Ponte Malvio

24 marzo 2007 / ,

Dichiarazioni d’amore, pure quelle, possono presentarsi in forme così enfatiche e coatte, così inutilmente plateali ed esibizioniste, che non si può esitare un momento nel farne una nuova categoria di super malvestitismi.

Quando si tratta di un ingenuo ragazzotto che, spray alla mano, verga sul muro fuori casa della sua bella “te amo jennifer me stai a spezza er core”, allora ok, passi pure. Idem per la serenata con ukulele e repertorio di Gigi D’Alessio (be’, qui ti meriteresti una incudine dritta sulla testa, ma va be’, che tenero).

ho voglia del lucchietto cosmopolitanMalvestitissimi e anche un po’ inquietanti, invece, sono le dichiarazioni di questo genere qui, così coatte ed enfatiche, che avvengono per emulazione, in serie, perché oh, l’ha fatto quello là al cinema. Parlo ovviamente dell’effetto che hanno, su molte piccole malvestite in erba, i racconti sgangherati di Federico Moccia. Lui, che ha dei grossissimi difetti d’immaginazione, è più forte di lui, in ogni cosa che scrive ce ne deve ficcare almeno una, di queste dichiarazioni d’amore malvestite. Non gli bastano le ridicole imbarazzanti panzane che dicono e fanno i suoi personaggi, roba talmente scollegata dal mondo che sembra di vedere uno strano e mentecatto film di fantascienza (sapete: un’ucronia), no, lui se non ci mette la dichiarazione fatta coi lucchetti a Ponte Milvio (“per sempre? per sempre”), o quella del primo film con la scrittona sempre su Ponte Milvio (“io e te tre metri sopra il cielo”), e adesso questa ultima con le foto tessera di Scamarcio e Laura Chiatti ingrandite di venti metri per cento e stese su di un fianco dell’isola tiberina (un’opera di una imponenza tale, che in confronto le Linee di Nazca ci fanno un baffo).

Un povero ragazzetto che non gira con la moto turbo e non fa l’autore televisivo (perché l’ha raccomandato papà) e non ha gli occhi né il monociglio di Scamarcio, è ovvio, non potrà mai replicare la straordinaria meraviglia della foto tessera gigante. E gli tocca dunque accontentarsi del lucchetto sul lampione di Ponte Malvio. E se ti vergogni a comprarne uno dal ferramenta, o forse non sai neanche cos’è un ferramenta, non ci sei mai entrato, non hai la più pallida idea di dove si vendano lucchetti, ok no problem, ci pensa il sempre miticissimo Cosmopolitan. Allegato al numero di questo mese, tadàn!, un bel lucchetto già pronto e di due colori diversiho voglia del lucchietto cosmopolitan, da scegliere, alla modica cifra di 4.90 euro. Piccolino, che puoi usarlo come ciondolo! E – colpo di genio – con l’acronimo del film HVDT bello impresso sopra da una parte e dall’altra. Che però non si capisce: com’è che fa, da tradizione, il povero ragazzo che acquista il lucchetto ciondolo e vuole andarlo a ficcare là a Ponte Malvio, o anche solo per tenerselo al collo, come fa a scriverci il nome suo e della sua bella, e la data del giorno della lucchettatura, com’è che fa, con quell’acronimo fastidiosissimo di mezzo? Boh, che fregatura.

Una cosa economicissima e per tutti, invece, è il sottofondo di Tiziano Ferro: quello è facile, basta scaricarselo da internet, portarsi a Ponte Malvio un walkman (ok: un ipod), e fare una cuffietta per uno.

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