Elisabetta Gregoraci VS il Pelapatate

Due sere fa in televisione un esemplare femmina di scimpanzé ha tentato (senza successo) di prendere familiarità con un utensile ad altissima tecnologia, il congegno rompicapo che noi altri esseri umani chiamiamo Pelapatate (lo scimpanzé non capisce dove si trova la lama e scolpisce la patata col bordo smussato – per cinque lunghissimi minuti):

La settimana prossima, allacciatevi le cinture, vi racconto Tre, il romanzo appena uscito di Melissa P. (occhio però!, tutta roba NSFW: vagine, culi, cazzi, poetesse, pappagalli, Marx, merda, – sarà una pacchia!)

Rossella Rasulo, Ti voglio Vivere. Essere cretini

Oggi vi parlo di romanzi cretini per adolescenti cretini. La prima parte del post, che è un’introduzione, si può riassumere in questi cinque punti:

1) un romanzo per adolescenti non dev’essere per forza un romanzo cretino;
2) gli adolescenti non sono tutti cretini (molti lo sono, ma non tutti);
3) un romanzo cretino per adolescenti può essere apprezzato esclusivamente da adolescenti cretini;
4) il principio Qualsiasi Cosa Purché Gli Adolescenti Leggano è un principio cretino pensato apposta per gli adolescenti cretini;
5) un romanzo cretino per adolescenti cretini è un romanzo conveniente (per l’autore, per l’editore, per l’adolescente cretino).

Nella seconda parte del post (clic qui per saltarci direttamente) esaminerò il caso specifico della blogger Rossella Rasulo e del suo romanzo Ti voglio vivere. È un caso molto interessante perché Rossella Rasulo, come blogger, rappresenta il prototipo del blogger cretino; e Rossella Rasulo come scrittrice, d’altra parte, rappresenta il prototipo dello scrittore cretino. Ma cominciamo, e bentornati su Le Malvestite.
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Procol Harum, Zovirax, Platinum Collection, Sandeibladisàndei!

Non c’era mica da aspettarsi che i papponcelli vaticani se lo facessero mettere in culo docilmente senza fare i capricci come un qualsiasi diligente chierichetto sordomuto, e infatti, anzi, si scandalizzano e si agitano e contrattaccano isterici – non è vero (quasi) niente / è un complotto / è una persecuzione / è come i nazisti cogli ebrei / tutta colpa delle contagiose incularelle sessantottine – e si concedono un’intera settimana di televisione che li massaggi e gli dia sollievo proprio là sul buchetto infiammato, tre puntate formidabili di Bruno Vespa (con la partecipazione della compagnia ciellina di giro – Messori Pivetti Bianchetti Koll ecc.) una puntata sul papa miracolante e una sul Demonio ingannatore e una sulla sindone di Gesù Cristo risorto, che in effetti tutte e tre a prima vista sembrerebbero non c’entrarci un tubo con la questione pedobear, a prima vista!, ma sono invece sintetizzabili tutte e tre assieme in un’unica frase coerente di precisissima attualità, molto sottile, concepita accuratamente e dall’impeccabile costruzione, che fa così:
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Venti minuti di rigurgiti digestivi live dallo stomaco di Maurizio Costanzo

Nessuno se n’è accorto e nemmeno io me n’ero accorta, ogni giorno su Rai Uno ci sono venti minuti di viaggio allucinante all’interno dello spaziosissimo stomaco arredato di Maurizio Costanzo durante la pennichella digestiva del dopopranzo (arredato sobriamente, lo stomaco: colonnine doriche e discoboli souvenir di gesso, candelabri, una scrivania di plastica trasparente rossa) e dentro il suo stomaco arredato c’è un enzima della digestione antropomorfo, con le fattezze del medesimo Maurizio Costanzo, che emette delle farfuglianti bollicine-borborigmi sotto forma di domande rivolte al povero minchione “contemporaneo” che è stato ingoiato tutto intero per pranzo (il viaggio allucinante si chiama così: Bontà sua. Incontri tra contemporanei).

Mi sono guardata le interviste gastriche ai tre minchioni di Sanremo, Arisa e Malika Ayane e Simone Cristicchi, e devo dire che ogni tanto, grazie soprattutto all’eccitante routine retorica – di sublime ispirazione! – dell’enzima Maurizio Costanzo in modalità psico-confidente tonto (non c’è niente che gli riesca meglio, “lei si sente donna? lei si stima? e quando sogna, lei, sogna in italiano? oppure in milanese?” – dall’intervista a Malika Ayane), il desiderio dei minchioni contemporanei di farci la figura dei brillanti profondi complessi esseri umani è così disperato e maldestro che qualcosina di rilevante, qualche spruzzetto di idiozia buffa, ogni tanto, schizza fuori – per esempio vediamo, sentite, c’è l’enzima Maurizio Costanzo che domanda a Malika Ayane “lei crede nel colpo di fulmine, qual è stato il suo primo amore?” e Malika Ayane gli racconta che

“sì da adolescente a sedici anni mi sono innamorata follemente di… il mio primo amore… era un mangiafuoco… un artista di piazza…”

l’enzima Maurizio Costanzo è subito folgorato dall’eccentrica significatività bohémien della relazione col mangiafuoco (battuteggia soddisfatto: “ma quando vi baciavate lui aveva il sapore di paraffina?” – risate compiaciute di Malika Ayane), l’enzima Maurizio Costanzo le chiede di approfondire e Malika Ayane entusiasta approfondisce eccome, non aspettava altro!, nella storia ci infila pure il violoncello e i libri e la libertà
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Annozero la puntata più imbecille di tutti i tempi, un remix

Per chi se l’è persa, per chi vuole rivedersene i pezzi più imbecilli – con Morgan Bonaga Celentano Palombelli Pagani Scurati Santoro: le tavole di Mosè, la fattanza, i miti di merda, i lolloni, le polveri sottili, David Bowie, l’abolizione dei burroni e dei pantaloni, la teoria antropologica Hänsel und Gretel, i coltelli dentro la pancia, l’anticonformismo (“eh!”), Mauro Pagani che se le beve tutte, Barbara Palombelli e i fucilini, inculare una battuta cogliona a un vecchio coglione (PWND! – ROTFL), Pasoliny su Youtube, Giovanardi imperatore del contrabbando,

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