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Indovina Chi? Silvio Berlusconi Miss Macherio edition

Ci si diverte tutti quanti a far brindare Berlusconi con Noemi e Padre Pio, Ratzinger e Walter Veltroni, spassoso sì, ok, ma io non riesco a togliermi dalla testa certi brutti pensieri sul nostro futuro prossimo, che ci riserva chissà quali incredibili, ripugnanti copule a sorpresa

(e guardatevi pure questo piccolo video qui, se vi va, l’ha fatto Sir Perceval per il forum)(oh! il disegno sulla sidebar? bello! è un disegno di Davide La Rosa - grazie Davide! - che preannuncia l’evento clù della settimana prossima, la mega-recensione di 2012 La fine del mondo, il librazzo apocalittico di Roberto Giacobbo)

E mo’ so’ cazzi tuoi

Silvio Berlusconi, gennaio 2007: “se non fossi già sposato, ti sposerei subito”

and il Pisella Award 2008 goes to

E anche questa seconda edizione del Pisella Award s’è conclusa trionfalmente, evviva!, il titolo di Very Important Malvestita 2008 nelle categorie italiane e straniere viene così assegnato rispettivamente a Mara Carfagna (vera dominatrice del concorso, una fuga da standing ovation con la seconda in classifica - Anna Tatangelo - due volte doppiata) e Carla Bruni (che se l’è dovuto sudare, invece, contro l’agguerritissima Madonna); il gradino più basso del podio se lo aggiudicano Giusy Ferreri (che ha staccato in extremis Daniela Santanchè) e i gemelli Kaulitz (un voto appena sopra Sarah Palin). Come l’anno scorso, mi sembra giusto festeggiare questa solenne cerimonia con una carrellata delle più belle e divertenti tra le vostre dichiarazioni di voto, ce ne sono state un sacco - e anzi, grazie!

i vincitori del Pisella Award 2008
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Il calendario dei politici di Gente: svignarsela da Schifani, l’inchiostro simpatico della Carfagna, la pompetta allunga pene di La Russa e molto altro, peggio ancora

Due rivistacce che proprio non mi riesce di prendere sulle ginocchia nemmeno dal dentista mentre aspetto il mio turno per farmi cavare un dente - e questo dovrebbe dirla lunga, no? quei pochi minuti d’angoscia che precedono la trapanata c’hanno il potere di avvolgere anche le più misere schifezze di una luce fatata imbellente e spargi-grazia, e persino le foto che ci stanno appese sulle pareti della sala d’aspetto (il dentista che taglia trionfante il traguardo della maratona di New York dopo ventisei ore di tirata, allampanatissimo con un coglione peloso che gli sventola fuori da sotto i pantaloncini troppo corti) diventano un nostalgico richiamo alla bellezza della vita - due rivistacce così, dicevo, sono Gente e Oggi: ce le avete presenti, no? di sicuro l’abbonamento combo ce l’ha pure il vostro di dentista (non c’è niente da fare, lo sapete, sono dei maniaci), Gente e Oggi sono di quelle cose per cui mi piace pensare che tanto tempo fa un saggio monaco tibetano abbia coniato l’epiteto “una cagata in petto”, perché sì, dai, non vi sembra super calzante? davvero basta darci un’occhiatina rapidissima, a Gente oppure a Oggi (tanto sono identiche, è la stessa pappetta, ogni settimana estraggono a sorte gli articoli che di volta in volta vanno sull’una o sull’altra), non si può non venir colti all’istante da un senso di oppressione nauseabonda, un peso mefitico qua all’altezza del petto,

il suo alito sa di tomba trafugata Marini Jeans pour enfant

che è il peso di quel tumulto vorticoso di cretinate puzzolenti che mescola secondo uno schema stracollaudato la peggio televisione, momenti privati e pseudo-gossip di gentaglia della peggio televisione, indecenti notiziole cronaca vera “mi sono riattaccato da solo un dito con la Vinavil, rendo grazia a dio che mi ha dato un figliuolo che nel tempo libero sniffa colla”, il palinsesto della peggio televisione per la prossima settimana, le ricette di qualche vecchia ciabatta della peggio televisione, Padre Pio, e nel peggiore dei casi: Le Ricette di Padre Pio reinterpretate dalla starlette zoccola della peggio televisione (prima puntata: Il maialetto in agrodolce con Ciliegine Stimmate). Ci pensavo per l’appunto la settimana scorsa, che in un paese buono e giusto bisognerebbe privarli per legge del diritto di voto, i bifolchi che comprano e s’abbeverano di rivistacce come Gente e Oggi; e cosa non ti trovo in edicola? il calendario benefico dei politici italiani (Grandi tra i Grandi, i politici per i bambini), in allegato a Gente.

ecco, questi sono i negri ah ah! gioia! tu gioisci? io gioisco!

Volevo parlarvene un po’ perché merita, è divertente (molto poco): io me lo sono appesa in cucina, nel freezer. In due parole, dovrebbe essere il classico intreccio di sguardi commoventi bimbi-felici adulti-felici che celebra il classicone strappalacrime Volemose Bbene Pure Se Tu Sei Negro E Io No: nell’introduzione firmata da Bruno Vespa (con la giacchetta buttata in spalla sono-una-persona-semplice-e-non-sto-a-badare-alle-forme e l’occhietto che ammicca luminoso pieno di sincera benevolenza che si strugge al pensiero della tragedia di quei poveri senza dio menomati da un eccesso di melanina) c’è scritto che “di qualunque razza siano, i bimbi di questo calendario sorridono tutti allo stesso modo” - giusto, bravi, ma per sicurezza, ché non si sa mai, hanno pensato bene di scegliere dei bimbi che per lo più (volendo parafrasare Berlusconi su Obama) sembrano reduci da una settimana bianca a Courmayeur con lo zio senatore del Piddì, nessuno che c’abbia sul serio un colore o una faccia che risalti troppo diversa dagli altri, tutti bamboletti modellucci di biancheria intima infantile per cataloghi patinati (Marini Jeans Pour Enfant), che è più facile e confortante (e se proprio c’hanno l’occhietto un tantino a mandorla o i capelli un tantino frisettati non importa, basta che c’abbiano il nome apposto che raddrizza le cose, Salvatore per esempio - quanto è tenero un cinesino che si chiama Salvatore? - o meglio ancora Cristian - ce n’è una marea di Cristian: perché meticci ok, passi, ma Mussulmani col cazzo); eventualmente poi ci pensa Fausto Bertinotti, che orgogliosamente rivendica di non essere per niente schizzinoso, a fargli vedere sul suo grosso librone pieno di figure com’è che sono fatti quei mostri di cioccolata pagani vestiti di stracci.

bzzzzz devo nutrirmi della tua ghiandola pineale

Anche Mara Carfagna ha scelto di intrattenere i bimbi sfogliandoci assieme un librone preso a caso dalla libreria del suo ufficio, che interessante!, tutto pieno di foto di qualche cittadella medievale del centro Italia, i bambini devono esserne andati pazzi!, e poi quando hanno finito di rompersi le scatole col librone si sono messi a scrivere sul blocchetto del ministero, e guardate qua che meravigliosa scoperta, a giudicare dalla intensa partecipazione che ci mette, e considerando che il blocchetto sembra ancora tutto intonso, potremmo forse averci tra le mani una inaspettata soluzione al mistero dell’occhio appallato di Mara Carfagna, altro che infarto del chirurgo estetico durante l’operazione di lifting o altro, io dico che può essere questo: che la Carfagna s’è fatta installare uno speciale dispositivo oculare per leggere l’inchiostro simpatico - utilissimo! Invece Ignazio La Russa ha scelto di rappresentare a puntino il cliché dell’uomo vero schiena dritta e muscoletto teso (è molto bello il contrasto tra la villosità phonata del braccio e del faccione rude, e la manina glabra con le ditine piccole e morbide da femminuccia nana) e amor di patria (che si esplica nel modo più idiota possibile - del resto, come altro può esplicarsi un’idea idiota? in modo idiota, appunto - col braccialettino da spiaggia tricolore).

il suo alito sa di tomba trafugata aiut!

Renato Schifani si fa la manicure lunghetta triangolare e c’ha quei quattro capelletti unti spiaccicati ad arte per rimpicciolire minimamente il metro quadro di zona alopeciata, e questo già dovrebbe dirla tutta sulla caratura morale di un essere umano, per di più i bambini della foto mostrano evidenti segni di profonda irritazione e disagio (il bambino a sinistra fa finta di niente ma sta evadendo lentamente dall’inquadratura, “ancora un passettino, un passettino ancora…” - Schifani con un sorrisetto tiratissimo tenta di fermarlo infilandogli un’unghietta triangolare nella testa - la bambina più grandicella sulla destra, intanto, guarda torva Schifani che le ha appena appioppato una larga manona morta sulla spalla). Al contrario, la foto dove ci sta Gianfranco Fini è l’unica in cui i bambini sembrano davvero divertirsi un pochino, ma è stato un attimo (si vede: è tutta sfocata), e meno male che il fotografo tra i diecimila scatti di posa è riuscito a catturare quella minuscolissima frazione di secondo (non che fosse merito di Fini: è successo che nel corridoio più in là a un certo punto s’è visto Schifani che ruzzolava sulle scale). Anche Alessandra Mussolini ci sa fare con i bambini, con le bambine cioè, e in modo esattamente speculare al suo ex collega di partito, La Russa, mette in scena il cliché della femminilità vacua vanitosetta e malvestita acconciando i capelli di una bimbetta scazzatissima. E poi c’è lui, Silvio, che è l’unico pesantemente photoshoppato (asfaltatura blurata, imperfezioni piallate, pelle di seta, pappagorgia tirata su, borse svanite), con una coppia di italianissimi bimbetti d’origini orientali (Leonardo lui, Chantal lei: non solo italianissimi quindi, la madre dev’essere pure una drogata di soap opere televisive - Chantal non ha altra provenienza se non le soap sudamericane del pomeriggio su Rete Quattro - è il pane del nostro premier! è la sua base elettorale!), e però nonostante l’espressione di pacifica amorevolezza di Berlusconi i due bimbetti fanno delle facce terrorizzate (la bambina invoca aiuto fuori campo, lui ha le labbra che gli tremano) si vede chiaramente che stanno pensando “forse era meglio Schifani”.

p.s. settimanaccia schifosa l’ultima, scusate. mi faccio perdonare nei prossimi giorni, che vi beccate le recensioni dei librazzi di Patrizia De Blanck e di Morgan - lo so lo so: che bello, grazie Betty! prego, vi lovvo di bbene :-)

Mara Carfagna a colazione, cioè chissà quanti potenziali ministri avete buttato nella spazzatura (post con istruzioni video Malva-art Attack!)

Mara Carfagna alle Invasioni BarbaricheSe Mara Carfagna esistesse dentro uno di quei fumetti fantascientifici Weird-Qualcosa degli anni cinquanta, be’, ci sarebbe da sbadigliare annoiati perché oh, è sempre la solita solfa, com’era ingenuotta e facilona la fantascienza anni cinquanta!, un personaggio del genere lo si capirebbe a prima vista - la vitrea fissità e l’imbalsamazione rigidissima, la parlantina monocorde e lo sfinente inesorabile [1] accumulo di parole su parole intorno a un pensierino minuscolo (dicesi Mastrotismo: è la scuola di retorica e dizione vendi pentole e materassi colognomonzese-mediashopping [2]), l’occhio vitreo in stand by sulla Cura Ludovico, il sorrisone 24/7 a dentiera completa e la risata finto-cordiale che scandisce AH-AH-AH, e si sentono pure le acca - è ovvio che gli hanno azzerato il cervello e gliel’hanno riprogrammato in laboratorio (sicuro c’ha pure l’antennina per il remote control da qualche parte sotto la parrucca), non sarebbe altro che un pupazzo faccia di bronzo capace soltanto di ripetere a pappagallo quelle quattro nozioncine sghembe [3] che gli hanno ficcato in testa (mica per altro, è che c’aveva poca RAM, si sono dovuti accontentare di poco [4]) - i comunisti sono cattivi [5], dio patria famiglia, il grande partito delle libertà, il conflitto di interessi non esiste [6], i rifiuti di Napoli sono spariti [7] - e però invece, siccome Mara Carfagna sembra esistere (chi l’avrebbe mai detto [8]) fuori da un fumettino sci-fi anni cinquanta, allora forse è anche peggio, è sicuramente peggio: altro che avanzatissimi nanoscopici microchip da infilare nel cervello, qui parliamo di una banale riproducibilissima scatola di cereali, proprio a voler esagerare in complessità, guardate un po’:

[1] provateci a fermarla una come Mara Carfagna, non c’è niente da fare, Daria Bignardi c’ha provato ma niente, Mara Carfagna deve concludere la slavina verbale con un punto, sennò niente, c’ha la frenata lunghissima
[2] l’idea sarebbe di immergere qualche concettino informe e vaghissimo (i Valori, di solito) in un brodino allungato a dismisura, dai toni il più possibile convinti e roboanti
[3] addirittura “l’egualitarismo è una distorsione dell’uguaglianza voluta dal comunismo, solo diritti e niente doveri né merito”: non sa quello che dice, si vede, sta ripetendo per sentito dire, la butta là a casaccio [9] - ma la domanda vera è: chi le dà ripetizioni, Daniele Capezzone?
[4] delizioso lapsus-perla dell’intervista con Daria Bignardi: “sono contraria che la discriminazione sia basata sull’orientamento sessuale”
[5] nonostante in Forza Italia si ripeta come un mantra, abbasso il comunismo, e nonostante la stessa Mara Carfagna sia felicissima di giocarselo come asso pigliatutto, non ne sa un accidenti di niente: Daria Bignardi le chiede cosa sono i comunisti e Mara Carfagna tenta di cavarsela con la parlantina a macchinetta, dice che i comunisti sono quelli che hanno valori diversi dai suoi e che si è visto in parlamento negli ultimi anni, Daria Bignardi insiste per sapere qualcosa di più preciso e Mara Carfagna si rifugia nel sospirone “eeeh quante cose potrei dire sui comunisti”, ma non sapendo in realtà che cavolo dire, dice esattamente il contrario di quello che ha appena detto, e cioè che si sente la mancanza dei comunisti veri, e allora Daria Bignardi le chiede in che senso, e Mara Carfagna alle corde getta la spugna: “non voglio dare giudizi”
[6] per cui scatta l’allarme rosso e, secondo copione, l’automatica minimizzazione (con tono di scherzosa noiosità, “ancora questa storia!”) e poi l’altrettanto automatico spostamento Mediaset-Rai, “non mi sembra giusto pagare il canone per una rete schierata”
[7] sì, e “le strade di Roma sono sgombre dalle prostitute”, oooooook
[8] e non solo esiste, è anche un simbolo del “ricambio generazionale”, meno male!, ed è giusto che reclami l’attenzione de “le persone che vanno in piazza ad esaltare Obama, che ha appena qualche anno di esperienza politica più di me…”
[9] ma che ignorante e ignorante, che volgari insinuazioni! ha persino scritto un libro, ehi! e non c’è motivo di credere che se lo sia fatta scrivere, no? (maligni!) però pensate che buffo, Mara Carfagna parla esattamente come parlerebbe una sprovveduta ignorantona che il libro se l’è fatto scrivere dagli schiavetti portaborse: ne parla vaghissimamente (evitando con cura ogni specifico riferimento che le fa Daria Bignardi) e dice anche, addirittura, “ho riletto il libro e devo dire che mi piacciono molto quelle storie” - buffo no?