Franco Battiato e Daniele Bossari, Io chi sono?

ovvero: non si dice “mi sono rotto il cazzo” si dice “c’era una volta mille anni fa un poeta e filosofo persiano che…”, e poi Battiato cartomante (il video esperimento), la musica che plasma la realtà, le tecniche suggestiona-Bossari, la luna che allunga le unghie dei piedi, i fachiri trascendenti e l’utopia delle scuole elementari con lo Yoga al posto della matematica (bonus: Gesù Cristo è esistito, ora mi è evidente)

Milano pochi mesi fa, una tetra mezzanotte, Daniele Bossari debole e stanco medita sopra antichi tomi d’obliata sapienza,

passavo le notti a divorare libri

seminudo, piegato sul tavolino in penombra della cucina tinello, l’elastico degli slip Emporio Armani sommerso dal bulbo sporgente del ventre flaccido e peloso, un rettangolone di pelle arrossata intorno alla vita dove si stringe la panciera, le croste di gel secco sulla testa maculata qua e là dalle ultime chiazzette residue di spray rattoppa-calvizie, Daniele Bossari è stato per settimane ormai

così concentrato nelle ricerche da rasentare l’esaurimento.

dalla camera da letto, di là, trillano sommesse le mondane sarabande della televisione accesa (Zelig) e scoppiano sguaiate le risate asinine della sua compagna di vita, una frigida virago scandinava che trascorre tutto il suo tempo libero a levigarsi e a pittarsi le unghie dei piedi (quarantesette e mezzo); la virago scandinava e Daniele Bossari quasi non si parlano più, la ricerca della conoscenza di Daniele Bossari – l’impenetrabile solitudine dello studioso ricercatore! – li ha mestamente allontanati, la vita affettiva di Daniele Bossari sta franando, nelle ultime settimane persino i suoi genitori si sono rotti le palle e hanno cominciato a dargli del coglione, cioè, hanno cominciato a dargli del coglione più di quanto non facessero già prima,

La mia vita sociale si era ridotta al minimo, spesso non rispondevo al telefono e anche la mia famiglia ormai mi guardava con circospezione

rimane tuttavia un sacrificio terribile, sovrumano, a cui Daniele Bossari non può rinunciare, perché capita raramente e soltanto a pochissimi fortunati prescelti

l’opportunità di seguire un esempio concreto di modello umano che si distingua per la sua eccellenza

e sì l’eccellente modello umano da seguire, avete indovinato, si chiama Franco Battiato, e Daniele Bossari ha ottenuto

il privilegio di investigare insieme le alte vette concettuali

e da qui allora la tormentosa faticosissima ricerca della conoscenza, lo studio e i libri, quanti libri!, leggere i libri!, è il tentativo di farsi trovare preparato all’incontro cruciale con Franco Battiato, per comprendere

le dimensioni dell’anima in cui fluttuano le sue ispirazioni

per onorare

l’opportunità di poter accedere al tuo regno di saggezza, vorrei apprendere appieno ogni momento di questa tua apertura mentale.

e per tirarci fuori alla fine un resoconto consapevole – un’intervista, questo Io chi sono? – che sondi le più profonde profondità dello scibile e del non scibile umano, del tutto, tutto quanto:

dalla musica delle sfere alla televisione, dall’inconscio al silicio

Daniele Bossari e Franco Battiato si sono conosciuti in radio, Daniele Bossari faceva il DJ intervistatore e Franco Battiato il musicista intervistato: non sono partiti per niente bene, Franco Battiato sembrava a disagio, se ne stava sulle sue serioso e di poche parole, scocciato, finché poi durante uno stacco-canzone, nel fuori onda, Daniele Bossari è riuscito a schiuderlo e ad ammorbidirlo con una raffica assassina di costolette da libreria reparto New Age / diete alternative, lo stesso reparto dove si fermava sempre Franco Battiato quando era giovane e ancora frequentava le costolette delle librerie,

Bastò lo scambio di pochi codici e qualche titolo di libro particolare per riuscire a dialogare sulla stessa lunghezza d’onda

ed è così che Daniele Bossari ha conquistato Franco Battiato, si sono capiti e sono diventati amici e Daniele Bossari è stato accolto in quel ristretto cenacolo di imbecilli psicocosmici che si riuniscono all’ombra del fungo narghilè del bruco blu Franco Battiato, i Morgan e gli Sgalambro e i Carmen Consoli che vanno a prenderci il tè e ci guardano assieme i film vintage surrealisti e poi alla fine commentano disgustati che “la borghesia è il male assoluto di questo secolo” (da qui), e allora Daniele Bossari ha chiesto umilmente a Franco Battiato di prenderlo per mano e di guidarlo in

una sorta di pellegrinaggio mentale verso santuari che spero mi vorrai indicare

perché forse noi altri ottusi materialisti cinici accecati dalle apparenze esteriori non ce ne siamo accorti, ma lo scopo della vita di Daniele Bossari secondo Daniele Bossari è
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Il pellegrinaggio mentale di Daniele Bossari attraverso le dimensioni dell’anima di Franco Battiato: il video trailer antipasto

Quante cose che ci sono da recuperare, scusatemi!, sono state delle brutte settimane, adesso mi ci metto e sistemo tutto, cominciamo con la mega-recensione del libro Battiato Bossari, ho preparato il trailer antipasto qua sotto per farvi venire l’acquolina (contiene: sfere celesti e mutande bagnate e pranoterapeuti ebrei e mignoletti amputati e ristampe di Martin Mystère e liutai atlantidei e tanto altro ancora), giovedì prossimo è il gran giorno, vedrete, è una cosa divertentissima da sbellicarsi,

(per chi avesse problemi con YouTube, l’ho messo anche su Vimeo)
(oh e a proposito di cose da sistemare, quel pirla là nel banner su a destra non lo posso più vedere, di lui ce ne sbarazziamo in fretta nei prossimi giorni)

Carmen Consoli, Elettra: le profezie dyvine di CL, i cineforum all’ora del tè da Franco Battiato, l’oroscopo, JANG l’uomo scimmia e i fisici quantistici giapponesi

Cosa rimarrebbe della musica pop italiana senza la promozione, senza il su e giù promozionale delle interviste e delle ospitate e delle recensioni, senza lo scemo del villaggio – l’artista – che se ne va in giro tutto bello azzimato esibendo inconsapevole la siderale buffissima distanza che c’è tra le intenzioni (un qualche sconclusionato groviglio di pomposità auto-esegetiche) e il risultato (squallida musichetta terra-terra); cosa rimarrebbe della musica pop italiana senza lo scemo del villaggio che pontifica di arte/amore/vita/universo assieme a qualche brillante pirla-generator di cicalecci televisivo-radiofonici, senza il giornalista musicale che s’avvanvera salivoso in una vertigine di ampollosi deliri fatti di insignificanza e incompetenza; cosa rimarrebbe della musica pop italiana a toglierci via l’unica cosa bella che c’ha, il sollazzo che è provocato dalla ostensione promozionale dello scemo del villaggio tra gli scemi del villaggio – rimarrebbe la musica, ok, ma che ci volete fare con una musica così, ascoltarla? ma per piacere: meno male che c’è la promozione, che è l’unica cosa bella della musica pop italiana, un po’ di sollazzo alla faccia dello scemo del villaggio, che è pur sempre qualcosa.

Per dire – sollazziamoci – il nuovo disco di Carmen Consoli, sommario:

1) la musica di merda
2) il percussionista nero ciccione
3) come si scrive una canzone di Carmen Consoli
4) JANG e il Sai Baba Franco Battiato
5) la borghesia quando la vedeva Buñuel
6) qualcosa che nutra l’anima
7) le mutande di un uomo e i negozi di elettronica
8) Carmen Consoli e Francesco Facchinetti: tutta colpa di Dyo
9) la mistica illuminista
10) l’oroscopo e i cioccolatini alla base delle scienze moderne
11) esperienze paranormali
12) Jenny la fidanzata del vero e unico uomo scimmia
13) gli inevitabili aneddoti alleviani

questo disco che si chiama Elettra, che è uscito un paio di settimane fa, non vale un’infinitesima frazione del sollazzo provocato da Carmen Consoli in tour esegetico-promozionale, Carmen Consoli che simula intelligenza e profondità e originalità e impegno – che dice
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Roberto Giacobbo, 2012 La fine del mondo?

la recensione è mega come al solito: visto il suo densissimo contenuto di idiozia sopraffina, ve ne consiglio la degustazione a piccole dosi, senza esagerare – potrebbe altrimenti causare allucinazioni olfattive, trasferimenti cromo-molecolari, visioni mariane; un piccolo sommario:

1) un’allucinata visione d’insieme
2) i Maya cioè gli ultrabacelloni
3) il teschio di cristallo Max
4) Gozer il gozeriano nel frigo
5) la piramide della gilette
6) gli sballoni new age
7) la magnetite e i misteriosi fotoni
8) i garage sotterranei anti-cataclisma
9) nostradamus a x-factor
10) Giacobbo cuore la Madonna

Guardate qua accanto l’espressione cordiale, il sorrisetto storto, bonario e un po’ furbetto di Roberto Giacobbo (la fronte unticcia e il puntino laser di un cecchino al soldo del NWO sulla tasca della giacca) così com’è immortalata sulla copertina del suo libro 2012 La fine del mondo? – volete sapere cos’è che sta pensando?, ve lo dico io, sta pensando:

Facciamo un’ipotesi che non sta né in cielo né in terra ma che se fosse vera, pure nella sua irrazionalità, potrebbe spiegare tutto

che è la perfetta sintesi-manifesto, in generale, di tutto il suo decennale lavoro televisivo da ripetitore divulga-cialtronate, e, nello specifico, la perfetta sintesi-manifesto di questo libro qua, 2012 eccetera, che è una brutta raccolta di ciarpame paranormal-apocalittico-spiritual-pseudoscientifico realizzata mettendo assieme qualche vetusta puntatella di Voyager, numerosi copiaincolla di pagine web altrui (mai citandone la provenienza, ovviamente, e anzi occultandola – un minimo), interi paragrafoni tratti di peso da Wikipedia (ritoccati qua e là, una parolina qui e una là, appena appena, come i bimbetti a scuola – e lo stesso succede ai copiaincolla dei siti altrui, appunto [*]), svarioni clamorosi ovunque si pretenda di fornire alle proprie grossolane farneticazioni una qualche minima evidenza scientifica, le solite foschissime profezie-quattro-stagioni delle solite pongo-terzine dei soliti buffoncelli medievali, e poi gigantesche fesserie fanta-archeologiche il cui totale sbufalamento è ormai stra-accettato anche dal più fesso dei lunatici believers, e poi, cosa, i deliri misticheggianti di una manica di moderni santoni new age acchiappa-gonzi; il tutto organizzato intorno al domandone lascia o raddoppia

Come mai civiltà lontane nel tempo e nello spazio convergono tutte verso una data, una data nella quale dovrebbe succedere qualcosa, ma che cosa?

Per rispondere al quale, dunque, Roberto Giacobbo ha costruito nel suo libro una minuziosa indagine multidisciplinare la cui direzione potremmo riassumere schematicamente in questo modo:

1) i Maya – come è possibile che c’avevano le conoscenze astronomiche così super-avanzate e come mai ogni tanto quando disegnavano gli omini sulle pareti dei templi si dimenticavano di disegnargli il pavimento sotto i piedi?, forse perché quegli omini là non camminavano affatto, ma piuttosto fluttuavano nel vuoto?, sono stati questi omini volanti, che chiameremo Maya Galattici, ad averci lasciato certi inquietanti segnali di avvertimento riguardo chissà quale terribile catastrofe datata 2012?

2) i Teschi di cristallo – come si spiegano le bizzarre reazioni di molta gente al cospetto dei teschi di cristallo, scientificamente registrate in esperimenti condotti su individui non vedenti dal campo energetico sensibilissimo, per cui alcuni tra loro hanno sentito i teschi fischiettare appena gli voltavano le spalle mentre altri c’hanno visto dentro strani paesaggi remoti e per altri ancora, invece, emanavano profumini deliziosi: come si spiega? e cosa succederà nel 2012, quando – secondo la leggenda – tutti i teschi di cristallo esistenti al mondo saranno riuniti nello stesso posto?

3) l’inconfutabile Realtà scientifica – il sole si sta scaldando, la rotazione della terra si sta fermando, i poli magnetici si stanno invertendo, l’atmosfera si sta bucando, le radiazioni ci stanno facendo impazzire, le comete assassine ci stanno puntando contro, il pianeta degli extraterrestri sumeri si sta avvicinando; succederà tutto quanto contemporaneamente nel 2012? in ogni caso, sarebbe meglio prenderla con spirito positivo, considerandola una bella occasione di rinascita spirituale

4) le Profezie e la Madonna – Nostradamus c’ha azzeccato con profezie difficilissime tipo ad esempio l’avvento dei maiali da combattimento aereo, perché dovrebbe fallire proprio adesso, toppando la profezia di una grandiosa apparizione mariana nel 2012?
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Coppia malvestita #47 – osmosi malvestita

4 dicembre 2008 /

Quello che potete ammirare nel disegno qua sotto è un tenero quadretto di corteggiamento malvestito nelle sue primissime fasi (secondo copione: lui che si pavoneggia tronfiosetto battendo la sigaretta sul pugno come fosse un cannone – 1- ed elencando con misurata noncuranza una gran quantità di balle e cretinerie assortite – “nel backstage, un giorno che erano in ritardo per il concerto e non c’era tempo, ho fatto io i gargarismi col miele al posto di Francesco Bianconi” – lei che pende succube dalle sue labbra annuendo interessatissima “ma dai! ma veramente! davvero!”), quadretto che potrebbe a prima vista sembrarvi inconsueto, o anche di più, contro natura – un malvo indie fricchettoncello assieme a una malva scicchetta alta moda! non è possibile! sarebbe come far copulare materia e antimateria! è la fine dell’universo! è il big crunch! –

coppietta malvestita big crunch

ma invece poi, se ci pensate, ma certo! non può che venirvi in mente che no, per niente, non c’è alcun impedimento fisico nell’unione tra due malvestiti così, tutt’altro! sono fatti per stare assieme: sono entrambi affetti (e modellati) dal medesimo desiderio d’imporre la loro personale elevazione sugli altri comuni mortali in modo palese, facilmente esibizionista, attraverso un mascheramento da sfoggio che assume morfologie vestiarie differenti secondo questioni puramente accidentali [*] – cambiano gli oggetti, la soddisfazione malvestita è della stessa natura, non cambia; peccato non ci sia possibile seguire gli sviluppi amorosi della nostra coppietta qua sopra: dovessero andare a buon fine, con ogni probabilità, avremmo potuto esaminare un altro fenomeno molto interessante, quello della graduale osmosi malvestita da coppietta di segno opposto (lei che piano piano s’avvicina allo stereotipo indie fricchetoncello – che so, comincia a ficcare le Marlboro lights nella sacchettina etnichetta, 2, indossa sciarpone infeltrite, 3, sostituisce la borsazza di pelle, 4, con una di tela colorata, 5 – lui invece che s’avvicina a quello sciccosetto alta moda – via il giaccone di lana grezza da Sherpa, 6, meglio la giacchetta militar-baronetta, 7, e poi sì, togliersi le caccole dagli occhi la mattina presto)(fateci caso, l’osmosi già mostra i suoi primi fievolissimi segnali d’azione: lei s’è sciolta i capelli e se li tiene buttati sulla faccia accecandosi letteralmente, 8, proprio come lui, che se ne frega, soffia il vento e il ciuffo se lo tiene spiaccicato davanti per un pezzo, 9, gli spunta solo la pinna del nasone – per lunghi minuti nessuno dei due ha idea di che cosa stia facendo l’altro).

[*] per dire, esempio: a quindici anni vi siete fidanzate col fuoricorso dams che suonava le lattine di Simmenthal nel gruppo reggae, oppure col consulente aziendale azzimatissimo specializzato in canti zen motivazionali ispira-leadership

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