Il gran finale di New Moon, eccoci arrivati! – dentro c’è un po’ di tutto: Edduccio in topless mezzo stordito che si crede Patrick Swayze, la burla dei santi cattolici succhiasangue che da secoli prendono per il culo i villici boccaloni, l’arcigno moralizzatore anti-caffeina, il vampiro più stupido del mondo – che no, sorpresa!, non è Edduccio – un intervento fulmineo di Bud Spencer e Terence Hill, una cenetta tutta tirolese e poi ancora un patto di vampirizzazione e una solenne proposta di matrimonio – un finale coi fiocchi! – e cioè, dunque, ci trovate dentro

e il sommario di questa ultima puntata, eccolo,
1) ricapitolando quello che c’era prima, tutto d’un fiato
2) i goth-darkettoni anticlericali featuring San Gennaro
3) poveri crucchi, volevano soltanto una pizza bufala e würstel
4) Edduccio il machiavellico tritura-maroni
5) la Porsche gialla
6) Edduccio in paradiso, una giornata di particolare acutezza
7) Bud Spencer non approva il coitus interruptus
8) Aro, il boss nanerottolo vampiro più stupido del mondo
9) tutto è bene quel che finisce bene – e molla quella Coca Cola
10) scusa ma ti voglio sposare
Cos’è successo? E’ successo che:
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Penultima puntata di New Moon quasi tutta licantropocentrica, ci trovate dentro un difficilissimo rompicapo licantropesco, il magico mondo delle fiabe mormone, il licantropo yorkshire col fiocchetto, la citofonata telepatico-carpiata, l’equivoco telefonico mortale – ciliegina: l’intervento shock di Edduccio sul finale – e quindi sì, come dire, puntatona!

Sommario:
1) tzè, vampiro pusillanime
2) un licantropo Yorkshire
3) enigma complicatissimo!
4) gli gnometti, gli unicorni, i Teletubbies, Padre Pio
5) lo sfigatone paranormale
6) tutti i pulsanti del citofono in un colpo solo
7) la pubblicità di quattroruote, speciale interni
8) ero convinta che fossi morta sotto i ferri del dentista
9) OMFG! Edduccio!
10) la ballerina di oba-oba che fruga nella spazzatura
E vediamo com’è che va il primo incontro di Bella coi licantropi – dov’eravamo rimasti, ve lo ricordate?, c’è l’amichetta gay tappabuchi di Bella, Jacob aka il licantropo teenager, che poveretto soffre dei sintomi intestinali della pre-licantropite e s’è chiuso in casa, è sparito dalla circolazione; avvilita e annoiata Bella se ne va a passeggio sola soletta nel bosco – che ve lo dico a fare – in cerca di rogne: c’è uno dei vampiri cattivi del libro precedente, quello coi rasta (questo), che passeggiava da quelle parti anche lui, ohilà qual buon vento!, e non ci pensa su due volte: se la vuole mangiare,
“Ho molta sete, e tu hai un profumo davvero… dissetante“
il citofono telepatico s’attiva all’istante, la “voce vellutata” di Edduccio le grida scappa! minaccialo! digli che sei emofiliaca! non ti muovere! scappa!, ma non c’è via d’uscita, è in trappola: il vampiro cattivo si lecca i baffi e sta lì lì per zomparle addosso quando – miracolo! – alle spalle di Bella compare una cosona
gigantesca, alta come un cavallo, ma molto più larga e muscolosa. Sul muso aguzzo spiccava un ghigno di incisivi affilati come coltelli
un licantropo!, no, più di uno!, un intero branco di licantropi!, il vampiro terrorizzato se la dà a gambe e i licantropi imbestialiti gli corrono dietro ricacciandolo nel fitto del boscume – Bella, che è salva, assiste immobile alla scena e quasi quasi ci rimane male, che vampiro è quello?, tzè, un vampiro pusillanime,
Perché si ritirava? Certo, le dimensioni del lupo erano mostruose, ma in fondo era soltanto un animale
se ne torna a casa tutto sommato molto poco impressionata, yawn, racconta al padre sceriffo che ha visto nel bosco un branco di “lupi mutanti”, e poi basta, si dimentica della cosa,

Piuttosto, finalmente, dopo un sacco di tentativi andati a vuoto, Bella riesce a intercettare Jacob, che ha abbandonato l’eremitaggio al gabinetto e da qualche giorno s’è messo a girovagare per la città con una banda di indiani più grandi (per l’appunto, eh!, il suddetto branco di licantropi); Bella e Jacob non si vedono soltanto da qualche giorno eppure accidenti!, Jacob è cambiato parecchio, s’è tagliato i capelli (ve lo spiego subito – Stephenie Meyer lo spiegherà più avanti – il fatto è che se c’hai i capelli lunghi è un problemaccio: ti trasformi in un licantropo col pelo lungo, una specie licantropo-yorkshire, non ci vedi un piffero e non è per niente dignitoso),

Jacob è più “enorme” che mai,
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di Betty Moore,
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite, malvageddon
E quindi insomma Edduccio se n’è andato chissà dove, l’ha mollata. Poi torna, sì, che sorpresa!, ma questa puntata no, ce la facciamo tutta quanta senza Edduccio, o meglio, senza Edduccio in carne ed ossa – la prima e ultima puntata senza quel suo “modo di guardare in su di sottecchi”, che perdita!, mi sembra giusto commemorare l’eventone irripetibile con un piccolo video in suo onore, ché non c’è storia, Edduccio/Patty rimane comunque e sempre nei nostri cuori (e nei nostri cervelli anche, telepaticamente – eh, già, vedrete più sotto),
è impossibile liberarsi di Edduccio, questa è la verità – le funz bimbominkia annuiscono gravemente, sì sì – sentite infatti che succede: Bella è distrutta, se ne sta chiusa in cameretta e piange per giorni interi, voglio morire!, la vita non ha più senso!, sigh sob buaaa, sono vedova!, settimane e settimane di depressione cupissima e fantasie suicide (una cinquantina di pagine che ti mettono addosso gli stessi identici sentimenti d’auto-annichilimento – quando si dice l’immedesimazione!), Bella raggiunge il culmine della deprescio suicida il pomeriggio di un brutto giorno, quando se ne esce a passeggiare con una compagna di scuola (Jessica) – passeggia passeggia, finiscono nel quartiere malfamato davanti al baretto più malfamato di tutti, che per l’appunto c’ha il nome sull’insegna che più esplicitamente malfamato di così, be’,
L’insegna più grande, in verde brillante, era quella con il nome del bar: Pete il Guercio
perché nella testa del buon mormone zuccheroso che è nato e vissuto nei circoletti dei buoni mormoni zuccherosi funziona così, che alle cose cattive e malvagie e diaboliche la provvidenza dyvina gliel’ha fatto scrivere in fronte, che sono cattive e malvagie e diaboliche, così il buon mormone zuccheroso ci può stare alla larga – e di conseguenza Stephenie Meyer, che un baretto malfamato non l’ha mai visto neppure alla tivvì (ché le puntate di Friends gliele criptavano a mormolandia), si immagina una cosa del genere, un pozzo solforoso di pirati sbrodolanti grog con la benda sull’occhio e l’uncino e la gamba di legno – AHRRRRR – e i pirati guerci cosa devono fare?, fanno il loro mestiere!, adocchiano le due ingenue ragazzine e gli lanciano sguardacci monoculari di bramosa vogliosità assassina; “scappiamo! scappiamo!” ansima terrorizzata l’amica di Bella, ma lei però, Bella, fa resistenza, se ne rimane là impalata davanti ai pirati guerci sbrodolanti, è stranamente attratta da quel luogo blasfemo di dissoluzione fisica e spirituale (cosa ci sarà dentro quel baraccio malfamato, myo dyo!, tutto ciò che è proibito!, tutto!, uomini con le basette! videogiochi! cocacola non decaffeinata!) – è il diavolo subdolissimo che stuzzica la rettidudine del buon mormone: Bella quasi quasi sta per cedere quando improvvisamente
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di Betty Moore,
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite, malvageddon
Che sorpresa, New Moon inizia uguale uguale come iniziava il primo libro, come iniziano del resto pure il terzo e il quarto, con la scenetta mozzafiato avanti-lampo sprizzante alta tensione che lo sappiamo, dopo un’infinità di noiosissimo strazio – centinaia e centinaia di pagine di strazio – ce la ritroveremo in fondo al libro, evviva!, giusto il tempo per vederla rattrappire e poi affondare nello stesso infinito noiosissimo strazio che c’era prima – che insomma è un po’ il marchio di fabbrica di Stephenie Meyer, incapace di metter su e sviluppare qualsiasi cosa che sia un minimo interessante e avvincente, che pena!, non sa far altro che appiattire e impaludare tutto quanto nella sua solita ripetitiva insignificanza; ma cominciamo, dicevo l’avanti-lampo, eccolo
le gambe sembravano lente, ma le lancette della grande torre campanaria non accennavano a rallentare [...] circondata da avversari straordinariamente pericolosi [...] al primo rintocco delle campane, capii di essere in ritardo
un incalzante precipitarsi ad orologeria, che tensione!, coi cattivoni in agguato e i rintocchi cenerentoleschi e la protagonista, Bella, che corre disperata chissà dove – ve lo anticipo: si trova in Italia, a Volterra, braccata dagli sgherri famelici della famiglia di vampiri mafiosi, mentre c’è Edduccio svergognato che sta facendo lo striptease in piazza davanti a tutti, e Bella che forse – forse! – riuscirà a raggiungerlo e a fermarlo appena in tempo, prima che si tolga le mutande – eh? uh? cosa? come? che storia è? aspettate, ci arriviamo tra un po’ (prossime puntate); adesso, invece, ecco che piano piano sfuma l’avanti-lampo e torniamo indietro nel tempo, al presente: è trascorso qualche mese dal primo libro, Bella ed Edduccio sono fidanzati e tutto fila via liscio, sono la coppia più alla moda, la più invidiata della scuola – i pischelletti comuni mortali smaniano per somigliare a Edduccio (è come l’epoca Brandon Walsh, il trucco sta nel ciuffo – l’ingrediente segreto è la saliva), non c’è storia
[Mike Newton] aveva cambiato taglio di capelli; anziché ispida, portava la chioma biondo cenere più lunga, in un apparente disordine fissato con il gel. Non era difficile capire a chi si ispirasse; ma il look di Edward non lo si poteva ottenere per mera imitazione
Bella ed Edduccio vanno d’amore e d’accordo, sì, ma c’è un problemino: Bella insiste che vuole diventare vampira ed Edduccio non è d’accordo, Bella sta per festeggiare i suoi diciotto anni e così, quindi, c’avrebbe un anno più di Edduccio, che ce ne ha diciassette da un secolo, all’incirca, e Bella c’ha paura di non andargli più bene,

si fa certe terribili fantasie paranoiche
io: vecchia, rugosa e rinsecchita.
Edward era al mio fianco [...] la sua bellezza straziante e il suo aspetto da eterno diciassettenne.
Sfiorò con le labbra ghiacciate e perfette la mia guancia devastata.
«Buon compleanno», mi sussurrò
i diciotto anni di Bella sono una tragedia annunciata, “temevo l’arrivo di quel momento”, e non serve a tirarla su di morale l’abbagliante assurda figacciosità di Edduccio, delle cui attrattive straseducenti troviamo subito un minuziosissimo elenco riassuntivo – perché l’urletto ansioso che apre il libro dev’essere istantaneamente mitigato da una botta di estasiata tenerezza bimbominkia,
i suoi occhi liquidi di topazio [...] i capelli bronzei, spettinati [...] i denti perfetti e brillanti [...] Il suo modo di parlare fluido e articolato era per me inimitabile
non serve a tirarla su di morale nemmeno il lussuoso regalone che vorrebbe farle Edduccio – pubblicità,
“Sai cosa farebbe per te? Una bella Audi Coupé. Silenziosa e potentissima…“
(perché dopo il successo stratosferico del primo libro, insomma, altro che Volvo – Audi, Mercedes, Porsche, Ferrari! – sarà un continuo susseguirsi di siparietti promozionali coi personaggi che si prendono una pausa dalla storia – salve, sono Troy McClure – e si trasformano in concessionari piacioni d’auto usate) quel pomeriggio, quello del suo compleanno, Bella ed Edduccio se ne stanno sul divano di casa a guardarsi in televisione Romeo e Giulietta – Bella è una fan bimbominkia di Romeo,
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Un qualche ingenuo sprovveduto poco esperto di cose bimbominkia potrebbe biasimare i subdoli editori che s’approfittano del blockbusterone vampiro super-redditizio, quelli che partoriscono in frettissima dozzine e dozzine di libracci-cloni pessimamente confezionati sulla falsariga del modello originale – sapete, tutto quel ciclopico fortino di luccicose gotichetterie hardback che se ne stanno impilate là all’ingresso della libreria – che servirebbero a raggirare biecamente le deboli innocenti testoline delle ragazzette bimbominkia colpite da insolazione cerebrale; e questo è sicuramente vero, ok, ma il dotto conoscitore delle paradossali anomalie bimbominkia sa che la faccenda è un tantino più complessa, perché sono le stesse folli ragazzette bimbominkia che desiderano e invocano la clonazione spregiudicata dei loro libracci preferiti, ne sono consapevolissime e non gliene frega niente, la scopiazzatura usa-e-getta non è un loro problema ma al contrario, ne vogliono ancora e ancora, sono affamate di miserrimi succedanei che siano il più possibile vicini all’originale e un qualsiasi ignobilissimo tarocco – ignobilissimo! – può diventare utile a soddisfare sul momento quel loro lacerante bisogno di romanticume vampiro, e allora succede che – cito
Conoscete dei libri sui vampiri simili come trama alla saga di Twilight?…Ambientati ai giorni nostri ? Sono in astinenza da libri come quelli della Meyer….aiuto! W i vampiri!. >_<
e (cito)
mi potreste consigliare dei libri che trattano dei vampiri come la saga della meyer? che narrano la storia d’amore tra un vampiro e una umana andrebbero bene anche altri un consiglio..i libri che narrano di dracula sono carini?
quando s’annuncia una nuova clonazione le bimbominkia non stanno più nella “giaia”, eh!
Non sto piu’ nella giaia per vedere arrivare un’altra serie adolescenziale…che felicità!!! >_> spero che almeno uan di queste serie in arrivo si ritrovi un buon acquisto…forse allora mi si salva. U_U se….
e storcono il naso, invece, se il clone si prende troppe libertà
Dopo aver fatto un pò di ricerca ho preso evernight…. Lo sto leggendo ora e mi piace molto. Certo nn è esattamente uguale, però vale la pena leggerlo…. Buona lettura!
e però, allo stesso tempo, ci sono i cloni-libracci che pur mantenendo intatto il nucleo fondamentale della scopiazzatura lo farciscono per benino di astute variazioni sul tema: per esempio, ecco, c’è il crossover Twilight-Harry Potter, la saga che si chiama La scuola della notte, ben sei romanzi sfornati nel giro di soli tre anni (e già pronti per il cinema), che fanno così,
Mi chiamo Zoey, ho sedici anni [...] un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte [...] il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s’impara a controllare i propri poteri [...] il mio marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età [...] qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l’unica che possa fermarlo
il figaccione protagonista c’ha pure il nome simile al nostro Edduccio, si chiama Erik – le bimbominkia, da vere intenditrici, approvano,
Bella sorpresa, i dialoghi e la scrittura adolescenziali lo rendono scorrevolissimo, la trama è originale (versione vampiresca di Harry Potter) e il finale lascia spazio ad un seguito, lo consiglio a tutti!
Sul medesimo solco, sì, ma un po’ meno harrypotterizzato, c’è Evernight, che è Twilight al contrario, lei vampira e lui umano, lei che si chiama Bianca (*sigh*) ed è una vampira straordinariamente bella che va a stare in una scuola-collegio dove incontra Lucas, il belloccio ribelle, flirtano e si innamorano e si lasciano e si rimettono assieme e niente, va avanti secondo copione, la lovvo story tormentata “oh me tapino! io umano e tu vampiro!” – c’è addirittura qualche blasfemo bimbominkia che lo preferisce all’originale, cito,
in fin dei conti credo di preferire Evernight a Twilight (notate che i titoli fanno la rima XDXDXDXDXDXD)