La Gregoraci e la Palombelli, Pierdudy e Briatore, Ligabue e Laura Chiatti, Capossela e la D’Addario, la Cucinotta madrina e poi Simona Ventura e Marta Marzotto, che meraviglia!, che inconfondibile squallore!, questa edizione dei Telegatti l’hanno anticipata di un bel po’ – certo mancano ancora le due stelle più luminose, una che è impegnata a farsi un 740 con le lucertole ai giardinetti e l’altra che è in panne a pochi chilometri al largo dell’Adriatico, ma va be’, sono sicura che per la seconda metà del malvacarpet si faranno vive tutte e due,

La madrina Maria Grazia Cucinotta – ovvero: vent’anni di monotona anonima inconcludenza pagano eccome – si è studiata il ruolo per giorni e giorni davanti allo specchio e si vede, sfoggia con disinvoltura un’unica posa a ripetizione, la posa della diva alticcia con la lombalgia, piegata in due colle tettone ballonzolanti in primo piano e le labbrone sfinterizzate che sparano dappertutto PTCIU’ PTCIU’ (variante lido: riempire di bacetti la scarpa 45 e 1/2)(divertente e sensualissima mossetta post-lombalgia: risistemarsi le tettone nello strizzaseno),

Pierdudy e the Brain (da leggere secondo il motivetto Pierdudy and the Brain, Pierdudy and the Brain, papparaparà) si scambiano lovvose tenerezze con una casta cautela che sembra quasi disgusto, chissà, io non ci credo, sono sicura che the Brain, almeno lei, è innamoratissima (perché insomma un uomo così, un milionario tappetto palestrato mascelluto levigato e fonato a puntino – “Che muscoli!”, sbrodola Signorini – se ne trovano soltanto nella finzione dei manichini manzi da soap opera – non si può che amarlo); quell’altra coppietta, Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, vanno alla grande come sempre: lui con le ciabattine del mago pancione e il doppiopetto spalancato sull’orrida massa di pieghe informi e gelatinose che dalle tettine gli arriva su su fino al mento, e lei che è lei, lo sapete, cioè il nulla – con una paresi facciale;
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