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Amo’ il perizoma di cioccolato è simpatico
ma me se scioje tra i peli (un casino)

rasputia in lingerieAccanto al languido cip-cip di bacetti carezzine e seilapiùbelladermonno ptciù-ptciù tigiuro-persempre whitneyhoustoniani, l’orsacchiotto tenero col naso lampeggiante a forma di cuore, il cuscino di lupo alberto che bracca la gallina, il regalo originalissimo che non t’aspetti (”Hai esaurito la memoria del tuo cellulare per conservare tutti gli sms del tuo amore? Trascrivili uno per uno, stampali e potrai creare un libro personalizzato che racconti la vostra storia dalle prime schermaglie amorose ad oggi” - qui), il tavolo con la candela d’atmosfera accanto al gabinetto del ristorantino etnico, il menu afrodisiaco (ostriche, sashimi, cioccolato al peperoncino, champagne, diarstop) e i due euro al pachistano ambulante vendi-rose va be’ giusto perché oggi è oggi, accanto alla solita romanticissima trafila (ah! la wishlist sanvalentiniana in stile lista di nozze: qui), messo da parte l’asessuato angelico platonismo disneyano del cavaliere azzurro a cavallo della sua smart bianca col pupazzetto di winniethepooh che gli penzola dallo specchietto, oltre allo shopping peluche-gadgettistico più tradizionale, c’è anche la possibilità di sistemare eroticamente al meglio la fase più importante della copula dopocenistica tematizzandola con l’acquisto di uno tra gli innumerevoli malvestitissimi completini intimi disegnati apposta per l’occasione.

Grazie ad una divertente discussione forumistica avviata da Cetty (discussione presto tramutatasi in una impudica sequela di aneddoti porno-demenziali) ho scoperto che ci sono un sacco di marche malvestite che hanno in catalogo delle sexy irresistibili robine per la bollente nottata del quattordici febbraio: per esempio, se la cosa può interessarvi, potreste prendere in considerazione un grembiulino schiava-casalinga Intimissimi per solleticare la bullaggine dominante-imperial-maschilista del vostro lui (se il grembiulino non v’attizza e copricapezzoli di agent provocateurcovate qualche recondita un tantino perversa passione avicola, be’, potete sempre ripiegare sul due pezzi di fenicottero rosa della Tezenis), e sotto che ne dite mi sembra ci stiano a fagiuolo degli appendini a ventosa copricapezzoli, ce ne sono diamantati della Yamamay ma anche forse più adatti quelli cardiaci col tirasciacquone della Agent Provocateur (oppure altrimenti, cito dal sito della Wonderbra, “per la festa degli innamorati stupiscilo con un bellissimo reggiseno multiposizione“, che a dire il vero non si capisce se ha a che fare con il posizionamento della tetta o con una più promettente applicazione sessuale del reggiseno: tipo forse un imbragatura di sicurezza per estremismi architettonici come l’elicottero o la spiderman?) - e poi ancora per le coccole in relax del dopo-orgasmo un dolce casto pigiamino con le bocche sbaciucchianti, sempre della collezione sanvalentino di Yamamay - che ve ne pare?

E se ostriche e sashimi l’avete già vomitati e vi è venuto un certo languorino intanto che pomiciate, nessun problema, c’è la Victoria Secrets che davvero si è distinta nell’ideazione di sexy accessori da dessert-preliminare: toh, hanno messo insieme il materiale da pittura commestibile (”sexy icing”: sexy guarnizione), tre vasetti e pennellino al gusto di vaniglia fragola e cioccolato, c’è il barattolone nannimorettiano di cioccolato spalmabile e l’olio per massaggi “baciabile”; il tutto lussuosamente riunito in un praticissimo kit a forma - pensa! - di cuore, che contiene proprio tutto (olio, pittura commestibile e cioccolato). Per completare il quadretto, direi che potreste dirigervi al bidet indossando un paio di comodissime infradito Yves Saint Laurent (col cuore!), un bel anellazzo Gucci (a cuoricini!) sul mignoletto, e per giocare, mentre siete là sedute che vi date una lavata, sparate nel buio della camera da letto sul faccione del vostro lui mezzo addormentato un bel raggio d’amorosità laser “amo’ ehi amo’ guarda qua amo’!”: per un originalissimo inconsueto finale di serata nella sala d’aspetto del pronto soccorso oftalmico.

Muccino Bellucci per Intimissimi

A strappar via la scritta Intimissimi dai cartelloni pubblicitari dove c’è la drag queen col casco spaziale stracotonato e il completino sexy canotta-mutandina wilma flinstone [1] verrebbe da pensare a una trovata simpatichetta comico-parodistica, e infatti per dire io (che il mio primo cartellone me lo sono beccato smangiucchiato senza scritta) ho pensato “ma guarda un po’ fanno un altro film con la tata francesca” - oppure in alternativa si potrebbe pensare (come ho pensato io stessa più tardi, riflettendoci meglio) “ah ma no dev’essere il biopic su gina lollobrigida, e va be’, avrebbero almeno potuto aspettare che morisse”.

Il diabolico supercriminale che sta dietro la campagna invernoduemilasette di Intimissimi ha realizzato che nulla più di una bburinità esasperata di questa categoria qua, da fiction sulle mogli scollacciate dei calciatori, è capace di guadagnarsi l’approvazione e il portafogli delle malvestite di tutto il mondo, per cui ha lanciato e messo in moto questo ingegnoso piano di conquista che prevede non soltanto la diffusione capillare dei cartelloni col travestitozzo ghepardato, ma soprattutto - dico soprattutto - il ritmo rimbambente dello spot televisivo più idiota che si sia mai visto, Heart Tango, si chiama così.

Il diabolico supercriminale ha azzeccato alla grande la scelta di protagonista e regista: e infatti, insomma, chi meglio della coppia Bellucci Muccino può mettere in scena una simile trafila di melodrammatiche banalità e appiccicoso sentimentalismo radio birikina? Guardatevi il video qua accanto, lo spot nella sua versione estesa. Non esiste al mondo un mascherone encefalogrammaticamente neutro che meglio di quello bellucciano riesca nell’impresa di zompare da uno sciocco personaggio-luogo-comune all’altro [2] con una tale piatta faciloneria (e meno male che le cambiavano le parrucche, che già non si capisce niente); e quale occhio al mondo può raccontare con la stessa vuota esaltata pomposità una storiella così stupidamente imbottita di barbose e spicciole lagnette pseudo-maliziose-amorose-passionarie da pagina astrologica - chi può rivaleggiare con il fungo di banalizzazione atomica che è deflagrato nella testa di Muccino, chi? Nessuno.

E quindi insomma ad Intimissimi hanno fatto centro: è tutto talmente scemo che ti viene da coprirti la faccia per l’imbarazzo e chiedere indietro la drag queen tata francesca; sono sicura che le malvestitone apprezzeranno, godranno della versione experience (il video che si ferma ogni dieci secondi e ti dice quali pezzi del catalogo indossa la bellucci) e sarà un successone stellare di vendite. Ma anche Muccino devo dirlo secondo me ha fatto centro, ché in questo ruolo qui di quello che gira le pubblicità bburine finto-modaiole io ce lo vedo benissimo, e più ancora che con l’intimo secondo me potrebbe sfondare con gli spot dei telefonini, secondo me c’è portato, ci provasse, che ha dimostrato un innegabile talento.

[1] scusate sono di pessima qualità: le ho scattate di notte dalla macchina, di nascosto (temevo mi prendessero per matta)
[2] ah be’ sì certo, rappresentano i “tanti cuori” di una donna, certo, perché si tratta di una specie di storia metaforica sui conflitti interiori che una donna, ah be’, certo, il soggetto è di raffaele morelli, giusto?

Malvageddon #12 - Biancheria intima, lingerie

Lo so che in questo periodo, forse, tira di più non mettersi niente sotto (come la cara vecchia Britney insegna), ma due parole due sulla biancheria intima, che cavolo, le ho promesse e voglio spenderle lo stesso.

anna falchi con reggiseno infioreIn fondo, io, con i primi veri spottoni sull’intimo ci sono cresciuta. Per esempio, ve la ricordate Anna Falchi che mezza nuda, aggrappata ad un enorme reggiseno della Infiore, si paracadutava tra i grattacieli (un po’ Robert Langdon un po’ gigantessa), oppure la Paola Barale ancora grassottella e ruspante che sfoggiava reggiseno e culotte coordinati della Lepel, o meglio ancora le mitiche rotonde e sodissime chiappotte con micro tanga ascellare firmato Roberta che fecero perdere la testa a Ramazzotti, o anche la Eva Herzigowa in wonderbra con frasi maliziosette e sguardo assassino, e così via, passando per la sciapezza di Monica Bellucci (foto - all’epoca ancora in ciociaria-mode) alla più recente e per nulla sexy Yespica (a che serve, ingaggiare una che tanto la si vede in reggiseno - e anche senza - due volte la settimana?), insomma, se avete venti anni o più, certo che ve le ricordate. A me, a ripensarci, viene pure un po’ di nostalgia (e quei primi anni novanta mi piace ricordarli, per noi femmine, come l’era del Paracadute: ve lo ricordate? anche cogli assorbenti ci si buttava dagli aerei).

Per quanto riguarda la pubblicità, oggi come oggi, per sponsorizzare biancheria intima si fa a gara: e a gareggiare non sono più soltanto ragazzotte in cerca di fortuna (che so, svizzere semisconosciute, mezzofinlandesi con le tette nuove di zecca o umili gira-caselle) ma starlette di una certa levatura. Un fenomeno che si è affermato con lo strepitoso successo della lingerie da passerella Victoria’s Secret, grazie ad un manipolo di topmodel pagate a peso d’oro (Gisele Bundchen, Tyra Banks, Heidi Klum e compagnia) e megasfilate pacchianissime in streaming. Così, mentre da noi si esibiscono ex sciatrici avanti con l’età (leggi: Compagnoni) e pessime aspiranti attricette (leggi: Arcuri e Santarelli), c’è chi produce patinatissimi videoclip con Kyle Minogue che si dimena sul toro meccanico, o Kate Moss che addirittura interpreta una serie di corti erotici (entrambe, lei e la Minogue, per Agentprovocateur, che c’ha pure la collezione per donne incinta, pensate un po’, al grido di “maculato forever!”).

D’altra parte, c’è questa cosa a cui hanno pure dato un nome, si chiama Starwear: una tendenza ben diffusa, quella di vestire (male) ispirandosi ai vips (voglio dire: ai vims). E che volete farci, ogni paese c’ha i vims che si merita. Per dire, a proposito di intimo, noi c’abbiamo le Anne Oxa (quanto vorrei dimenticare quel perizoma che le faceva capolino dai pantaloni), i Costantini (anche le sue mutande con elasticozzo di fuori e la scritta Hollywood, anche quelle vorrei dimenticarle), le Simone Venture (il reggiseno che le spuntava qua e là dal vestito da sera, a San Remo, quello l’avevo quasi dimenticato) e via dicendo. Lo ha capito pure Valeria Marini, che in un’intervista a proposito di quella Apoteosi dell’Inguardabile che è la sua linea di intimo subatomico, confessa:

Voglio offrire alla gente lo stesso abbigliamento delle celebrities: uno stile che porti nella quotidianità il sogno televisivo, rendendo spettacolare ogni momento della giornata e protagonista qualsiasi donna che lo indossi.

valeria marini e la sua lingerie seduzioni Ah-Ah. Perché il sogno televisivo, secondo lei, sarebbe mettersi un filo di perle e diamantini tra le cosce? Accidenti, che scomodo.

E comunque, alle povere e comuni malvestite, cosa resta poi, di fatto? Resta il dominio ormai incontrastato di Intimissimi. Una decina di anni fa era “il posto dove vendono cose ok ad un prezzo ok”. Me lo ricordo bene, se eri alla ricerca di una mutanda carina, semplice e a buon prezzo, potevi andare da Intimissimi. Negli ultimi anni, però, i prezzi sono lievitati e, di pari passo, si sono complicati ed imbruttiti i modelli. Un esempio su tutti (e mi dispiace di non poter citare la memorabile collezione natalizia): la canotta coi microbuchini che è uguale sputata a quella da convalescenza ospedaliera, a parte per i reggicalze annessi e quella perturbazione cosmica sul fianco sinistro.

Restano marche autenticamente malvestite come Yamamay e Fruscìo: la prima, che ci accoglie sul sito con un simpatico copricapezzoli di perline e swarovsky, offre capi dalle texture improponibili (fotografati in un già di per sé malvestitissimo interno finto rococò), dalla fodera del divano ad una specie di assurdo leopardato floreale misto azzurro su vestito con bavaglino, dallo stra-abusato raso lucido al pigiama da pappone col dollaro; la seconda, invece, che già in homepage tenta pateticamente di sfruttare la moda nascente del cappellaccio retrò (tuba e bombetta, vedrete), propone noiose collezioni incentrate su leopardi, tigri e pitoni, con reggiseni tendine-muniti sotto alle coppe, utili a camuffare eventuali maniglie dell’amore, bustini dorati corti con guanti da vecchia di paese in lutto, e così via, scusate, ma non ho più la forza di continuare.

di Betty Moore, 23 gennaio 2007

Categoria: chiacchiericci vari, malvageddon

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