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Coppia malvestita #35 - le prugnone secche

Da lontano m’erano sembrate uno di quei grumoni scuri fatti di spazzatura e alghe appiccicose che finiscono sparpagliati sul bagnasciuga, poi però avvicinandomi ho visto alzarcisi le nuvolette sbuffose (1) e ho pensato ai resti fumanti di un falò, e poi più da vicino ancora ho visto brillare l’enorme cornettone (2) e allora ho capito che c’erano due possibilità, la carcassa carbonizzata di un elefante o una coppia di semo-bburine iper-melaninizzate.

malvestite prugne secche

Patite dell’abbronzatura estrema con un sacco di tempo libero e niente da fare (spiaggia - tabaccaio - spiaggia - lascia stare che c’ho io due pacchetti), le nostre malve sono ad un passo dal superare il punto di non ritorno (cosiddetto Sunsweet Magda - in onore di una pioniera del prugno-secchismo: qui top-lessata) in cui l’extra-dopaggio di radiazioni ultraviolette trasforma la sensualissima venere color nocciola dei nostri sogni in una raggrinzita prugnona secca d’età indefinita: la malva di sinistra è parecchio in vantaggio sulla strada dell’essiccazione corporale, il che le garantisce una più intricata ragnatela di piegoline sbrindellose (3 - che al minimo piegamento la ricoprono tutta tipo siccità desertificante), mentre le tettine abbrustolite (4) che gli pendulano defunte sull’ombelico non sono in questo caso un buon termine di paragone, perché la malva meno incartapecorita ce l’ha chirurgizzate di fresco (5 - giurerei che gliele hanno riempite col das: ogni volta che c’appoggiava sopra qualcosa le restava l’impronta, bisognava rimodellare la tetta a mano con un movimento rotatorio tipo quello per fare le polpette) - e non lasciatevi ingannare dal mucchietto di cremine discount (6), non hanno alcuna funzione anti-melanomizzante, al contrario, se le spalmano addosso nella sola speranza che qualche loro inquinante esalazione contribuisca a spalancare il fastidioso ombrellone lassù dell’ozonosfera.

di Betty Moore, 5 luglio 2008

Categoria: allucinazioni, semo bburini

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Malvestita #329 - buco nero di tipo 2 (var. Atreyu)

buco nero di tipo due, variante atreyuOh ciao, rieccomi, scusate l’assenza: è stata una settimanaccia terrificante. Per distrarmi un po’ ieri sono andata a fare due passi in spiaggia, che come sapete è un zoo dell’orrore pieno di squallidissime oscenità nudaiole, una specie di planetario malvestito, l’unico posto al mondo dove si possono studiare certi interessanti fenomeni malva-astronomici: l’anno scorso, ve lo ricordate? abbiamo esaminato il buco nero di tipo due, quest’anno invece diamo un’occhiata a uno sconquasso spaziotemporale della stessa categoria che si manifesta in condizioni simili (anche qui abbiamo il tanghino microscopico - 1 - risucchiato quasi per intero dalla turbolenta carnosità malvestita) secondo però una configurazione inversa (la gigante scottata è relativisticamente ribaltata) ed è associato ad un movimento oscillatorio uguale e contrario di due enormi masse carnose colonniformi (2 e 3 - sulle quali si genera la simultanea inarrestabile attività ondulatoria della superificie molla, che si propaga giù giù fino ad arricciare i piccoli ditini storpi frencettati - 4), una tale immensa forza gravitazionale (guardate là le tettone toplessizzate - 5 e 6 - come se ne giacciono sgonfie e sfrittellate sull’asciugamano), io, che avanzavo incespicando nella foresta di ombrelloni e asciugamani, a trovarmi improvvisamente davanti questo varco mobile di materia oscura tremolante (col buco nero centrale che m’ammiccava sauroniano), be’, per un attimo ho esitato - mi sentivo sola e indifesa come l’androgino minifricchettone contro le sfingi disintegratrici.

di Betty Moore, 30 giugno 2008

Categoria: allucinazioni, semo bburini

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