malvestite.net vai al forum
 

Malvageddon #18 - Lucignolo bella vita

Ieri sera mi sono vista per la prima volta Lucignolo bella vita. Di vederne qualche pezzettino m’era già capitato, ma tutto intero dall’inizio alla fine mai, per fortuna, è una esperienza che un po’ ipnotizza, un po’ stordisce, sicuramente annoia. Sono andata a letto che ci vedevo doppio e ho pure dormito maluccio.

giampiero fiorani e costantino vitaglianoE’ una specie di sconclusionato miscuglio di lusso, banalità, coatti e troie: praticamente un viaggio infernale nella testa di Carlo Rossella su di giri. Pochi secondi di girato che vengono ripetuti e ripetuti allo sfinimento, tagliati e mixati alternativamente, per costruirci intorno minuti e minuti di servizio - è la regola: dieci secondi di Michelle Hunziker tutta sgranata che fa il bagno in sardegna (presa col teleobiettivo da civitavecchia) fanno dieci minuti di servizio (e se mancano gli argomenti, tzè, basta fare andare in loop la Hunziker che gioca in acqua col sottofondo del ballo del qua qua); Giampiero Fiorani che canta Gino Paoli, sudaticcio e con un’orrida camicetta porky pig attillata sulla panzetta (ma il colletto bianco inamidato è ben spalancato sul petto pallido e villoso, più - bonus - la bburinissima catenina con croce impigliata tra i peli), oltre a comparire in sigla (in mezzo ad un delirio di tette), fa capolino circa una dozzina di volte nel servizio specifico (immagini di repertorio - Fiorani che cerca di farci il profondo citando uno squallidissimo doppiosenso circa il dove mettere delle supposte che attribuisce al “grande maestro” Totò - battute cretinissime della giornalista sui “furbetti del quartierino”, sottolineate dall’allegra musichetta di Scott Joplin - alla fine, l’ascella inondata di Fiorani).

le tettone rifatte di francesca lodoAllo stesso modo è costruita l’intervista a Francesca Lodo, strombazzata come esclusiva eccezionale, eh, la prima volta dopo lo “scandalo della cocaina” (scandalo?): lei è tutta in bianco, canottiera evidentemente sponsorizzata da una qualche figlia di Monella Vagabonda (forse la stessa MV, chissà), truccata a cannonate, oscena, l’eyeliner marcatissimo che quasi le arriva alle orecchie e un labbro superiore spaventosamente voluminoso e informe; trenta secondi di parole a vanvera, pronunciate però con la facciona atteggiata al triste serioso corruccio di chi è vittima dell’ingiustizia (il realismo è tipico di quegli atteggiamenti da fiction pomeridiana - eh, che scuola, stanislavsky), “l’ho fatto due volte soltanto in tutta la mia vita”, e poi ovviamente tette tette tette, cos’altro (della serie: quando Dio gli fa un baffo, al chirurgo, lui sì può addirittura donare uno scopo alla tua vita); l’intervista della Simona Ventura invece neanche starei a raccontarvela, che ultimamente s’è riciclata in donna semplice senza grilli per la testa che ha finalmente capito cosa vuole dalla vita (semplicità e senzagrilliperlatestaggine perfettamente rappresentate - uff, chissà quante riunioni dall’agente ci son volute! - dai capelli tagliati sbarazzini, coi quali giochicchia apposta manco fosse una dodicenne, e dalla posizione a gambe incrociate molto easy), chissene quindi, coma profondo.

Ma insomma, se c’è una cosa davvero triste, di Lucignolo, è che vogliono farsi passare per un programma irriverente, cattivello, persino arguto - il che gli riesce forse ancor meno di quanto non riesca ai (tristi pure loro) ominidi delle Iene. Quella parte che si chiama La zanzara, pochi minuti di servizio in cui si dovrebbero punzecchiare i vip, una specie di Enrico Papi reloaded, dimostra in cosa di fatto consiste e qual è la levatura di questa irriverente cattivella e brillante impostazione: la scrittura raggiunge delle vette cosmiche di assoluta cretineria demenziale, con battutine punzecchianti del tipo Massimo Boldi affetto da lesione cerebrale multipla (sulla Colombari che si mette la crema solare, “va bene che non hai la Coscia…Curta, ma quanto spalmi?” e ancora “ora sì che Billy è felice come una Pasqua, con una Colomba…ari sdraiata al fianco” - sulla Yespica e Ferrari che vanno in moto d’acqua “l’impresa è improba, anzi, titanica, visto che poi… affondano” e anche “altro che Yespica, Aida… incespica”); e l’irriverente cattiveria si riduce a questo, degli inutili sfottò rivolti ad un paio di microscopici vipparoli scarsi ormai fuori dal giro, bella forza, bel coraggio, una ex-ex-grande fratello (Giovanna Rigato - chi?!? - la bionda svampita della sesta edizione) presa per scema (”una nuova tale fonte di saggezza sul piccolo schermo ci mancava”), e qualcosina anche su Nora Amile, la pupa (col vestitino cortissimo, “pupa… d’ora… anzi, Nora in poi, vedi di prendere meglio le misure” e anche “chi diceva che non aveva stoffa… c’aveva visto lungo”).

le tettone di diavolita melita tonioloNon solo, ci fanno anche il programma trasgressivo, quelli che non si fanno scrupoli e anzi gli piace un sacco parlare di sesso. Ed allora ecco che spunta Melita Toniolo alias Diavolita, reduce dell’ultimo Grande Fratello (terribile il bikini, sponsorizzato Puerco Espin), che interpreta un monumento vivente alla bonazza idiota disinibita, il prototipo di femmina con qualche rotella in meno che non fa altro che toccarsi le pere, mettersi in posa, scoprire la coscia, cianciare a manetta volgarità e grevissime allusioni: il tutto farcito dalla solita noiosa demenzialità, le solite noiose provocazioni da due soldi (sai che provocazione, sbaciucchiarsi il sindaco incartapecorito di Treviso), che dovrebbe forse rendere la cosa ironica e buffa, manco per niente, al contrario; c’è anche tutto il servizio sulle femmine in topless (che non so se avete notato, si son messi d’accordo, giornali e tv, a raccontarci che questa è l’Estate del Topless - boh), tutto un servizio sulle tette che si vedono in costa azzurra, “provincia di CAPEZZOLANDIA” la chiamano, mostruosa carrellata su decine e decine di tette spiaggiate e qualche significativa domandina qui e lì (”ti vergogni?” - “no”), poi il pretestuoso link al concerto di una ex-pornostar ora cosiddetta topless-dj, tale Nicky Belucci, servizio montato secondo la struttura palindroma ABCBA, per cui finisce come era iniziato, stesse immagini (due tipe orrende che si scoprono le tette), stesse parole, stesso tutto. Ormai siamo oltre le undici pm, e mi viene il dubbio d’essere io che perdo colpi.

Ah, ma infine, rullo di tamburi, l’immancabile e trasgressivissima inchiesta sul sesso, uuuh, special guest Carolina Cutolo aka Pornoromantica. E quale miglior scenario per far sembrare davvero tanto ma taaanto trasgressive le solite quattro banalità sul sesso (”come si chiama tecnicamente il sesso orale sulla donna?”), che non un gruppetto di adolescenti terroni sotto l’ombrellone (”leccata!”). Oppure, guidati dalla cronista coi rastoni (trasgression!), si va in giro per asciugamani e si chiede ai vecchini bolsi se vogliono fare lezioni di sesso, e quanto ci si diverte (ma quanto! quanto!) a vedere sti vecchietti mezzi arrostiti dal sole che farfugliano imbarazzati non si capisce bene cosa. E che trasgressione quando Porny tira fuori l’asso dalla manica, il “vibratore per il popolo”, quello che ci si può fare a casa con lo spazzolino elettrico, il pongo e un preservativo - Porny che lo mostra tutta esaltata dal proprio genio ai brufolosi terroni e loro che se lo passano l’un l’altro giustamente inorriditi. Veri brividi di vera trasgressione.

L’ultimo servizio, il Fabrizio Corona Reality Show, l’ho visto con un occhio aperto e l’altro chiuso - c’è lui che fa il bullo che sa fare le fotografie come i paparazzi suoi scagnozzi, che fa il bullo raccontando del processo e di come lui è un fenomeno mediatico, e poi tutti insieme appassionatamente lui e i fans che fanno la foto sostituendo al tradizionale “cheeeese!” il grido di battaglia “Corona non perdona!” - di lui ho scritto in questo post qui, non saprei cosa aggiungere. Basta Lucignolo.