Per chi se l’è persa, per chi vuole rivedersene i pezzi più imbecilli - con Morgan Bonaga Celentano Palombelli Pagani Scurati Santoro: le tavole di Mosè, la fattanza, i miti di merda, i lolloni, le polveri sottili, David Bowie, l’abolizione dei burroni e dei pantaloni, la teoria antropologica Hänsel und Gretel, i coltelli dentro la pancia, l’anticonformismo (”eh!”), Mauro Pagani che se le beve tutte, Barbara Palombelli e i fucilini, inculare una battuta cogliona a un vecchio coglione (PWND! - ROTFL), Pasoliny su Youtube, Giovanardi imperatore del contrabbando,
Se pensate che l’Epica leghista dell’irsuto Robin Hood mangia-crucchi possa rimanersene per sempre in testa alla classifica dei film italiani più brutti e stupidi di tutti i tempi, be’, ripensateci - c’è Asia Argento che sta meditando di scrivere e dirigere un film che fa così,
ce l’ho in mente da quando avevo sedici anni… due fratelli vanno in guerra, prima guerra mondiale, esplode una bomba e gli porta a tutti e due via la faccia, allora non si sa quale dei due è il marito di questa qua, e lei se li porta a casa per capire quale dei due è il marito. eh? che te sembra?
no, meglio, sentitelo dalla sua viva voce (è un’intervista dell’altro giorno al Festival der cinema der quartiere Flaminio)
notate: i disgraziati barcollanti che tentano di svignarsela dalla prima fila, le risatine imbarazzate del pubblico, gli Ehmmmm esitanti dell’intervistatore stravolto; e pensate!, la prendono per il culo pure i redattori di Repubblica TV, che il file dello spezzone video l’hanno chiamato ASIAFILMSTRAMPALATO (punto flv); e in effetti, boh, da quello che dice Asia Argento non s’è capito, come mai la moglie non riconosce il marito?, va bene la faccia, ma tutto il resto? - ce l’ho!, ce l’ho!, i fratelli sono monozigoti identici in ogni minimo nanoscopico particolare, sono di quei gemelli pazzi maniaci che da quando sono neonati s’acconciano sempre uguali da capo a piedi, capelli e barba e unghie e accessori e cappellini con l’elica e tutto (e poi, certo, per rendere la cosa più plateale, toh: la moglie è cieca), la bomba ha ovviamente disintegrato ogni segno/mostrina/documento di riconoscimento, sono tutt’e due in coma irreversibile e di conseguenza incapaci di comunicare; e però, allora, a cosa servirebbe portarseli a casa?, com’è che la moglie pensa di riconoscerli? - ed è qui secondo me che entra in ballo il genio di Asia Argento - la moglie pensa di riconoscere il marito telepaticamente).
Ma comunque, già che parliamo di Asia Argento, ecco!, volevo dirvi che finalmente ho afferrato il senso di questa sua metamorfosi - da ripugnante estrema trucidona che terrorizza i pavidi benpensanti a mammina sensibile e timidina piena di Valory Very - vederla intervistata da Valeria Marini (la settimana scorsa a Domenica In) m’ha fatto realizzare che Asia Argento non ha cambiato direzione proprio per niente, ma continua a muoversi imperterrita sulla strada della decadenza e della trasgrescio: perché insomma, cosa c’è di più trasgressivo che trasgredire in modo così smaccato al gusto e all’intelligenza - altro che perversioni horror slinguazzanti e insanguinate!, questa roba sì che fa veramente cagare sotto dalla paura,
il sogno di un mondo senza guerra come le sbarbine Miss Italia, il tatuaggio sulla pisella rinnegato (quello sul culo invece - un geroglifico magico che parlava di demoni sumeri e sesso anale - già se l’è fatto togliere: ché sennò era un tantinello difficile da spiegare alla figlioletta), Valeria Marini che le specifica di aver fatto una battuta (”ti sei comprata un castello? ma no no, sto scherzando!”), la patetica debole animella che vuole essere protetta (perché è un mondo dominato dagli uomini, sigh!, sob!, e allora per proteggersi bisogna fare i puttanoni), le banalità mocciesche sull’Amore e sulla Gioia delle piccole cose, la femminilità e la seduzione che servono a dirigere i film e i test psicologici dimmi se preferisci la cassata o il babà e ti dirò chi sei - questo genere di trasgrescio qui, chi l’avrebbe mai detto, le sta su a pennello.
Capisco che non può ripagarvi della delusione per il mancato malvageddon sui Baustelle (la settimana prossima, giuro!), ma meglio di niente, dài, fatevelo bastare:
L’intervista c’è stata tre giorni fa, la trovate tutta intera qui e qui. Il gruppo-petizione Marco Castoldi aka Morgan a Zelig: ORA! lo trovate qua (sapete di voler aderire ORA). Il passo corretto della Divina Commedia, se vi interessa, eccolo (che bello! un errore che è Morgan al cento per cento, no?, lo sapete già: è così per tutto, ripete a memoria - rumina malamente, ridicolmente, anche in musica - brandelli smozzicati di cose di cui non ha capito un bel niente, credendosene gran luminare)(del resto poi, oh!, Dante se l’era imparato a memoria assieme alla ex fidanzata trasgrescio, immaginate un po’ che dotte sedute di esegesi - “amo’ ce sta scritto Gaddo… che c’aveva er raffreddore? ahr ahr ahr ahr”, “Gaddo… Gaddo… Gaddo Panceri”, “ahr ahr ahr… te amo brufolo, me fai morì, sei un genio, vojo ‘na fija da te”).
di Betty Moore, 29 maggio 2009
Categoria: chiacchiericci vari, very important malvestite
Con la partecipazione in giuria al festival di Cannes si consacra definitivamente il riciclo di Asia Argento quella vecchia, la cannibale zozzona trasgrescio Mo’ te magno, nella sua versione ecologica nuova di zecca, la Asia Argento pacifica, tranquillina, modestamente affabile, “appagata”, che ha scoperto “la felicità nelle piccole cose di tutti giorni” - e a questo, alla perdita della nostra amatissima (già mi manca!) ex-AsiaArgento, Gran Mogol della bburinità io-sono-originale, ho pensato fosse doveroso dedicarle un breve commosso messaggio di addio (con finale speranzosetto: sigh sob, chissà!)
Il virgolettato nel paragrafo qua sopra è tratto dall’intervista di Asia Argento su Vanity Fair: la cosa più bella - in questo suo patetico e imbarazzante “ah ah! stupidi! non vi siete accorti che la vecchia Asia era solo un personaggio di finzione, ah ah, sono scaltra!” - è che la poveraccia tenta d’immedesimarsi nel ruolo del “finalmente posso essere me stessa” - cioè appunto la donnina ben piantata, felice, custode dei piccoli piaceri - nello stesso modo in cui tentava d’immedesimarsi nel ruolo della ribelle provochescion (la se stessa scaduta due anni fa): esibendo alla nausea cliché stupidini che nel suo artritico cervellino adolescente rappresentano la realtà di un mondo e dell’altro - mondo Borghese e mondo Yeah - le facili perversioni e le smorfiette scazzate e i tatuaggi ecc. fino a due anni fa, adesso invece è la volta del mutuo e del principe sul cavallo bianco e del polpettone la sera per i figlioletti: la storia del mutuo, in particolare, deve darle proprio una bella soddisfazione, la ostenta a raffica, orgogliosissima, come fossero unghiette dei piedi pittate di nero coi teschietti, “per venticinque anni avremo questa spada di Damocle sulla testa”, “devo continuare a lavorare, come le ho detto, c’è il mutuo” - quella vecchia, come mi manca!
di Betty Moore, 21 maggio 2009
Categoria: allucinazioni, alta moda, io sono originale, regine del pendant, very important malvestite
Voglio farvi vedere i disegni che ho preparato per le t-shirt ispirate ai nostri grandi classiconi malvestiti - c’è la slinguazzata conturbante di Asia Argento, c’è la ricca cena da gourmet che si dividevano (sigh!) il cagnetto mosca e Mickey Rourke, c’è lo stallone Vittorio Cecchi Gori secondo Valeria Marini - eccoli qua
E già c’ho una mezza idea per una futura maglietta dedicata a Giovanni Allevi, una a Morgan, una a Francesco Facchinetti - va be’, facili facili. Comunque: queste tre magliette già pronte e le altre che verranno, se verranno, saranno messe in palio come premio per questo o quel giochetto demenziale, i quiz e i cruciverba e i malvapride e chissà che altro, vediamo. Belle, no? Lo so che le desiderate!, che non potete vivere senza!, che c’avete la bavetta: me lo immagino, sono stupende! Per adesso, se vi va, cliccandoci sopra potete vedervele più grosse (c’è pure la versione colorata - non troppo colorata, però, altrimenti il tabaccaio-copisteria mi spennava).