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Mtv Tocca a noi: cioè Obama ci dice sbattiamoci, cioè, facciamoci due sbattimenti grossi così, cioè rega tocca a noi… oh e complimenti per gli occhiali!

E’ bello questo “progetto di democrazia diretta senza precedenti”, ovvero fai la legge con un paio di clic, che è la scenografia duemilanove di Mtv Italia, questa cosa che si chiama Tocca a noi (sito) che mette assieme una manciata di sloganucci scemi che c’hanno quel vago saporino zuccheroso di anticonformismo e contestazione tra le t-shirt di Obama yeswecan e i video rèppe col degrado urbano e i proclami fricchetton-rocky-jovanotteschi “se io posso cambiare e voi potete cambiare tutto il mondo può cambiare!” e le trendissime camicie a quadrettoni working class e la cristianissima “vocazione a parlare e ascoltare i giovani” (cit. manifesto) e l’entusiastica sempliciotteria bimbominkia e il frenetico rintontimento facebookaro - cioè tanta di quella sostanza cicciosa, urca!, che basterebbe a farcisi un’identità solidissima e di gran soddisfazione dai dodici anni in su - un progetto, questo Tocca a noi, che è riassunto perfettamente dalle parole di tale Carlo Pastore, VJ (questo attrezzo) - che ne parla qua con Jovanotti,

il sogno di Barack Obama non è nient’altro che questo… qualcosa che noi, sbattendoci con due sbattimenti grossi così possiamo portare avanti, e in questo senso sta a noi, cioè tocca a noi… c’è un ragazzo là che vuole dirci qualcosa… oh complimenti per gli occhiali!

oppure se preferite, toh, dalla sua viva voce, che fa un certo effetto (sollazzo),

Il progetto Tocca a noi, appunto, ha a che fare coi pischelletti azzimati in modalità ricreazione - ora di buco - assemblea di istituto che finalmente “protagonisti attivi del futuro” hanno esercitato “il potere nelle loro mani” cliccando due volte sul sito di Mtv, un primo sondaggione (su quale tema la proposta di legge?) e un secondo sondaggione successivo (ah ok, bene, scuola e università, quale proposta di legge tra queste?), e se il primo sondaggione c’aveva i disegnini, ottimo!, il secondo sondaggione era forse un tantinello ostico - “leggi la proposta”, tzè - ma i pischelletti azzimati si sono messi a fantasticare una università fatta come Mtv comanda - il Nongiovane che organizza le selezioni dei gruppetti roccherolle, Victoria Cabello e Ambra Angiolini in cattedra che si guardano maliziosamente ironichette e ridono a crepapelle, il bagno perennemente occupato da Francesco Bianconi che fuma pensieroso (col cartello fuori “sto fumando pensieroso”), Paola Maugeri in mensa che parla con le verdurine chiedendogli se preferiscono suicidarsi oppure se no, magari non se la sentono - utopia!, utopia!, i pischelletti azzimati eccitatissimi hanno votato in massa, pensate, quasi un milione e mezzo di voti!

E oltre al doppio clic dei sondaggioni, però, siccome la “democrazia diretta” di Mtv prevede l’utilizzo massiccio dei “nuovi spazi di espressione” e delle “tecnologie della cultura contemporanea”, allora ecco che i pischelletti azzimati hanno cliccato una terza volta per iscriversi al gruppo Facebook fatto apposta e poi ancora un quarto clic per pubblicarci la foto col cartelletto Tocca a noi e poi infine un clic - per fortuna l’ultimo, uff, ma il più importante di tutti - per iscriversi al casting,
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Mtv Movie Awards 2009, il malvacarpet (l’anilingus di Bruno e il licantropo fatto col pongo)

Il pezzo forte degli Mtv Movie Awards 2009, ieri sera, è stato il pezzo più forte di tutte le edizioni degli Mtv Movie eccetera messe assieme, e cioè: le candide chiappone depilate di Bruno aka Sacha Baron Cohen che si agitavano per aria, frementi di desidero, tentando di fagocitare la testolina del povero disgraziato Eminem che, comprensibilmente turbato all’idea di esibirsi così su due piedi in un doppio esercizio omosessuale di anilingus e succhia-palle (non c’ha un nome scientifico) con un estraneo pazzo svestito da angioletto dei sogni erotici di Roberto Cavalli, gli ha scatenato contro i suoi due negroni babysitter ex berretti verdi, Grizz e Dot Com, e poi dopo, alla fine, se n’è scappato via piagnucolando, umiliato e offeso, bestemmiando la Madonna e Fabri Fibra - e intanto, guardate, c’era Zac Efron come inebetito, poco più in là, che non c’ha capito un accidenti, viene chiamato sul palco a ritirare “Best Too-Much-Gay Hair Style” e quasi non realizza

salvo poi concludere entusiasta, più tardi, quando gliel’hanno spiegata coi gessetti sulla lavagna (traduco) “cioè, uomo, voglio dire, fighissimo, voglio dire, cioè, grande”. E c’ha ragione. Facciamo salire al cielo l’ennesimo sentito ringraziamento per l’esistenza di Sacha Baron Cohen, che ieri era vestito così, nei panni di Bruno - non è commovente? - un omaggio totale al nostro stilista malvestito di riferimento, beccatevi qua sotto che elasticone firmato, appunto: Roberto Cavalli


Il secondo pezzo forte della serata, che è un pezzo forte per modo di dire, va be’, è stato il debutto del trailer di New Moon, il filmaccio quello là dei Bimbominkia twilighters, che è degno di nota perché alla fine, dopo due minuti di pallidi illanguidimenti vari “ti amo vampiro mona dall’ascella pezzata - sbaciucc” e “ti amo anche io forève - sbaciucc sbaciucc” e “nun potemo più sta insieme, toh, ti mollo qui da sola nella giungla, attàccate al cazzo” fa la sua prima comparsa il lupo gigante / licantropo in CGI più brutto e mal realizzato di tutti i tempi

E due parole sul malvacarpet? Ma certo, come no: a proposito dei protagonisti di Twilight, tanto per cominciare, si faceva a gara com’è d’obbligo a chi c’aveva l’aspetto più sornione io-sono-originale, Robert Pattinson con la canotta della salute che gli spunta dalla camicia nera arroncinata (sopra: giacchetta improbabile di Tony Binarelli), Kirsten Stewart con le Converse slacciate che pendontizzano molto creativamente il vestitino da sera dell’Uomo Ragno e i capelli zozzi di una settimana come lui, l’adorato partner (un chiaro segno di vero lovvo), e poi c’è quello col baschetto e la camicia da boscaiolo, quello muscoloso tonto che sulla canotta della salute c’ha messo il giubbino di pelle, e c’è anche quello dal nome assurdo di un pornodivo wannabe-francese (Cam Gigandet) che invece s’è messo direttamente la canotta e via, ma prima l’ha sottoposta a una smangiucchiatina tarmitica sui margini e ci s’è messo la collanina col primo dentino da latte a ciondolarci sopra - eccoli qua


E per restare in tema bimbominkia, vediamo, il cast di High School non era niente male: c’era Zac Efron con la classica acconciatura diagonale laccatissima e Ashley Tisdale che addirittura s’era portata dietro lo scagnozzo col ventilatore per farle svolacchiare il capello Panten Provì; e ha fatto del suo meglio anche la sensuale Vanessa Hudgens, con la chiccosissima tenda di raso color Philadelphia al salmone del ristorante Villa Chiara di Casoria,


E poi non ci si può sbagliare, vai sul sicuro, c’era Paris Hilton nella solita versione inclinata-casqué col dildo-bot che la sorreggeva perpendicolare (v. grafici); c’era Hayden Panettiere molto triste che ha coperto la porzione incriminata del tatuaggio con l’errore che s’è quindi trasformato nella pubblicità della ex-soap opera di Canale Cinque (anche il font è lo stesso); c’era Rumer Willis impresentabile, come sempre, con gli inserti da vetreria pseudo-modernista della parrocchia di Centocelle; c’era Sienna Miller con le scarpette tre misure troppo grandi; c’era Megan Fox che sta imparando lo snodìo cervicale da vera diva; c’era Cameron Diaz ormai in uno stadio piuttosto precoce di menopausa alcolica, giacchettino-federa con zip e stivaletti scamosciati al neon; c’era Taraji Henson col vestito-teiera porcellanesco (è una schifezzona di gran moda); e c’era Malin Akerman, bellissima, ok, che c’ha la fronte più spaziosa di quella di Nicole Kidman, forse, non so, sembra impossibile pure a me.


Ecco fatto.

Mtv European Music Awards 2008, il malvacarpet

Asia Argento vs Katy Perry Un’altra settimana che s’apre a colpi di malvacarpet, quanto ci piace? Questa volta tocca agli Mtv Europe Music Awards, la versione sfigatella in piccolo dei Video Awards mmerigani, un eventino così desolantemente trascurabile che non soltanto guardie cecchini e buttafuori sono sprovvisti di identikit segnaletici Dead or Alive con le faccione sorridenti di quelle vesciche pruriginose dei Finley [1], ma addirittura (pensate!) si prendono le vesciche e le si mette ufficialmente in lizza per un Award (non so cosa, di preciso: ma dato che erano in competizione coi Tokio Hotel [2], uhm, immagino fosse un Most Idiot Carampan Supporters). E il desolante eventino non poteva che esser presentato da una desolante scemina [3], la Katy Perry di I kissed a girl (uuuh! scabroso! sapesse cos’è che combinava la Asia Argento dei bei tempi - ah, sigh sob, nostalgia canaglia!), una bamboluccia da quattro soldi programmata per inanellare con disinvoltura stupidi eccessi di esagitata io-sono-originalità miniclub (i vestitini simpaticissimi guarda-là-che-burlona-fuori-di-testa) e trasgressività ironichetta maestra-ha-detto-pupù!!! (uuuh! scabroso! il rossettone gigante che rappresenta un… oh, no no, divento rossa, non riesco a dirlo!), un inarrestabile cataclisma di comicissime smorfie maliziose e ingenuotte e spiritate che non si ferma mai, e il risultato è che bastano un paio di minuti appena di Katy Perry e non desideri altro che farti una pera di raggi gamma, diventare verde e grosso e spaccare tutto (per la cronaca - nel susseguirsi velocissimo di travestimenti buffoncelli - vi segnalo il coso di raso blu con le tette vedenti e la borsetta luccicante a forma di pasticcino alla crema, il magliettone con l’inspiegabile asse rigido sulla pancia, il costume ermafrodito, la gonnella col carillon rotante).

Katy Perry Katy Perry Katy Perry i Finley i Tokio Hotel

Un’altra cheapissima originaletta canterina è Katie White dei Ting Tings, che s’accoda pure lei al mucchione di cartonati very cool che cavalca senza ritegno la dilagante rivisitazione boho del coattume anni ottanta (e che cavolo però, che fantasia questi agenti costruisci-bamboline: c’ha il vestitino coi rigoni orizzontali che hanno trovato sulla pagina Wiki di Katy Perry, i cui agenti a loro volta hanno scopiazzato dall’estetista bburinona de Le ragazze della terra sono facili). Mi è piaciuto anche il frontman dei Killers, Brandon Flowers, che (sempre a proposito d’anni ottanta) c’aveva il giacchino con le spalline e lo stemmino nobiliare ornati con vero piumaggio di fagiano come ce l’hanno i dignitari di Zamunda - e non erano da meno i suoi compagni di merende, quello che sembra Red Ronnie dopo una vasca di Crescina col pezzo di sopra del pigiamone di Tigro, Nick Cave col giacchetto porta borsa-dell’acqua-calda da pensionato del club di briscola e Paolo Brosio elegantissimo con lo smoking e il toupet della madre quand’era giovane. E sempre in tema d’io-sono-originalettume anni ottanta (versante trasandescion), ci credereste, c’è il tizio dei 30 Seconds to Mars, il frangettuto eyelinerato Jared Leto, che sfoggia il camicione flanellato da boscaiolo annodato in vita [4], l’ultima volta che ne ho visto uno portato così, boh, mi sa che ce l’aveva Robbie Williams ragazzino (oh, a proposito, i Take That l’avete visti? se lo sarebbero voluto giocare all’ultima rughetta con Bono, il premio per i Bolsi più Bolsi della serata, ma mi sa che no, non c’è stata storia: il visierone arancione, la camiciazza jeans attillata sulla panza, la collana etnichetta a pallettoni sul petto glabro sudaticcio, la mano in immersione a ravanarsi la paccottiglia - no che non c’è storia, che straordinaria laida Bolsità! Bono se la stravince).

Katie White The Killers i 30 seconds to Mars i Take That

Poi, va be’, dell’orrendo involucro “omino di latta del mago di Oz” [5] che s’è messa Beyoncé ne hanno parlato un po’ tutti: la versione originale prevedeva i pantaloni pendantizzati e le scarpe ortopediche, ok, ma dovete capire che è contrario all’etica da sexy bburinona urlatrice lasciarsi scappare una qualsiasi occasione per esporre i ghetto-coscioni, al diavolo la filologia fashionara!, piuttosto si può pendantizzare lo scafandrone con un bel mono-guantino cardinato Freddy Krueger goes to the manicure (e le unghie pittate sulla stessa tonalità grigio metalmeccanica); come al solito invece si butta sul demenziale la sorellina scarsa di Beyoncé, Solange Knowles, che non conosce altre valide strategie per farsi notare (a parte il classico uomo sandwich col cartello a forma di freccia “E’ la sorella di Beyoncé!” che la segue giorno e notte), vestitino corto con le paillette giganti e giacchetto con manicotte gonfie da sbandieratore del Palio di Siena. E finiamo con Estelle, arrotolata nell’isolante termico strizzatette sul malvacarpet, e poi sul palco, a bordo del mega-deltaplano azzurro.

Bono Beyoncè Solange Knowles Estelle Estelle

[1] c’era anche Tiziano Ferro, ma che c’entra, lui serviva le tartine durante l’after-party
[2] la parruccona di Bill Kaulitz mostra una sconcertante somiglianza col materiale del gilettino pelliccioso, ed entrambi mostrano una sconcertante somiglianza con la pelliccia d’orso dei colbacchi delle guardie reali inglesi (a-ah! ecco una bella soluzione al loro problema: scalpizziamo il cretinetti!)
[3] co-conduceva Perez Hilton in tenuta da prima comunione
[4] e sì sì c’avevano tutti quanti, Leto e i suoi amichetti, la magliettina di Barack Obama: che è andata fortissimo, ehi! ce l’aveva pure Katy Perry (immagino assisteremo nei prossimi mesi ad un clamoroso inflazionamento dell’Obama-faccia: può darsi che arrivino a raccontarci che Joe Rivetto era stato concepito così dall’inizio, che era Barack Obama da giovinotto)
[5] questa non è mia, me l’ha suggerita Sara: grazie Sara!

Paris Hilton Clothing line alla Coin, nessun ferito

E così nonostante tutto sembra che l’abbiamo sfangata, nonostante quella terribile profezia di Nostradamus che cantilena beffarda “guardatevi piuttosto dalla capellona col ratto portatile / che firma i vestiti col muso del ratto sopra / scemi cosa vi credevate / la storia dell’acceleratore di particelle era soltanto un diversivo / (ahah, tiè)”; nonostante il bieco squallore di questa robaccia fatta per lo più con Paint di Windows e gli a4 trasferibili e le magliette della salute (e una mandria di cinesi ingabbiati che ci alitano sopra - troppa spesa sennò: il ferro da stiro costa troppo);

Paris Hilton Clothing line in vetrina alla Coin di MilanoParis Hilton Clothing line in vetrina alla Coin di Milano

nonostante un mucchio di cose siano state evidentemente trafugate dai magazzini dell’esercito della salvezza (dov’erano conservate negli scatoloni “niente da fare: i barboni obiettano che è out”); nonostante il micragnosissimo impegno creativo degli stilisti-ombra (che stanno appena appena al livello dei ragazzini che infittiscono le pagine del diario di scuola coi collage di simboletti presi a casaccio qua e là per il puro gusto di riempire più spazio possibile - “il cosino della pace già l’abbiamo usato, i cuoricini pure, le righette pure, i teschietti pure, le stelline pure, la bandiera dell’Inghilterra pure, i font anni settanta-ottanta li abbiamo usati tutti, la faccia di Paris con tutti gli occhiali da sole dell’universo pure, che cazzo ci mettiamo su ’sta maglietta? un momento, ma certo! un cazzo, un cazzetto! che ne dite di un bel cazzetto?”);

Paris Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing line

nonostante cioè non sia altro che l’ennesima scopiazzatura cialtrona di stereotipi malvestiti combinati alla meno peggio (è la mania imperante del lowcost come-il-tuo-vip-del-cuore-oggi-puoi! da grande magazzino, i soliti fondamenti boho fritti e rifritti - mosciumi, gilettini, sbuffosità, vintagismi vari, blusette, cravatte, skinny jeans, ecc - più alcune botte di sincero semo-bburinismo senza tempo e qualche inutilità tappabuchi),

Paris Hilton Clothing line col chihuahua sulla magliettaParis Hilton Clothing line con le scrittone cool anni settantaParis Hilton Clothing line in vetrina alla Coin col cuoricino della cartoleria appeso sul vestitoParis Hilton Clothing line in vetrina alla Coin si specchia sulla maglietta

nonostante fosse l’antipasto già terribilmente indigesto di quel ciclone di scombiccherata demenzialità para-modaiola che turbina intorno alla settimana delle sfilate (senza il cui turbinio del resto non funziona un bel niente: perché insomma chi è altrimenti che s’interesserebbe delle sfilate quelle vere - a parte dico Cristina Parodi ed equivalenti entusiaste redattrici di servizi marchettari - se non ci si incappasse per caso intanto che si sta sghignazzando come matti a proposito delle mutandine anal-interdentali di Valeria Marini, dei tutoni di moquette di Simona Ventura, dei trikini e dei tacchi all’incontrario e degli accompagnatori fantasma di Pamela Anderson e delle bandierine da cocktail copri-culo e di altre varie amenità collaterali); nonostante ci si trovasse davanti la responsabile di un nuovo spaventoso reality show (lo scopo: trovare il migliore amico tra tutti gli sbroccati che le si propongono via internet) che quasi quasi manco è iniziato già ha prodotto dei fenomeni mentecatti di cui avremmo forse preferito non sapere mai nulla (il mio preferito è Leonid, che potete ammirare nel video qua sopra; ma anche il cretino del video sotto, uhm, non è male - e anzi sapete che vi dico, nello specifico credo sia il più adatto);

nonostante l’arsenale nutritissimo di boiate “uno stile sexy ma adatto a tutte le ore, capi con cui andare a fare shopping, a ballare o a una riunione” (”mi piace cucinare, soprattutto le lasagne”, “mi piace fare shopping, brucia le calorie”) e previsioni raggelanti “mi piacerebbe avere famiglia e figli, in futuro prevedo una famiglia”; nonostante tutto - ché secondo me una sassaiola come minimo ci stava (cento euro per il pigiama di tata Francesca? cos’è, ci stanno i novantacinque di resto cuciti nella targhetta?) - nonostante tutto, dicevo, sembra che Paris Hilton abbia inaugurato questa sua collezione e se ne sia volata via senza causare grossi sconvolgimenti - siamo ancora qui, no? tutti interi, e il pianeta ne è uscito indenne (credo) - o almeno nessun grosso sconvolgimento se non nella testa degli sventurati masochisti che si trovavano alla Coin venerdì pomeriggio, come ad esempio il nostro Mattia, che racconta

Paris appare. bassissima. coi tacchi. e col 42 di piedi. in pratica un mostro. una massa di capelli biondissimi gigantesca. cerone a volontà. lenti a contatto azzurre. viene fatta posizionare vicino ai suoi abiti, dove le commesse sono orgogliosissime di stringerle la mano tra mille moine. i fotografi e la gente impazziscono, spingendo, urlando e assalendola. ragazzine matte tra i 12 e i 14 anni strillano come pazze, arrampicandosi sui banconi per vedere meglio la Hilton.
dopo 5 minuti Paris si sposta nella postazione per firmare autografi. ai vincitori [*] era stato precedentemente regalato un sacchetto rosa contenente campioncini di profumo, un cappellino (rosa per le ragazze, nero per i ragazzi), una gruccia imbottita rosa e un ventaglio rosa.
Paris avrebbe firmato i cappellini, rigorosamente con un pennarello argento (non ne voleva altri). non si poteva farle firmare qualsiasi altra cosa, motivo: si indispone. non era possibile toccarla, solo starle vicino per fare la foto. pare che odi le mani sudate.

[*] vincitori di cosa? sul forum, qua, c’è Mattia che spiega tutto

Mtv Movie awards 2008 - il malvacarpet

Se pensate che all’ultimo eventone mtvaro c’era la danzatrice del ventre strafattona con l’indigestione da fagiolata, be’, la pur demenziale performance delle zoccolette dimena-culi-alla-velocità-della-luce sommata alla scenetta fake-scandalosa del bustone d’erba sommata all’omino nudo che fa il burlone simpasimpa coll’orsacchiotto sodomizzato sommato alla faccina perplessa un po’ schifata di Rihanna (poveretta, non capisce niente) dopo lo splatterume promozionale di Tropic Thunder (che promette benissimo!) sommata al debutto del premio per il miglior cripto-gayardone (ah no, non è stato premiato per quello? e per cosa allora, l’acconciatura inscalfibile anti-cataclisma?), insomma, questi Movie Awards duemilaotto direi che sono andati così così, niente di che.

will e jaden smithrihannacharlize theronsarah jessica parkerkatie homles e tom cruise

Però qualcosina da malvacarpettare ci sta: per esempio il figlioletto novenne (già starlette mucciniana) di Will Smith, Jaden (posa da superganzo, capello lungo treccinato e aviator extralarge), che sembra un effetto speciale uscito dal film tragedia Tesoro ho ristretto il rappettone bburino (sinossi: rimpicciolitosi durante un party nell’attico newyorkese di P. Diddy, scampato per un pelo al risucchio di un pippatone chilometrico di Fifty Cents, finirà schiacciato e quindi risucchiato dalla risacca post-puzzetta nell’immenso buco nero di Beyoncé), o anche Rihanna, con questo coso grigio tutto storto bucato sulla pancia e la gonna moscia a sacco grumoso (e poi oh ma che genio della pendontizzazione ungulare! c’ha le unghie delle mani verdi uniposcate e quelle dei piedi passate al bianchetto), o anche Charlize Theron, pantaloni attillatissimi con cucitura sbilenca intracosciale, l’orrido bustino strizzaciccia (notate il doloroso rigonfiamento in zona ascellare) con microcoppine conchigliate, i sandalazzi tacco venti con reginette al nero di seppia e il gigantesco anellone a cozza; deludente invece Sarah Jessica Parker nel suo modesto dolcevita glitteroso con stivaletti bianchi e astuccetto portapenne: dopo i malvaeccessi di barocchismo cappellare alla Minnie della prima di Sex and the city (ipotizza Suppish Queen sul forum: “potrebbe semplicemente esserle caduto un seme in testa un paio di mesi prima e aver messo radici”) mi sarei aspettata molto di meglio (ah, qui era insieme alla coppietta Tom Cruise Katie Holmes in versione casalinga padrone nano e schiavetta lobotomizzata - non sono adorabili? e che zombie responsabile la Katie! ha pure riciclato come pantofole le scarpette appuntite del mese scorso).

i coldplayellen pageparis hilton e benji maddenrumer willismegan fox

I Coldplay (che hanno annoiato live) c’avevano i giubbettini io-sono-originale in tema beatlesiano-vintage reinterpretati fricchettonescamente con l’utilizzo di sciarpine robivecchi buttate qua e là, più un cappellino Vasco Rossi (che rappresenta un po’ l’ultimo stadio del pop-cretinetti che non sa come altrimenti stilosizzare la sua insignificante personcina) le solite misteriose poeticissime scritte sulle mani e poi va be’ siccome la calvizie in effetti non è tanto cool, il cantante Chris Martin in Paltrow ha provveduto alla cotonatura tipo Mike Bongiorno; Ellen Page ci fa la teenager scazzatella (notate con quale bilanciata perfezione c’è un pezzo di maglietta che le penzola fuori dai jeans, è tutta questione di un complicatissimo sistema di cuciture e inamidazioni - e notate le scarpone Nike alte anni novanta col linguettone enorme: per le quali temo ahimè una prossima invasione); e poi ovviamente non poteva mancare la nostra musa Paris Hilton nella sua tipica posizione con i piedini perpendicolari (e questa volta s’è portata dietro il fidanzato Benji Madden, un semo-bburini io-sono-originale doc, bandana e maglietta decorate con monogrammature finto Louis Vuitton, ciondolini argentati, cappello ergo sum, barbetta incolta nascondi pappagorgia, occhialoni da sole e doppio orecchino brillantazzo); Bruce Willis travestito da Christina Aguilera quando faceva la darkettona; e infine Megan Fox straconvintissima della sua impareggiabile sexytudine (vestitino rosa bon bon, per metà bustino per metà cascatella di frappettii, con sottogonna vaporosa di tulle nero) che lanciava raffiche assassine di intensissimi flapflap riproduttivi.

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