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Paris Hilton Clothing line alla Coin, nessun ferito

E così nonostante tutto sembra che l’abbiamo sfangata, nonostante quella terribile profezia di Nostradamus che cantilena beffarda “guardatevi piuttosto dalla capellona col ratto portatile / che firma i vestiti col muso del ratto sopra / scemi cosa vi credevate / la storia dell’acceleratore di particelle era soltanto un diversivo / (ahah, tiè)”; nonostante il bieco squallore di questa robaccia fatta per lo più con Paint di Windows e gli a4 trasferibili e le magliette della salute (e una mandria di cinesi ingabbiati che ci alitano sopra - troppa spesa sennò: il ferro da stiro costa troppo);

Paris Hilton Clothing line in vetrina alla Coin di MilanoParis Hilton Clothing line in vetrina alla Coin di Milano

nonostante un mucchio di cose siano state evidentemente trafugate dai magazzini dell’esercito della salvezza (dov’erano conservate negli scatoloni “niente da fare: i barboni obiettano che è out”); nonostante il micragnosissimo impegno creativo degli stilisti-ombra (che stanno appena appena al livello dei ragazzini che infittiscono le pagine del diario di scuola coi collage di simboletti presi a casaccio qua e là per il puro gusto di riempire più spazio possibile - “il cosino della pace già l’abbiamo usato, i cuoricini pure, le righette pure, i teschietti pure, le stelline pure, la bandiera dell’Inghilterra pure, i font anni settanta-ottanta li abbiamo usati tutti, la faccia di Paris con tutti gli occhiali da sole dell’universo pure, che cazzo ci mettiamo su ’sta maglietta? un momento, ma certo! un cazzo, un cazzetto! che ne dite di un bel cazzetto?”);

Paris Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing lineParis Hilton Clothing line

nonostante cioè non sia altro che l’ennesima scopiazzatura cialtrona di stereotipi malvestiti combinati alla meno peggio (è la mania imperante del lowcost come-il-tuo-vip-del-cuore-oggi-puoi! da grande magazzino, i soliti fondamenti boho fritti e rifritti - mosciumi, gilettini, sbuffosità, vintagismi vari, blusette, cravatte, skinny jeans, ecc - più alcune botte di sincero semo-bburinismo senza tempo e qualche inutilità tappabuchi),

Paris Hilton Clothing line col chihuahua sulla magliettaParis Hilton Clothing line con le scrittone cool anni settantaParis Hilton Clothing line in vetrina alla Coin col cuoricino della cartoleria appeso sul vestitoParis Hilton Clothing line in vetrina alla Coin si specchia sulla maglietta

nonostante fosse l’antipasto già terribilmente indigesto di quel ciclone di scombiccherata demenzialità para-modaiola che turbina intorno alla settimana delle sfilate (senza il cui turbinio del resto non funziona un bel niente: perché insomma chi è altrimenti che s’interesserebbe delle sfilate quelle vere - a parte dico Cristina Parodi ed equivalenti entusiaste redattrici di servizi marchettari - se non ci si incappasse per caso intanto che si sta sghignazzando come matti a proposito delle mutandine anal-interdentali di Valeria Marini, dei tutoni di moquette di Simona Ventura, dei trikini e dei tacchi all’incontrario e degli accompagnatori fantasma di Pamela Anderson e delle bandierine da cocktail copri-culo e di altre varie amenità collaterali); nonostante ci si trovasse davanti la responsabile di un nuovo spaventoso reality show (lo scopo: trovare il migliore amico tra tutti gli sbroccati che le si propongono via internet) che quasi quasi manco è iniziato già ha prodotto dei fenomeni mentecatti di cui avremmo forse preferito non sapere mai nulla (il mio preferito è Leonid, che potete ammirare nel video qua sopra; ma anche il cretino del video sotto, uhm, non è male - e anzi sapete che vi dico, nello specifico credo sia il più adatto);

nonostante l’arsenale nutritissimo di boiate “uno stile sexy ma adatto a tutte le ore, capi con cui andare a fare shopping, a ballare o a una riunione” (”mi piace cucinare, soprattutto le lasagne”, “mi piace fare shopping, brucia le calorie”) e previsioni raggelanti “mi piacerebbe avere famiglia e figli, in futuro prevedo una famiglia”; nonostante tutto - ché secondo me una sassaiola come minimo ci stava (cento euro per il pigiama di tata Francesca? cos’è, ci stanno i novantacinque di resto cuciti nella targhetta?) - nonostante tutto, dicevo, sembra che Paris Hilton abbia inaugurato questa sua collezione e se ne sia volata via senza causare grossi sconvolgimenti - siamo ancora qui, no? tutti interi, e il pianeta ne è uscito indenne (credo) - o almeno nessun grosso sconvolgimento se non nella testa degli sventurati masochisti che si trovavano alla Coin venerdì pomeriggio, come ad esempio il nostro Mattia, che racconta

Paris appare. bassissima. coi tacchi. e col 42 di piedi. in pratica un mostro. una massa di capelli biondissimi gigantesca. cerone a volontà. lenti a contatto azzurre. viene fatta posizionare vicino ai suoi abiti, dove le commesse sono orgogliosissime di stringerle la mano tra mille moine. i fotografi e la gente impazziscono, spingendo, urlando e assalendola. ragazzine matte tra i 12 e i 14 anni strillano come pazze, arrampicandosi sui banconi per vedere meglio la Hilton.
dopo 5 minuti Paris si sposta nella postazione per firmare autografi. ai vincitori [*] era stato precedentemente regalato un sacchetto rosa contenente campioncini di profumo, un cappellino (rosa per le ragazze, nero per i ragazzi), una gruccia imbottita rosa e un ventaglio rosa.
Paris avrebbe firmato i cappellini, rigorosamente con un pennarello argento (non ne voleva altri). non si poteva farle firmare qualsiasi altra cosa, motivo: si indispone. non era possibile toccarla, solo starle vicino per fare la foto. pare che odi le mani sudate.

[*] vincitori di cosa? sul forum, qua, c’è Mattia che spiega tutto

Mtv Movie awards 2008 - il malvacarpet

Se pensate che all’ultimo eventone mtvaro c’era la danzatrice del ventre strafattona con l’indigestione da fagiolata, be’, la pur demenziale performance delle zoccolette dimena-culi-alla-velocità-della-luce sommata alla scenetta fake-scandalosa del bustone d’erba sommata all’omino nudo che fa il burlone simpasimpa coll’orsacchiotto sodomizzato sommato alla faccina perplessa un po’ schifata di Rihanna (poveretta, non capisce niente) dopo lo splatterume promozionale di Tropic Thunder (che promette benissimo!) sommata al debutto del premio per il miglior cripto-gayardone (ah no, non è stato premiato per quello? e per cosa allora, l’acconciatura inscalfibile anti-cataclisma?), insomma, questi Movie Awards duemilaotto direi che sono andati così così, niente di che.

will e jaden smithrihannacharlize theronsarah jessica parkerkatie homles e tom cruise

Però qualcosina da malvacarpettare ci sta: per esempio il figlioletto novenne (già starlette mucciniana) di Will Smith, Jaden (posa da superganzo, capello lungo treccinato e aviator extralarge), che sembra un effetto speciale uscito dal film tragedia Tesoro ho ristretto il rappettone bburino (sinossi: rimpicciolitosi durante un party nell’attico newyorkese di P. Diddy, scampato per un pelo al risucchio di un pippatone chilometrico di Fifty Cents, finirà schiacciato e quindi risucchiato dalla risacca post-puzzetta nell’immenso buco nero di Beyoncé), o anche Rihanna, con questo coso grigio tutto storto bucato sulla pancia e la gonna moscia a sacco grumoso (e poi oh ma che genio della pendontizzazione ungulare! c’ha le unghie delle mani verdi uniposcate e quelle dei piedi passate al bianchetto), o anche Charlize Theron, pantaloni attillatissimi con cucitura sbilenca intracosciale, l’orrido bustino strizzaciccia (notate il doloroso rigonfiamento in zona ascellare) con microcoppine conchigliate, i sandalazzi tacco venti con reginette al nero di seppia e il gigantesco anellone a cozza; deludente invece Sarah Jessica Parker nel suo modesto dolcevita glitteroso con stivaletti bianchi e astuccetto portapenne: dopo i malvaeccessi di barocchismo cappellare alla Minnie della prima di Sex and the city (ipotizza Suppish Queen sul forum: “potrebbe semplicemente esserle caduto un seme in testa un paio di mesi prima e aver messo radici”) mi sarei aspettata molto di meglio (ah, qui era insieme alla coppietta Tom Cruise Katie Holmes in versione casalinga padrone nano e schiavetta lobotomizzata - non sono adorabili? e che zombie responsabile la Katie! ha pure riciclato come pantofole le scarpette appuntite del mese scorso).

i coldplayellen pageparis hilton e benji maddenrumer willismegan fox

I Coldplay (che hanno annoiato live) c’avevano i giubbettini io-sono-originale in tema beatlesiano-vintage reinterpretati fricchettonescamente con l’utilizzo di sciarpine robivecchi buttate qua e là, più un cappellino Vasco Rossi (che rappresenta un po’ l’ultimo stadio del pop-cretinetti che non sa come altrimenti stilosizzare la sua insignificante personcina) le solite misteriose poeticissime scritte sulle mani e poi va be’ siccome la calvizie in effetti non è tanto cool, il cantante Chris Martin in Paltrow ha provveduto alla cotonatura tipo Mike Bongiorno; Ellen Page ci fa la teenager scazzatella (notate con quale bilanciata perfezione c’è un pezzo di maglietta che le penzola fuori dai jeans, è tutta questione di un complicatissimo sistema di cuciture e inamidazioni - e notate le scarpone Nike alte anni novanta col linguettone enorme: per le quali temo ahimè una prossima invasione); e poi ovviamente non poteva mancare la nostra musa Paris Hilton nella sua tipica posizione con i piedini perpendicolari (e questa volta s’è portata dietro il fidanzato Benji Madden, un semo-bburini io-sono-originale doc, bandana e maglietta decorate con monogrammature finto Louis Vuitton, ciondolini argentati, cappello ergo sum, barbetta incolta nascondi pappagorgia, occhialoni da sole e doppio orecchino brillantazzo); Bruce Willis travestito da Christina Aguilera quando faceva la darkettona; e infine Megan Fox straconvintissima della sua impareggiabile sexytudine (vestitino rosa bon bon, per metà bustino per metà cascatella di frappettii, con sottogonna vaporosa di tulle nero) che lanciava raffiche assassine di intensissimi flapflap riproduttivi.

MTV Video Music Awards 2007 - il malvacarpet

Io stanotte ho fatto come quei tifosi scalmanati che quando c’è una partita di coppa intercontinentale dall’altra parte del mondo rimangono svegli tutta la notte per guardarsela in diretta, col tazzone di caffé nerissimo e gli sbadigli grandi così. Lo spettacolo di stanotte altro che intercontinentale, si annunciava una cosa mozzafiato, senza precedenti, che in confronto la sciarpa di pitonazzo e la slinguazzata lesbo sono caccoline, signore e signori, il ritorno sulle scene di Britney Spears.

Ecco, appunto, insomma, l’avete visto pure voi, no?, e se non l’avete visto guardatevelo ora qui di lato. Che dire: uno spreco, un’occasione perduta, una delusione cocentissima. Per un momento quasi quasi ho pensato d’essermi seduta sul telecomando e d’aver messo su una qualche replica d’avanspettacolo: ma che cos’è, una spintarella, è Beato tra le donne, è lo stacchetto di Beato tra le donne, giusto? Che roba è? Chi è questo buffo salcicciotto che si dimena goffamente, col broncio scocciato e la panzetta, la parruccaccia unta e l’atteggiamento molle tra l’ebetudine e la totale incoscienza? E’ forse una concorrente molto disinibita del Karaoke di Fiorello, uh?

beyonce cotechiniNeanche a dire che il malvacarpet abbia offerto tanti e tali esempi di malvestitismo da ripagarci in parte del profondo senso di scoramento. Qualcosina c’era, sì, e forse il contributo più notevole è questo qui di Lil’ Mama (chi? Lil chi? boh, è una il cui unico merito pare stia nel solito tritissimo rappeggìo remix su base pop, “Aho, so Litte Mama, sto a reppà su Avrì Lavigne, aho”): applica da vera professionista la tecnica del Extreme Malvestitism altrimenti nota nell’ambiente come Sennò Non Mi Si Caga Nessuno, sempre efficacissima per scongiurare l’effetto “E quella chi è? E che ha fatto? Io non la fotografo, mi consuma memoria”; ha deciso così di puntare a livelli di assoluta demenzialità, travestendosi da Baby Bratz (ma no, gli si fa un torto alle Bratz, c’hanno dei vestitini con un minimo di gusto e coerenza in più), con quel ciuccio là, guardatela, è una trovata di cui va fierissima (anche la cuffietta da neonato, diciamolo, è un colpo di genio di fronte al quale è difficile rimanere indifferenti).

beyoncé cotechiniUn intero paragrafetto se lo merita Beyoncé, o meglio, se lo meritano i suoi gamboni informi e cotechineschi, o meglio, se lo merita la sua indefessa convinzione d’averci delle gambe meravigliose yum yum che non vediamo l’ora di ammirarle sempre e comunque. Mister consulente d’immagine stavolta c’aveva pure provato a metterci una pezza, appioppandole un vestitone che le occultasse per benino gli zamponi: non c’è da sbagliarsi, il lembo destro della gonna si sovrappone di parecchio a quello sinistro (a occhio e croce c’è quasi un intero doppio strato, sul davanti), l’apertura non era pensata per funzionare da spacco. E, be’, niente da fare. Beyoncé tenta di aprirsi un varco prima con la cavigliona, discretamente, e poi senza più alcuno scrupolo, zac, tira a lato tutto il siparione con la mano e parte di ginocchiata. Non vorrei sembrarvi provinciale, ma direi che questa qui soffre di una sindrome alla Valeria Marini (vale a dire: ho il pezzo di sotto di un brontosauro con la ritenzione idrica ma m’atteggio come fossi per davvero la perfettissima topmodel che si vede nelle foto e nei video - non è vero che sono ritoccati, maligni).

hayden panettiere vma 2007Hayden Panettiere, la conoscete Hayden Panettiere? Ma sì, quella che fa la cheerleader invulnerabile di Heroes. Ogni volta che la vedo provo un misto di gioia e tristezza assieme: gioia perché finalmente sappiamo che uno almeno di quei teneri Oompa-Loompa ha fatto carriera (che abbia cambiato sesso non mi pare poi così rilevante); tristezza perché penso a quanto ogni volta debba impegnarsi poverina per darsi un’aria sopra il metro e venti (non solo tacchi, dico, ma tutto il resto del repertorio, per proporzionalizzarle capoccione, braccette e gambotte, allo scopo di trasformarla nella barbie alta e longilinea dei suoi sogni).

E a proposito, non solo Hayden, ma anche Paris Hilton (un classico della bburinaggine over cinquanta, il tubino leopardato - e per consolidare lo stile “cinquantenne in uscita con le amiche del circolo di aromaterapia”, toh, si è cotonata i capelli a casco) e anche Rihanna (in rosa evidenziatore lungo e strisciata di sputazzo sui capelli liscissimi), tutte in abitini attillati, stretti e fascianti. Sarà una coincidenza oppure, mah, possibile che il mosciume abbia fatto storia, di già?

paris hilton vma2007 rihanna vma2007 christina aguilera vma2007 nelly furtado vma2007

Ah certo, qui sopra tra le foto le avrete riconosciute ci sono Christina Aguilera (ci sarebbe da chiedersi quanto a lungo ancora vorrà sfoggiare questi barocchi arricciamenti da vamp dei tempi che furono, mentre invece no, per il trucco dato su con la cazzuola, quello no, temo non ci sia speranza) e Nelly Furtado (che bello il suo nuovo colore di capelli, sembra fatto con una di quelle tinte che sponsorizza la chris brown vma 2007Ferilli in tivvì, mia zia ce ne ha una uguale, di quelle che dopo un po’ virano sul verdognolo - e poi c’ha il pigiamone in raso nero, bello largo e con le mani in tasca, adattissimo ad una come lei che è tra le icone internazionali della paranoia da culone - oltre a venti chili di braccialettume di vario genere, adesso che se la sghenga coi rapper, yo, come farne a meno); ma vorrei porre infine la vostra attenzione su questo omino qui a destra, si chiama Chris Brown e non ho idea di cosa sia e perché, ma secondo me è un bluff, tipo il protagonista di Soul Man, in verità è un coattello brianzolo che s’è scurito apposta, mi pare ovvio, i segni distintivi ci sono tutti: e se non vi basta la felpa di lamè con la scritta pettorale “Italia”, direi la cintura da adolescentello in uscita pomeridiana, col logo Gucci e il portafogli Louis Vuitton che spunta dal taschino, be’, non lasciano proprio dubbi. E se volete restarvene a bocca aperta, niente di più facile, beccatevi la suprema malvestitissima pendantizzazione tra il cognome del tipo, appunto, e il ciondolino di Charlie Brown, che rimanga scolpita per sempre negli annali.

Mtv Movie Awards 2007 - il malvacarpet

 

A dire la verità il malvacarpet degli Mtv Movie Awards 2007 impallidisce e quasi non ci sarebbe da spenderci una parola una, se paragonato al momento di grandissimo spettacolo offertoci dall’introduzione di Sarah Silverman, che ridicolizza spietatamente Paris Hilton e la sua - come dire - selvaggia propensione alla copula (il video è qui a lato; e per chi non ci capisce niente, più o meno: ho sentito dire che per farla sentire a suo agio, in prigione, le guardie dipingeranno le sbarre perché sembrino dei peni, ma è sbagliato, ho paura che ci si rompa i denti su quei cosi). E meglio ancora della battuta, be’, il meglio del meglio è la faccia della povera Paris (corta corta e ripiena di tulle frappettate e vaporose - foto), c’è pure chi ha messo vicine le versioni prima e dopo, così che possiamo assistere pieni di meraviglia alla transizione emozionale attraverso il contorcimento delle componenti mimiche (ma una roba che se la vedeva Darwin riscriveva daccapo The Expression of Emotions in Man and Animals), il sorrisetto ipocrita incrinato e poi devastato da un eccesso improvviso e incontrollato di bile: che momento.

Ma veniamo al malvacarpet quello vero, lo so che non ve ne frega niente ma giusto un paio di paragrafetti velocissimi. La mia preferita è Amy Winehouse, deliziosa con questa sua caratteristica cofanona da manichino femminile umano posseduto da un extraterrestre capoccione cattivissimo (sì, se ve lo state chiedendo, la signorina Carlo era un ultracorpo pure lei, sì): e guardate come le calza a pennello l’acchittamento da divetta punk decadente trasgressiva io bevo il wiskey con la cannuccia me trucco male e a volte so’ mezza lesbica, coi tatuaggi (uuuh! una con le tette di fuori come i marinai cafoni!) e il vestitino orrendo che strizza e spinge in basso le tettine.

Di Victoria Ambulanza Beckham, che dire, stava in bikini (fucsia, e certo, così risalta l’abbronzatura, vecchia volpe!) e, indecisa fino all’ultimo, ha optato per il sobrissimo tappetino della doccia di casa sua (il gabinetto della quale, del resto, è tutto d’un sobrissimo zebrato).
E parliamo di Cameron Ho la faccia che sta diventando una pizza Diaz, poveretta, che desidera a tutti i costi mettere in mostra più e più centimetri del suo (ormai unico) pezzo forte, le gambe, anche a scapito del vestitino nero (a pois neri? a pois neri), che a forza di tirarselo su e ancora su per scoprire la coscia, ha formato un osceno rimborsone canguresco sulla pancia.
Ma possono forse le suddette competere con Rihanna in versione Crepax? E’ stupenda, malvestita in scena - sadomaso reggiseno e minigonna scampanata in pelle lucida, in perfetto stile Valentina (e vi prego notate l’ombrellino rosa) - malvestita sul tappeto rosso (anche qui), con una strana cosa chilometricamente strascicosa degna della sposa del più coatto boss partenopeo, ma con una strana texture a righine orizzontali e verticali incrociate grigio-bianche topo (una specie di sfida, forse, “vuoi guardarmi, be’, rischia pure lo strabismo”).

Poi ci sono quelle che mica solo per strada in Italia tra le malva-comuni mortali, anche a noi altre famose Hollywoodiane ci piacciono gli stessi malvestitismi, tipo il raso, ‘na cifra.
Ad esempio un trittico di divette minori, Arielle Kebell e Heidi Montag, Megan Fox, ma persino una vim d’origine controllata come Jessica Alba.
Arielle Kebell - chiunque ella sia - pare una ragazzetta ridanciana sguaiata e burinella alla festa dei diciotto anni, che per la grande occasione s’è comprata la prima cosa trendy (moscia) epperò elegante (in raso) che ha trovato al grande magazzino nel settore tovaglie informi raggrumate sul davanti (senza una spallina, optional, che attizzi molto di più e ti viene pure a costare meno).
Heidi Montag - boh - in posa statuaria con il fidanzato mascellone di plastica, appena scongelato, non dev’essersi sforzata granché per trafugare dalla camera da letto della mammina una sexy vestaglia, senza poi aggiungere né toglierci nulla (e meno male che non si è portata le ciabattine col pelouche).
Mentre questa geniale sconosciuta Megan Fox, insieme al decisivo contributo di Jessica Alba, ci offre un saggio da manuale delle peggiori tendenze malvestite oggi in voga: non è sublime, il raso rosa che unisce spiegazzata amorfità cascante, bizzarri volant che no, non è il vento a tenerli così, mi sa che son proprio fatti apposta (ma è un mistero come quello della bandiera sulla luna!), rimborsatura posteriore e vista panoramica sul tatuaggio ascellare, sublime sì, almeno quanto il cascante saccone rosso della Alba, che sembra il pannolone di un neonato gigante (c’è dietro lo spinotto per attaccarlo alla bombola dell’elio, si gonfia e ci si può volar via).
Pannolone, raso, amorfità, cascanza: c’è tutto.

Fiki fiki amatorial-malvestito

Una bellissima cosa che fanno molte malvestite d’oltreoceano (ma non solo - diciamo soprattutto d’oltreoceano), malvestite semi-vip alla disperata ricerca di notorietà, cosa che ahimé qui da noi stenta e anzi sembra proprioa night in paris non voler attecchire, è il filmino privato in cui le si vede impegnate nel biblico fiki fiki (o in qualcosa, comunque, di molto brutto sporco e cattivo sesso droga e rocchenrolle), che passa solitamente attraverso la trafila:
1) rumors incontrollati, grande curiosità e attesa (ce l’avrà depilata? ce l’avrà nature? snifferà? si bucherà?);
2) irritazione della malva semi-vip, che si dice scandalizzata, minacce di denuncia;
3) trattative sottobanco della malva semi-vip per aprire il sito ufficiale a pagamento dove se c’hai la carta di credito te lo pigli senza censure (e pure con l’easter egg della malva semi-vip che fa una puzzetta);
4) filmino che finisce in rete con la malva semi-vip che protesta indignata (di solito perché i più, anziché passare per il sito ufficiale, se lo scaricano da emule).

E’ una cosa talmente frequente, ormai, che quando esce un nuovo filmino lo si accoglie così, quasi con indifferenza, un po’ come succede qui da noi con la perenne fabbricazione di nuovi calendari. E non sto nemmeno a citarvi il primo esempio (il primo, per lo meno, dell’era internet) di codesta mitica tradizione di malva-porno-footage (se cliccate sul link, certificate d’essere adulti e poi se lo siete - ehm, ma anche no - guardate: tanto l’avete sicuro già visto).

kim kardashian superstarOggi, seppur la cosa non riscuota più il successo di una volta, si continua a gareggiare per aggiungersi alla lista. Un minimo di popolarità, infatti, soprattutto se appartieni allo squallido mondo delle malvestitissime e sgomitanti festaiole cosiddette socialite (il che, negli states, è un vero e proprio impiego - tra le quali il genere porno home made è stato sdoganato dall’avanguardista Paris Hilton - qui) - ma va benissimo anche per rampanti sexy-modelle, attricette o disoccupate ex-reality pronte a tutto - qualcosina, un trafiletto su questo o quel giornale, il tuo nome ricordato per un paio di settimane ancora e centinaia di gigabytes scaricati, be’, di sicuro te li guadagni.

A fronte del gruppo di quelle che Ops I did it again, che non sanno spiegarsi come c’è finito su internet, gridano al furto, fanno causa all’ex fidanzato superdotato e vogliono ritirare il filmino dal mercato (come la super tettona inglese Keley Hazell - qui - o la coniglietta Nicole Narain, impalmata qui da Bullseye, o la Daniela Cicarelli - qui nel suo amplesso sottomarino), altre malve, più scafate, pianificano e organizzano il tutto come vere pornodive professioniste: il filmato viene così progettato e appositamente smerciato da una famosa casa di produzione pornografica, con il soddisfatto beneplacito della malva semi-vip, che posa per la copertina del dvd, dirige il montaggio (che non le si vedano i brufoli sul popò, assolutamente!) e non vede l’ora di incamerare un bel po’ di dindini. E’ il caso per esempio della socialite Kim Kardashian, ex amica del cuore di Paris Hilton, le cui noiose e banali acrobazie sessuali col rapper Ray J (qui il trailer) sono state acquistate (per un milioncino di dollari tondo tondo) e messe in vendita dalla Vivid, storico marchio del porno, appena qualche mese fa. Vivid che a breve pubblicherà anche la performance di tale Olivia Mojica (qui il trailer), una sciacquetta anoressica (ma molto molto focosa) ex partecipante del programma televisivo American Idol (da cui il sagace gioco di parole), che è un po’ il precursore dei nostri orridi talent show.

Va detto però che le malvestite più avanti, quelle più evolute, il sesso amatoriale l’hanno abbandonato da un pezzo, sono passate ad altro. Pensate alla vera punta di diamante del malvestitismo vip planetario, Sienna Miller: lei, impareggiabile, il sesso lo fa sì davanti alla telecamere, ma di un film di quelli veri, prendendo come si dice (fuor di metafora) due picconi eccetera, nei panni di Edie Sedgwick, in coppia con il belloccio Anakin Skywalker. Pensate altrimenti a questa recentissima tendenza, altro che sesso (ché quello sono buoni tutti, ed è gratis - bleah), l’esposizione della più totale e idiota demenza condita di pippate e ubriacature, inaugurata dalle ultime prove di Paris (qui - che pippa dal petto villoso di un suo amichetto strafatto) e Kate Moss (qui).

elisabetta gregoraciMa da noi, invece? Da noi niente. Continuiamo nella periodica saturazione da calendario, assimilato con la triplice clausola del a) se non lo faccio oggi (che punto soltanto a sgambettare mezzanuda in una rete possibilmente nazionale) che sono bella e giovane quando sennò - b) ci guadagno qualcosa (faccio la schedina) e continuo per un po’ ancora a dire che lo rifarei - c) domani che sono matura e intelligente (punto ad un programma tutto mio) lo rinnego e non lo faccio più. Da noi è uno schifo, perché regaliamo fama, comparsate tv, pubblicità e denaro, in cambio di un misero calendario photoshoppato, o peggio: sulla base di stupidi pettegolezzi. E’ uno schifo perché l’unico tentativo di fiki fiki amatorial malvestito rimane quel triste e fintissimo accoppiamento tra subumani Diego Conte e Brigitta Bulgari (una pornodiva poi, tzé, non vale).

Ma è ora di passare ad altro, ché se queste nostre malvestite in cerca di vippitudine vogliono guadagnarsi i loro quindici minuti, e che cavolo, ci facciano vedere. Si impegnino come e quanto le loro colleghe all’estero. Altrimenti qui finisce che al posto dei filmini (come già sta accadendo), smettono pure di fare calendari: gli basta una semplice intercettazione telefonica. Vi pare giusto? A me no. Per dire, io di Elisabetta Gregoraci e Sottile, accidenti, voglio vedere il video. E, sì, lo so che è disgustoso il solo pensarci, ma insomma, così è troppo facile, ci accontentiamo di troppo poco.

Malvageddon #13 - Pisella style

Il fatto è che qua si stanno ridefinendo drasticamente i futuri parametri del malvestitismo. E allora perché ci si mantenga aggiornate, sempre sulla cresta dell’onda, spendiamo due parole due su alcuni piccoli ma necessari accorgimenti, da applicare il prima possibile.

E’ in corso una rivoluzione, capeggiata da quel gruppo di simpatiche sgallettate under trenta (tutte tranne una) che fa vendere i rotocalchi di mezzo mondo: Paris, Sienna, Kate, Lindsay, Nicole. La sciatta assurdità che le accomuna non è mica una coincidenza, cosa credete, è un assalto premeditato e intelligentissimo alla sanità mentale di tutti noi. E’ finita l’era delle fashion victims - dicono - adesso tocca a queste discinte ochette senza cervello, che la moda se la fanno da sole, che la decidono loro, bizzarra e insensata e fastidiosa, di un cattivo gusto spaziale, che sembra frutto della versione paranoide di Cavalli - se fosse nato e vissuto in un campo nomadi, anche, e fosse caduto dalla culla (voglio dire: più volte di quante ne sia caduto in realtà).

britney spears parrucchiera sienna miller in mutandoni kate moss contadinotta linsday lohan per strada

Se Paris negli ultimi anni ha sdoganato senza alcun pudore qualsiasi tipo di combinazione vestiaria immaginabile (pensatene una: sì, pure quella), facendo così alle altre da apripista, ecco che le varie Nicole e Lindsay e Kate, coi loro diversi gradi di barbonaggio dal sapore alternativamente friccheton-anoressico-bulimico-sballone, hanno potuto compiere perfettamente a loro agio veri e propri crimini contro l’umanità. Così che in un batter d’occhio si è arrivati ai due sommi picchi di virtuosismo in fatto di monnezza malvestita, in apparenza agli antipodi l’una dell’altra (ma gemelle omozigoti in quanto a massa cerebrale): la Britney che si è letteralmente sbragata in uno stile da parrucchiera demente e depressa (con problemi di alcolismo) e Sienna che tenta disperatamente di stupire e ritrovare la malizia perduta (e ce credo: tutti te li sei fatti, tutti) sfoggiando completini da istituto psichiatrico fatti di calze e mutandone.

Le si potrebbe pure lasciar perdere, le poverette. Il problema è che non soltanto ne vanno fierissime, d’essere sfottute e ridicolizzate ogni santo giorno, tanto che sulla sfiga ci hanno costruito una fetta importante della loro carriera, e anzi si impegnano e ce la mettono tutta, per risultare ogni giorno più sfigate, utilizzando tecniche ahinoi in continua involuzione (vedi l’ultima, più all’avanguardia, far bella mostra della propria pisella: Britney e la bollitissima Denise Richards in testa al gruppo), il vero problema è che le nuove leve di future malvestite, le povere e deboli adolescenti di oggi, abbagliate dai continui pettegolezzi e dalle foto e dalle pubblicità eccetera, guardano a ’ste tipe qua come esempi altissimi cui ispirarsi. Che solo a pensarci, ad una generazione di malvestite così, mi viene nostalgia degli stivali da cavallerizza.

britney spears con la pisella di fuori denise richards con la pisella di fuori paris hilton si fuma un assorbente britney spears incinta di un piatto di fettuccine

E non commettete l’errore di isolare i vestiti dal resto. Come per ogni vero grosso fenomeno malvestito che si rispetti, i vestiti hanno un ruolo parziale. Per cui, non basta mica mettersi su qualsiasi cacchetta che trovate nell’armadio, e abbinarla random a qualcosaltro che non c’entra una mazza (mi raccomando comunque, oh, niente mutande).

Per dire: tra le altre cose, è necessario che prendiate su quella tipica aria svogliata, scazzata e allo stesso tempo vagamente snob, che fa tanto insolente cattivella che non gli frega niente; poi, non lasciatevi sfuggire altro che semplici esclamazioni o esortazioni o meglio ancora mugolii; comprate eventualmente un po’ di droga se potete permettervela (e a seconda del modello incarnato, con saggezza, variare dalla canna alle pasticche agli allucinogeni alla coca); e soprattutto festeggiare, bere tanto, fumare, fare comunque un certo numero di cose che fanno male alla salute, frequentate cretini e mi raccomando: rimorchiate - o almeno raccontate di rimorchiare - una cifra. Siete cattive cattive ragazze, basta seguire poche semplici regole, è facile.