Spider-Man malvestito, pure lui

30 aprile 2007 / , ,

il costume nero extraterrestre di spiderman anche noto come venomEh, grossi cambiamenti sul fronte fashion anche per il nostro sensazionale arrampicamuri. Il nuovo costume dell’extraterrestre cattivissimo, che si può sbirciare nel trailer (qui, anzi no, qua) e un altro ancora, supertecnologico, che ha da poco debuttato nella serie a fumetti.
Del primo c’è poco da dire, ché si tratta di una roba abbastanza vecchina (clic sull’immagine, qua a destra, per la sua prima apparizione) a cui in venticinque anni è già successo un po’ di tutto (s’è pure sposato, oh, pensate); del secondo invece, che è una novità assoluta, qualcosa da dire c’era e l’ho detta, alla maniera delle malvestite, in una letterina pubblicata (grazie max) sul numero 458 dell’Uomo Ragno, il mese scorso.
So che non ci capite un tubo, ma intanto che aspettiamo di esser travolti dall’apocalisse fricchettona, be’, ecco qua la letterina (e mi raccomando non perdetevi il video più sotto, che è molto buffo):

Nonostante io abbia da tempo accettato di sopportare numerosi fenomeni di malvestitismo persino nei fumetti marvel – santo cielo, ancora mi viene la pelle d’oca al ricordo di certi completini anni ottanta che le nostre innocenti supereroine, anche nella loro alteregotica vita pubblica, il nuovo costume coatto di spidermanfurono costrette ad indossare – che vuoi, mi dicevo, non fanno altro che rispecchiare le tendenze malvestite allora in voga, così come adesso, se vedo MJ che tenta di sedurre Peter strusciandoglisi contro in un tanghino rosa shocking da bikini contest, mi dico ok, che vuoi, è l’era del tanga; ebbene, nonostante quindi io sia da sempre molto ben disposta e tollerante, che si arrivi tuttavia a fenomeni di malvestitismo così radicali e distruttivi come quest’ultimo perpetrato da Quesada, in modo tra l’altro del tutto superfluo e inopportuno (ma tralascio qui le considerazioni sull’opportunità di restailizzare spidey proprio nel momento in cui, col suo vecchio costume, è più in voga che mai), ebbene stavolta non riesco a digerirlo.

Per cominciare, i colori: difficile immaginare qualcosa di più coatto di un bel giallo luccicoso, che dà questa fastidiosa idea di patacca che può anche starci, ok, sull’armatura di quel pretenzioso ricco sborone di IronMan, ok, ma sul nostro amichevole spidey della porta accanto (voglio dire, sinceramente, è il costume che avrebbe scelto per sé Snoop Dog), proprio no. Senza contare che, accoppiato a quel rosso granata, oltre a rendere il tutto completamente stonato, c’è il rischio che Spidey finisca per essere elevato a simbolo striscionaro di qualche squadra di calcio.

 

Del resto, con quel disegno là, sembra che Spidey indossi, dall’alto: un paio di occhialoni dorati da discotecaro, un mega collanone di forma indefinita con pendaglio in oro massiccio, bracciali ancora in oro massiccio stile schiava romana, e per finire geniali ghette (in oro anch’esse, ovvio) alla zio paperone. E appunto, ci aggiungi un cappellino da baseball, bandana e pelliccia, e possiamo lanciare col fumetto una serie di album hiphop. A proposito infine dei suoi nuovi ipertecnologici poteri, finora in buona parte sconosciuti, capisco la necessità di rendere il personaggio un tantino più cupo e ambiguo (in vista dei futuri eventi), ma ho ugualmente da far notare: a) il timore ormai più che fondato che l’obbiettivo ultimo di Straczynski sia quello di rendere la tela sempre più somigliante a mocciolo; b) il plagio che è stato fatto, per questi novelli tentacoli ragnici, delle zampette degli extraterrestri di Alien; c) la sorpresa per aver notato come solo adesso che c’ha la tuta antiproiettile, sono passati appena cinque minuti e gli hanno sparato (il che è una straordinaria confutazione fumettara della legge di Murphy). Che dire oltre, non so. Gwendoline sì che si vestiva bene, e guarda che fine ha fatto: fumetti diseducativi che non siete altro.