In periodi come questo, col tenero frugoletto appena nato che sgambetta tra il bue e l’asinello e la cometa che punta dritta sulla stalla (cioè Senti chi parla che incontra Mucche alla riscossa che incontra Deep Impact), la caccia grossa vado a farla nelle affollatissime chiese cristiane, che straripano di tante belle famigliole di bburinoni malvestiti in stato semi-incosciente da pennichella digestiva, coi poveri figlioletti al rimorchio che s’adoperano in qualche modo per rendere un po’ meno micidiale quell’infinito stillicidio di noia micidiale:
la bimbetta qui a sinistra, per esempio, ha costruito un aeroplanino (1 - in rampa di lancio, stava mirando l’alopecia della vecchia zoppa col cestone della questua) usando le fotocopie spillate che c’erano esposte all’ingresso, quelle col titolo Frammenti di verità cattolica - bignamini in forma domanda/risposta che spiegano all’ignorantone bifolco come vincere il Diavolo (”che inganna gli uomini diminuendo, anzi facendo scomparire il senso del peccato”), come imparare a non preoccuparsi della scienza e amare l’embrione (”è il più debole di tutte le creature umane, ha un rapporto speciale con Dio”), come votare (”non aderire né appoggiare forze politiche e sociali che si oppongano o non prestino attenzione ai principi e ai contenuti della dottrina sociale della Chiesa”) e come essere omosessuale ma senza dirlo a nessuno (”l’orientamento omosessuale, pur essendo oggettivamente un disordine morale, non va considerato peccaminoso in se stesso: lo è nel senso che può condurre a un atto sessuale” [*]);
e però la mammona malvestita bburinissima - col pitone pellicciato (2) sul giubbotto enorme di pellazza trapuntata (3) taschinato con le zip dorate (4), la micro-borsetta con le nappine (5), la gonnella floscia (6) e gli stivalazzi cowgirl fuori tempo massimo (7) - lei non l’ha gradito per niente lo sforzo ingegneristico della figliola e s’è irritata mica poco (si capisce: la dormitina scomoda a occhi aperti, l’eccesso di zuccheri, la figlia della vicina di casa che se ne sta buona immobile e dritta come un fuso - in realtà è stata sedata - il pensiero vergognoso un po’ blasfemo che se non ci fosse Dio quella panca là sarebbe il divano del salotto - sfido io, a non diventare facilmente irritabili), per fortuna ha subito agito nel bene - appena in tempo! - e ha riportato la giovane peccatrice sulla retta via.
[*] la mia preferita in assoluto è: “non possono essere ammessi agli Ordini Sacri quanti compiono atti omosessuali (negli ultimi tre anni prima dell’Ordinazione sacerdotale)” - questa ultima parte tra parentesi, che suona come le specifiche che si leggono velocissime nelle pubblicità dei medicinali, mi fa schiantare
Insieme ai ratti e ai batteri e agli insetti schifosi, saranno gli scout cattolici a governare il pianeta Terra dell’era postatomica: nelle città ridotte in macerie, sotto il cielo verde fosforescente squassato dai temporaloni radioattivi, gli scout cattolici fischiettando allegri costruiranno canadesi con le ossa dei defunti, casse di risonanza coi crani svuotati e corde con mazzetti di capelli intrecciati, si metteranno in circolo sul cucuzzolo di un mucchio di cadaveri e canteranno lieti tutti in coro, accompagnati dai loro macabri ukulele, qualche canzoncina del repertorio Attualizzando La Parola, di quelle dove si cerca di ficcare un Ebreo fricchettone di duemila anni fa che si faceva massaggiare i piedi con l’olio al prepuzio (il suo, per lo meno) in un contesto moderno e simpatico e giovaniletto, tipo Dio fa goal o Spirito Santo compagno di banco o Maria Maddalena velina mora o Gesù sei il mio supereroe [*].
Gli scout cattolici non solo sono capaci di fare tutte quelle cose utilissime tipiche delle giovani marmotte chierichette, cioè per esempio accendere i fuochi coi legnetti, pescare le goccioline d’acqua dalle buche nel deserto, parlare cogli scoiattoli, riconoscere gli uccellini dal cinguettio e il numero del tram dalle vibrazioni sul marciapiede, orientarsi nelle foreste assaggiando il muschio e farsi sodomizzare selvaggiamente da grupponi di sconosciuti papaboys nelle giornate della gioventù un minuto dopo essersi asciugati l’ultima lacrimuccia provocata dal sentito appello papale al valore della castità; sono anche indifferenti alle avversità materiali, strimpellano insopportabilmente le solite canzoncine in loop mortale nelle ore più assurde (il ringraziamento all’alba, il ringraziamento prima d’andare a dormire, il ringraziamento quando ti svegli nel cuore della notte per fare pipì) e non importa se nevica e fa un freddo cane se ne stanno sempre indifferenti con quegli stupidi pantaloncini giuggioloni e le gambe cianotiche e sempre ostentando allegria e partecipazione, e come se non bastasse sopportano al collo quintalate di pin-trofei dei viaggioni in pullman e degli incontri interscoutistici tipo il Big Ben la Torre Eiffel e i piccioni della pace e il simboletto di Rimini 2007 e il faccione di Wojtyla sorridente (o era Benny Hill?), e poi sì certo dimostrano una incredibile capacità di resistenza psicologica, forgiata da ore e ore e ore tutti assieme entusiasticamente a rimbambirsi inscenando questa loro amichevole vita di gruppo stile Miniclub Valtur fatta di bonari appiccicosissimi riti di socializzazione forzata.
E la malvestita di oggi, che dire, nel marsupio t’aspetteresti il coltellino svizzero e la bussola e una torcia e cose del genere: invece no, si portava appresso una caterva di truccazzi (1) per potersi aggiustare ovunque il faccione stuccato e le unghiette alla francese (2), più naturalmente la boccia di profumone dolciastro olezzantissimo e un pettinino a serramanico se per caso le si scompigliavano i capelli (3 - tiratissimi all’indietro fino su sulla cima del testone); un caso esemplare di esplicita battonizzazione del modello kidult scoutesco: la malva ormai d’una certa età che non può fare a meno di imbburinirsi in qualsiasi circostanza, per cui abbiamo una catervata di bigiotteria sbrilluccicosa (4 - al polso, e - 5 - gli orecchini penduli), la magliettina attillatissima col push up tette-a-missile (6 - con la provenienza orgogliosamente dichiarata, “Made in Naples”) e i pantaloncini balilla sostituiti dai terribili fuseaux attillatissimi (7) che spero ne avesse con sé parecchie paia di ricambio: quando camminava c’aveva dietro una piccola scia di fumo e le scintille che le venivano fuori dall’attrito tra i coscioni (un’altra ingegnosa maniera scout per accendere il fuocherello?).
[*] ah questa, che era quella che mi svegliava ogni mattina alle sei e qualcosa, l’ho ritrovata in Inglese, eccola
Il pezzo forte di questa malva è il braccialetto cattolico highlander per credenti indecisi [*] composto da placchette rettangolari di legno su ognuna delle quali c’è la microfotina di un santo appiccicata con la colla Pritt: il che è fondamentale - che la colla faccia schifo - perché il braccialetto funziona così, le fotine dei santi devono staccarsi via via una dopo l’altra fino a che un bel giorno ne rimarrà una soltanto, quella è ufficialmente la fotina del vostro santo protettore da preghieruccia serale (immaginate la tensione insopportabile quando rimangono le ultime due fotine: San Francesco e Joseph Ratzinger - argh! vale aiutarsi sgrattugiando con le unghie?), per cui il principio è che la connessione terra-paradiso è stabilita secondo la casuale quantità di colla che lo schiavetto cinese incatenato al termosifone di uno sgabuzzino sotterraneo dell’hinterland milanese ha spalmato sul retro delle venerabili fotine. Pare che questi osceni braccialetti highlander siano tra i gadget-cianfrusaglia malvacattolici più gettonati in assoluto (più gettonati delle figurine di Wojtyla! più gettonati del fermacarte di Padre Pio!), addirittura su ebay sono pubblicizzati con esaltanti slogan da magliettina televisivo-defilippiana tipo “Visto su Lina del Grande Fratello e ad X Factor!” [**] e ne esistono persino delle varianti sbarazzine di plastica colorata trasparente per malvacattoliche kidult, un vero successone.
E per il resto - che va be’ impallidisce al confronto - la nostra malva c’ha una canottiera gialla col logone Coconuda stampato sopra (2 - che risponde alla legge fondamentale del mercato semobburini: mai limitarsi alla sola targhetta, piazzare la marca ovunque, possibilmente tramite enormi invadenti scrittone), la borsona di tela A-Style (3 - ecco per l’appunto, esiste una malvamarca con un logo più brutto? a parte il ranocchio di Chernobyl dico), i soliti barbosissimi jeans skinny (4), le ballerine a pois coi finti lacci e la puntina rotonda di plastica simil-Converse (5), e poi infine il grosso tatuaggio che le spunta dai pantaloni (6), un minaccioso dragone lanciafiamme che immagino abbia pure lui un qualche significato religioso, che so magari poco più in basso c’è la depilatura artistica di San Giorgio che lo infilza.
[*] “braccialetto highlander” me l’ha suggerito crocodile: grazie croco!
[**] ad X Factor ce l’ha un bburinetto napoletano, Tony Maiello, che lo chiama “braccialetto ad eliminazione”
A una malvestita di stampo bburino doc le bastano pochi minuti appena di celebrazione religiosa che le prende a girare la testa, si sente disorientata confusa sopraffatta dal caotico allucinato sempre più vorticoso vortice di colonne candele marmi velluti ori argenti ninnoli putti acquasantiere, il sacro luogo di culto si trasfigura vertiginosamente al ritmo gioioso degli osanna nel salottone da ricevimento kitsch-malvestito dei sogni: la malvestita bburina doc ci prova a mantenersi contegnosa e composta, recita a memoria il copione preghieristico canta e amenizza al momento giusto, ma il suo piccolo avvizzito cuoricino leopardato batte soltanto per quell’enorme superostentato sfoggio incontrollato di bburinità, e l’unica cosa che le viene in mente - oh che invidia l’opulento drappeggio punteggiato di pietre preziose della sciccosa madonnina nel loculo là a destra - guarda il proprio tutto sommato modesto acchittìo bburino e si chiede: sarò all’altezza?
Magari all’altezza della madonnina no, ma comunque sì la nostra trecentoventitre (madrina battesimale) la sua porca figura se l’è guadagnata eccome: ha un tailleur di raso lucido azzurrino riflesso d’ostrica (1), composto dai pantaloncini bermuda attillati (2) e dalla giacchetta superspallinata con amplissima scollatura esibisci pizzo reggipettaro (3 - notate la sapiente posizione a braccia conserte, utile a spremere i tettoni tirandoli in su e in fuori); sul petto nudo, due chili di collanona multicatenata (4) con anellini di congiunzione zirconati e malizioso pendagliuccio con croce interna proprio lì tra i seni; gli orecchini lampadario etrusco con tendina di pendaglietti tintinnanti (5) e qualche altro pezzo di bigiotteria paola perego style, le solite inutili moleste propaggini scintillo-rumorose (6 - anellazzo smeraldifero, orologio gioiello placcato oro e tempestato di strass - che pendantizza con le cacchette strassate sui bottoncini - 7 - e sulle stanghette degli occhiali - 8); la borsa rosa metallizzata (9) con catenozza da motorino, una specie di versione macro per adulti del gadget giocattolo porta monete per bburinette in regalo su Cioè; e quale osceno abominio le gambone insaccate nella retina elasticizzata per fasciature (10) e i sandali laccati (11) che fanno scivolare il piedone genoveffiano in avanti a tal punto che i ditini terrorizzati sporgono pericolosamente oltre il ciglio del burrone plateau - il che poverini non mi sembra per niente cristiano.
Secondo me sperano che a un certo punto alla fine delle elezioni, come succede quando sei piccolino e metti qualcosa ai voti coi tuoi genitori - e perdono loro - sperano che arriva dio padre nostro (quello biblico serialkiller permalosissimo) che dice “col cazzo, il mio voto vale doppio” e gli manda alle camere qualche unto rappresentante - che ne so sicuramente il leader, quella molesta isterica sagomina ritagliata nel tetrapak (funziona tipo le lattine finte di cocacola che quando fai rumore ballano, lui al contrario gli metti un microfono davanti e fa rumore), o il filosofo papalino della anti-scienza o l’ex governatore cicciobello cogli amichetti mafiosi o sua altezza principessina del tennis club parioli col faccione da redattrice di mariadefilippi.

Secondo me quel dio là irragionevole egoista profittatore c’ha molto a cuore le sorti di gente così, e ci scommetto che gli darà una manona a superare lo sbarramento: è per questo che ha infuso sovrumane capacità di persuasione agli evangelizzatori stradali udiccini, simpatici ometti che ti vengono incontro col volantino scudocrociato, quel loro umile malvestitismo che è tipico della retta immacolata cristianità ciellina (annacquatissimo fighettismo bbene più fashion-arretratezza da cestone) - più sul versante grullo della facoltà d’economia università privata lui (col suo giacchettino casual lanaricca - 1 - il riportone precoce zacefroniano - 2 - la camicetta aperta sulla collanazza d’oro della comunione - 3 - le onitsuka tiger comprate ieri pulitissime - 4) più sulla ottava figlia di una medio-bassa famigliola di piccioni cattolici iper-riproducentesi lei (col suo giubbotto peloso informe - 5 - i pantaloni tasconati come andavano vent’anni fa tagliati a pescatore perché ne servivano di nuovi per la nona sorellina appena nata - 6 - gli ornamenti perlinacei fatti coi ricekrispies - 7 - l’immancabile crocifisso - 8) - e poi ovvio in primo piano il loro marchio di fabbrica numero uno, l’insopportabile ghignetto da consultorio (9), non un facile sorrisino qualsiasi ma una complicatissima impostazione maxillofacciale che richiede anni e anni di duro catechismo e di messe e di preghiere e di campeggi azionistici con la chitarrina intorno al fuoco cantando la gloria di dio e di rapporti sodomitici consumati in macchina col fidanzatino per preservare la verginità matrimoniale: solo allora forse se avrai vissuto nella verità del signore potrai modellare a piacimento la tua espressione vacuamente ebete su quel benevolo modesto patetico comprensivo commovente ghignetto con la stellina luminosa di speranza che “io capisco le tue sofferenze io sono con te io voglio la tua felicità” - ti farò passare le pene dell’inferno prima d’abortire - “pensaci bene, cara, vogliamo parlarne un po’ insieme?”.