Coppia malvestita #52 – lo sceneggiatore ciellino dei Cesaroni, Digei Angelo sotto mentite spoglie, il poroporopoppoppero geneticamente rivisitato, maccherone now I am magning you

C’è chi non ce la fa ad aspettare d’intristirsi live con Sanremo e allora si compra la rivistaccia numero speciale con le foto del cast inghingherato al gran completo e tutti i testi in anteprima, così può verificare da subito che la storia dell’omosessuale convertito va be’, quante aspettative, non era niente di che, bah, pfft, sembra la banale sceneggiatura (fintissimo melensume happy end) di una puntata dei Cesaroni (il migliore amico un po’ effeminato di Amendola Junior incontra un negrone depravato in discoteca e si lascia corrompere analmente – colpa dei probblemi e della ddroga – poi però un bel giorno Amendola Jr gli presenta una ragazza ciellina tanto bella cogli occhioni da cerbiatta che gli dice “anche a me piace essere corrotta analmente!” e lui entusiasta “quante cose abbiamo in comune!” e si mettono insieme e fanno i figli maschi – etero, pelosissimi, con un cazzone enorme a forma di Amendola);

si può anche verificare che lo straordinario intuito letterario di papà Zucchero, ebbene sì, è stato trasmesso tale e quale alla figlioletta Irene Fornaciari, per cui, uguale, come il papà zucchero dei tempi belli risolveva i passaggi cruciali d’un testo coi lampi di genio mentecatto (immaginatevelo col barbone sporco, mezzo ubriaco, al cesso, che ha appena iniziato il verso cruciale “la vita è…” ma non sa come concluderlo, finché poi, lampo di genio: “poroporopoppoppero! ma certo! la vita è… poroporopoppoppero!”), allo stesso modo la figliola ci racconta dei suoi profondissimi turbamenti emotivi dicendoci che lei oggi è “downdowndowndown” tutto attaccato, perché “vedi oggi sono in downdowndowndown”; e non solo, con la rivistaccia si può anche giocare a chi riconosce più cantanti nella fotona ufficiale (“ma quello non è il cretino di Scorie, dai, quello, il cretino ciccione che fa coppia con quell’altro cretino, dai, Savino, ecco, sì, il suo amico ciccione quando fa il coatto!”) e poi si può scorrere il programma del festival e anticiparsi l’imbarazzo per i vari ospiti internazionali che giorno dopo giorno verranno importunati dalle solite maccheroniche battutacce da caserma, evviva – anche se poi, tanto, non c’è modo di immaginare quanto in basso riusciranno a spingersi, è il bello di certi mostruosi agglomerati di idiozia: fanno venire voglia di uccidere, poi, ma sulle prime riescono quasi a sorprenderti.

(se ci cliccate su, le malve s’aprono più grosse)
(ah, giovedì c’è Allevi – faccina ghignante coi mitra)

Emmy Awards 2008, il malvacarpet

mad men, il cast completo agli Emmy Awards 2008Ci credereste che non abbiamo mai dedicato un malvacarpet agli Emmy Awards, incredibile no?, e scommetto che morivate dalla voglia. E’ un eventone di prima grandezza che merita la nostra attenzione per un sacco di buoni motivi, ve ne dico tre, primo (1) perché è utilissimo come guida rapida se vuoi farti una lista delle cose da mettere in download (e però occhio, se sperate di guadagnarvici qualche vincente argomento di conversazione – qualcosa voglio dire che poi, una volta buttato là, vi permetta di esercitare la mossa Finish Him! del sopracciglietto biasimevole “ma come, non l’hai mai visto?” – attenzione allora, funziona solo a guardarsi le puntate una per una in tempo reale o quasi, funziona al meglio nella settimana subito successiva al pilota; con la prima stagione finita e forse persino già doppiata e a un passo dalla prima serata dopo striscia la notizia, allora no, non funziona), secondo (2) perché a paragonarlo con la cosa italiana che più gli si avvicina, i Telegatti (sì lo so che non sono reali, lo so che sono soltanto un virus del Matrix: ma che c’entra, mica basterà a consolarvi?), fa venir voglia di prendere su tutto e d’andare a vivere piuttosto in un paese di quelli che c’hanno una televisione (più modesta magari, ok, ma meno tristemente cialtrona) coi presentatori entusiasti che brandiscono contro i vicini di casa i dildo gommosi a forma di pugno (o al limite facciamo così, un compromesso: importiamo questa usanza qua del dildo gommoso a forma di pungo, che io c’avrei pure una mezza idea su come usarlo durante i Telegatti), terzo infine (3) perché durante la cerimonia degli Emmy siccome volevano risparmiare sui costi dei video-parodia divertenti da ficcare tra un premio e l’altro hanno pensato bene di trasmettere degli spezzoni di fiction italiane – non le hanno nemmeno doppiate, c’hanno semplicemente aggiunto le risate finte qua e là – un successone (Harvey a Bob Weinstein: “chi è quell’attore comico così brillante? mi fa ammazzare! gabriel garko? mi fa impazzire quando fa la roccia travestita da cavaliere medievale!“): e quindi, ok, malvacarpet.

Hedi Klum agli Emmy Awards 2008, tra i due vestitiHedi Klum agli Emmy Awards 2008, medusa ricciaHedi Klum agli Emmy Awards 2008, medusa lisciaMarcia Cross agli Emmy Awards 2008Eva Longoria agli Emmy Awards 2008Dana Delany agli Emmy Awards 2008

Cominciamo con la più chiacchierata di tutte, Heidi Klum, che si cambiava velocissima ogni mezzo secondo e molte cose ahimè non sono riuscita a identificarle: quello a destra per dire non è un vestito vero e proprio, è la macchia indistinta bicolore catturata fortuitamente nell’istante in cui Heidi Klum passava tra l’abitone lungo color avorio con la medusa arricciata sul petto e quello metallizzato con la medusa afflosciata che le fa da tendina laterale (molto misterioso l’anellone coi brillantini appiccicati con la Pritt su uno straterello di ovatta); poi c’era il cast al completo di Desperate Housewives, su cui spiccavano l’abitino da carillon impolverato di Marcia Cross, i piedoni pippeschi di Eva Longoria (nastro di Moebius sulle tette più gonnellino di frangette piangenti) e l’esplosione del Big Bang riprodotta con perline e strassini sul coso nero di Dana Delany;

Evangeline Lily agli Emmy Awards 2008Emilie de Ravin agli Emmy Awards 2008Julie Benz agli Emmy Awards 2008Christina Hendricks agli Emmy Awards 2008Jennifer Love Hewitt agli Emmy Awards 2008America Ferrera agli Emmy Awards 2008

c’era Evangeline Lilly coperta coi fogli di gelatina ed Emlie de Ravin con un multistrato blu punteggiato di incrostazioni conchigliformi, c’era Julie Benz (la fidanzata di Dexter) con le tette segate in due dal bustino geometrico rigidissimo (e a proposito di tette non mancate questa stupenda creatura russmeyeriana, Christina Hendricks di Mad Men: tunicone color tappetino da biliardo, cerchietto col micro lampadario da orecchio e sandaloni multi-diamantati con l’alluce che valgheggia di buoni quarantacinque gradi – ah! e stai a guardare l’alluce!), c’era Jennifer Love Hewitt con le sue strane decorazioni a cordine longitudinali tagliuzzate, America Ferrera che si è svegliata di soprassalto in ritardissimo e non è riuscita a liberarsi dalle spire attorciglianti del lenzuolone nero (fine!), e Sandra Oh di Grey’s Anatomy che s’è ficcata in questo mucchione fittissimo di intricate pizzettature (più borsa-scatoletta rettangolare, niente di che – gli fa un baffo alla borsa-scatoletta-ventaglio di Christina DeRosa);

Sandra Oh agli Emmy Awards 2008Christina DeRosa agli Emmy Awards 2008Phoebe Price agli Emmy Awards 2008Tori Spelling agli Emmy Awards 2008Christian Siriano agli Emmy Awards 2008Miss J. Alexander agli Emmy Awards 2008

e poi c’erano – per la categoria immortale Non mi si fila nessuno così mi vesto da imbecille sperando che qualche gonzo ci caschi e mi faccia una foto ricordoPhoebe Price con la sua coroncina floreale sul capellone lungo con la riga in mezzo, probabilmente una citazione della Cicciolina dei tempi belli; l’anzianotta Tori Spelling orgogliosissima d’essere riuscita finalmente a realizzare il piano che le ha impegnato gli ultimi quindici anni di vita, trovare uno straccetto di raso che pendantizzi col bavero dello smoking del fidanzato bburino di turno; il gay io-sono-pazza numero due della cerimonia, Christian Siriano (chi è? dice wiki: vincitore del reality Project Runway), con la faccetta saccentella d’ordinanza da vero stilista snob con la puzzetta sotto al naso (“uuuuh cava che scavpine ovvende povca tvoia”), la camicia ignifuga, la zip luminescente e il riportone emo-bimbominkia (uops, scivolo! ihihih che buvla!); e il gay-io-sono-pazza numero uno, tale Miss J. Alexander (chi è? dice wiki: coach per sfilate, giurato di America’s Next Top Model) col parrucchino slumacato e lo spugnone della doccia al posto del farfallino.

Malvestito #30 – al concerto di Madonna (e poi il domandone da un milione di dollari: Christopher Ciccone, a cosa serve?)

19 settembre 2008 / , , , , ,

malvestito gay trendinetti al concerto di madonnaM’ero scordata di dirvi dei malva-rapporti che mi sono arrivati un paio di settimane fa a proposito del concertone di Madonna, o no meglio, a proposito della fauna madonnara in attesa del concertone là nel piazzale fuori dallo stadio. M’hanno raccontato (Agostino e Alessandra: grazie) che i fan madonnari si riunivano e fondevano assieme come tante micro-goccioline a formare una specie di terrificante e nitidissimo malva-arcobaleno (se vi ricapita: di qua e di là, ai piedi del malva-arcobaleno, gli Umpa Lumpa al servizio di Cavalli sotterrano delle pentole piene di tessuti leopardati magici) che quasi quasi copriva da solo la totalità dello spettro malvestito (e c’era da aspettarselo, per una così che cambia travestimento una volta al mese – e lungo ben venti anni – punkettona, ladychic, cowgirl, discotecara, cartomante, gotichetta e via dicendo qualsiasi altro costume di carnevale tra Winnie the Pooh e Dracula), c’era di tutto: dai malvestiti più cool e opportunamente tematizzati, i gay trendinetti (con magliettine attillate, cappelletti gangster anni trenta o camionisti con retina posteriore – 1 – jeans stretti a zompa fosso – 2 – occhiali di plastichetta al neon – 3 – e sneakers colorate – 4) ai più rudi De Filippi Style (pizzetto, impomatatura, canottierino col muscoletto glabro guizzante, cinturone bianco borchiato, jeans strappati e scarpette anatomiche) alle cinquantenni bburinone tutte attillate nere e dorate (a far merenda col panino porchettato e a spiluccarsi i denti col ciondolo-cornettone) alle immancabili bimbominkia adolescenti (con gli scaldamuscoli, le ciocche tinte con lo spray e gli zainetti Eastpak col bianchetto che dice G4briele86 T lovvo).

E insomma eccovene qua sopra un esempio, malvestito doc di categoria gay trendinetti, che prima di tuffarsi nella mischia (poveraccio, destinato a finire là in mezzo agli altri che annaspavano penosi arrampicandosi uno sull’altro in cerca di una boccata d’aria: ore e ore impiramidati sotto al sole con la milza spappolata contro le transenne per guadagnarsi un posto sotto il palco e potersi quindi docciare beati – forse! – d’uno sputacchietto di Madonna, “non me la lavo più! giuro che non me la lavo più! la faccia! non me la lavo più!”) s’è messo a contrattare un esclusivo cappelletto di strass luccicosi coll’abominevole ambulante di turno, rappresentante non proprio in gran spolvero (panzone tesissimo all’aria aperta – 5 – riportino unto con l’olio di colza – 6 – unghietta cava-cerume – 7) d’una categoria quel giorno sorprendentemente numerosa e aggressiva (o almeno, mi raccontano di scenari apocalittici con ambulanti vendi-chincaglieria che pop-uppavano da tutte le parti caricando come rinoceronti impazziti coi tentacoli che schizzavano di qua e di là, “dieci euri! cinque euri! lo voi er cuscino de madonna [*]? me sembri stanca! seconno me c’hai bisogno de riposo! comprate er cuscino de madonna! e daje! quindici euri!”, Alessandra terrorizzata confessa: “Mi sentivo Biancaneve nel bosco stregato”).

cristopher ciccone life as a parassite of my queen madonnaE già che siamo sull’argomento, perché no, vorrei spendere due parole due sul libro di Christopher Ciccone, Life with my sister Madonna, che mi sono comprata (sì, ehm) all’unico scopo di trovare risposta alla cocentissima domanda “cos’è che faceva/fa precisamente questo tizio nello staff della sorella?”, e incredibile a dirsi non me lo sono dovuta manco sciroppare tutto quanto fino in fondo, è bastata l’introduzione: e infatti tra i pezzetti in cui racconta che lei no, non è mai stata la zozza trucidona che tutto il mondo ha conosciuto, per niente!, nemmeno agli inizi quando c’aveva le treccine sotto le ascelle e riusciva a toccarsi le sopracciglia con la lingua e mangiava i pipistrelli e scriveva canzoni sulle avventure delle Sorelle Ketchup, in realtà tutte le notti se stava sveglia a gambe incrociate sul futon (sul futon!) meditando e leggendo poesie (eh? cosa? hai detto Giovanna d’Arco?),

she was usually reading poetry – often Anne Sexton, whose lines sometimes inspired her lyrics, or the diaries of Anaïs Nin, who, along with Joan of Arc, is one of her heroines

perché in privato è sempre stata così timidina e riservata e timorata di Dio (“diametrically opposed to her sex goddes image”), nei camerini appende il crocifisso della madre sullo specchio e addirittura chiama a raccolta i ballerini e fa la preghierina di gruppo mano nella mano ogni volta prima di un concerto (comincia benino, si conclude così così)

Dear god, it’s the opening night of the tour in London. Please watch over my dancers and my band. Please help us make this great show. I love you all. Go out and kick some ass. Amen.

tra pezzettini di questo genere qua (Madonna non è un robot, Madonna è umana e sensibile) e pezzettini in cui si capisce quale grande rapporto di amicizia e profonda comprensione ci sia tra i due – lei non se lo caga di striscio e manco gli parla, è lui che s’è studiato un sistema elementare di comunicazione emotiva, a gesti, come si fa con le scimmie ammaestrate (ma ad un livello appena appena superiore: le scimmie di solito non si pittano le unghie)

When my sister places her hands on her hips, I know there’s trouble. When she starts picking on her nail varnish, usually red, I know she’s nervous. And when she tucks her thumb into the palm of her hand and wraps her fingers around it, I know she needs reassurance

ecco che si capisce a cos’è che serve questo Christopher Ciccone (oltre a farle da prestanome per questo mattonazzo autoapologetico finto-scandoloso-oooh-chissà-che-rivelazioni), serve da punchball su cui riversare un mucchio di infantili paranoie anoressiche

“Christopher, do you really think they were right? Does my midriff really look fat?” I tell her that of course they were wrong, and she is happy

e poi, soprattutto, da portacenere

Before she takes her place onstage, I hold my palm and she spits her Ricola cough drop straight into it

[*] (8 – ora sapete che fine fanno i cinesi cremati)

p.s. volevo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutata ieri con la nuova grafica, che adesso c’ha lo spazio dei post un po’ più largo (come avevano suggerito loforestieroprolisso, raffigoa, elisa, Bubu, SilviaB), funziona sulle vecchie versioni di explorer (grazie alle segnalazioni di tommaso, gio, Mariella, cri), c’ha l’interlinea dei post che è aumentata (grazie a crocodile e ad angelwiththe) ed è aumentato il numero di feed richiamati nel boxino del forum (da tre a cinque: grazie divara)

Valentino, The Last Emperor: il trailer esclusivo delle Malvestite (un biopic che contiene tra le altre cose Armani spalmato di formalina, Cavalli dispettoso, Ken di Barbie, degli schiavi cinesi e la Sozzani in borghese – non sottoforma di pipistrello cioè)

Avete presente che a Venezia è stato presentato questo film, Valentino eccetera, che a leggere in giro mi sembrava dovesse essere una specie di reality scialbissimo dove ci sono lui e il suo collaboratore preferito (forse lo conoscete, Giancarlo Giammetti, praticamente Little Tony ibridato con Baglioni e Renato Brunetta) nel backstage delle sfilatone ultramondane che fanno le simpatiche gag alla Gianni e Pinotto tipo “gay ha detto cosa?” “cosa?” “a-ah! fregato!”; invece no, date un’occhiata al video qua sotto – che è un trailer superesclusivo che non dovete perdere per nessuna ragione al mondo – e insomma si capisce perché gli hanno riservato recensioni entusiaste, standing ovation, lacrime e svenimenti: accidenti, è un filmone!

(e sì va be’ dai, perdonatemi il barbarico taglia e cuci – e l’accostamento anche – che ho imposto a una così prestigiosa composizione)

Coppia malvestita #38 – malvalelle charles bronson

28 luglio 2008 / ,

malvalelle charles bronsonSono tutte e due ugualmente ben ferrate nel darsi un’espressione di trucidità ingrugnata (a parte la boccaccia disgustata, che è facile, c’è la malvalella a sinistra che è esperta nello scoccare occhiatine torve sulla cima degli aviator bburinissimi in bilico giù sulla punta del naso – 1 – l’altra invece che è capace di sollevare minacciosamente un sopracciglio alla volta – 2), tutte e due sicuramente se la ridono compagnone mentre fanno i ruttazzi dopo una pinta di rocchetta brio blu e tutte e due sicuramente costumizzano il motorino a pedali coi laccetti di pelle sul manubrio e i teschietti infuocati sul sellino, sicuramente a braccio di ferro a un certo punto (quando il bicipite tatuato – 3 – è sufficientemente unticcio di sudore) grugniscono facendo la overthetop e sicuramente tutte e due una volta partorito sarebbero risolutissime a battezzare il neonato Stivensìgal tutto attaccato: quindi sì sono tutte e due straordinarie e molto avanti sulla strada della maschionizzazione trucidona, e però la malvalella di sinistra c’ha qualcosina che non va, che andrebbe un po’ sistemata.

Si vede che poteva fare di più: quella a destra per dire non solo c’ha la camicia fuori dai pantaloni aperta sul petto tipicamente maschia (4 – e che sì, assieme all’ingobbitura contribuisce a nasconderle le tettine) ma c’ha pure la catenona d’acciaio rudissima che gli pende sul fianco (5) e gli scarponi antinfortunistici da muratore (6); quella a sinistra più leggerina opta per una maglietta attillata che lascia persino intravedere un accenno di seno, col logo sparato in primo piano (7) e un grazioso gilettino boho (8); e gli stessi jeans per quanto pieni di smangiucchiature finto-barbariche (9) e pistolerizzati da duello tra cowboy (con l’arcuatura delle gambe a cavallo di botte) forse andavano un pochino meno attillati (più che un maschione sembra un maschione dfs); va bene la kefiah (10 – di gran moda tra le malvalelle, come mi spiegava Mattia – anche se insomma, con la maglietta da skater sotto, uhm, le dà un’aria pischellina da occupazione liceale un po’ fuori luogo) ma è decisamente uno smacco alla charlesbronsonitudine la borsettina a tracolla troppo troppo femminile (11) – guardate piuttosto la malvalella a destra, gli unici accessori che si concede sono l’orologiazzo col cinturone di pelle (12) e la croce ciondolata sulla scollatura (13 – che sogno! un giorno, forse – quando venderanno i cereali al testosterone al supermercato – c’avrà peli a sufficienza per farcela impigliare).

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