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Coppia malvestita #49 - che ci recensisce Sette Anime di Gabriele Muccino (”that’s it, what I call Sentiment!”)

Eccovi qua l’istantanea di totale annichilimento psico-fisico a cui Sette anime è capace di ridurre due innocenti fidanzatelli bburinoni che volevano soltanto mettersi seduti al buio in ultima fila, sorbirsi la prima mezz’ora d’un film a caso e quindi cominciare a scaldarsi coi preliminari (da terminare in sveltina sul sedile posteriore, nel parcheggio deserto dietro al cinema) - la situazione dopo un paio d’ore circa è: lei che frigna disperata invocando una medusa a forma di solido geometrico e lui che si sveglia di soprassalto, rintronatissimo - stava sognando un tizio balbettante coi capelli lunghetti unti (non lo sa, ma era Gabriele Muccino) che dice a un tizio nero (oh sì, identico a Will Smith) “please, can you aggrott more your sopraccigl?, yes, good!, and socchiud more your eyes, so! yes! perfect! can you storc your mouth too, that way, sure! very painful! exactly! remain so, don’t move all the movie! yes! wonderful! we put here and here a pezzet of piano depriment and that’s it, what I call Sentiment!

Il bburinone c’ha pure provato a tenere duro, sul serio, perché al tiggì cinque aveva sentito di una scena di sesso con Rosario Dawson così super-bollente che Will Smith s’era imbarazzato, accipicchia, ma è arrivata troppo tardi e lui già ronfava - tanto va be’ non s’è perso niente, appena due bacetti, caste carezzine, sagome indistinte dietro la finestra, una fregatura, in confronto Moretti-Ferrari era una lezione d’anatomia pelvica; ah a proposito, lui vi piace? giubbotto con bavero moquettato (1), combo maglione-maglietta metrosexual viola e fucsia (2 - con catenazza e terrazzino di pelume pettorale), crestina ingelatinata piramidale (3), scarpottoni Nike colorati di quelli eighties che vanno per la maggiore (4); lei invece s’è messa il vestitino attillato di lanetta a strisce (5) col grosso collo dolcevita floscio, gli stivaletti candidi arricciati (6), la collana etnichetta di croccantini per cane più biglie da spiaggia (7) e la bisaccia Louis Vuitton coi bordi pecorellati (8 - avete presente, di quella linea sponsorizzata da Scarlett Johansson) all’interno della quale - immaginatevi in movimento i due secondi successivi alla nostra raccapricciante istantanea - è in corso di rovesciamento l’intero barattolone di pop corn.

Muccino Bellucci per Intimissimi

A strappar via la scritta Intimissimi dai cartelloni pubblicitari dove c’è la drag queen col casco spaziale stracotonato e il completino sexy canotta-mutandina wilma flinstone [1] verrebbe da pensare a una trovata simpatichetta comico-parodistica, e infatti per dire io (che il mio primo cartellone me lo sono beccato smangiucchiato senza scritta) ho pensato “ma guarda un po’ fanno un altro film con la tata francesca” - oppure in alternativa si potrebbe pensare (come ho pensato io stessa più tardi, riflettendoci meglio) “ah ma no dev’essere il biopic su gina lollobrigida, e va be’, avrebbero almeno potuto aspettare che morisse”.

Il diabolico supercriminale che sta dietro la campagna invernoduemilasette di Intimissimi ha realizzato che nulla più di una bburinità esasperata di questa categoria qua, da fiction sulle mogli scollacciate dei calciatori, è capace di guadagnarsi l’approvazione e il portafogli delle malvestite di tutto il mondo, per cui ha lanciato e messo in moto questo ingegnoso piano di conquista che prevede non soltanto la diffusione capillare dei cartelloni col travestitozzo ghepardato, ma soprattutto - dico soprattutto - il ritmo rimbambente dello spot televisivo più idiota che si sia mai visto, Heart Tango, si chiama così.

Il diabolico supercriminale ha azzeccato alla grande la scelta di protagonista e regista: e infatti, insomma, chi meglio della coppia Bellucci Muccino può mettere in scena una simile trafila di melodrammatiche banalità e appiccicoso sentimentalismo radio birikina? Guardatevi il video qua accanto, lo spot nella sua versione estesa. Non esiste al mondo un mascherone encefalogrammaticamente neutro che meglio di quello bellucciano riesca nell’impresa di zompare da uno sciocco personaggio-luogo-comune all’altro [2] con una tale piatta faciloneria (e meno male che le cambiavano le parrucche, che già non si capisce niente); e quale occhio al mondo può raccontare con la stessa vuota esaltata pomposità una storiella così stupidamente imbottita di barbose e spicciole lagnette pseudo-maliziose-amorose-passionarie da pagina astrologica - chi può rivaleggiare con il fungo di banalizzazione atomica che è deflagrato nella testa di Muccino, chi? Nessuno.

E quindi insomma ad Intimissimi hanno fatto centro: è tutto talmente scemo che ti viene da coprirti la faccia per l’imbarazzo e chiedere indietro la drag queen tata francesca; sono sicura che le malvestitone apprezzeranno, godranno della versione experience (il video che si ferma ogni dieci secondi e ti dice quali pezzi del catalogo indossa la bellucci) e sarà un successone stellare di vendite. Ma anche Muccino devo dirlo secondo me ha fatto centro, ché in questo ruolo qui di quello che gira le pubblicità bburine finto-modaiole io ce lo vedo benissimo, e più ancora che con l’intimo secondo me potrebbe sfondare con gli spot dei telefonini, secondo me c’è portato, ci provasse, che ha dimostrato un innegabile talento.

[1] scusate sono di pessima qualità: le ho scattate di notte dalla macchina, di nascosto (temevo mi prendessero per matta)
[2] ah be’ sì certo, rappresentano i “tanti cuori” di una donna, certo, perché si tratta di una specie di storia metaforica sui conflitti interiori che una donna, ah be’, certo, il soggetto è di raffaele morelli, giusto?