Che ne dite, io dico di malvacarpettare i Golden Globe intanto che aspettiamo per domani il malvageddon sul dinamico duo Bossari Battiato, ché in fondo qualcosa di divertente ai Golden Globe c’era, per esempio
a me è piaciuta moltissimo l’imprudente sfacciataggine di Amy Adams che in pieno malvacarpet è riuscita a fottere chissà come il ciondolone-tastevin gioiellazzo di Julia Robert e se l’è poi astutamente nascosto nelle pieghe del vestito sulle tette, ma guardate, là, gliene scivolava fuori continuamente un angoletto; e mi sono piaciuti moltissimo anche i giganteschi bigattini transgenici che brucavano satolli uno sulla spalla e uno intorno alla vita di Drew Barrymore; e mi è piaciuto moltissimo il solito costumino attillato da zombie pattinatrice sul ghiaccio di Sophia Loren con le maniche impalcature reggi-baracca che le permettono di salutare senza quello spiacevole effetto pelle morta dondolante, e mi sono piaciuti moltissimo anche i suoi occhialoni patriottici con la sfumatura tamarrissima tricolore, che bella idea!,

mi è piaciuto moltissimo il lenzuolo fantasma in posa per i fotografi con le zampe agganciate alle tettine rinsecchite di AnnaLynne McCord (eh? chi? cosa? una telefilmara ex Vacanze di Natale, questa qui), classe ottantasette e sindrome Tatangelo galoppante (lampadatura a legna, stucco edile, fard arancio cadmio); mi è piaciuto moltissimo l’asciugamano-strascico matrimoniale di Kate Hudson e mi è piaciuta moltissimo la giacca coi revers coccodrillati di Mickey Rourke, il cappellone col nastro di raso lucido della cresima texana e la cipolla vintage nel taschino e la minorenne modellina russa con le scarpette calze a rete; e mi è piaciuto anche il coso al contrario con la cucitura sul davanti di Julianne Moore, un classicone malvacarpettaro,

e mi sono piaciute le tettone di Mariah Carey, che sono piene della stessa pongo-imbottitura degli zigomoni sferici lassù e c’hanno pure la stessa forma, sono gli zigomi un metro più in basso quadruplicati in volume; mi è piaciuta la goffaggine di Marion Cotillard che s’è infilata la bretella destra sulla spalla sbagliata e la bretella sinistra le penzola abbandonata sul davanti, e c’ha lo spacco commedia sexy anni settanta che rivela un pezzetto di sottoveste pizzettata; mi è piaciuta la medusa di Chloë Sevigny, mi è piaciuto il burinetto in vinile Taylor Lautner (il nostro caro amico licantropo gay tappabuchi) e mi è piaciuta moltissimo Cher ibernata che si spostava sul malvacarpet come le presenze sovrannaturali nei film dell’orrore, senza muovere un muscolo, impalata, scivolando di qua e di là inquietantissima, un carrelletto a rotelle radiocomandato sotto al vestitone nero.
(le immagini le ho prese qui, qui e qui)
cioè Mickey Rourke col cagnetto mosca sulla cima dell’Empire State Building a digerire il frappè di peperonata e Friskies, il Ginocchio di Beyoncé, Giorgio Armani e lo spezzatino di vinile, Robert Downey Jr. e le ventiquattrore dal parrucchiere per far finta di non essere mai stati dal parrucchiere, la canotta di Renée Zellweger, Angelina Jolie è Gesù e Jennifer Lopez è la Vegine Maria; inoltre, Tom Cruise che viaggia nel tempo
Mickey Rourke è un bizzarro catafalco unto e scombussolato ma adorabile e persino commovente, un mostro brutto e zozzo che se ne sta sempre lì da una parte col sorrisone gonfio sotto agli occhialoni grossi da sciura e al ciuffo intinto nello slimer, coi completini del cazzo da sincero supersfigatone “ma chi è questo? da dove spunta?” e l’aria sperduta di quello sbronzo improbabile e fuori luogo che dichiara candidamente d’essersi aggrappato alla amicizia muta e un po’ infantile di quel microbo orecchiuto del suo cagnetto mosca, come King Kong con la biondina mentre scappa disperato solo contro tutti - oh accidenti, ma dai, che sublime poemetto di morte e resurrezione nell’era del mentecattismo hollywoodiano!, si può mica non adorarlo uno così, e chi se ne frega se è uguale spiccicato alla salma di Andrea Roncato rimessa apposto per l’esposizione funebre dal chirurgo estetico di Donatella Versace, non importa se c’ha le babbucce di vellutino rosso alla Ratzinger o il catenone da motociclo sulla cintura blu elettrica, il foulard di chiffon che gli spunta dal taschino e lo strano sciarpino ricoperto di placche luccicose, anzi, vi dirò, a me piace così.
Prendete agli antipodi uno stronzetto perfettamente azzimato da ragazzino originaluccio e scapellato con la barbetta sfatta ad arte, Robert Downey Junior, la camicia aperta e le scarpe da ginnastica combinate al vestito elegante (scarpe stra-rialzate, ovviamente, ché altrimenti va giù giù al livello della fidanzata nana nel sacco della spazzatura), un farlocco e scontato quadretto me-so’-appena-svegliato-quanto-so’-figo che sbiadisce e si sgretola tutto davanti a un monumento di vero e personalissimo disordine caciarone come Mickey Rourke (”burp!”, singhiozza rigurgitando il frappè alla peperonata e biscottini Friskies che si sono spartiti lui e il cagnetto mosca per colazione), che ci permette così di far risaltare ancora di più in tutta la loro minuscola e ridicolissima pretenziosità questi stupidi personaggini che spavoneggiano ganzetti la loro calcolata banalità.
E comunque, ok, andiamo nel vivo del malvacarpet. Volete sapere il peggio del peggio? Non c’è stata gara, Renée Zellweger ha sbaragliato tutti: è un idea insuperabile, la canottiera della salute coperta da uno strato di tulle scuro trasparente, che gli dà quel colorito giallognolo-sudaticcio tipico della canotta usata dopo una dura giornata di lavoro al cantiere; non male anche la gonnellona stretta stretta sulle cosce che s’allarga in basso (non dev’essere facile camminarci, muovendo la gamba solo dal ginocchio in giù, a passettini piccoli e saltellanti come i bassotti) e non male anche l’apparato di gioiellume crociato da cavaliere templare. C’hanno provato a offrire un minimo di competizione: Maggie Gyllenhaal, con tunica spaccata lateralmente da maîtresse del ristorante/bordello-sul-retro cinese, una orrenda maculatura ghepardo inacidito 3D (forse una precoce crisi leopardata di mezza età: nella fase peggiore, tra l’altro, quella delle tonalità ardite - di solito significa menopausa) e gli orecchini sullo stile batacchio in bronzo d’una villa ottocentesca; Jennifer Lopez, che ha riciclato la scenografia dorata del presepe super-bburino di casa sua (quello dove c’era una sua action figure al posto della Vergine Maria), notate l’espressione facciale botoxizzata con labbra e occhi sempre identicamente socchiusi (qui e qui) e la posizione wannabe-magra col busto sparato all’indentro da gallina confezionata sul bancone del supermercato; Heidi Klum, un’altra riciclatrice, ha usato la carta da pacchi del regalo di natale, ornata con un enorme cavolo verza OGM (incrociato con una rosa), le unghie in pendant (il suo unico colpettino di genio malvestito) con quelle del marito Seal.
Ah ma che stupida, quasi quasi mi stavo dimenticando Melissa George (nella fila più su di fotografie, a destra), forse l’unica che s’è avvicinata un pochino alla orridità della canotta zellwegeriana: una creazione idiotissima di Giorgio Armani, cosa v’aspettavate? il Made in Italy all’estero è più rispettato che mai - e ci credo! - colata monocroma d’azzurrone con spezzatino di vinili intorno alla scollatura. Brad Pitt e Angelina Jolie, invece, hanno messo in scena per l’occasione la lotta senza quartiere del Bene contro il Male, guardateli nella foto qua sopra, lui si è mascherato da pappone diabolico e tentatore (”e daje, lo vedi quel negretto? annamo a menarlo”) mentre lei invece sta facendo Gesù, con questo suo aspetto semplice e disadorno da anima angelica e incorruttibile (“no, diavolo tentatore, adottiamolo e poi meniamolo”), del resto lo sappiamo da tempo, noi, che la loro ambizione è quella. Poi c’erano Eva Longoria bloccata dentro una struttura rigida saldata coi chiodi sul tappeto rosso, all’interno della quale è stata calata ignuda con una gru della Playmobil; Cameron Diaz che sfoggia uno strano coso cucito insensatamente col fiocco e i bottoncini laterali, e una borsetta catarifrangente con la cascatona di pendagli Swarovski; Eva Mendes in bianco che c’ha la cinturona colossale che a prima vista sembra stia tenendo sul braccio una specie di ingombrante asciugamanone; e poi c’è lui, che non manca mai, il pezzo forte di ogni serio malvacarpet che si rispetti, lui, il Ginocchio di Beyoncé, opportunamente arieggiato dallo spacco - e guardate lei come ammicca compiaciuta (cliccate sulla foto del Ginocchio, s’apre tutta intera), impegnata com’è a contrarre il muscolo per rendere il Ginocchio ancora più imponente e bitorzoluto.
p.s. u-uh, la mamma di Tom Cruise! agghiacciante, è il figlio tra duecento anni, incartapecorito e grondante mosciume (secondo me è una fantascientifica macchinazione top secret di Scientology: non è la mamma, è proprio Tom Cruise venuto dal futuro). sapete a chi somiglia? lo dico ai fan di quella meraviglia divertentissima che è 30 Rock: a Kenneth somiglia, e mica poco!
In attesa che altri blog - più esperti in certe hollywoodiane stilosità - ne parlino, facciamo una veloce carrellata del red carpet malvestito che questa notte ha illuminato l’ultima edizione dei Golden Globes.
Cominciamo dalla sempiterna malva, regina culona Jennifer Lopez, il cui abito è evidentemente la citazione colta di un peplo da matrona romana (foto), rivisitato però in chiave porchetta-gangsta, come lasciano intuire i rotolini sottoascellari che i lacci le strizzano sulla schiena (rotolini di cui JLo si mostra giustamente fierissima), e la vertiginosa apertura laterale che apre la strada verso la tesissima e pericolosa aderenza della gonna. Senza contare la parruccona cotonata sulla nuca, i gioielli da schiava e la splendida borsetta coordinata, che sembra la scatoletta per occhiali che ti danno gratis dall’ottico.
Secondo posto in classifica per l’undergroundissima ma ormai mitica Chloe Sevigny (mitica per il pompino, eh, mica altro), che sembra appena tornata da una festa in spiaggia per uomini sovrappeso, dove ha rubato un pareo gigantesco (foto) ad uno dei partecipanti, quello che faceva l’oroscopo. Notare gli stonatissimi zatteroni da stripper, sotto, e la borsetta, anche la sua minuscola, donatale dall’ottico.
Bronzo per Beyoncé, che per farsi notare punta un po’ banalmente sulle aperture strategiche del vestito, cucito e poi lasciato incostudito in balia del vento per qualche settimana in un campo minato: scollo, schiena, e un audace spacco centrale per mostrare la mole incredibile e budinica della sua cosciona (foto). Il tessuto, giusto per non dare nell’occhio, è ricoperto come si addice alla fidanzata del rapper di concrezioni multistratificate paraboliche di lamè dorato.
Appena un gradino sotto al podio, abbiamo: Maggie Gyllenhaal che, poverina, sembra la cameriera vecchia e sfatta che ha rubato l’abito buono alla sua padrona superstar (foto), ed è disastroso il modo in cui le casca, facendole sacco sulle tettine. Al contrario, la bonissima Salma Hayek, sfoggia un lenzuolone candido matrimoniale sulle tettone nuove di zecca (già esibitissime nella pubblicità campari) e su di esse punta tutto (foto), tirandosele e spremendosele a culetto: peccato che il vestitaccio vanifichi un po’ l’impresa, spostando l’attenzione sulla sua bassa tarchiataggine, il terribile e arcinoto effetto tappo di spumante.
E come dimenticare Sienna Miller, lei, la prima vera e unica sponsor del boho-chic, anche lei come la Lopez malvestita di vecchia data (anche lei con la custodia dell’ottico - un vero benefattore), con un abito lungo composto di due parti distinte che non c’entrano nulla l’una con l’altra, di cui la superiore (foto) giurerei che è stata fatta cucendo assieme i pezzi di una qualche borsetta monogrammata. Eccezionale invece l’effetto piastrella da bagno (d’albergo quattro stelle comunque, eh) fornitoci dalla tunica azzurrina mediocrissima (e pure stirata male) di Naomi Watts, con i tipici disegni incomprensibili sparsi un po’ qua e un po’ là del gabinetto della hall, appunto (foto). Stupenda, infine, la nostra cosa-mi-metto Paris Hilton, avvolta in uno strato bruciacchiato di carta stagnola (foto).
Ultime rapide note: Felicity Huffman, che da brava casalinga pulisce il carpettazzo con uno strascico che farebbe l’invidia di molte aspiranti spose napoletane (foto). Mentre Ridge, ehm, volevo dire, Angelina Jolie, ha scelto di mettersi la tenda del salotto (foto - almeno una spolverata poteva dargliela). E non perdetevi il geniale farfallino dorato (foto) che orna la gola del grande Clint Eastwood (che con un pulsante nascosto nella tasca riesce anche a farlo ruotare); o l’incernieratura a prova di bomba munita di frappe (foto) sopra il culotto proromente dell’altra tappa in abito scuro Eva Longoria (abbinato con scarpe bianche, argh!); e scusate, cosa diavolo ci faceva Carla Signoris (foto) di Crozza Italia sul red carpet? (ah no, in realtà è Julia Louis-Dreyfuss, che cavolo, ma chi è?)
Ho lasciato volutamente per ultima fuori classifica, tre metri sopra il podio, la chissà quanto triste ex fidanzata-mamma di Justin nostro, Cameron Diaz. Che, a parte l’abito in stile morte del cigno (foto), il cui colore non si distingue tragicamente da quello della sua pelle, guardate la foto qui a sinistra: non è uguale spiccicata al Jocker di Jack Nicholson?
di Betty Moore, 16 gennaio 2007
Categoria: alta moda, malvacarpet, very important malvestite