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Umberto Eco on steroids: sta arrivando!

Forse l’avete notato là a destra e forse qualcuno ha provato a guglarlo, o forse no: “Umberto Eco on steroids” è una definizione molto buffa del lavoro di Dan Brown che compare sull’ultima di copertina del suo nuovo romanzo, The Lost Symbol,

che è la solita divertentissima mentecattata, un disordinato frullatone tossico che combina assieme di tutto un po’, la psicocinesi e Licio Gelli e il parrucchino di Robert Langdon e i simboli segreti del mausoleo di Arcore e la superscienza magico-quantistica e Vin Diesel incarognito più scatenato e tatuato che mai - per dire soltanto le prime cose che mi vengono in mente - e quindi ecco, volevo dirvi: in Italia esce il 23 ottobre, ma che ve lo comprate a fare?, ve lo racconto io.

di Betty Moore, 11 ottobre 2009

Categoria: allucinazioni

26 Commenti

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Jovanotti rilegge Mozart, io rileggo Jovanotti - Federico Moccia in ascensore, come evacuare l’evocativo

Jovanotti dice che Mozart, in questo libretto che si chiama La parrucca di Mozart, è solo un pretesto per raccontare qualcos’altro - l’Arte, l’Emozione, il Genio; e così allo stesso modo, per me, La parrucca di Mozart è solo un pretesto per raccontarvi che cos’è Jovanotti, vale a dire - riassumendo - un cialtrone superficialissimo, svogliato e ignorante, confuso, fricchettone, incontinente e complessato - ascoltare Jovanotti è come leggersi Federico Moccia dentro l’ascensore di un albergo sudamericano con la musichetta posticciamente turistica di sottofondo. Adesso ve lo faccio vedere - questo è il sommario,

1) Non so niente, evviva
2) Pinocchio Skywalker
3) Mozart a X-Factor
4) Mozart autistico
5) La cacca dura di Mozart, la diarrea di Jovanotti
6) Giovanni Amadeus Allevi
7) Mozart contro la scienza
8) Mozart il pazzerello
9) Mozart attraverso lo specchio
10) Mozart lo sciamano strafatto
11) La canzone elenco della spesa
12) Jovanotti corteggiatore di Uomini e Donne

La parrucca di Mozart è un libretto d’opera, una cosa per bambini che è stata commissionata a un tale Bruno De Franceschi, compositore, che ha chiesto all’amichetto Jovanotti di lavorarci assieme,
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Twilight #9 - New Moon parte quarta, Bud Spencer non approva il coitus interruptus

Le altre puntate di New Moon: 1, 2, 3 (e c’è anche la recensione del film)
Il primo libro, Twilight, puntate 1, 2, 3, 4
Il terzo libro, Eclipse, puntate 1, 2

Il gran finale di New Moon, eccoci arrivati! - dentro c’è un po’ di tutto: Edduccio in topless mezzo stordito che si crede Patrick Swayze, la burla dei santi cattolici succhiasangue che da secoli prendono per il culo i villici boccaloni, l’arcigno moralizzatore anti-caffeina, il vampiro più stupido del mondo - che no, sorpresa!, non è Edduccio - un intervento fulmineo di Bud Spencer e Terence Hill, una cenetta tutta tirolese e poi ancora un patto di vampirizzazione e una solenne proposta di matrimonio - un finale coi fiocchi! - e cioè, dunque, ci trovate dentro

e il sommario di questa ultima puntata, eccolo,

1) ricapitolando quello che c’era prima, tutto d’un fiato
2) i goth-darkettoni anticlericali featuring San Gennaro
3) poveri crucchi, volevano soltanto una pizza bufala e würstel
4) Edduccio il machiavellico tritura-maroni
5) la Porsche gialla
6) Edduccio in paradiso, una giornata di particolare acutezza
7) Bud Spencer non approva il coitus interruptus
8) Aro, il boss nanerottolo vampiro più stupido del mondo
9) tutto è bene quel che finisce bene - e molla quella Coca Cola
10) scusa ma ti voglio sposare

Cos’è successo? E’ successo che:
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Twilight Saga #8 - New Moon parte terza: premere i pulsanti del citofono telepatico tutti assieme in un colpo solo

Le altre puntate di New Moon: 1, 2, 4 (e c’è anche la recensione del film)
Il primo libro, Twilight, puntate 1, 2, 3, 4
Il terzo libro, Eclipse, puntate 1, 2

Penultima puntata di New Moon quasi tutta licantropocentrica, ci trovate dentro un difficilissimo rompicapo licantropesco, il magico mondo delle fiabe mormone, il licantropo yorkshire col fiocchetto, la citofonata telepatico-carpiata, l’equivoco telefonico mortale - ciliegina: l’intervento shock di Edduccio sul finale - e quindi sì, come dire, puntatona!

Sommario:

1) tzè, vampiro pusillanime
2) un licantropo Yorkshire
3) enigma complicatissimo!
4) gli gnometti, gli unicorni, i Teletubbies, Padre Pio
5) lo sfigatone paranormale
6) tutti i pulsanti del citofono in un colpo solo
7) la pubblicità di quattroruote, speciale interni
8) ero convinta che fossi morta sotto i ferri del dentista
9) OMFG! Edduccio!
10) la ballerina di oba-oba che fruga nella spazzatura

E vediamo com’è che va il primo incontro di Bella coi licantropi - dov’eravamo rimasti, ve lo ricordate?, c’è l’amichetta gay tappabuchi di Bella, Jacob aka il licantropo teenager, che poveretto soffre dei sintomi intestinali della pre-licantropite e s’è chiuso in casa, è sparito dalla circolazione; avvilita e annoiata Bella se ne va a passeggio sola soletta nel bosco - che ve lo dico a fare - in cerca di rogne: c’è uno dei vampiri cattivi del libro precedente, quello coi rasta (questo), che passeggiava da quelle parti anche lui, ohilà qual buon vento!, e non ci pensa su due volte: se la vuole mangiare,

“Ho molta sete, e tu hai un profumo davvero… dissetante

il citofono telepatico s’attiva all’istante, la “voce vellutata” di Edduccio le grida scappa! minaccialo! digli che sei emofiliaca! non ti muovere! scappa!, ma non c’è via d’uscita, è in trappola: il vampiro cattivo si lecca i baffi e sta lì lì per zomparle addosso quando - miracolo! - alle spalle di Bella compare una cosona

gigantesca, alta come un cavallo, ma molto più larga e muscolosa. Sul muso aguzzo spiccava un ghigno di incisivi affilati come coltelli

un licantropo!, no, più di uno!, un intero branco di licantropi!, il vampiro terrorizzato se la dà a gambe e i licantropi imbestialiti gli corrono dietro ricacciandolo nel fitto del boscume - Bella, che è salva, assiste immobile alla scena e quasi quasi ci rimane male, che vampiro è quello?, tzè, un vampiro pusillanime,

Perché si ritirava? Certo, le dimensioni del lupo erano mostruose, ma in fondo era soltanto un animale

se ne torna a casa tutto sommato molto poco impressionata, yawn, racconta al padre sceriffo che ha visto nel bosco un branco di “lupi mutanti”, e poi basta, si dimentica della cosa,

Piuttosto, finalmente, dopo un sacco di tentativi andati a vuoto, Bella riesce a intercettare Jacob, che ha abbandonato l’eremitaggio al gabinetto e da qualche giorno s’è messo a girovagare per la città con una banda di indiani più grandi (per l’appunto, eh!, il suddetto branco di licantropi); Bella e Jacob non si vedono soltanto da qualche giorno eppure accidenti!, Jacob è cambiato parecchio, s’è tagliato i capelli (ve lo spiego subito - Stephenie Meyer lo spiegherà più avanti - il fatto è che se c’hai i capelli lunghi è un problemaccio: ti trasformi in un licantropo col pelo lungo, una specie licantropo-yorkshire, non ci vedi un piffero e non è per niente dignitoso),

Jacob è più “enorme” che mai,
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Twilight Saga #7 - New Moon parte seconda: AHR?! (la licantropite si manifesta così, col cagotto)

Le altre puntate di New Moon: 1, 3, 4 (e c’è anche la recensione del film)
Il primo libro, Twilight, puntate 1, 2, 3, 4
Il terzo libro, Eclipse, puntate 1, 2

E quindi insomma Edduccio se n’è andato chissà dove, l’ha mollata. Poi torna, sì, che sorpresa!, ma questa puntata no, ce la facciamo tutta quanta senza Edduccio, o meglio, senza Edduccio in carne ed ossa - la prima e ultima puntata senza quel suo “modo di guardare in su di sottecchi”, che perdita!, mi sembra giusto commemorare l’eventone irripetibile con un piccolo video in suo onore, ché non c’è storia, Edduccio/Patty rimane comunque e sempre nei nostri cuori (e nei nostri cervelli anche, telepaticamente - eh, già, vedrete più sotto),

è impossibile liberarsi di Edduccio, questa è la verità - le funz bimbominkia annuiscono gravemente, sì sì - sentite infatti che succede: Bella è distrutta, se ne sta chiusa in cameretta e piange per giorni interi, voglio morire!, la vita non ha più senso!, sigh sob buaaa, sono vedova!, settimane e settimane di depressione cupissima e fantasie suicide (una cinquantina di pagine che ti mettono addosso gli stessi identici sentimenti d’auto-annichilimento - quando si dice l’immedesimazione!), Bella raggiunge il culmine della deprescio suicida il pomeriggio di un brutto giorno, quando se ne esce a passeggiare con una compagna di scuola (Jessica) - passeggia passeggia, finiscono nel quartiere malfamato davanti al baretto più malfamato di tutti, che per l’appunto c’ha il nome sull’insegna che più esplicitamente malfamato di così, be’,

L’insegna più grande, in verde brillante, era quella con il nome del bar: Pete il Guercio

perché nella testa del buon mormone zuccheroso che è nato e vissuto nei circoletti dei buoni mormoni zuccherosi funziona così, che alle cose cattive e malvagie e diaboliche la provvidenza dyvina gliel’ha fatto scrivere in fronte, che sono cattive e malvagie e diaboliche, così il buon mormone zuccheroso ci può stare alla larga - e di conseguenza Stephenie Meyer, che un baretto malfamato non l’ha mai visto neppure alla tivvì (ché le puntate di Friends gliele criptavano a mormolandia), si immagina una cosa del genere, un pozzo solforoso di pirati sbrodolanti grog con la benda sull’occhio e l’uncino e la gamba di legno - AHRRRRR - e i pirati guerci cosa devono fare?, fanno il loro mestiere!, adocchiano le due ingenue ragazzine e gli lanciano sguardacci monoculari di bramosa vogliosità assassina; “scappiamo! scappiamo!” ansima terrorizzata l’amica di Bella, ma lei però, Bella, fa resistenza, se ne rimane là impalata davanti ai pirati guerci sbrodolanti, è stranamente attratta da quel luogo blasfemo di dissoluzione fisica e spirituale (cosa ci sarà dentro quel baraccio malfamato, myo dyo!, tutto ciò che è proibito!, tutto!, uomini con le basette! videogiochi! cocacola non decaffeinata!) - è il diavolo subdolissimo che stuzzica la rettidudine del buon mormone: Bella quasi quasi sta per cedere quando improvvisamente
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