Una giornatina appena che ci separa dal malvapride, accidenti, ho i capelli dritti per l’emozione! Ma come funziona il malvapride? Vediamo. L’outing lo si fa qui sul blog, nei commenti al prossimo post (che sarà il bang! della partenza, online dalla mezzanotte di oggi). Una descrizione a parole va benissimo, ma certo un foto-reportage dei vostri malva peccati capitali vi darebbe maggiori possibilità di aggiudicarvi un trofeo di quelli là (quanto pazzamente li desiderate? lo so lo so); anche un disegno andrebbe bene, non importa come, a matita sul fazzolettino smoccolato (chiudete con cautela lo sportelletto dello scanner) va bene uguale.
Potete caricare foto e disegni come preferite, su uno spazio web tutto vostro se ne avete uno (sito, blog, flickr, picasa e simili) oppure altrimenti, se vi va, potete usare un servizio di hosting come imgeshack, che è totalmente gratuito, non bisogna iscriversi né metterci dati di alcun tipo, basta caricare il proprio file immagine e via, fatto! E’ molto semplice da usare ma comunque, non si sa mai, ho fatto un piccolo schemino di istruzioni (una cosa molto professionale, spero si capisca). Una volta caricata, ovviamente, basta incollare nei commenti l’indirizzo dell’immagine. Oppure va be’, se proprio non vi riesce, mandatemi tutto via mail che ci penso io.
Cosa rimane? Vediamo. Non è che ci siano poi queste grandi regole, anzi direi che il malvapride non ce ne ha quasi di regole: si può confessare un numero infinito di malvestismi e di qualsiasi genere, dalle pantofole di velluto tempestate di swarovski intermittenti alla giacchina di pelle frangettata buffalo bill al sospensorio leopardato allo sticker di steve jobs ignudo sul macbookpro. Certo sarebbe meglio, più nello spirito malvapraidesco, confessare qualcosa che vi piace per davvero, qualche bel malvestitismo a cui siete affezionati, da confessare appunto con orgoglio. Per il resto io direi di scannarsi vicendevolmente in allegria – delazioni (non è vero! è di tua nonna quella che sta in manicomio!) gomitate dita negli occhi sgambetti, evviva!
E siccome voglio che al malvapride c’arriviate caldi gasati motivatissimi, siccome voglio che vi ci scanniate senza pietà col pugnale (leopardato sul manico) tra i denti, ho deciso quest’anno d’andare ben oltre le ciabattone glitterate della volta scorsa e di puntare invece su premi ricchissimi, gemme di puro malvestitismo ventiquattro carati, roba da perderci la testa. Ecco quindi ad una settimana dall’avvio del delirio malvapraidesco che son qui a presentarvi i premi per Regina, vice-Regina e vice-vice-Regina del malvapride (immaginatevi a sto punto la musichetta di ok il prezzo è giusto – clic per vedere i premi più in grande – sipario!).
Per la vice-vice-Regina un tris di gadget dal set Barbie Fashion Fever, sarebbe a dire una delle ultime più recenti versioni della stangona mattel in salsa iper-malvestita puttanone shopaholic da discoteca: nello specifico il set annovera la borsetta tracollata con inserti diamantati e fularino arrotolato (extra, nella stessa confezione, cinturone con fiorellone fibbico e fantasia luminescente in pendant coi cropcircles diamantati della borsa); la gonnellina bizzarra anni ottanta madonna style con fascia inguinale di jeans lamettato e doppio strato di raso rosa balzato; il gilet di modissima smanicato con bottoncini di latta cuciti artigianalmente da un gruppo di minorenni cambogiani stipendiati ad anacardi – imperdibile sfizietto io-sono-orginale della bambolina boho-chic.
Per la vice-Regina il dvd La Ragazza del Metrò, lo storico magnifico film con Nino D’angelo Mino Sferra e Rick Battaglia per la regia di Romano Scandariato (responsabile tra gli altri dei capitali Zombi holocaust, Emanuelle e gli ultimi cannibali, Grazie nonna, Quel Ragazzo della curva b e Un bounty killer a trinità), sinossi (copiaincollata dal retro del dvd): “Nino, pianista di un bar, incontra sul metrò Valentina (detta Val) della quale si innamora, ma la ragazza gli nasconde di essere molto ricca temendo che il denaro possa dividerli. Intanto Andrea, ex fidanzato di Val e cacciatore di dote, vuole ad ogni costo riconquistare la ragazza per impossessarsi dei suoi soldi. Per separare dunque Valentina da Nino, scrittura questi come pianista intrattenitore per la festa di compleanno della ragazza che si svolge nella lussuosa villa del padre di lei e quando il musicista si rende conto della ricchezza dell’amata si sente umiliato e non vuole più vederla…”.
Per la Regina del malvapride – rullo di tamburi – lo straordinario mitico stupendissimo supereccezionale inimitabile the amazing telefono red lips, il telefono cioè (per chi non sa l’inglese è cieco e sta leggendo il blog in braille) a forma di grossa boccona con iniezioni di silicone pitturata di rosso scarlatto, featuring gli incredibili: manuale d’uso di sei pagine in cinese mandarino, ripetizione dell’ultimo numero selezionato, esclusione del microfono, volume suoneria regolabile e – qui ci vuole un altro rullìo – spina già inclusa! Che bellezza lo so, certo, chiunque ucciderebbe pur d’avere sul comodino un strumento di così alta tecnologia malvestita: e allora insomma attenti, preparatevi ai più sporchi bassi vili trucchetti, perché uno soltanto potrà infine guadagnarsi il preziosissimo red lips, e molti nel tentativo ci lasceranno le penne.
Cosa sono i premietti del mega pescone della festa dell’unità in confronto?
Ah! Cacca.
Be’ credo sia arrivato il momento ormai di dare il via al countdown per i festeggiamenti del malvapride invernale, vale a dire la celebrazione collettiva dei nostri privati peccatucci malvestiti di stagione. Si terrà giovedì ventiquattro gennaio lungo tutto il successivo fine settimana: spero partecipiate tutti quanti con la stessa disinibita ubriachezza del primo malvapride, che è stata una cosa folle e divertentissima. Ci sono ricchi sorprendenti bburinissimi premi che aspettano l’incoronazione di Regina, vice-Regina e quest’anno – eccezionale! – vice-vice-Regina.
E quindi mi raccomando segnatevelo in agenda, cominciate a rifletterci su e tenetevi liberi. Per chi non ne avesse mai sentito parlare (ah! come avete fatto a vivere senza?) o per chi soltanto avesse voglia di dargli una ripassatina, qui c’è il primo post in cui s’abbozzava l’idea, qui le istruzioni, qui il concorso vero e proprio (sublime!), qui i lavori della malvagiuria e qui il verdetto. Siateci!
Sono d’accordo che nel suo caso non si tratti propriamente di malvestitismo – più che altro gli manca qualche venerdì – ma di fronte a tale entusiasta folle partecipazione, davvero, a chi poteva spettare la corona di regina del malvapride se non a Tod, che ha letteralmente mandato al tappeto le malvapraiders con i suoi completi deliranti a “colori molesti”, il carrello del supermercato usato come borsetta e gli occhialini alla John Lennon coi teschi ologramma, indossati alla faccia di ogni più banale warning oftalmologico (“ci si vede un po’ appannato. l’ideale per rovinarsi la vista, ma erano gli unici occhiali scuri che ho trovato belli su una bancarella”), non può che essere Tod. Congratulazioni Tod (applausi)!
E veniamo alla viceregina – rullo di tamburi – la decisione non è stata facile. C’erano questi due tre nomi che mi frullavano in testa e non sapevo chi scegliere, così, alla fine, ho pensato di cavarmela premiando colei che sulle altre spicca per l’eccezionale malvaesaustività: e così, appunto, proclamo viceregina del malvapride la carissima Robba. Applaudite ed ammirate tutti la multiforme poliedricità del suo malva-guardaroba, capace di interpretare allo stesso tempo una perfetta semobburinaggine (con slip e infradito D&G, orologio Guess borchiato), la più estrema iosonooriginalità (borsalino giallo della Fornarina, borsa di pelliccetta I Love Brad), l’ortodossia boho (le imprescindibili ballerine), nonché il reparto geriatrico in vacanza-fanghi al villaggio turistico (bikini leopardato e telo mare sharm el sheik).
(per correttezza, a questo punto, mi pare d’obbligo una menzione speciale per un altro significativo contributo – assegnerei quindi il solito inutile premio della critica a Tarata, per il grande impegno profuso nella realizzazione della ruffianissima e interminabile slideshow che dev’esser stata fatta, sicuramente, mettendo assieme direi sì e no una dozzina di armadi)
Ai due vincitori, invece, oltre al preziosissimo trofeo (ah: regina e viceregina son pregati di comunicarmi via posta elettronica l’indirizzo a cui lo vogliono recapitato), concedo in omaggio lo stylosissimo bannerino che ne attesta il trionfale debutto al primo storico Malvapride 2007:, ce n’è uno per la regina, uno per la viceregina (quest’ultima, non possedendo un blog, può se vuole utilizzare lo stylosissimo bannerino come immagine di firma nelle mail – eh, vedrai che successone! – oppure, non so, potrebbe stamparlo e farsene degli stickers da appiccicare sul retro della macchina, sull’armadio, su borse e scarpe ormai soprassate per donar loro una nuova malva-linfa, cose del genere).
La malvestita 280 ad honorem indossa, come suggerito da PetitNuage, una selezione dei migliori pezzi apparsi tra le varie malvaconfessioni (la faccia buffa è gentilmente offerta da Scusiscende).
Ed è proprio di Petit Nuage la maglietta (1), alla moda che più alla moda non si può: maniche sbuffose alla Biancaneve, fascia sotto al seno, raso e pois (richiamati dal borsalino bianco e nero – 3 – di Sparkling girl; notate inoltre la sapiente pendantizzazione sui toni del bianco-nero: il cappello, i leggings a righe verticali – 4 – di Saint Just, e la gonna a palloncino – 5 – di ls).
Dalla scollatura occhieggia il terribile costume leopardato con inserti rossi (2) della viceregina Robba. Non potevano mancare le ballerine col cane peloso in vero pelo di cane peloso (6 – nel disegno non rendono, beccatevi la foto) di Pam, e quello che è forse il migliore malva-accessorio dell’intero malvapride: la borsetta a grumi dorati (7) di Trantor.
Infine: i bracciali spinosi di gomma colorata (8) di sua maestà altezza reale Tod, il tatuaggiazzo serpentato (9) di Tarata, la lettura edificante (10) di Sim(alv)insen sotto l’ascella, e la mia personale malva-vergogna: il Motorola V3 Dolce & Gabbana (11).
E poi, il cagnolino di Claudialu, il baronetto Cotone.
Grazie millissime a tutti gli spudorati fantastici partecipanti che hanno reso il primo malvapride l’esperienza collettiva giustamente malva-raccapricciante che è (era) da sempre il mio sogno proibito.
Mi ritiro per deliberare e so già che no, non sarà una scelta facile: anzi, se volete darmi una mano, facendomi per così dire da malvagiuria (o da malva-applausometro), senza che dobbiate andar giù sotto a frugare tra i cinquecentoepassa commenti, vi propongo la lista (rigorosamente in ordine di apparizione) delle candidate ai titoli di regina e viceregina del malvapride (che, vi ricordo, guadagneranno il sommo preziosissimo trofeo, l’eventuale regal-bannerino d’occasione e l’elezione alla carica di malvestita #280 honoris causa; dunque una decisione fondamentale per le sorti del nostro universo, agite con saggezza):
- Sparkling girl, che batte tutti sul tempo con la sua abbinata borsalino + borsetta dalla trendissima fantasia a macropois bianco su nero;
- Tarata, che ci offre un malva-slideshow di pregevole fattura, ottimo il sottofondo musicale, malvestitissimo, ottimi pure i sandali, che hanno riscosso le congratulazioni di parecchie altre malvapraiders;
- Ohmygosh e il suo album: principessina onoraria del pendon’t, zia corruttrice dalle tendenze floreali e con quell’unghietta quasi-french un po’ così, indecisa;
- Miriam e la maglietta che ha rubato sul set di quel film là delle hostess bionde e sceme (a tirare l’anello si attiva il paracadute);
- Fa, che non si stanca mica facilmente dello sbriluccichìo sbrillantato (tiè, orologio e scarpette);
- Scusiscende, col pantalone attillato a zampissima che parla al cell mentre verifica se con le espadrillas ha pestato una caccona (che blasfemia, davanti alla madonna da comodino), interessante la combinazione ad alto tasso malvestito cintura più borsetta della Guess, borsone lucido, collanina da ristorante cinese e orologetto dorato, un vero miracolo di pendon’tizzazione (lei stessa, guardatela, non riesce a trattenere un conato);
- Anna e il suo minacciosissimo coro di raeliani in rosa;
- Robi che c’ha il tarocco vuitton e le scarpe due taglie più grandi (oppure forse non c’ha gli alluci, non so);
- Atomica che non sembra aver paura delle strane ballerine con propaggini erbose che le stanno crescendo addosso e che prima ho poi (lui ha cominciato così, con delle ballerine) prenderanno il sopravvento;
- Odile Monod, che vince a parimerito con Isvari il premio Più adorata dalle malvapraiders, con il suo malvestitissimo caschettino alla Caterina Caselli;
- Rosalucsemburg che si autodefinisce futura nonna dei fiori, e per l’appunto si esibisce come sostegno di uno splendido tendone fiorato (di cui addirittura possiede una copia più scurina – pazza!), abbinato a simil-birkenstock verdoline da bancarella post-atomica e braccialetto da uovo pasquale;
- Saint Just, della quale dobbiamo apprezzare il terribile e indefesso impegno, così che è riuscita a trovare il paio di leggings più allucinanti mai visti e la canotta più accozzaglia della storia, con disegni finto-rock-pirateschi e inquietanti inserti in tulle;
- Sim(alv)insen che sa disegnare e pure bene, mi piace un sacco il suo malva-album stic e stac coi gattini e poi, oh, non dimentichiamoci che stiamo parlando della prima grande estimatrice della conturbante mutanda oviesse;
- Rouseau, eh sì, ci ha dimostrato una volta per tutte che la gonna ramarro non era una creatura mitologica, no, esisteva davvero – notevole anche lo scomodissimo calzino con le dita separate, abbinato ad una cuffia di lana colorata di stampo fricchettone;
- Isvari, come anticipato, vincitrice a parimerito del titolo Più adorata dalle malvapraiders, e non a torto (chi potrebbe fare di meglio? il dalai-lama?);
- Polystirene, be’, più che per le ardite sovrapposizioni gonna su pantalone, mi meraviglia (e si guadagna centomila malva-punti in più) per l’azzeccatissimo pendant capelli-borsetta;
- Kimmi, responsabile di un microaumento fatturativo delle ditte che producono coppe in silicone autoreggenti: ho contato almeno una decina di commenti entusiasti dell’invenzione (boh, a me è piaciuto di più il saccone da nettezza urbana);
- Pam, che ha realizzato una presentazione flash impossibile da scorrere (a meno che non vi venga in mente di cliccare il tasto destro e poi “ricarica”: impossibile, appunto), il pezzo migliore, degno della più delirante creazione Gilli, sono le ballerine con signora che porta a spasso il cane peloso (figura del cane realizzata, giura Pam, in vero pelo di cane: naaaaaa);
- Beatrix, che possiede ben due, dico due paia di pantaloni glitterati (recidiva);
- ls con il suo album, e noi esterrefatti la scopriamo trench-cosplayer di Neo (le scarpe al posto delle mani sono un’errore della matrice, dannata matrice);
- Sabbry che non ho capito bene, quel tipico accessorio da appartamento fricchetton-chic, il pareo da parete, poi lo stacchi e te lo attorcigli tutto intorno, giusto? no, perché altrimenti non vale;
- Carota che sfoggia un vestito con zebratura (ipn)optical e la french, wow, un po’ tanto smangiucchiata do-it-yourself da manualetto pratico (La french subito, usando solo forbicette e farina) in allegato a Cioè, se proprio la vuoi, be’, si consiglia visita al più vicino avamposto manicuraio (e all’oculista anche, ovviamente);
- Psike e la sua mania per le fantasie assurde e giusto un tantinello vistose (un, due, tre);
- Raffy in bianco e nero;
- Petit nuage, dal malvestitismo decisamente classico, un pochino fuori moda in quante a scarpe (tutte temperatissime, e quei tronchetti col pelo: da aggiornare), si riprende alla grande nel campo del magliettume, perfetti il rasume, la tunichetta, i pois, i palloncini alla biancaneve;
- Chicca e la sua borsa leopardata (ma è davvero una leopardatura, o son i bacetti di un gruppo di nani con la bocca deforme?), inserti metallizzati viola e punti in fil di ferro, di gran classe;
- Tod, immediatamente assunto a idolo delle malvapraiders, che lo hanno proposto come vincitore di una ciabatta d’oro alla carriera, e lui, modesto, si schermisce, “accetto qualunque premio, anche il fantasmino di latta”: Tod, consideralo già tuo;
- Massimo, ok, gli perdoniamo quella cosa a forma di cravatta solo perché la sua si chiama “foto_cresima”, e si sa che alle funzioni religiose ci si va vestiti male apposta, anticlericalismo rulez;
- Robba, orgogliosissima, che dichiara di non provare il minimo senso di colpa per il suo bikini leopardato (impreziosito dall’astuto fuori luogo degli inserti rossi), bellissimo anche il telo mare doppiamente malvo (l’hard rock di sharm? accidenti, quasi ai livelli di un billionaire) e il super favoloso cappello giallo titti fornarina che se lo vedesse Jonathan, sverrebbe;
- Fede o quel pochissimo che resta di lei dopo essere stata disintegrata: notare come la defunta fosse abilissima nel dosare elementi all’avanguardia (le scarpozze da ginnastica) con altri ormai sorpassatissimi (la borsetta muccata);
- Dew, che assieme alla sorellina sbaraglia gli altri contendenti al premio tenerezza (be’, ma del resto la vetrata di casa sua vincerebbe qualcosa pure lei, il premio miglior vetrata da studio dentistico – e, ah, che bello, il letto rialzato ikea!);
- Trantor collezionista d’arte malvestita: un paio di scarpe e una borsa dorata a grumi che – sopratutto la seconda – sono dei capolavori assoluti, pezzi inestimabili da hermitage del malvestitismo;
- Tuttafuffa in stato di grazia, etnomalvo estivo intellettual supertecnologico giustamente blogdipendente;
- Claudialu che ha malvestitizzato il cane, poverino: non so, voi dite che può partecipare, io dico di sì, non voglio far discriminazioni (non abbiate paura, non può vincere, troppo baronetto old-fashioned).