Eclipse è il romanzo della saga di Twilight che è fatto meglio, ha una storia meno smilza, meno appiattita, più complicata e avventurosa degli altri romanzi: dentro Twilight e dentro New Moon c’è Bella che si muove spedita lungo una sola direzione in linea retta e tutto quel poco che ci si trova attorno viene scansato e neutralizzato sbrigativamente - l’unica direzione è: riuscire a strofinarsi con l’inguine sulle gambe di Edduccio - qui invece Bella finisce in centrifuga tra parecchi brutti problemi che prendono direzioni differenti e le si abbattono addosso contemporaneamente, e questi problemi rimangono tutto sommato abbastanza nitidi e pressanti fino in fondo alla storia, così che rispetto agli altri romanzi Eclipse ha un andamento un po’ meno scontato, fiacco e melmoso, si vede che ci ha messo mano qualcuno che ci sa fare, che sa come confezionare a puntino una polpettazza fragrante che attivi irresistibilmente le fontanelle salivari dei lettori bimbominkia - non si direbbe ma ci vuole una certa scienza e una certa intelligenza anche nel confezionare una polpettazza così, e per dire una Stephenie Meyer sicuramente no, non ne è in grado - tutto ciò comunque per l’appunto, si capisce, sempre limitatamente all’universo diroccato dei romanzoni posticci assemblati facendo su e giù dallo sfasciacarrozze di idee e situazioni esiti e caratteri, non c’è nulla che sia davvero bello interessante e sorprendente, si tratta comunque di una polpettazza ripiena di scarti macinati e aromi artificiali, una schifezza; ma l’inizio della schifezza è efficace, ci sono
- il vecchio trucco cigolante dell’avantilampo thrilling che fa da esca (c’era già nel prologo dei primi due romanzi e ci sarà poi anche nel quarto, funziona sempre a meraviglia)
- le rimuginazioni preoccupate che fanno da sommarietto delle notizie essenziali dai primi due romanzi, tutti i pericoli terribili che incombono sulla testa dei protagonisti
- un qualche nuovo appena accennato stranissimo mistero mortale che sta per incombere sulla testa dei protagonisti
- le rimuginazioni trasognate che fanno da sommarietto dei motivi essenziali per cui il vampiro è Er Mejo e col licantropo non c’è gara
- i problemi in famiglia che si fanno più gravi, il conflitto col padre che odia i vampiri e il futuro dopo il liceo che è incerto e fa paura
- il licantropo anabolizzato che spasima scodinzolante senza dignità e gli ordini restrittivi del vampiro geloso
- i bisticci umoristici cervello di Bella vs la Realtà (col cervello di Bella che fa le figure di merda)
- lo scontro corpo a corpo tra licantropi e vampiri “ahò che me stai a imbruttì?”
- una sconvolgente rivelazione sulla sessualità dei licantropi
Cominciamo a darci un’occhiata, cominciamo dall’esca avantilampo,
Due occhi neri, imbestialiti dal desiderio implacabile della mia morte aspettavano il momento giusto per uccidermi.
come al solito c’è Bella alle corde e il cattivo che si prepara ad assalirla e a mangiarsela in un boccone,
Sarei mai riuscita a conoscere l’esito dell’altro combattimento? Scoprire chi aveva vinto e chi perso? Sarei sopravvissuta abbastanza a lungo?
Alla fine del romanzo quindi, ora lo sappiamo: rissone, donzella spacciata, salvataggio miracoloso - un classico,

l’inizio del romanzo invece è piuttosto tranquillo, così così, le cose non vanno poi tanto bene, Bella è angosciata - c’è una minaccia terribile che si trascina dietro da due romanzi,
una vampira sadica desiderosa di vendicare la morte del suo compagno uccidendo me, preferibilmente con una lenta tortura
e c’è la minaccia terribile che è venuta fuori dal romanzo scorso,
i Volturi - la famiglia reale dei vampiri, con il loro piccolo esercito di guerrieri - determinati ad arrestare i battiti del mio cuore, prima o poi, in un futuro prossimo, perché a nessun umano era concesso di sapere della loro esistenza
In famiglia, per il solo fatto che Bella è scappata di casa con un volo intercontinentale e per la seconda volta è tornata indietro contusa pestata quasi morta a causa di Edduccio, il padre s’è stranito e l’ha messa in punizione, è terrorizzato all’idea che se ne vadano assieme all’università, Edduccio non gli sta per niente simpatico,
Continua a leggere »
di Betty Moore, 28 dicembre 2009
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite
Il gran finale di New Moon, eccoci arrivati! - dentro c’è un po’ di tutto: Edduccio in topless mezzo stordito che si crede Patrick Swayze, la burla dei santi cattolici succhiasangue che da secoli prendono per il culo i villici boccaloni, l’arcigno moralizzatore anti-caffeina, il vampiro più stupido del mondo - che no, sorpresa!, non è Edduccio - un intervento fulmineo di Bud Spencer e Terence Hill, una cenetta tutta tirolese e poi ancora un patto di vampirizzazione e una solenne proposta di matrimonio - un finale coi fiocchi! - e cioè, dunque, ci trovate dentro

e il sommario di questa ultima puntata, eccolo,
1) ricapitolando quello che c’era prima, tutto d’un fiato
2) i goth-darkettoni anticlericali featuring San Gennaro
3) poveri crucchi, volevano soltanto una pizza bufala e würstel
4) Edduccio il machiavellico tritura-maroni
5) la Porsche gialla
6) Edduccio in paradiso, una giornata di particolare acutezza
7) Bud Spencer non approva il coitus interruptus
8) Aro, il boss nanerottolo vampiro più stupido del mondo
9) tutto è bene quel che finisce bene - e molla quella Coca Cola
10) scusa ma ti voglio sposare
Cos’è successo? E’ successo che:
Continua a leggere »
di Betty Moore, 6 ottobre 2009
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite
Penultima puntata di New Moon quasi tutta licantropocentrica, ci trovate dentro un difficilissimo rompicapo licantropesco, il magico mondo delle fiabe mormone, il licantropo yorkshire col fiocchetto, la citofonata telepatico-carpiata, l’equivoco telefonico mortale - ciliegina: l’intervento shock di Edduccio sul finale - e quindi sì, come dire, puntatona!

Sommario:
1) tzè, vampiro pusillanime
2) un licantropo Yorkshire
3) enigma complicatissimo!
4) gli gnometti, gli unicorni, i Teletubbies, Padre Pio
5) lo sfigatone paranormale
6) tutti i pulsanti del citofono in un colpo solo
7) la pubblicità di quattroruote, speciale interni
8) ero convinta che fossi morta sotto i ferri del dentista
9) OMFG! Edduccio!
10) la ballerina di oba-oba che fruga nella spazzatura
E vediamo com’è che va il primo incontro di Bella coi licantropi - dov’eravamo rimasti, ve lo ricordate?, c’è l’amichetta gay tappabuchi di Bella, Jacob aka il licantropo teenager, che poveretto soffre dei sintomi intestinali della pre-licantropite e s’è chiuso in casa, è sparito dalla circolazione; avvilita e annoiata Bella se ne va a passeggio sola soletta nel bosco - che ve lo dico a fare - in cerca di rogne: c’è uno dei vampiri cattivi del libro precedente, quello coi rasta (questo), che passeggiava da quelle parti anche lui, ohilà qual buon vento!, e non ci pensa su due volte: se la vuole mangiare,
“Ho molta sete, e tu hai un profumo davvero… dissetante“
il citofono telepatico s’attiva all’istante, la “voce vellutata” di Edduccio le grida scappa! minaccialo! digli che sei emofiliaca! non ti muovere! scappa!, ma non c’è via d’uscita, è in trappola: il vampiro cattivo si lecca i baffi e sta lì lì per zomparle addosso quando - miracolo! - alle spalle di Bella compare una cosona
gigantesca, alta come un cavallo, ma molto più larga e muscolosa. Sul muso aguzzo spiccava un ghigno di incisivi affilati come coltelli
un licantropo!, no, più di uno!, un intero branco di licantropi!, il vampiro terrorizzato se la dà a gambe e i licantropi imbestialiti gli corrono dietro ricacciandolo nel fitto del boscume - Bella, che è salva, assiste immobile alla scena e quasi quasi ci rimane male, che vampiro è quello?, tzè, un vampiro pusillanime,
Perché si ritirava? Certo, le dimensioni del lupo erano mostruose, ma in fondo era soltanto un animale
se ne torna a casa tutto sommato molto poco impressionata, yawn, racconta al padre sceriffo che ha visto nel bosco un branco di “lupi mutanti”, e poi basta, si dimentica della cosa,

Piuttosto, finalmente, dopo un sacco di tentativi andati a vuoto, Bella riesce a intercettare Jacob, che ha abbandonato l’eremitaggio al gabinetto e da qualche giorno s’è messo a girovagare per la città con una banda di indiani più grandi (per l’appunto, eh!, il suddetto branco di licantropi); Bella e Jacob non si vedono soltanto da qualche giorno eppure accidenti!, Jacob è cambiato parecchio, s’è tagliato i capelli (ve lo spiego subito - Stephenie Meyer lo spiegherà più avanti - il fatto è che se c’hai i capelli lunghi è un problemaccio: ti trasformi in un licantropo col pelo lungo, una specie licantropo-yorkshire, non ci vedi un piffero e non è per niente dignitoso),

Jacob è più “enorme” che mai,
Continua a leggere »
di Betty Moore, 24 settembre 2009
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite
E quindi insomma Edduccio se n’è andato chissà dove, l’ha mollata. Poi torna, sì, che sorpresa!, ma questa puntata no, ce la facciamo tutta quanta senza Edduccio, o meglio, senza Edduccio in carne ed ossa - la prima e ultima puntata senza quel suo “modo di guardare in su di sottecchi”, che perdita!, mi sembra giusto commemorare l’eventone irripetibile con un piccolo video in suo onore, ché non c’è storia, Edduccio/Patty rimane comunque e sempre nei nostri cuori (e nei nostri cervelli anche, telepaticamente - eh, già, vedrete più sotto),
è impossibile liberarsi di Edduccio, questa è la verità - le funz bimbominkia annuiscono gravemente, sì sì - sentite infatti che succede: Bella è distrutta, se ne sta chiusa in cameretta e piange per giorni interi, voglio morire!, la vita non ha più senso!, sigh sob buaaa, sono vedova!, settimane e settimane di depressione cupissima e fantasie suicide (una cinquantina di pagine che ti mettono addosso gli stessi identici sentimenti d’auto-annichilimento - quando si dice l’immedesimazione!), Bella raggiunge il culmine della deprescio suicida il pomeriggio di un brutto giorno, quando se ne esce a passeggiare con una compagna di scuola (Jessica) - passeggia passeggia, finiscono nel quartiere malfamato davanti al baretto più malfamato di tutti, che per l’appunto c’ha il nome sull’insegna che più esplicitamente malfamato di così, be’,
L’insegna più grande, in verde brillante, era quella con il nome del bar: Pete il Guercio
perché nella testa del buon mormone zuccheroso che è nato e vissuto nei circoletti dei buoni mormoni zuccherosi funziona così, che alle cose cattive e malvagie e diaboliche la provvidenza dyvina gliel’ha fatto scrivere in fronte, che sono cattive e malvagie e diaboliche, così il buon mormone zuccheroso ci può stare alla larga - e di conseguenza Stephenie Meyer, che un baretto malfamato non l’ha mai visto neppure alla tivvì (ché le puntate di Friends gliele criptavano a mormolandia), si immagina una cosa del genere, un pozzo solforoso di pirati sbrodolanti grog con la benda sull’occhio e l’uncino e la gamba di legno - AHRRRRR - e i pirati guerci cosa devono fare?, fanno il loro mestiere!, adocchiano le due ingenue ragazzine e gli lanciano sguardacci monoculari di bramosa vogliosità assassina; “scappiamo! scappiamo!” ansima terrorizzata l’amica di Bella, ma lei però, Bella, fa resistenza, se ne rimane là impalata davanti ai pirati guerci sbrodolanti, è stranamente attratta da quel luogo blasfemo di dissoluzione fisica e spirituale (cosa ci sarà dentro quel baraccio malfamato, myo dyo!, tutto ciò che è proibito!, tutto!, uomini con le basette! videogiochi! cocacola non decaffeinata!) - è il diavolo subdolissimo che stuzzica la rettidudine del buon mormone: Bella quasi quasi sta per cedere quando improvvisamente
Continua a leggere »
di Betty Moore, 18 settembre 2009
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite
Che sorpresa, New Moon inizia uguale uguale come iniziava il primo libro, come iniziano del resto pure il terzo e il quarto, con la scenetta mozzafiato avanti-lampo sprizzante alta tensione che lo sappiamo, dopo un’infinità di noiosissimo strazio - centinaia e centinaia di pagine di strazio - ce la ritroveremo in fondo al libro, evviva!, giusto il tempo per vederla rattrappire e poi affondare nello stesso infinito noiosissimo strazio che c’era prima - che insomma è un po’ il marchio di fabbrica di Stephenie Meyer, incapace di metter su e sviluppare qualsiasi cosa che sia un minimo interessante e avvincente, che pena!, non sa far altro che appiattire e impaludare tutto quanto nella sua solita ripetitiva insignificanza; ma cominciamo, dicevo l’avanti-lampo, eccolo
le gambe sembravano lente, ma le lancette della grande torre campanaria non accennavano a rallentare [...] circondata da avversari straordinariamente pericolosi [...] al primo rintocco delle campane, capii di essere in ritardo
un incalzante precipitarsi ad orologeria, che tensione!, coi cattivoni in agguato e i rintocchi cenerentoleschi e la protagonista, Bella, che corre disperata chissà dove - ve lo anticipo: si trova in Italia, a Volterra, braccata dagli sgherri famelici della famiglia di vampiri mafiosi, mentre c’è Edduccio svergognato che sta facendo lo striptease in piazza davanti a tutti, e Bella che forse - forse! - riuscirà a raggiungerlo e a fermarlo appena in tempo, prima che si tolga le mutande - eh? uh? cosa? come? che storia è? aspettate, ci arriviamo tra un po’ (prossime puntate); adesso, invece, ecco che piano piano sfuma l’avanti-lampo e torniamo indietro nel tempo, al presente: è trascorso qualche mese dal primo libro, Bella ed Edduccio sono fidanzati e tutto fila via liscio, sono la coppia più alla moda, la più invidiata della scuola - i pischelletti comuni mortali smaniano per somigliare a Edduccio (è come l’epoca Brandon Walsh, il trucco sta nel ciuffo - l’ingrediente segreto è la saliva), non c’è storia
[Mike Newton] aveva cambiato taglio di capelli; anziché ispida, portava la chioma biondo cenere più lunga, in un apparente disordine fissato con il gel. Non era difficile capire a chi si ispirasse; ma il look di Edward non lo si poteva ottenere per mera imitazione
Bella ed Edduccio vanno d’amore e d’accordo, sì, ma c’è un problemino: Bella insiste che vuole diventare vampira ed Edduccio non è d’accordo, Bella sta per festeggiare i suoi diciotto anni e così, quindi, c’avrebbe un anno più di Edduccio, che ce ne ha diciassette da un secolo, all’incirca, e Bella c’ha paura di non andargli più bene,

si fa certe terribili fantasie paranoiche
io: vecchia, rugosa e rinsecchita.
Edward era al mio fianco [...] la sua bellezza straziante e il suo aspetto da eterno diciassettenne.
Sfiorò con le labbra ghiacciate e perfette la mia guancia devastata.
«Buon compleanno», mi sussurrò
i diciotto anni di Bella sono una tragedia annunciata, “temevo l’arrivo di quel momento”, e non serve a tirarla su di morale l’abbagliante assurda figacciosità di Edduccio, delle cui attrattive straseducenti troviamo subito un minuziosissimo elenco riassuntivo - perché l’urletto ansioso che apre il libro dev’essere istantaneamente mitigato da una botta di estasiata tenerezza bimbominkia,
i suoi occhi liquidi di topazio [...] i capelli bronzei, spettinati [...] i denti perfetti e brillanti [...] Il suo modo di parlare fluido e articolato era per me inimitabile
non serve a tirarla su di morale nemmeno il lussuoso regalone che vorrebbe farle Edduccio - pubblicità,
“Sai cosa farebbe per te? Una bella Audi Coupé. Silenziosa e potentissima…“
(perché dopo il successo stratosferico del primo libro, insomma, altro che Volvo - Audi, Mercedes, Porsche, Ferrari! - sarà un continuo susseguirsi di siparietti promozionali coi personaggi che si prendono una pausa dalla storia - salve, sono Troy McClure - e si trasformano in concessionari piacioni d’auto usate) quel pomeriggio, quello del suo compleanno, Bella ed Edduccio se ne stanno sul divano di casa a guardarsi in televisione Romeo e Giulietta - Bella è una fan bimbominkia di Romeo,
Continua a leggere »
di Betty Moore, 3 settembre 2009
Categoria: chiacchiericci vari, l'amore ai tempi delle malvestite