Vorrei commemorare l’estinzione dei residui teporini autunnali presentandovi questa malvestita numero tretreotto, che affronta stoicamente i primi freddi nella sua sbracciata divisa equatoriale; così possiamo anche già sentire la mancanza di certe fenomenali attrattive canottiero irsutistiche tipicamente estive (1 - il classico Franchinismo) che saremo costretti a scordarci per i prossimi cinque o sei mesi.
La canottiera come vedete è della Yell!, ennesima marcaccia Guru-style che campa vendendo a peso d’oro i pezzi di sopra del pigiama col brand bello grosso stampato sopra (ne avrete sicuramente visto qualche esemplare in giro: e non sapete che altro, fatevi un giro sul loro sito ufficiale, è da non crederci, brandizzano pure il seggiolone business class del capitano Kirk, la misteriosa cinturona dimagrante e l’inginocchiatoio massaggiatore), poi c’abbiamo i jeans coi grossi aloni bianchicci di scoloritura (2) e con le strane saldature nere longitudinali (3), gli stivaloni da cavallerizza di pelle lucida (4) e il borsone con la fantasia carta da parati anni sessanta (5) e poi le unghiazze (6), che si mordicchia ossessivamente, pigliando dal gel smaltato violetto chissà quali fondamentali nutrienti.
Tra i tanti ricorrenti ruttini vintagisti ottanta-novanta che m’è capitato di incrociare negli ultimi tempi, be’, questa ancora mi mancava, la codona di cavallo laterale (1 - versione eighties-tricologica del pappagallo piratesco da spalla; o anche: io e il mio gemello siamese nano ipertricotico siamo congiunti per la testa): l’ultima volta che ne ho vista una dal vivo dev’essere stato quando spuntava dalla testolina di Mirketta la compagnuccia di banco rintronata che ciucciava i pennelletti di coccoina (e poi si puliva la bocca con la codona laterale - appena aveva finito di darsi una bella caricata ruotandola velocissima a manovella). Non saprei dirlo con certezza ma speriamo di sì, che si tratti di un caso isolato (in alternativa, ditemi, com’è che si faceva venti anni fa? al cinema dico: ci si comprava tutti un paio di posti ciascuno?); comunque, su questa malva qua (che è senza dubbio una dotta conoscitrice del repertorio mmerigano vintage di stampo Cercasi Susan disperatamente), la codona di cavallo laterale che le piove sulla spalla è quanto mai in sintonia con tutto il resto dell’ambaradan malvestito (fanno eccezione le chiavi della Smart - 2 - incatenate al passante, d’ispirazione direi troppo recente): c’ha gli occhialoni wayfarer io-sono-originale con montatura bicolore (3 - la parte superiore è di perla luminescente), gli orecchini-totano dorati in padella (4), il giacchettino di pelle quasi-chiodo Fonzarelli (5), lo zainetto finto-militaresco usurato ad arte (6), la camicetta viola poisizzata come quella che usava nel tempo libero il proprietario gay (dai, si capiva) del Peach Pit (7), gli stivali a spillo col doppio strato di frangette vellutate della lampada kitsch da comodino (8) e i pantaloni skinny strettissimi (9 - nelle tasche non le sarebbe entrato un micro-spilletto: quei bozzetti dietro quindi è ovvio, c’aveva i brufoletti sulle chiappe).