Spice Girls reunion – Chiara Iezzi cosplay

Vorrei richiamare la vostra attenzione su questi due recentissimi eventi malvestiti, di non poco conto (di pochissimo conto in realtà), la cui notizia mi ha profondamente scossa.

 

1) La reunion delle Spice Girls, icone di quell’utopico malvestitismo demenziale e cartoonesco fatto di zatteroni, assurde acconciature, codine treccine piercing e completini leopardati. Non è bello vederle così, per una come me che a carnevale con le amichette si vestita da spice girl e sapeva a memoria per intero i primi due album. Dove son finiti i folli e sconclusionati precetti di quel manifesto dell’assurdo altrimenti noto con il nome di girl power? Ecco dove son finiti: quattro bolse cassiere dell’ufficio postale che si muovono davanti alle telecamere non più con la spontanea e spudorata allegria che era, di fatto, il marchio delle Spice Girls, ma invece quasi con timidezza, incartate, imbarazzate, legnose e preoccupate. E ci credo: Emma Bunton, la ex bambinetta carina e birichina, è la cassiera anziana pacioccona e bruttina (accidenti, c’ha un cubo al posto della testa!); Geri Hallywell è la cassiera vispa teresa – grassottella e anzianotta pure lei – riciclatasi in salsa fricchettona new age; Mel C, la maschiaccia che se ne frega punk-rock c’ho er tatuaggio, è la cassiera che da grande è diventata Bene, fatalona e chiccosetta; Mel B è la cassiera che frega i soldi di nascosto dalla cassa, quella più imbarazzata di tutte, preoccupata com’è poverina per il figlioletto appena nato e per il padre che non lo riconosce. L’unica che in un certo senso non è cambiata, be’, c’era da scommetterci, non è possibile scalfire contanta marmorea idiozia: Victoria Beckham, a parte per il capello, le protesi tettiche e un fiume in piena con le rapide e le cascate di botox, è sempre lei, sempre la stessa, sguardo stolidissimo fisso nel vuoto, inespressività totale e quella sua posa con le gambe larghe e arcuate che sembra la parodia di una modella, sì, Posh è sempre la stessa.

 

2) Signore e signori, Chiara Iezzi lancia il suo primissimo singolo da solista, in inglese, dal titolo più che significativo: Nothing at all. Ah, e chi diavolo sarebbe questa Chiara Iezzi, dite? Razza di ignoranti, è Chiara, la biondina del malefico duo Paola e Chiara. Che, detta così, non sembra poi all’altezza della notizia precedente. Ma invece sì, eccome, perché la Chiaretta ha prodotto uno dei casi più lampanti e fenomenali di emulazione fallita nella storia del pop-malvestitismo nostrano; c’ha avuto questa ideona mega originale di imitare nientemenoche la regina internazionale del malvestitismo musicale, Madonna. E’ così palese e malriuscita, la cosa, addirittura mi mette un po’ di tristezza. Sentite che voce: gli abilissimi manipolatori dei sound editor (gli stessi ingegneri nucleari che facevano cantare Ambra, immagino) l’hanno resa praticamente identica a quella di Madonna; e la melodia, non potrebbe essere un b-side di madonna, una qualche mediocre caghetta di riempimento per uno dei suoi ultimi dischi? E guardate come l’hanno pettinata, inquadrata, posizionata e truccata (per i vestiti, ovviamente, si saranno rivolti ad h&m). Sono così bravi che in qualche frame preso qua e là, a non saperlo, davvero passerebbe per Madonna. E vi prego di notare dov’è che si aggira senza meta il taxi della Chiara: e dove sennò, ma a Londra, certo.