Federico Moccia perché è il nostro Michael Jackson, un mostro solo e depresso e incompreso che vorrebbe tanto essere qualcos’altro, una snella conturbante pischelletta che si fa ingroppare dal virilone superfigo mezzo uomo e mezzo cavallo, e invece Dyo crudele l’ha rinchiuso in una prigione di goffo indesiderabile flaccidume, ma si può ancora sognare – coi film! coi libri! – centinaia di piccoli bburinetti adolescenti in motocicletta che rombano da veri maschi e squinziette troie che gridolinano eccitate, tutti quanti a giocare sulla cima del suo pancione nudo e peloso

7) Alfonso Signorini perché col tocco dello spasimante viscidissimo che distorce qualsiasi cosa nel delirio dell’adorazione leccaculo più spudorata ci racconta le fiabesche avventure private del cazzetto avvizzito di Silvio Berlusconi e della sua stupenda armoniosa famigliuola – è il tocco di una casalinga intrippata che si trovi improvvisamente a sceneggiare il suo personaggio da soap opera preferito, non resiste e si bagna le mutandine – e allora ecco che nello sforzo iperbolico di celebrare l’amato, Silvio Berlusconi diventa Pericle l’uomo perfetto che tutte le donne desiderano, gli uomini rispettano, è ammirato da tutti ed è bello da fare invidia – uops, le mutandine

8) Robert Pattinson perché le occhiatacce misteriose “in su di sottecchi” che sperimenta da quando era ancora in fasce si sono dimostrate adattissime al personaggio del vampiro che è bello bello bello in modo assurdo e c’ha i capelli che gli stanno da Dyo pure quando ci piove sopra e c’ha la voce “vellutata” e la calligrafia sexy e salva la vita alle pischellette facendosi rimbalzare sul petto le automobili impazzite e inoltre, quando guida la sua, di automobile (che è un razzo col motore a curvatura), è un adorabile sborone fascinosissimo di quelli che ti si incollano dietro in autostrada lampeggiando assatanati

9) Giovanni Allevi perché la grandinata di merda durissima che gli si è abbattuta contro da tutte le parti non è riuscita minimamente a scalfire le sue certezze megalomani e anzi, gli ha confermato che il mondo è pieno di invidiosi parrucconi insensibili e malvagi che vogliono ostacolare l’avvento della musica nuova e difficile e rivoluzionaria, ma lui se ne fa un baffo perché ai concerti è sold out di bimbominkia entusiasti che gli fanno i complimenti e anche Dyo è dalla sua parte – come se questo volesse dire qualcosa: Dyo è un bimbominkia

10) Marina Berlusconi perché poverina fa tenerezza vedere gratificato (Ambrogino d’oro al nulla) uno sgorbietto mediocre che per tutta la vita ha sofferto il prototipo malato di figaggine promosso dal priapismo paterno, il prototipo della zoccolona televisiva, e lo sgorbietto c’ha provato coi vestitazzi attillati e le pere finte sul corpicino anoressico e il suo strano faccione da ranocchia con le labbra appaperate e gli occhioni tiratissimi ma non c’è niente da fare, dev’essere dura essere la figlia cessa di uno così, che se non fossi sua figlia ti prenderebbe per il culo – e che se non fossi sua figlia in Mediaset altro che boss senza scrupoli, forse forse potevi farci la concorrente del Grande Fratello che tutti dicono “ma sì dai, il travestito è quella”

11) il futuro Falco Briatore perché le oscure cantilenanti quartine di Nostradamus non valgono un accidente, piuttosto la terribile certissima previsione della fine del mondo è rintoccata dalle note dello spermatozoo allegrotto di Flavio Briatore che fischietta i Beach Boys e feconda scodinzolante l’ovulo di Elisabetta Gregoraci (“guarda amò! la prima ecografia! e quello che è? er pisello o er tanga? me sa che è er tanga! er tanga amò! già c’ha er tanga! c’ha er tanga come er papino suo!”)

12) Mickey Rourke perché la sua sincera trucidissima grandezza al sapore di Tavernello e gorgonzola andato a male annichilisce qualsiasi altro vipparolo concorrente che abbia trascorso due intere giornate a farsi sistemare il mascarpone light sui capelli in stile trasandato-clochard dal parrucchiere di Rodeo Drive, e perché questo qui è stato l’anno della tragica dipartita – Loky RIP 1990 2009 – e ogni volta che Mickey si infila una mano nella patta sbottonata per sistemarsi il cagnetto mosca tra le palle, che fitta dolorosissima che sente nel cuore, il cagnetto mosca tra le palle non c’è più

Il giovane Golden, la definizione del lovvo, le fregature della vita, l’esperienza di scrittore, la maschera di Halloween di Federico Moccia

Che coincidenza, c’è il nuovo film di Federico Moccia [*] che fa da incubo-overture alla notte di Halloween – sarebbe un peccato sprecare un’occasione così ghiotta e allora ecco, guardate, ho preparato le maschere qua sotto, che mi sembrano adattissime per celebrare questo eccezionale crossover dell’orrore,

il Federico Moccia liscio, a sinistra, che è già abominevole e inquietante di per sé, e quello post-lobotomia bimbominkia, a destra, che è un puro e semplice maleficio soprannaturalequi c’è l’immagine grande pronta per la stampa, quella a colori, e qui c’è quella in bianco e nero (i buchini, si capisce, servono per infilarci dentro un elastico) – ma poi: se avete fegato e volete rendere l’esperienza più complessa aggiungendo qualcosina alla tiritera “dolcetto o scherzetto”, calandovi meglio nell’idiozia del personaggio Federico Moccia e impersonandolo a parole, facilissimo, c’è solo l’imbarazzo della scelta, queste ultime settimane di promozione Federico Moccia ciarlava ovunque, c’è un repertorio vastissimo – per citarne solo una manciata, toh, si va dai dilemmi esistenziali (cito)

La vita è piena di fregature. A volte i giovani vengono da me e dicono: “Moccia, ho attaccato il lucchetto, ma è andato tutto male”

alle strategie nascoste del suo cinema, cito

Mentre si racconta la storia di Carolina, si vede Niki che si sta provando il vestito da sposa, quel che succederà nel prossimo film. È stato solo un mio divertimento per raccontare della contemporaneità della vita

dalle amare riflessioni sui bistrattati incompresi scrittorucoli wannabe

In Italia tutti stanno scrivendo o hanno scritto un libro, così è un tema molto attuale. Mi piaceva l’idea che nel film ci potesse esser qualcuno che parlasse della mia esperienza di scrittore. […] Inoltre, oggi spesso sento dire che i genitori sono contrari all’idea che i figli diventino scrittori. Sembra proprio uno scontro generazionale

alle ascendenze letterarie della sua opera – cito [**]

Memore delle letture di Salinger e del suo giovane Golden, volevo raccontare la storia della quotidianità di una ragazza nel suo ultimo anno di scuola media, con le Wish List e le classifiche dei ragazzi che entrano all’improvviso nella narrazione.

e poi certo la faccenda dei Baci Perugina,

Per quanto riguarda i Baci, ho deciso di far parte della giuria che seleziona le frasi più belle, perché sia visto come un invito a tornare alle personali considerazioni di ciò che accade nella nostra interiorità attraverso la scrittura

perché chi meglio di lui,

[*] il film, che si chiama Amore 14, è tratto dall’omonimo coso che vi ho raccontato un annetto fa – se vi siete persi la mega-recensione, pazzi!, recuperatela
[**] lo so che in qualsiasi altra intervista c’è scritto giusto, con la acca – ok è sicuramente un errore di chi l’ha trascritta – ma chi se ne frega, è verosimile che sia così cretino, no?, e a me piace pensare che abbia detto Golden proprio così, con la G, che è bellissimo: I want to believe

Federico Moccia is the ultimate gay bimbominkia

C’è lo “scrittore e regista dei sentimenti”, Federico Moccia, che ha scritto su Chi una cosa molto commovente che suona così, ve la riassumo – ve la traduco:

“dyo solo sa quanto vorrei essere una snella conturbante pischelletta che s’agita alla tele tutta scema e disinibita e si fa ingroppare dal virilone superfigo mezzo uomo e mezzo cavallo, ah!, oh!, me tapino!, dyo crudele che m’hai rinchiuso in questa prigione di goffo indesiderabile flaccidume maschio!, ma io non mi do per vinto, no!, perché c’è ancora la fantasia, c’è ancora il sogno, quello bagnato! posso ancora sognare e bagnarmi!

E cosa mai può averlo ridotto così?, povero vecchio lubrico frignone!, è stata la lovvo story Elisabetta Canalis George Clooney, nientemeno!, che materializza d’un colpo i suoi più umidi rimpianti esistenziali,

ci regalano la speranza che possa accadere anche a noi, che non sia poi così assurdo crederci […] rappresentano un sogno d’amore talmente stupendo che non sembra vero […] il desiderio di essere come loro

Federico Moccia è una cenerentola calva querula e irsuta che scruta trasognata il castello scintillante del principe azzurro, irraggiungibile ma chi lo sa,

le favole non abitano solo nei libri […] la realtà che diventa più bella di una favola […] per me è il modo di vivere dal vivo una fiaba […] C’erano una volta un principe e una ballerina. si guardano negli occhi e stupendo tutti si innamorano

è come diceva Antoine de Saint-Exupéry,

il cuoricino di Federico Moccia è sconquassato dai dolci tormentosi tubii del vippazzo e della sciacquetta, dalla sfrontata esibizione di un amore che sembra impossibile, “da favola”, che gli fa tornare in mente quei meravigliosi filmetti che amava tanto da ragazzo – Flashdance! Il principe e la ballerina! Vacanze romane!

come in quel film del 1957, in cui una splendida Marilyn Monroe interpreta Elsa, esuberante ballerina americana, e diventa la compagna del granduca Carlo di Carpazia, interpretato da Laurence Olivier […] e mi viene in mente il personaggio protagonista di Flashdance, operaia di giorno, ballerina di notte

oh che struggenti ricordi!, di quando il giovane Federico Moccia andava dal daddy in lacrime e implorava “daddy senti ma invece che lo sceneggiatore per le fiscio, ti prego!, mi puoi raccomandare come ballerina di giorno e operaia di notte?”

meno male che ci sono Ely e George: lei, che è il prototipo della femmina mocciana a tutto tondo,

una ragazza che vuole ballare, cantare, rappresentare qualcosa nel mondo della televisione e del cinema

e lui che invece, dyo! – lo sapete, Federico Moccia c’ha quella sua maniacale fissazione per il renegade motociclista, lo fa diventare pazza – è un supplizio!,

In ogni favola che si rispetti c’è un principe […] George, icona maschile, faccia da mascalzone irresistibile […] Lui centauro d’amore, un moderno cavallo bianco, potente e temerario, per rapire lei, la sua principessa ballerina, che abbracciata a lui si lascia portar via sulle strade assolate

e una calda lacrimuccia gli cola giù giù fin sul mento, perdendosi nel rivoletto di bava schiumosa – ti lovvo!

« Post precedenti