La musica plop

Voglio introdurre una nuova categoria musicologica, ve la presento, l’ho chiamata musica plopplop come il rumore che fa un pezzo di cacca quando finisce nell’acquetta del cesso – la musica plop è quella forma di musica pop usa-e-getta a bassissimo costo (economico artistico e intellettuale) che nasce, è pubblicizzata ed è venduta in/da/attraverso la televisione – è quella forma di musica pop che viene cagata fuori dai cosiddetti talent show.

La musica plop ha subìto una curiosa evoluzione. Dieci anni fa, i primi ingenui talent show musicali (Popstars, Operazione Trionfo) erano orientati verso produzioni ultra-commerciali supinamente distese su modelli di becerume subumano da classifica Festivalbar; la connotazione plop era palese e non si tentava minimamente di camuffarla con strategiche pisciatine di pseudo-artisticità: merda era e merda rimaneva, quattro sgallettate esibizioniste – una dozzina di stupidotti sfaccendati vagamente intonati – e un singolo per adolescentelle teledipendenti, tutto qua, gli ascolti che andavano maluccio e il singolo e le compilation che vendevano una miseria, bleah; finché un giorno poi è arrivata Maria De Filippi ed è arrivato X-Factor e hanno azzeccato la formula Re Mida – questa merda te la trasformo in oro:
“oh ma che dici, ci proviamo a far finta che il talento ce l’hanno per davvero?”
“cioè come, il talento in che senso scusa?”
“il talento! come lo vuoi chiamare, il talento! non stare a rompere i coglioni, il talento! cioè che sono artisti nati, che c’hanno il talento!”
“cioè vuoi dire una cosa tipo che non sono dei mediocri inetti ottusi e analfabeti, che sono bravi a fare qualcosa? cioè tipo cosa?”
“ma come cosa imbecille!, la musica!”
“cioè vuoi dire dei mediocri inetti ottusi analfabeti che fanno la parte di quelli che sono dei bravi musicisti?”
“esatto!”
“naaa impossibile, non funzionerebbe mai, non esiste un cretino che possa bersi una cosa così
e infatti.

La musica plop ci è offerta come un raro prezioso esempio di buona musica e di competenza e di prontosoccorso (“l’ultima spiaggia!” – triste vecchio allucinato) e persino di carità (se non ci fossimo noi che vi talentiamo, ah!, dove sareste oggi voi poveri meritevolissimi artisti sconosciuti, ma no no non ringraziateci, facciamo solo il nostro sporco lavoro – lacrimuccia – TVTTB); a questa stupida esaltazione della musica plop contribuisce un nutrito apparato di sfigatoni dementi di estrazione musical/radiofonica/discografica che fanno da autorevoli scimmiette critiche (in gergo: opinionisti) e discutono con una certa composta serietà dell’odore e della consistenza dei pezzettini di cacca come fossero chissà cos’altro, sai che ti dico, io quasi quasi un boccone lo assaggerei – il che diventa ancora più irritante se considerate che gli sfigatoni dementi sanno benissimo cos’è che stanno maneggiando, un rifiuto puzzolente, ma se ne rimangono lì a discuterne seri seri perché semplicemente è uno spettacolo, cosa volete, si prestano al gioco, è il loro lavoro e lo spettacolo funziona così; il che va benissimo, ok, a tener presente però che si tratta di uno spettacolo il cui unico scopo è intortare migliaia e migliaia di ragazzini e di mentecatti disgraziati perché mandino il messaggino televoto e si comprino il singolo scadente su iTunes, va benissimo, è uno spettacolo sì, ma è lo spettacolo di un venditore ciarlatano che piazza delle pentole fallate a dei poveri imbecilli – “è una pentola eccezionale! è una pentola di talento!”

Toglieteci il “promuoviamo la buona musica”, toglieteci il presidente della Sony che moraleggia paterno sulle responsabilità del Talento Vero e toglieteci il mona anarchico con la t-shirt di Schumann, non c’è differenza nella musica plop, Amici e X-Factor (come anche i predecessori Popstar e Operazione Trionfo) sono fatti della medesima identica sostanza – plop! – cambia l’equilibrio anagrafico-culturale degli intortati di riferimento, da una parte i ragazzini adolescenti che sbrodolano sulle schifezzette neomelodiche romanticone [1], dall’altra i ragazzini più cresciuti che amano riconoscersi nelle banali sempliciotterie altisonanti “la conosco quella canzone di Tenco!” e sentirsi così facilmente vezzeggiati, Anche io ho buon gusto Anche io sono colto Anche io ci capisco di musica; cambiano i dizionari di luoghi comuni da cui estrarre le melodie e gli arrangiamenti e le scenografie e i travestimenti e le personalità che vanno copiaincollate e assemblate variamente in quattro e quattr’otto secondo lo specifico aroma artificiale che si vuole dare a un certo tipo di musica plop (merda neomelodica, merda soul, merda r&b, merda roccherolle, ecc.).

La musica plop originale – gli inediti del vincitore realitaro e dei concorrenti più quotati – è prodotta secondo la logica voracissima Arraffa più che puoi nel minor intervallo di tempo possibile, perché è semplice: fare della buona musica significa impiegarci tempo e lavoro e denaro, ma lo show televisivo prevede una capitalizzazione necessariamente brevissima e a scadenza (i pochi mesi che passano tra una stagione televisiva e l’altra, in picchiata) per cui non soltanto è irrilevante, ma è addirittura controproducente sprecare del tempo – e sprecare anche solo uno straccio di idea dignitosa! - su qualcosa che è subito deperibile e che si sa già, non importa che sia fatto di cacca, venderà ugualmente (prendete ad esempio il coso abominevole dell’ultimo vincitore di X-Factor: disco d’oro)(chi mai può esserselo comprato?, ecco: gente che si è risvegliata all’improvviso fuori dal mediastore col coso tra le mani e in un impeto di orrore l’ha lanciato via gridando “mio Dyo! quale diabolico sortilegio!”), e vuoi mettere che comodità poter spremere per benino un economicissimo dilettante straccione disposto a tutto e potersene poi sbarazzare su due piedi non appena sia disponibile qualche nuovo economicissimo dilettante non spremuto [2], senza perderci una lira e anzi – è il bello della musica plop, che è affidabile al cento per cento e si rinnova continuamente e vende così, a colpo sicuro.

Non a caso ci sono parecchi esperti compositori specializzati in musica plop, dei veri e propri musicisti plop di mestiere che sono capaci di confezionare alla velocità della luce un mucchio di collage fatti di piccoli cliché musicali sulla falsa riga di quei tre quattro stili-generi prefabbricati a cui tutti i cantanti plop sottomettono docilmente la propria vuotezza. C’è ad esempio un tale Diego Calvetti che è un asso, sa comporre musica plop pescando dalle discariche di molti generi differenti, ha scritto per dire L’amore si odia, la canzone del duo Noemi Fiorella Mannoia (genere intimista-cantautoriale – made in Sony, riproposta a X-Factor per due serate consecutive: Morgan ne era entusiasta, che testi!, che musica!, “una canzone difficile”), ha scritto la neomelodica melensissima Stupida di Alessandra Amoroso, che è andata molto bene, e Briciole, sempre di Noemi (genere Anastacia from Spinaceto), e tante altre ploppate ancora (pensate!, è il responsabile delle memorabili hit di Francesco Facchinetti Non cado più – genere jovanottesco – e Vivere normale – genere Spoohto) – e non a caso il disco composto (in buona parte) da Diego Calvetti che è finito a Noemi di X-factor, in realtà, era stato inizialmente destinato ad Alessandra Amoroso di Amici (v. qui), nessuna sorpresa, anzi, è la dimostrazione di quanto l’insulsissima musica plop sia tutta liberamente intercambiale, nelle canzoni e nei personaggi: prendete un caso limite, tragicissimo, il caso delle Lollipop, fossero state in squadra con Morgan a X-Factor non c’era neanche bisogno di fargli cambiare nome, “Lollipop in senso ironico contro il sistema dell’industria pop zuccherosa e fasulla”, e si sarebbero beccate un singolo che riciclava una vecchia poesia di Morgan che a sua volta riciclava versi di Verlaine e di Battiato, “queste Lollipop fanno una musica non facile ma fa piacere sentire ogni tanto della musica diversa da quella mainstream” avrebbe sentenziato qualche scimmia opinionista.

E infine – finisco – una proprietà miracolosa della musica plop, la plop trasmutazione. Bastano pochi semplici ritocchi e una bella musica pop può diventare una brutta musica plop. Succede di continuo, alla faccia del “va be’ sono reality ma almeno si sente buona musica”: l’interpretazione di un cantante plop, supportata da un arrangiamento plop, riesce a ploppizzare magicamente qualsiasi cosa. Non è più bella musica, è musica plop. Sentite qua sopra I want to break free ploppizzata dalla scarsissima vocetta monocorde di Chiara Ranieri di X-Factor (guidata dal coach Morgan), le note della melodia vocale sono stiracchiate e appiattite, banalizzate, inespressivamente scandite, introduce delle variazioni inutili e inappropriate – scompare quella caratteristica impronta di sfogo ritmato-isterichetto che è la cosa più divertente – tutto l’arrangiamento impoverisce il pezzo, lo instupidisce, e le due sezioni della canzone sono arrangiate in modo identico (quel mona incorreggibile del Morgan!), il che annichilisce l’interessante contrapposizione più secca e spigolosa la prima sezione / più piena e sinuosa la seconda; non è la canzone dei Queen (non sono le canzoni di De Andrè degli Who dei Beatles eccetera: non è più bella musica), è una robaccia decisamente plop che a metterci mano ancora un po’ – magari col contributo di un Diego Calvetti – il prossimo anno arriva seconda a San Remo.

[1] ma anche ad Amici si danno da fare, non soltanto Giggi e Giorgia e Pausini, quest’anno c’hanno pure il tenore in pigiama, altro che pisciatina
[2] e poi va be’ ci sono i casi eccezionali dello scarrafone che piace a mamma-gonza e della belloccia che è andata al talent show apposta – la casa discografica che ha saggiamente pensato di sostituire al proprio investimento gli sms dei telespettatori mentecatti

Mille euro e ti dico com’è che s’annoda il cravattino anarchico

2 settembre 2009 / ,

C’è Simo nei commenti che mi segnala un “corso breve” chiamato Dress Your Talents che si terrà tra un mesetto alla Domus Academy (cos’è, boh, questa cosa), protagonisti Marco Castoldi aka Morgan, alcuni cervelli di Just Cavalli e qualche sfaccendato giornalista settore fèscio (ehilà, Gattermayer!); il corso dura un paio di settimane, si paga novecentosessanta euro e “rappresenta il connubio perfetto tra comunicazione d’immagine ed espressione estetica e stilistica”, ci si fa i picnic alla Roberto Cavalli S.p.A. e “i partecipanti saranno invitati a progettare la comunicazione strategica e di immagine relativa al personaggio televisivo Marco Castoldi in arte Morgan”, wow!, io ho già inviato il curriculum e ho mandato i bozzetti qua sotto (i tre a destra – l’altro, quello brutto a sinistra, è made in Just Cavalli, l’ha disegnato Cubo Leopardato)


che si capisce, no?, rappresentano fescionisticamente le tre anime del Morgy, l’anima quella speculativa e intellettuale (Mr. Bean), quella cupa e trasgressiva (Dark Helmet), quella creativa e artistica (squadra blu di Amici) – chissà, sono sicura che gli piaceranno!, magari vinco una borsa di studio (le immagini, se volete, cliccandoci sopra s’aprono più grandi).

(oh e già che ci sono – occhio! – non perdetevi domani la prima puntata del secondo romanzo della Twilight saga, New Moon)

La sagra del commento demenziale: 70.000 commenti

E anche stavolta – ed è la quinta edizione della sagra, evviva! – ne ho raccolti di fantastici, strepitosi, buffissimi, certi salti mortali di demenzialità commentatoria da rovesciarsi dal ridere, vedrete, cose ai confini della realtà. E un sacco di assurdi upgrade gergali da inserire di filato nel nostro vocabolario bimbominkia-malvestito. I miei preferiti in assoluto, ve li anticipo, sono quelli che parlano del deodorante all’impepata di cozze, della pseudo-Maugeri, dei capelli anti-pettine della Sozzani e poi, be’, quelli del commentatore chiamato Menga.
Ma cominciamo, dai!, godeteveli:

1) Carampanismi: twilighters bimbominkia

Voglio stuprarlo nel vicoletto ascoltando Debussy

chi non è una di noi non puo e non potra mai capire cosa si prova a vedere il film, a leggere i libri a commentare robert/edward, ad andare a montepulciano nella speranza di trovarlo la snz camicia nel vicoletto tutto solo…e si adesso sono malata anke x debussy lo adoro… se hai problemi bhe vedi di risolverteli tu e tutte le anti-twilight&co perche noi twilighters siamo cosi e ci piace..non ce bisogno cher tu ci insulti sicuramente anche tu sarai appassionata di qualche cosa no??
…inkav0lata.malata.de.r0b…a..anke.bimbaminkia (se.può.far.piacere)

Basta con Ieves Saint Frocent e Christian Frociutin!

NON SI VIVE DI SOLO MODA, TRUZZACCE SCHIFOSE CHE NON SIETE BUONE A FARE NULLA, SARETE BELLE BOI CHE VI ARRAPATE GUANDO VEDETE GOSSIP GIRL O THE HILLS O STI SCHIFI DA FEMMINE, ABBIATELO IL CORAGGIO DI DIRE CHE FATE TUTTE SCHIFO! EPPOI ROB SI LAVA I CAPELLI, E QUEI CAPELLI SONO IL SUO FASCIINO CAZZO, FATE SCHIFO TUTTE IEVES SAINT FROCENT, CHRISTIAN FROCIUTIN E TACCHI, MA MAGARI VE ROMPETE NA CAVIGLIA DAI TACCHI 40! SPA RA TE VI! E ACCORCIATEVI ANCORA DI PIù LA FRANGETTA MI RACCOMANDO.
ANONIMA INCAZZATA

Una soluzione per tutto (grazie!)

allh ki ha scritto qst kose nn ciaveva proprio un cavolo da fare eh??? se ciai qlk proplema kokko o kokka RISORVITELO….se ciai la koda de paja DAJE FOKO e se te rode…GRATTATE ce sta un rimedio x tutto hai letto??… [...] mi hai ftt proprio arrabiare x nn sai k si prova…tu nn cell’hai un idolo??? dai dimelo k te lo smonto in due sekonni!!!…poi vojo vede k ne pensi…..MORSETTI…
cicci

Sono gelosa della loro intelligenza

ehi senti..cm diamine ti kiami???betty???vabbè volevo drt ke se tu hai visto twilight,e letto i libri..e nn ti è piaciuto,vabbè,ci può anke stare anke se la trovo una cs IMPOSSIBILE e da puri IGNORANTI.. cmq la cs ke mi fa inkazzare è ke tu (gelosa della nostra intelligenza) inizi a criticarci e a kiamarci bimbeminkie…senti l unica vera minkia qui 6 tu…quindi vedi di tacere e di andartene a fanculo!!invidiosa!!
vale

2) Carampanismi: morganiani bimbominkia, intelligenze di tipo alto ma complicato
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Marco Castoldi aka Morgan a Zelig: ORA (il video e la petizione)

Capisco che non può ripagarvi della delusione per il mancato malvageddon sui Baustelle (la settimana prossima, giuro!), ma meglio di niente, dài, fatevelo bastare:

L’intervista c’è stata tre giorni fa, la trovate tutta intera qui e qui. Il gruppo-petizione Marco Castoldi aka Morgan a Zelig: ORA! lo trovate qua (sapete di voler aderire ORA). Il passo corretto della Divina Commedia, se vi interessa, eccolo (che bello! un errore che è Morgan al cento per cento, no?, lo sapete già: è così per tutto, ripete a memoria – rumina malamente, ridicolmente, anche in musica – brandelli smozzicati di cose di cui non ha capito un bel niente, credendosene gran luminare)(del resto poi, oh!, Dante se l’era imparato a memoria assieme alla ex fidanzata trasgrescio, immaginate un po’ che dotte sedute di esegesi – “amo’ ce sta scritto Gaddo… che c’aveva er raffreddore? ahr ahr ahr ahr”, “Gaddo… Gaddo… Gaddo Panceri”, “ahr ahr ahr… te amo brufolo, me fai morì, sei un genio, vojo ‘na fija da te”).

Domani 21/04/09 per l’Abruzzo: atomizzarli, che sogno

La prima cosa che m’è venuta in mente è stata: tutti e cinquantasei nello stesso posto nello stesso momento – tutti assieme pieni di trasporto a fare il coretto christian rock volemose bbene diretti da Jovanotti che si sbraccia ispiratissimo – che occasione d’oro! quando ci ricapita una occasione così?, a saperlo prima ci si poteva organizzare, si faceva una colletta e s’affittava un lanciarazzi, una bomba, qualcosa, della dinamite, qualcosa del genere – guardate qua sotto, ho preparato un piccolo video che sì, appunto, parla di questo mio triste rimpianto:

Nobile iniziativa, certo, perché tirar su quattrini per la ricostruzione è cosa buona e giusta, sembra, in qualunque modo lo si faccia, e allora non si può che parlarne bene (al limite benino) e bisogna pure abbozzare se c’è chi bieco (molto bieco – e un tantino ignorante, pure) s’approfitta strumentalmente del santissimo e intoccabile podio umanitario per lanciare strali contro il maledetto sciacallaggio peer to peer; io direi piuttosto che non è vero, un’iniziativa così non ha necessariamente alcunché di nobile, soprattutto là dove si vorrebbe sollecitare l’impegno e la partecipazione altrui attraverso uno spettacolino d’impegno e partecipazione di quart’ordine, mediocrissimo, che ha richiesto uno sforzo e un sacrificio pari a zero [*], nessun rilevante coinvolgimento ma soltanto il recupero lowcost di una brutta canzoncina b-side parecchio muffita, paraculamente ritoccata qua e là (alla Elton John cuore Lady Diana, per capirsi, solo che qui non c’abbiamo Elton John ma Caparezza), e quindi

il mare

diventa

i sassi

e poi c’è l’ovvia

aquila che vola

e l’imbarazzante (copyright Caparezza)

scrivo e non riesco forse perché il sisma m’ha scosso

Le cose belle, decenti, che richiedono un minimo di lavoro e cervello, quelle no, bisogna tenersele strette per i dischi commerciali, l’umanitarismo messianico fate-come-noi non prevede altro se non il riciclo istantaneo di piccole caghette penose, un qualsiasi accrocco di cliché musicali spremi-emozioni; e poi oh c’è anche da dire che bisogna fare in fretta! che cavolo, l’importante non è mica concentrare l’attenzione pubblica su quel problema là, l’importante è arrivare in tempo e riflettere il più possibile su se stessi l’attenzione pubblica già ben concentrata su quel problema (presto! presto! non dopo che la cosa abbia superato la terza pagina di un quotidiano nazionale – sennò a che serve?):

fai il meno possibile ma fallo come facciamo noi, sàziati di queste microscopiche caccoline di caritatevolezza ma mentre lo fai, mi raccomando, fai in modo che ci sia qualcuno che ti guarda, toh, ispirati al nostro gioioso teatrino dell’impegno microscopico, i sorrisoni di bontà e comprensione, gli abbracci commossi, i virtuosismi vocali incrinati dalla disperata emozione [**], è come una nauseante Telethon televisiva cogli sms da casa ma con la tipa cupa cupa dei Baustelle al posto di Milly Carlucci – e perché mai, ora che ci penso, insieme all’mp3 non ci danno una bella suoneria per il cellulare?, Domani cantata dal gattino virgola, sai allora che aiutoni all’Abruzzo, ehi!, Caterina Caselli: pensaci!

[*] non venite a dirmi che c’hanno rimesso in denaro, che ‘sta puzzetta l’hanno finanziata per conto proprio, che si sono pagati da soli l’Eurostar per Milano, insomma, su – di pubblicità non parliamone, dai, perché non è questo il punto: cioè, non solo – ma insomma, una campagna pubblicitaria tanto fruttuosa, in altre circostanze, è banale dirlo: gli sarebbe costata mille volte di più
[**] buffissimi: ognuno, in quei suoi due tre secondi di spazio, ha sfoderato tutto il suo repertorio di sopraffina vocalità, sembra quasi di sentire quegli imitatori che passano da un’imitazione all’altra in un secondo, cambiando smorfia e cappellino

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