Non voglio bestemmiare la nostra malva-divinità numero uno - sempre sia lodata! - e tuttavia accidenti che altro posso fare, tocca ammettere che negli ultimi mesi qualcosina è cambiata, sembra che l’adozione interrazziale da umanitarismo wannabe stia cedendo il passo al rinnovato fighettismo del feto-a-porter di concezione naturale. Possibile? Sembra di sì: negli Stati Uniti è pieno di very important malvestite col pancione (Halle Berry e Nicole Richie e Jennifer Lopez e Cate Blanchett e Salma Hayek e via dicendo), non solo, alle vim che nel recente passato si sono distinte nel selvaggio rastrellamento di esotici orfanelli, be’, gliene stanno capitando di tutti i colori.
E siccome torna di moda il pancione, torna di moda farlo vedere, e per le più trasgressive - roarrr - farcisi fotografare tutte ignude. E’ ormai una prassi così sputtanata (mi pare abbia cominciato Demi Moore nel duemila avanti cristo circa) che ci si è cimentata pure Britney Spears, persino Monica Bellucci c’è arrivata, insomma, la serie zeta. E adesso è il turno di Christina Aguilera, che ha figliato col gobbo di notredame (sul versante QI, i bookmakers danno il loro, di incrocio deossiribonucleico, leggermente in vantaggio sul quello Bellucci-Cassel): guardatela qua accanto Christina (ma anche qui, in parto a spillo), oh, ma che noia della noia della noia. Ste foto di malvestite incinte son tutte uguali, sembrano fatte con lo stampino, secondo me disegnano i corpi al commodore64 e poi ci appiccicano sopra una polaroid della faccia di questa o quella.
Ah ma aspettate! Mi è appena venuta un’idea rivoluzionaria. Altro che foto del pancione, qui ci vuole qualcosa di veramente nuovo, che ideona ma certo, una foto del parto! Se ci pensate, è l’uovo di colombo: Xtina e tante altre sue colleghe bburinone di foto a gambe larghe già pronte in posizione plastica da parto ce ne hanno così tante, basta dargli una photoshoppatina veloce e via, il servizio fotografico è bello che andato. Toh, li spariamo via come niente, danzando in guepiere:


E per dargli quel tocco di eroticissimo mistero ma-è-davvero-lui-il-padre, che ci vuole, basta mettergliene tra le gambe uno colorato, alla faccia di chi ha fatto tutta quella gran faticaccia per andarsi a rubare i negretti in africa.