Le magliette!

Voglio farvi vedere i disegni che ho preparato per le t-shirt ispirate ai nostri grandi classiconi malvestiti – c’è la slinguazzata conturbante di Asia Argento, c’è la ricca cena da gourmet che si dividevano (sigh!) il cagnetto mosca e Mickey Rourke, c’è lo stallone Vittorio Cecchi Gori secondo Valeria Marini – eccoli qua

E già c’ho una mezza idea per una futura maglietta dedicata a Giovanni Allevi, una a Morgan, una a Francesco Facchinetti – va be’, facili facili. Comunque: queste tre magliette già pronte e le altre che verranno, se verranno, saranno messe in palio come premio per questo o quel giochetto demenziale, i quiz e i cruciverba e i malvapride e chissà che altro, vediamo. Belle, no? Lo so che le desiderate!, che non potete vivere senza!, che c’avete la bavetta: me lo immagino, sono stupende! Per adesso, se vi va, cliccandoci sopra potete vedervele più grosse (c’è pure la versione colorata – non troppo colorata, però, altrimenti il tabaccaio-copisteria mi spennava).

Asia Argento, Cannes 2007 (malvantipasto)

Prima del doveroso post che, a fine kermesse, raccoglierà gli orrori da malvacarpet del festival di Cannes, ho pensato che sarebbe giusto dedicare un piccolo spazio a lei, tutto suo, alla regina italiana della croisette, Asia “Roooar” Argento.

asia argento vole magnasse er monnoIo trovo che, tutto sommato, Asia Argento sia una malvestita molto interessante: fonde in sé elementi che appartengono alle più svariate categorie malvestite. L’io sono originalità, ovviamente, spicca e contagia tutto il resto. Perché lei – ahò – ci tiene tanto e non perde mai occasione per farci sapere che non è una coattella romana (figlia di papà) qualsiasi, ma che lei dentro c’ha tutto un monno de robba e de emozioni da esprime’ che non lo sa manco lei bene che robba è, ma è una cifra ahò, che nel mio primo firm che ho scritto ce sto addirittura io all’inizio che me faccio incula’ da er negro (da er negro! capito, non da uno qualsiasi, da er negro!) e me so’ fatta pure er tatuaggio de er angelo sulla patata e c’ho er fidanzato che fa er musicista che canta le canzoni cor posacenere sur pianoforte e ci ha le unghie pitturate de nero (e se nun ve basta c’ho anche la figlia che je ho dato er nome der cazzo come fanno le rocchestar), roooar.

Ma se qualche anno fa era così del tutto enfaticamente immersa nel personaggio, qualcuno deve averle fatto notare che dopo un po’, magari, stufa un tantino. O forse è stato lo shock d’aver scoperto che il suo migliore amico ammerigano in realtà era uno che la stava a pija pel culo da dieci anni. E così oggi Asia Argento ha deciso di riciclarsi in questa veste che, immagino, considera più adulta, più matura, meno darkettona e meno prostituta di periferia che non può permettersi di sistemare gli sbreghi sulle calze a rete. E – udite udite – sta persino imparando le basi di quella tecnica, rinomatissima, che serve a far finta di non essere quello che si è per davvero, dei vuoti a perdere: e così ce la ritroviamo che ride e scherza e buffoneggia in giro come una cretina. Eeeeeh, ma quali oscuri abissi vuoi furbescamente nasconderci dietro quel sorriso da idiota, Asia, eeeeh, ne intuiamo la profondità.

asia argento si fa magnare da stefania roccaAmmirate il repertorio di idiozia estrema messo in atto sul malvacarpet di Cannes. Si va dagli sguardi (ironicamente! ah sublime ironia!) incazzosi (uno, due, tre), perché appunto ormai “nun me pijo più sur serio”, ai comportamenti da bambina monella e zoccoletta (ma sempre con ironia! ahò, so’ davero na persona mijore da quanno io e er mio boyfriend ce semo imparati a memoria tutta er divina commeddia, semo troppo avanti pure ner curtura!), da ragazzaccia di strada che si permette di tutto perché lei l’unica etichetta che conosce è quella dei vestiti (uno, due), ai comportamenti da vera trasgressiva (la pernacchia come Alvaro Vitali, anvedi!), che ve faccio vedere io er prossimo firme altro che er rottevaile, faccio sesso orale con una cavia peruviana (anzi no, troppo poco minacciosa, con una zanzara tigre! roooar), ma so’ sempre pronta a damme in pasto ai fotografi come una vera diva (tiè), fierissima di aver appena concluso la seduta dall’estetista.

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