malvestite.net vai al forum
 

Emmy Awards 2008, il malvacarpet

mad men, il cast completo agli Emmy Awards 2008Ci credereste che non abbiamo mai dedicato un malvacarpet agli Emmy Awards, incredibile no?, e scommetto che morivate dalla voglia. E’ un eventone di prima grandezza che merita la nostra attenzione per un sacco di buoni motivi, ve ne dico tre, primo (1) perché è utilissimo come guida rapida se vuoi farti una lista delle cose da mettere in download (e però occhio, se sperate di guadagnarvici qualche vincente argomento di conversazione - qualcosa voglio dire che poi, una volta buttato là, vi permetta di esercitare la mossa Finish Him! del sopracciglietto biasimevole “ma come, non l’hai mai visto?” - attenzione allora, funziona solo a guardarsi le puntate una per una in tempo reale o quasi, funziona al meglio nella settimana subito successiva al pilota; con la prima stagione finita e forse persino già doppiata e a un passo dalla prima serata dopo striscia la notizia, allora no, non funziona), secondo (2) perché a paragonarlo con la cosa italiana che più gli si avvicina, i Telegatti (sì lo so che non sono reali, lo so che sono soltanto un virus del Matrix: ma che c’entra, mica basterà a consolarvi?), fa venir voglia di prendere su tutto e d’andare a vivere piuttosto in un paese di quelli che c’hanno una televisione (più modesta magari, ok, ma meno tristemente cialtrona) coi presentatori entusiasti che brandiscono contro i vicini di casa i dildo gommosi a forma di pugno (o al limite facciamo così, un compromesso: importiamo questa usanza qua del dildo gommoso a forma di pungo, che io c’avrei pure una mezza idea su come usarlo durante i Telegatti), terzo infine (3) perché durante la cerimonia degli Emmy siccome volevano risparmiare sui costi dei video-parodia divertenti da ficcare tra un premio e l’altro hanno pensato bene di trasmettere degli spezzoni di fiction italiane - non le hanno nemmeno doppiate, c’hanno semplicemente aggiunto le risate finte qua e là - un successone (Harvey a Bob Weinstein: “chi è quell’attore comico così brillante? mi fa ammazzare! gabriel garko? mi fa impazzire quando fa la roccia travestita da cavaliere medievale!“): e quindi, ok, malvacarpet.

Hedi Klum agli Emmy Awards 2008, tra i due vestitiHedi Klum agli Emmy Awards 2008, medusa ricciaHedi Klum agli Emmy Awards 2008, medusa lisciaMarcia Cross agli Emmy Awards 2008Eva Longoria agli Emmy Awards 2008Dana Delany agli Emmy Awards 2008

Cominciamo con la più chiacchierata di tutte, Heidi Klum, che si cambiava velocissima ogni mezzo secondo e molte cose ahimè non sono riuscita a identificarle: quello a destra per dire non è un vestito vero e proprio, è la macchia indistinta bicolore catturata fortuitamente nell’istante in cui Heidi Klum passava tra l’abitone lungo color avorio con la medusa arricciata sul petto e quello metallizzato con la medusa afflosciata che le fa da tendina laterale (molto misterioso l’anellone coi brillantini appiccicati con la Pritt su uno straterello di ovatta); poi c’era il cast al completo di Desperate Housewives, su cui spiccavano l’abitino da carillon impolverato di Marcia Cross, i piedoni pippeschi di Eva Longoria (nastro di Moebius sulle tette più gonnellino di frangette piangenti) e l’esplosione del Big Bang riprodotta con perline e strassini sul coso nero di Dana Delany;

Evangeline Lily agli Emmy Awards 2008Emilie de Ravin agli Emmy Awards 2008Julie Benz agli Emmy Awards 2008Christina Hendricks agli Emmy Awards 2008Jennifer Love Hewitt agli Emmy Awards 2008America Ferrera agli Emmy Awards 2008

c’era Evangeline Lilly coperta coi fogli di gelatina ed Emlie de Ravin con un multistrato blu punteggiato di incrostazioni conchigliformi, c’era Julie Benz (la fidanzata di Dexter) con le tette segate in due dal bustino geometrico rigidissimo (e a proposito di tette non mancate questa stupenda creatura russmeyeriana, Christina Hendricks di Mad Men: tunicone color tappetino da biliardo, cerchietto col micro lampadario da orecchio e sandaloni multi-diamantati con l’alluce che valgheggia di buoni quarantacinque gradi - ah! e stai a guardare l’alluce!), c’era Jennifer Love Hewitt con le sue strane decorazioni a cordine longitudinali tagliuzzate, America Ferrera che si è svegliata di soprassalto in ritardissimo e non è riuscita a liberarsi dalle spire attorciglianti del lenzuolone nero (fine!), e Sandra Oh di Grey’s Anatomy che s’è ficcata in questo mucchione fittissimo di intricate pizzettature (più borsa-scatoletta rettangolare, niente di che - gli fa un baffo alla borsa-scatoletta-ventaglio di Christina DeRosa);

Sandra Oh agli Emmy Awards 2008Christina DeRosa agli Emmy Awards 2008Phoebe Price agli Emmy Awards 2008Tori Spelling agli Emmy Awards 2008Christian Siriano agli Emmy Awards 2008Miss J. Alexander agli Emmy Awards 2008

e poi c’erano - per la categoria immortale Non mi si fila nessuno così mi vesto da imbecille sperando che qualche gonzo ci caschi e mi faccia una foto ricordo - Phoebe Price con la sua coroncina floreale sul capellone lungo con la riga in mezzo, probabilmente una citazione della Cicciolina dei tempi belli; l’anzianotta Tori Spelling orgogliosissima d’essere riuscita finalmente a realizzare il piano che le ha impegnato gli ultimi quindici anni di vita, trovare uno straccetto di raso che pendantizzi col bavero dello smoking del fidanzato bburino di turno; il gay io-sono-pazza numero due della cerimonia, Christian Siriano (chi è? dice wiki: vincitore del reality Project Runway), con la faccetta saccentella d’ordinanza da vero stilista snob con la puzzetta sotto al naso (”uuuuh cava che scavpine ovvende povca tvoia”), la camicia ignifuga, la zip luminescente e il riportone emo-bimbominkia (uops, scivolo! ihihih che buvla!); e il gay-io-sono-pazza numero uno, tale Miss J. Alexander (chi è? dice wiki: coach per sfilate, giurato di America’s Next Top Model) col parrucchino slumacato e lo spugnone della doccia al posto del farfallino.

Malvestito #30 - al concerto di Madonna (e poi il domandone da un milione di dollari: Christopher Ciccone, a cosa serve?)

malvestito gay trendinetti al concerto di madonnaM’ero scordata di dirvi dei malva-rapporti che mi sono arrivati un paio di settimane fa a proposito del concertone di Madonna, o no meglio, a proposito della fauna madonnara in attesa del concertone là nel piazzale fuori dallo stadio. M’hanno raccontato (Agostino e Alessandra: grazie) che i fan madonnari si riunivano e fondevano assieme come tante micro-goccioline a formare una specie di terrificante e nitidissimo malva-arcobaleno (se vi ricapita: di qua e di là, ai piedi del malva-arcobaleno, gli Umpa Lumpa al servizio di Cavalli sotterrano delle pentole piene di tessuti leopardati magici) che quasi quasi copriva da solo la totalità dello spettro malvestito (e c’era da aspettarselo, per una così che cambia travestimento una volta al mese - e lungo ben venti anni - punkettona, ladychic, cowgirl, discotecara, cartomante, gotichetta e via dicendo qualsiasi altro costume di carnevale tra Winnie the Pooh e Dracula), c’era di tutto: dai malvestiti più cool e opportunamente tematizzati, i gay trendinetti (con magliettine attillate, cappelletti gangster anni trenta o camionisti con retina posteriore - 1 - jeans stretti a zompa fosso - 2 - occhiali di plastichetta al neon - 3 - e sneakers colorate - 4) ai più rudi De Filippi Style (pizzetto, impomatatura, canottierino col muscoletto glabro guizzante, cinturone bianco borchiato, jeans strappati e scarpette anatomiche) alle cinquantenni bburinone tutte attillate nere e dorate (a far merenda col panino porchettato e a spiluccarsi i denti col ciondolo-cornettone) alle immancabili bimbominkia adolescenti (con gli scaldamuscoli, le ciocche tinte con lo spray e gli zainetti Eastpak col bianchetto che dice G4briele86 T lovvo).

E insomma eccovene qua sopra un esempio, malvestito doc di categoria gay trendinetti, che prima di tuffarsi nella mischia (poveraccio, destinato a finire là in mezzo agli altri che annaspavano penosi arrampicandosi uno sull’altro in cerca di una boccata d’aria: ore e ore impiramidati sotto al sole con la milza spappolata contro le transenne per guadagnarsi un posto sotto il palco e potersi quindi docciare beati - forse! - d’uno sputacchietto di Madonna, “non me la lavo più! giuro che non me la lavo più! la faccia! non me la lavo più!”) s’è messo a contrattare un esclusivo cappelletto di strass luccicosi coll’abominevole ambulante di turno, rappresentante non proprio in gran spolvero (panzone tesissimo all’aria aperta - 5 - riportino unto con l’olio di colza - 6 - unghietta cava-cerume - 7) d’una categoria quel giorno sorprendentemente numerosa e aggressiva (o almeno, mi raccontano di scenari apocalittici con ambulanti vendi-chincaglieria che pop-uppavano da tutte le parti caricando come rinoceronti impazziti coi tentacoli che schizzavano di qua e di là, “dieci euri! cinque euri! lo voi er cuscino de madonna [*]? me sembri stanca! seconno me c’hai bisogno de riposo! comprate er cuscino de madonna! e daje! quindici euri!”, Alessandra terrorizzata confessa: “Mi sentivo Biancaneve nel bosco stregato”).

cristopher ciccone life as a parassite of my queen madonnaE già che siamo sull’argomento, perché no, vorrei spendere due parole due sul libro di Christopher Ciccone, Life with my sister Madonna, che mi sono comprata (sì, ehm) all’unico scopo di trovare risposta alla cocentissima domanda “cos’è che faceva/fa precisamente questo tizio nello staff della sorella?”, e incredibile a dirsi non me lo sono dovuta manco sciroppare tutto quanto fino in fondo, è bastata l’introduzione: e infatti tra i pezzetti in cui racconta che lei no, non è mai stata la zozza trucidona che tutto il mondo ha conosciuto, per niente!, nemmeno agli inizi quando c’aveva le treccine sotto le ascelle e riusciva a toccarsi le sopracciglia con la lingua e mangiava i pipistrelli e scriveva canzoni sulle avventure delle Sorelle Ketchup, in realtà tutte le notti se stava sveglia a gambe incrociate sul futon (sul futon!) meditando e leggendo poesie (eh? cosa? hai detto Giovanna d’Arco?),

she was usually reading poetry - often Anne Sexton, whose lines sometimes inspired her lyrics, or the diaries of Anaïs Nin, who, along with Joan of Arc, is one of her heroines

perché in privato è sempre stata così timidina e riservata e timorata di Dio (”diametrically opposed to her sex goddes image”), nei camerini appende il crocifisso della madre sullo specchio e addirittura chiama a raccolta i ballerini e fa la preghierina di gruppo mano nella mano ogni volta prima di un concerto (comincia benino, si conclude così così)

Dear god, it’s the opening night of the tour in London. Please watch over my dancers and my band. Please help us make this great show. I love you all. Go out and kick some ass. Amen.

tra pezzettini di questo genere qua (Madonna non è un robot, Madonna è umana e sensibile) e pezzettini in cui si capisce quale grande rapporto di amicizia e profonda comprensione ci sia tra i due - lei non se lo caga di striscio e manco gli parla, è lui che s’è studiato un sistema elementare di comunicazione emotiva, a gesti, come si fa con le scimmie ammaestrate (ma ad un livello appena appena superiore: le scimmie di solito non si pittano le unghie)

When my sister places her hands on her hips, I know there’s trouble. When she starts picking on her nail varnish, usually red, I know she’s nervous. And when she tucks her thumb into the palm of her hand and wraps her fingers around it, I know she needs reassurance

ecco che si capisce a cos’è che serve questo Christopher Ciccone (oltre a farle da prestanome per questo mattonazzo autoapologetico finto-scandoloso-oooh-chissà-che-rivelazioni), serve da punchball su cui riversare un mucchio di infantili paranoie anoressiche

“Christopher, do you really think they were right? Does my midriff really look fat?” I tell her that of course they were wrong, and she is happy

e poi, soprattutto, da portacenere

Before she takes her place onstage, I hold my palm and she spits her Ricola cough drop straight into it

[*] (8 - ora sapete che fine fanno i cinesi cremati)

p.s. volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutata ieri con la nuova grafica, che adesso c’ha lo spazio dei post un po’ più largo (come avevano suggerito loforestieroprolisso, raffigoa, elisa, Bubu, SilviaB), funziona sulle vecchie versioni di explorer (grazie alle segnalazioni di tommaso, gio, Mariella, cri), c’ha l’interlinea dei post che è aumentata (grazie a crocodile e ad angelwiththe) ed è aumentato il numero di feed richiamati nel boxino del forum (da tre a cinque: grazie divara)

Valentino, The Last Emperor: il trailer esclusivo delle Malvestite (un biopic che contiene tra le altre cose Armani spalmato di formalina, Cavalli dispettoso, Ken di Barbie, degli schiavi cinesi e la Sozzani in borghese - non sottoforma di pipistrello cioè)

Avete presente che a Venezia è stato presentato questo film, Valentino eccetera, che a leggere in giro mi sembrava dovesse essere una specie di reality scialbissimo dove ci sono lui e il suo collaboratore preferito (forse lo conoscete, Giancarlo Giammetti, praticamente Little Tony ibridato con Baglioni e Renato Brunetta) nel backstage delle sfilatone ultramondane che fanno le simpatiche gag alla Gianni e Pinotto tipo “gay ha detto cosa?” “cosa?” “a-ah! fregato!”; invece no, date un’occhiata al video qua sotto - che è un trailer superesclusivo che non dovete perdere per nessuna ragione al mondo (l’ho messo su Vimeo che è ad alta risoluzione; qui, se preferite, l’ho caricato su Youtube) - e insomma si capisce perché gli hanno riservato recensioni entusiaste, standing ovation, lacrime e svenimenti: accidenti, è un filmone!

(e sì va be’ dai, perdonatemi il barbarico taglia e cuci - e l’accostamento anche - che ho imposto a una così prestigiosa composizione)

Malvestito #29 - il sexy ciccione gay in déshabillé

Roma Pride 2008: il sexy ciccione gay in déshabilléTra tutti i camion che sfilavano in corteo il mio preferito era quello coi sexy ciccioni gay in déshabillé che si esibivano in elaborate coreografie che consistevano per lo più nell’agitarsi faticosamente roteando le braccine corte da tirannosauro (passo del ventilatore tascabile), tenendosi le tette nelle mani mimando sorpresa e pudicizia (passo del reggiseno a cui improvvisamente si rompono le spalline), facendosi schioccare le bretelle borchiate (1) sulla pancia (passo del tuffo a bomba sul materasso ad acqua), oscillando autisticamente il busto pachidermico col piercing capezzolare (2) che fa su e giù (passo di quello che bussa col batacchio), applaudendo al ritmo di musica con le braccine alte sopra la testa (passo del vicino che crolla stecchito come morto [*]), dando le spalle al pubblico e shakerando il didietro coi pantaloni (3) fissati a stento parecchio sotto il punto vita (passo del buco nero tritauniversi): un ipnotico spettacoloso rimestolìo di morbidume carnoso e peluria estrema (l’irsutismo pluviale fin su dalla punta dei capelli - appena potati ma già in ricrescita - la barbona incolta e poi giù lungo le spalle e la schiena e il mazzolino che gli spunta dall’ombelico e poi ancora giù giù fino all’utilissimo strato antiscivolo sulle piante dei piedi), non riuscivo a staccarci gli occhi di dosso.

E a parte le mutande rosa Tenerone di cui s’intravvede fortunosamente una microscopica strisciolina (4) tra l’ultimo rotolo in basso e i pantaloni, direi che vale la pena numerare il tatuaggio SPQR [**] ispirato ai tombini marciapiedari dell’Urbe (5) e quello da polpaccio col cuoricino incoronato e la scrittona Love (6 - la zona ben cerettata per non rischiare che sparisca per sempre nella boscaglia), il braccialozzo di pelle lucida sadomaso (7) il collanone vermiforme d’acciaio (8), tutto il necessario per spaventare in albergo nel cuore della notte quelle checche pappemolli dei gay trendini coi rumori dei fantasmi metallo-cingolanti (un paio di chili al polso e supercatenone carcere di massima sicurezza sul passante - 9) e infine spero apprezzerete la canotta finemente riposta nel tascone coll’ascella ancora visibilmente chiazzata d’umidore (10).

[*] anche detto “passo Franchino”
[**] ah no mi fa sapere stancotto nei commenti che ho visto male, non era una p, era una b: SBQR, il circolo romano degli orsetti del cuore - c’hanno pure un sito (e qui c’è il logo)

Malvageddon #23 - Amici (ma non dei froci)

Abbiamo parlato un po’ di Uomini e Donne, che nel criminale progetto di defilippizzazione della galassia è l’arma destinata a spostare all’indietro il percorso evolutivo dei malva-erectus tra i diciotto e i cinquanta anni; oggi parliamo un po’ di Amici ex Saranno Famosi, il cui obiettivo sono i teneri e malleabili (appetitosissimi!) cervelli dei malvestitini pubero-sconvolti, un fondamentale campo di conquista perché crescano e prosperino defilippizzati come si deve [1].

i banchi dei malvestitini in pigiamaI malvestiti che sono protagonisti di Amici soffrono in stadio terminale di quella forma di malvestitismo tipicamente adolescenziale che si manifesta attraverso comportamenti artistico - diarroico - esibizionistici: appartengono più o meno alla stessa categoria subumana dei corteggiatori e tronisti U&D (in quanto ad età, pure, ci siamo), con l’unica differenza che questi qua di Amici sono di solito più bassi e magrolini, meno palestrati e parecchio più cozzetti, forse giusto un tantino meno analfabeti (ma un tantino appena) e poi, certo, possono essere nell’ordine, a) vagamente intonati, b) vagamente molleggiati oppure c) vagamente niente, i requisiti cioè che dovrebbero consentirgli da un momento all’altro di sfondare nel mondo dello show business per diventare nell’ordine a) la prossima Anna Tatangelo b) il prossimo Gianni Sperti e c) il prossimo quello là con la faccia da pesce lesso di una fiction qualsiasi in prima serata su canale cinque.

i banchi dei malvestitini in pigiamaSe corteggiatori e tronisti hanno in testa una cosa sola, sbottonarsi il più possibile la camicetta attillata per farci vedere il pettorale liscio e unto con la S di Superscemo sopra, i malvestiti di Amici puntano ad altro - del resto, oh, con quegli orridi pigiamini kidult e quel pelatone testa-a-cubo di Chicco Sfondrini sempre tra le scatole, non c’è stimolo sessuale che tenga - sono ancora là, bloccati nella delirante vertigine di egocentrismo adolescenziale che gli fa credere che sì sì sì, loro sono unici ed inimitabili: e siccome sono unici e inimitabili, quale miglior modo di impegnare la loro inimitabile unicità se non l’esibizione artistica, esprimiamo noi stessi, trasmettiamo (bzzzz!) emozioni, nel modo ovviamente più infantile enfatico e stereotipato, quella dimensione piatta e plastificata da telefilm d’appendice che è così facile da scimmiottare - unici e inimitabili come le dozzine di unici e inimitabili che se la godono per un annetto scarso, e poi forse forse se gli dice bene finiscono nel coro di Buona Domenica (ma neanche, poveretti, ora che non è più un feudo costanzo-defilippiano) - il che si traduce in uno squallido teatrino di ometti minuscoli e rabbiosi che si muovono falsissimamente, con l’unico scopo di strapparsi vicendevolmente un brandelluccio di televisione.

i banchi dei malvestitini in pigiamaSiccome Amici è be’ sì un laboratorio di artistume e creatività, un talent show lo chiamano - la De Filippi ci tiene molto a specificarlo, che è l’unico talent show della televisione italiana [2] - ma anche soprattutto una “scuola”, ai malvestiti di Amici gli tocca pure sorbirsi qualche lezioncina. E da chi, se non dalle loro stesse controfigure di venti, trent’anni più anziane: bacucchi mezzi falliti che si danno arie da grandi esperti il cui ruolo è proprio questo, tramandare ai pischelletti le migliori tecniche per rintuzzare e mantenere in vita ad libitum l’idiota scintilla di wannabe-artisticità. L’insegnante di recitazione è quella che mi piace di più, si chiama Fioretta Mari e si crede attrice perché s’è imparata da brava la dizione quella per-fet-ta, povera cara, è solo un triste donnino centenario col vezzo delle sciarpette da hostess, inutili sbadiglievoli capacità attoriali e un mediocre repertorio di sciocchezze e luoghi comuni assortiti.

La Fioretta Mari, siccome è anche un po’ fricchettona, sottopone i ragazzi a delle lezioni cosiddette di introspezione: in pratica, una via di mezzo tra un incontro degli Alcolisti Anonimi da cartone animato e un corso di meditazione mentecatta come lo improvviserebbe una casalinga scema che s’è appena letta il manuale L’arte di capire se stessi e come si svita un rubinetto di Raffaele Morelli, in regalo in esclusiva su donna moderna. Sono siparietti ridicolissimi, l’esibizionismo isterico di Fioretta Mari (che sbraita ogni due secondi cose tipo “immagina di essere una sedia! fai la sedia! tu, interagisci con la sedia! descrivimi come ci si sente ad essere una sedia!”) contro l’esibizionismo entusiasta dei pischelletti (che non vogliono perdere l’occasione per mettersi in mostra: c’è chi fa il sofferente e fa finta di piangere, chi fa il problematico “io c’ho la fobbbia delle sedie”, chi fa l’intenso “quannnto vorrrei spezzzare le gambe a quesssta sssedia”). E a proposito di una lezione del genere, per l’appunto, voglio raccontarvi una storia che bene descrive la reale impalcatura pavida, bigotta, stupida e conformista di Amici.

E’ la storia molto divertente di un ragazzo che partecipava a questa edizione di Amici, si chiama Sebastiano Formica. Durante una delle lezioncine di Fioretta Mari, una di queste qua d’introspezione, è venuto fuori che Sebastiano è gay - cosa?! gay? hai detto gay? orrore! sconcerto! panico! E’ andata così: Sebastiano doveva interpretare un palo - sì, un palo - e una tenera cretinetti (tale Cassandra, cantantucola da pianobar, aspirazione: wannabe umanitarismo alla AngiOlina Jolie), che aveva il compito di sfogare su di lui in forma di palo la propria “negatività”, non ha trovato di meglio che urlargli in faccia (con un afflato sincerissimo che manco il più zoppo tra gli attori di Centovetrine) “Perché! Perché amiamo la stessa persona!”. Catastrofe: professori che vanno in palla, tagli alla diretta, microfoni che si spengono, telecamere che si spostano, autori che intimano di silenziare il fattaccio, il sito di Amici che tace per un’intera giornata (qui, se vi va: la cronaca della vicenda). Dico, non scherziamo: un frocione dichiarato nella trasmissione di punta dell’indottrinamento defilippesco per bimbetti del sabato pomeriggio? E com’è che si concilierebbe con “Uomini e Donne”? Eh no che non si concilia.

Sebastiano viene messo in sfida il giorno dopo, su decisione inappellabile della commissione, con motivazioni direi debolucce, e due giorni dopo, com’era prevedibile, eliminato e cacciato via in tutta fretta. Nella assoluta tristissima e insopportabile finzione defilippiana - là dove abbondano i protagonisti gay, forse pure gli autori gay, sempre però ehi che non lo si dichiari esplicitamente, o che al massimo gli si faccia fare i buffoni, li si travesta da platinette - e va be’, non ci si lascia comunque scappare l’occasione per umiliare un ragazzo qualsiasi.

[1] la terza fascia d’età, quella over over, è coperta dalla morte nera dei programmi televisivi aka C’è posta per te, ma ok, dai, di questo ne parliamo un’altra volta - se i miei poteri jedi saranno mai così potenti da consentirmi di vederne almeno cinque minuti
[2] se c’è una cosa davvero odiosa tra tutte le cose odiose di Maria De Filippi, è questo suo impassibile e invulnerabile facciadiculismo: ricordo l’anno scorso che quasi aggrediva un giornalista reo d’aver seminato il dubbio che Amici non fosse precisamente un talent show, perché da casa col televoto ci sono le bimbette che premiano il più bono, non il più bravo; ricordo le sue furiose reprimende per cui se tu osi dire che un programma dei suoi è stupido, oh ma come ti permetti, “stai forse dicendo che sette milioni di persone sono stupide?” (nessuno che abbia mai avuto il coraggio di risponderle “sì” - posso dirlo io? sì.)

Take That revival - malvestitismi anni ‘90

Quella sera di tanti anni fa, sul palco di San Remo, che i Take That si esibirono per l’ultima volta live, tutti insieme, credevo che la mia vita fosse lì lì per concludersi. Sepolta con regolare rito funebre la mia tuta dell’adidas, sapete, quella con le strisce laterali bianche (tuta dell’adidas che, ovviamente, era d’ordinanza per qualsiasi vera fan del gruppo), mi preparai ad attendere la fine. Eppure oggi, a distanza di un milione di anni, c’è il mio ex pupillo Mark Owen, uguale spiccicato al pr milanese del grande fratello, che fa da leading voice per questo singolo chiamato Shine, canzoncina banalotta che ne ricorda mille altre, e nulla aggiunge e nulla toglie al loro già mediocre palmares.

Ah, tra l’altro scopro adesso che Mark Owen al grande fratello inglese, il celebrity big brother, ci ha partecipato. E l’ha pure vinto (acc, complimenti).

jason vestito da - ehm - diavoloAll’epoca mi arrabbiavo moltissimo, quando i miei amichetti maschi li definivano “froci”. Diventavo una iena. Ma poi in effetti, a rivedere oggi certi toppini ricamati all’uncinetto, di quelli che sfoggiavano nei vari concerti, davvero, penso d’esser stata poco comprensiva. Una maglietta del genere, indossata da Mark, attillatissima, da cui spuntava fuori la sua panzetta anoressica, aveva su scritto Junkie’s baddy powder (parodia tossica - ah ah - del borotalco), e si vedeva ovunque in giro, su migliaia di fanciulle adoranti. Non ho trovato una foto, accontentatevi di questo screenshot dal video di Relight my Fire (nel quale Mark indossa anche una splendida canottierina arancione con un topolino disegnato sopra - e io che mi arrabbiavo con gli amichetti maschi, mah).

La vetta galattica del ridicolo, però, la sfioravano nel tentativo di trasmettere a noi altre adolescenti rintronate dei messaggi di trasgressiva sensualità. Ad esempio, qualcuno se li ricorda con quelle maglie di rete nera, gli shorts a mutanda e le ginocchiere da pallavolo mentre cantavano (se non ricordo male) Sciò so sciò, eh, ve li ricordate? E che dire della sexy armatura di gomma rossa su perizoma che potete ammirare nell’immagine qui sopra? Uuuuuh, non so voi, io sono tutta un brivido.

Oppure ammirate questa foto storica, risalente se non erro al primo album, qui purtroppo in pessima risoluzione. Ne avevo addirittura una cartolina, che custodivo gelosamente, appiccicata sopra al letto, che mi faceva da santino (eh sì, e poi biasimo l’amoralità di queste giovini malvestite d’oggi, da che pulpito). Altro che calciatori in slipponi targati dolce & gabbana (e battere sul tempo due organisimi burinamente modificati come i d&g, be’, non è cosa da poco). Senza contare il particolare trashissimo del fondoschiena di Gary Barlow, da sempre ciccione moscio e cellulitico, per cui si dibatteva tra noi altre sciocchine se fosse o meno così palesemente ritoccato come sembrava, in un’epoca in cui photoshop era ancora un sogno, fotomontato con un culetto un tantino più decente (fotomontaggio che però, fatto com’era con un Amiga 500 - secondo le sue più acerrime nemiche, di solito fan di Robbie - si riconosceva lontano un miglio: incollato male, e pure con un fuoco diverso - povero sfigato tenero pacioccone di un Gary).

E potrei poi dilungarmi su mille e mille fantastiche tendenze malvestite che sono di loro responsabilità. Che so, il simpatico taglio di capelli (in questa foto, stranamente, la mammoletta Barlow sembra Ivan Drago) che tutti i maschietti tentavano di riprodurre, lunghi davanti e cortissimi dietro, con la riga in mezzo, pendenti sulla faccia. Ma comunque, questo posticino qui doveva essere solo una breve introduzione per stasera, ché speravo si sbizzarrissero come ai vecchi tempi. E invece m’è andata buca. Delusione. A Mark, dopo anni di lezioni di canto, gli è venuta una gradevolissima voce da ranocchio, con l’estensione della pianolina mulino bianco, e in fatto di abiti - che due scatole - ha deciso con tutti gli altri di adottare questo insulsissimo stile minimal in grigio e nero. Certo, dopo quei cappottini così malinconicamente brit-pop del primo video, c’era da aspettarselo. Ma quanto erano meglio i travestimenti da, ehm, da cos’è che erano travestiti?