Il decoder Sky con le effe di Fendi? Bleah, chi se lo impippa: fatevi piuttosto il decoder col ritrattino medievale di Franca Sozzani (piacerebbe pure al Rasputin)

Uh-oh, mi stavo dimenticando che a Milano la settimana scorsa c’era una festicciola coi tramezzini offerti da Vogue Italia, un’ottima occasione per tanti microscopici vipparoli nostrani d’affollarsi alticci e ridanciani attorno alle statue di cera con le rotelle Victoria e David Beckham (che però nisba, col cavolo che posano insieme ad una qualunque smaniosa Valeria Marini – “Vigdoria! Vigdoria! You remember? I send you the tangas of my fashion line made with the salame piccante very afrodisiac and the precious rocks!” – sono stati affittati esclusivamente per farsi immortalare accanto al centenario vecchietto anoressico con la parruccona sintetica di Barbie Raperonzola, la potentissima regina della decomposizione profumata Franca Sozzani), e cosa si festeggiava? si festeggiava questa ideona che c’hanno avuto i tipi di Sky [*], il decoder imbburinito dalla firmetta dello stilista famoso.

Una fesseria low cost – minimo sforzo, nessuna fantasia – che fa leva sulla seduzione bburina per l’attufamento ornamentale, quell’idea malata cioè (che vale per mutande, borse, automobili, telefonini – tutto) secondo cui qualsiasi cosa, più viene riempita di marchietti scritte e loghini vari, meglio è; così, appunto, attraverso la semplice applicazione sul decoder Sky di centomila decalcomanie da copisteria del loghino stilistico, tadàn, ecco a voi l’esclusivissimo decoder firmato Fendi – da spacciare ovviamente in “serie limitata”, così si garantisce al bburinazzo boccalone un certo crasso sentimento di privilegiosità haute couture (“anvedi!”). Dopo Fendi ci sarà, cosa?, il decoder tempestato di Dì e di Gì, immagino – bah, chi se ne frega, lasciate perdere e fate così, se proprio vi siete stufati del decoder tutto nero o tutto bianco, toh, vi ho preparato la riproduzione di un ritrattino medievale di Franca Sozzani (cliccateci sopra: si ingrandisce un bel po’), stampatevelo e portatelo dal vostro copisteraio di fiducia, gli dite di prepararvi una dozzina di decalcomanie ed è fatta, c’avete il decoder Sky tematizzato sul Vogue valacchiano, una meraviglia – se c’avessi un decoder me lo valacchierei anch’io (oh, ehi! quasi quasi vado a valacchiarmi la radiosveglia).

[*] e non solo, quella stessa serata s’è festeggiato anche il debutto delle idiotissime t-shirt cento-euro-l’una concepite da tale Andrea Sablier (marca – boh, mai sentita – Doodski), amichetto perdigiorno del boho-perdigiorno per antonomasia Pierre Casiraghi (entrambi in look eccentrichetto finto-povero: scarpacce da ginnastica slacciate, Marlboro Lights come un qualsiasi anonimo tabagista dodicenne e giacche artisticamente sdrucite – tutto finto-povero eccetto le fidanzate, perticone topmodel biondissime e col cervello denocciolato), pensate: si tratta di magliette doubleface! con le scritte da una parte e il disegno dall’altra! così le puoi indossare da una parte ma pure dall’altra! praticamente c’hai due magliette in una! e le scritte sono in russo! oddio, mi gira la testa solo a pensarci – e vederle così, poi, col faccione spiritato di Rasputin vicino a Franca Sozzani, be’, accidenti, pure alla Sozzani se la avveleni, le spari, la picchi a bastonate e la poi butti nel fiume, niente, lei si dà una pettinata e torna come nuova

Valentino, The Last Emperor: il trailer esclusivo delle Malvestite (un biopic che contiene tra le altre cose Armani spalmato di formalina, Cavalli dispettoso, Ken di Barbie, degli schiavi cinesi e la Sozzani in borghese – non sottoforma di pipistrello cioè)

Avete presente che a Venezia è stato presentato questo film, Valentino eccetera, che a leggere in giro mi sembrava dovesse essere una specie di reality scialbissimo dove ci sono lui e il suo collaboratore preferito (forse lo conoscete, Giancarlo Giammetti, praticamente Little Tony ibridato con Baglioni e Renato Brunetta) nel backstage delle sfilatone ultramondane che fanno le simpatiche gag alla Gianni e Pinotto tipo “gay ha detto cosa?” “cosa?” “a-ah! fregato!”; invece no, date un’occhiata al video qua sotto – che è un trailer superesclusivo che non dovete perdere per nessuna ragione al mondo – e insomma si capisce perché gli hanno riservato recensioni entusiaste, standing ovation, lacrime e svenimenti: accidenti, è un filmone!

(e sì va be’ dai, perdonatemi il barbarico taglia e cuci – e l’accostamento anche – che ho imposto a una così prestigiosa composizione)

Intervista col vampiro: Franca Sozzani

L’intervista di Franca Sozzani (direttore editoriale di Condé Nast, direttore di Vogue), venerdì scorso alle Invasioni barbariche, mi ha sconvolta un bel po’. Anzitutto perché la Sozzani live non l’avevo mai vista, e vedere una nonnetta incartapecorita mezza decomposta nel più tipico stile m’acchitto-da-giovincella, capelli lunghi biondi sulle spalle, il vestitino ganzo gonnellato e le scarpine col tacco alto, nonnina che è per giunta stecchita come una mummia egizia dopo millenni di disidratazione, insomma, è un quadretto che fa oggettivamente orrore.

Poi: l’atteggiamento prono e servilissimo di Daria Bignardi, che esordisce subito con sleccazzate totali e inimmaginabili, “lei è l’ospite più elegante di sempre”, che detto allo zombie parruccone la-morte-ti-fa-bella che incespicando (le hanno ricucito una gamba strappata un paio di giorni fa) si avvicina al palchetto, insomma, ci vuole veramente un grosso sforzo di viscidume cortigiano. Si potrebbe forse maliziosamente ricordare (non che ce ne sia bisogno, eh, si tratta di una connessione così piccolina e superficiale – stiamo parlando della Sozzani, ehi, una delle “due donne più potenti nel mondo della moda”) che la Bignardi e non solo, pure il marito, collaborano tutti e due con una delle testate del gruppo diretto da Franca Sozzani, ma no no non scendiamo così in basso, oh, in fondo sono entrambi grandi professionisti – la Bignardi è quella che intervista Dell’Utri ed esordisce con “non parliamo dei suoi processi”, Luca Sofri è quello che faceva il portapenne di Ferrara a Otto e mezzo.

è più giovane franca sozzani o vlad dracul?Mi fa schifo questa intervista perché viene pochi giorni dopo la bella inchiesta di Report (che tempismo!), potete rivederla qui: ai giornalisti di Report la Sozzani si è negata perché, dice, tanto si sapeva già dove volevano andare a parare. Ma venerdì alle invasioni barbariche, con la Bignardi che fedelmente le rivolgeva una per una le varie questioni sollevate da Report, la Sozzani da brava scolaretta che si è preparata la lezioncina a casa è ben contenta di rispondere, adesso sì, ma certo è tutto molto semplice, non è vero questo e non è vero quello: peccato che la Bignardi non ne sappia nulla, peccato che nessuno degli ascoltatori ne sappia nulla, peccato che non ci sia nessuno sufficientemente preparato, come sarebbe stata la redazione di Report che, documenti alla mano, possa controbattere punto su punto. E’ facile così, è il Franca Sozzani Show.

Questa non è un’intervista, è pubblicità, è uno spottone che serve a mondare la Sozzani dai suoi presunti peccatucci reportari. Ah, le domande difficili, quelle su argomenti davvero interessanti, ce ne sarebbero pure, ce ne sarebbero un mucchio!, ma anche quando la Bignardi ne fa, con cautela, il trucco è il solito: la Sozzani risponde a vanvera, fa confusione, dice cose che non c’entrano niente (quando la Bignardi timidina le chiede “ma il mondo della moda è poi così pulito”, lei in risposta ci racconta dei grandissimi enormi introiti del settore, che fanno tanto bene al paese), che le frega alla Sozzani, non ci sarà una seconda domanda, si passa ad altro.

(E va be’, dopo questa, come dire: non verrò mai più citata sui giornali di moda, niente più pubblico da parrucchiere. Me tapina!)

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