Il malvacarpet dei Teen Choice Awards lo usiamo anzitutto come esercizio per ripassare le facce dei personaggi principali di Twilight - perché tra pochissimo, tenetevi pronti, vi racconto il secondo libro della saga - e cominciamo dal Patty, cioè Edduccio, che sfodera il meglio del meglio del suo repertorio, i soliti sensuali occhietti a mezz’asta in anestesia locale, eccolo,

e guardatelo là assieme a Megan Fox, che coppietta strepitosamente sexy!, lei che c’ha in anestesia locale tutta la parte bassa del viso, la mandibola cascante e la bocca spalancata e le labbra mollemente protese, sensualissima; e poi, certo, il Patty c’ha quel suo solito scolpito fungone Wolverine e la solita barbetta selvaggia e la solita trasandatezza sbrindellata boho-scazzo (ma con le Nike nuove di zecca che insomma, stonano - la linguetta all’infuori come un qualsiasi entusiasta bimbominkia appena uscito dal Foot Locker, insomma); mentre il resto del cast di Twilight invece, eccoli,

c’è Kristen Stewart aka Bella col completino ignorante roccherolle, la canotta da muratore e la gonna istrice fatta coi proiettili - è che si sta immedesimando nel personaggio, e quindi smalto nerissimo e impacchi di sanguisughe per farsi venire le occhiaie - e poi c’è Taylor Lautner aka l’indiano licantropo nelle vesti del bburinetto palestrato in ghingheri per la festa della cresima, le gambe aperte da duro in posa cowboy con l’orchite; c’è Jackson Rathbone aka uno di quei due vampiri mona che si fanno fregare da veri mona alla fine del primo libro (qua) che è in pieno delirio d’esaltazione maniacale io-non-sono-un-inutile-pirlotto-io-sono-johnny-depp; e poi c’è Ashley Greene aka l’altro vampiro mona che si fa fregare da vero mona (aka quella delle foto appena uscite con le poppe di fuori) che c’ha il corsetto-reggiseno con le stecche e i ferrazzi a vista e la panciera abbinata al gonnellone (opportunamente scorciato) della nonna.

E questo ridicolissimo scrondo qua sopra? Eh, non so, si chiama Ed Westwick ed è una specie di attore-cantante, non c’entra niente con Twilight ma volevo farvelo vedere lo stesso, è il tizio poveraccio che s’è dato più da fare sul malvacarpet per superare in figaggine il più figo di tutti, cioè il Patty, e gli ha dato del filo da torcere mica da niente, c’aveva il ciuffo sleccazzato e il piedino nudo sudaticcio nei boho-mocassini e gli skinny da pescatore di cozze e la t-shirt con l’eroe maledetto (ci mancava solo il freccione verso l’alto e la scritta wannabe sotto) e per giunta s’è imparato un sacco di espressioni facciali super-seducenti, tra cui la Magnum e e il colpo di lingua per togliersi le robe dai denti.

Oh e poi sì, per quanto riguarda invece gli altri team acchiappa-bimbominkia, vediamo: ci sono Zac Efron e Vanessa Hudgens di High School Musical, lui che c’aveva la nuovissima acconciatura con la riga a cinque dimensioni cosiddetta PaoloLimiti e lei col vestito-tendina drappeggiata con cintura-cordone in stile uniforme di Gheddafi; mentre i Jonas Brothers, uhm, direi niente da segnalare (i soliti incommentabili fintissimi completini da Disney Club anni Ottanta), vorrei solo farvi notare la presenza di quel buffo anziano nanetto che si portano sempre appresso e spacciano per il loro quarto fratellino, quello piccolo, ma è chiaramente un nano di una certa età e non c’ha neanche una bella cera (probabilmente è il vecchio pazzo visionario che scrive le canzonacce del gruppo, il bistrattato Repetto della situazione).

Che altro c’è, quasi niente, c’è Fergie col bracciale robotico-fantascientifico di Barbarella, Britney Spears tenuta assieme tutta d’un pezzo con lo scotch da elettricista, Miley Cyrus che fa la caricatura di Cher vent’anni fa, e poi, sì, altre due non-ho-idea-chi-cavolo-sono che c’avevano il vestitino fatto con la stampante di casa, tale Miranda Cosgrove che c’ha la stampante a getto d’inchiostro in bianco e nero che s’è fatta una modestissima fantasia alleviana di note volanti, e invece tale Shawn Johnson (ah sì, lei) che c’ha la stampante laser a colori e s’è fatta tutto il wallpaper foresta-incantata.
Non sono servite le immaginette votive (il ciondolo quadrato al collo e la spilletta sul bavero - clic qua a destra per vederli più grandi), non sono servite le commoventi dichiarazioni spezza-cuore (“she stayed as long as she could”, ha detto, “this is a bitter-sweet night”), non è servito questo suo completino stranamente meno caciarone e meno sporco di pajata del solito (coi catenazzi lucidati per l’occasione pendenti su panciotto e pantaloni: tra le chiavi di casa e quelle del garage - chicchissimo! - il conchiglione metallico da sommelier), non è servito farsi saldare dal fabbro la zip della patta per non lasciarsi tentare dal desiderio d’una veloce grattatina, non è servito neppure sostituire il mascarpone con una vera lacca per capelli, non c’è stato niente da fare, al povero Mickey gli è andata male - speriamo che adesso, almeno, gli approvino la concessione per erigere quel mausoleo monumentale a forma di enorme ciotola rosa (con la scritta “Loky” riempita di zaffiri grossi come pagnotte caserecce) nel cuore del Père Lachaise.
E dopo questa amara ma doverosa premessa dedicata al nostro trucido beniamino, ok, vediamo cos’è che c’ha riservato il lussuosissimo malvacarpet di ieri sera, e cominciamo dalla super-vecchiona a rotelle, Sophia Loren, col collare canino diamantato (un omaggio al caro estinto? ah! sigh sob, non la smetto di pensarci!), la solita indecente scollatura autoptica, gli sbuffi a ricciolo da sottovaso di carta crespa sulla gonna (pendantizzati con gli sbuffi di carta crespa color carota marcita che c’ha in testa) e le maniche lunghe velate (color giallo pipì – no meglio, color cadavere in salamoia: appropriatissimo) che servono a mimetizzare l’orrendo effettaccio della pellazza cascante. Grande assente della serata, invece, il ginocchio di Beyoncé, per la prima volta dopo anni e anni intrappolato sotto una gonnellona tutta intera senza spacchi (parte terminale di un rigido tubo imbalsamante ritagliato dal copriletto della vecchia zia bburinona), c’è stato chi cinicamente ha tentato di fregarle il posto sventrandosi il vestito lì per lì, ma non può esserci vera competizione, dài, neanche col ginocchietto di Alicia Keys (che ridacchia imbarazzata verso i fotografi che, rivolgendosi al ginocchio, lamentano “sei un po’ sciupata, Beyoncé” - al che Alicia Keys tutta rossa, tentando la voce da ventriloquo e muovendo il ginocchio su e giù, risponde “eh eh, ehm, trovate?”).
E poi, giusto, c’è Sarah Jessica Parker, che ha scelto la vaporosità eterea e i boccoloni romantici della Barbie principessina sposa, il che però contrasta un tantino col più prosaico braccialetto-emostatico a metà avambraccio (oh, poveretta, le stringe da morire) e con la spaventosa colata di Botox che s’è siringata in faccia (occhi e fronte sono sempre assolutamente immobili e tiratissimi); c’è Heidi Klum, coi capelli sleccazzati sulle tempie in stile De Filippi sanremese (eh, lo so, è un paragone azzardato, mette i brividi pure a me), che c’ha su un assurdo insieme di stoffa maltagliata che le si scombina ulteriormente passo dopo passo, assumendo nuove sempre più paradossali configurazioni di spacchi e aperture e angolazioni e propaggini senza senso (in più, toh: confuso arrotolìo braccialettaro di confettini al salmone); ci sono poi Jessica Biel, che ha il vestito col pezzo di sopra asimmetrico da mono-maggiorata (sulla sinistra la bolla di tessuto in cui riporre la tettona della settima misura), e Miley Cyrus, coperta di capesante sabbiate (o forse foglie di scarola lustrinate), col sacchetto di mozzarella di bufala come borsetta.
Infine citerei, molto velocemente, Vanessa Hudgens e i suoi inserti pettorali di kleenex sfilacciosi (passati in lavatrice nelle tasche dei jeans), Amanda Seyfried col fiocco gigantesco adatto all’inaugurazione di una nave da crociera (è un Valentino, di quel suo insolito colorino specialissimo, sapete, tipo l’arancione solo più scuro, tipo il bordeaux solo più chiaro, tipo il porpora solo meno violaceo), Marion Cotillard con le squamature blu luccicose e il sottogonna di strisce concentriche di pellicola, e poi Tilda Swinton che va be’, come sempre, quasi quasi comincia a starmi simpatica.
di Betty Moore, 23 febbraio 2009
Categoria: malvacarpet, regine del pendon't, very important malvestite
L’ho già detto e lo ribadisco, qualsiasi demenziale io-sono-originalismo malvacarpettaro perde d’interesse al cospetto della truce grandezza di Mickey Rourke, che ai Grammy non c’era, va be’, ma quello stesso giorno s’è presentato sul malvacarpet dei BAFTA Awards, a Londra, segnando un nuovo picco di trucidità direi quasi paranormale: pioveva a dirotto e c’erano ombrellini aperti ovunque sui vipparoli a chiappe strette oh-mamma-mi-si-rovina-la-piastratura, ma lui no, che gli frega?, s’è fatto il suo giretto trionfale sul tappeto rosso come se niente fosse, con una manona infilata nelle mutande a sistemarsi meglio tra le palle l’inseparabile cagnolino Loky e l’altra manona che faceva su e giù col mozzicone di sigaretta, e guardatelo, è stato sempre perfettamente asciutto, non una singola gocciolina s’è azzardata a cascargli sulla testa, c’era questa specie di densissima aura magica dall’odore di boschetto ascellare innaffiato a Gin e Gorgonzola che lo circondava tutto, rendendolo impermeabile alla bufera - chi se li schioppa, in confronto a un Mickey Rourke così, quegli schizzinosi viziatelli dei Brangelina (lei era vestita Armani Privé, che insomma, dico io, si può incretinire in partenza una collezione - già di per sé mediocrissima - con un nome così tristemente sboroncello-wannabe, bah).
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