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Primo maggio malvestito

Oh ma finalmente eccoci qua, concerto del primo maggio, che già l’anno scorso ci ha riservato tante belle sorprese. Si comincia purtroppo con un crampo di mestizia: er Piotta ha suonato prima della diretta televisiva - stupidi organizzatori - ce lo siamo persi (proprio lui, ai tempi d’oro, maestro di demenza malvestita).

claudia gerini presenta l'apocalisse fricchettona del primo maggioPresenta Claudia Gerini, vestita come una tredicenne in uscita il sabato pomeriggio: i jeans a pinocchietto strettissimi, i tacchi vertiginosi sulle scarpe argentate brillanti (in pendant con i grossi orecchini, delle fettine di ananas che si intersecano all’infinito), il giubbino corto nero di pelle e la maglietta con la bocca slinguazzante rolling stones lustrinata e scolorita (che è evidentemente l’elemento di antagonismo rock neoproletario in tema con l’evento). La cintura pitonata a forma di serpente, ripeto: a forma di serpente. Copresenta Paolo Rossi, la cui sinistrosità è al solito rappresentata da questi completini in salsa barbone mi sono appena sbronzato dietro le quinte, cravatta lasca sul colletto aperto di un paio di bottoni, barba incolta, cappellaccio vintage (ottimo il cappellaccio).

Niente da dire sui Nomadi, che sono i classici ragionieri anzianotti che per vestirsi fighi saccheggiano il reparto sportivo dell’Upim, e niente da dire neppure sugli Africa Unite, la cui unica ragione d’essere, la rivisitazione alla blade runner del classico parruccone rasta, ha ormai da un bel pezzo stancato. A morte subito i Casino Royale, che non si possono ascoltare per oltre una dozzina di secondi se non si vuole perdere la ragione, col percussionista in canottiera da operaio (azzeccando insieme tematizzazione con la festa dei lavoratori e una perfetta esposizione del tatuaggiume vario) che finge di suonare l’umidificatore da termosifone (ganzo, trooooppo do it your instruments) e il cantantucolo scoppola munito che imita uno strano accento ammerigano alla Mondo Marcio. Nota di merito invece per la Gerini (adesso che non c’ha più il giubbottino e si può vedere, chiaramente, s’è tirata fuori mezzo chilo di catenone dalla maglietta): ha salutato gli avvizziti rastomani con un entusiasta “Grazie madre africa”!

il cantante dei velvet nato ar tufelloSorvoliamo sulla Rino Gaetano Band, che sembra il dopolavoro dell’associazione italiana commessi da commercio equo e solidale. Nessuna pietà per i Velvet, che si sono mtvì-grungizzati e c’hanno i capelli lunghi e la barbetta incolta, il chiodo, la maglietta artisticamente penzoloni dalla cintura borchiata, i jeans stretti e le Converse Alla Star: malvestitismo grunge ancora un pochino da oliare, se è vero che il cantante si sistema i capelli col ditino, con l’attentissima cautela di una Milli Carlucci qualsiasi.

Sul tipo col reggisassofono improponibile (lo stesso!) ho già detto l’anno scorso. Sui Bandabardò c’è solo che da stendere un velo pietoso, con tutto quello stuolo di inutili percussionisti che trasmettono alla mente del giovane fricchettone l’imperativo morale del tambureggiare male e insensatamente qualsiasi oggetto gli capiti a tiro: un flagello.

Pugnetto alzato per i Modena City Ramblers, impegnati e arrabbiatissimi, che hanno la bandiera rossa sul microfono, il chitarrista che vorrebbe essere Brian May e uno stile tutto sommato alla Paolo Rossi (orecchino barba capello grigio spettinato, vinazza dietro le quinte - la vinazza, cercate di capirlo, è un po’ come i denti macchiati di tabacco, molto working class). Appunti per la macchina del tempo: eliminare chi ha scritto Bella Ciao.

Non si smentiscono gli Avion Travel, soporiferi in total black (col cappellino vintage pure loro, un must) ma c’era da aspettarselo. Ora cerco di riprendermi e vedo se reggo anche la seconda parte. Ma forse no.

Cosplay by Madonna

La settimana scorsa, incurante delle terribili voci che ancora circolano a proposito del libro shock della sua ex governante (Live To Tell: My Life as Madonna’s Nanny - che forse si pubblica, forse no), un cosino di ben ottanta pagine in cui son rivelati certi agghiaccianti, inaspettati e orrorifici segreti sulla sua vita intima (cose di questo calibro qua, tipo, che se mentre lei dorme qualcuno fa casino, persino se qualcuno si azzarda ad aprire un rubinetto, lei va fuori di testa - cabala e sacrifici umani dunque), insomma, lei beata come se niente fosse, la settimana scorsa, ha partecipato al party di lancio di M by Madonna, una linea disegnata proprio da lei in persona, così dicono, per la catena low cost H&M. Di cui la pubblicità qui sotto (e a quale famoso duo italiano si saranno ispirati, per gli stilisti schiavetti felici, eh, boh, mah, chissà).

Pare che la stilista di H&M, tale Margareta van den Bosch (che, no, non è la direttrice di Velvet, vi confondete), entusiasta, abbia passato ore ed ore a frugare negli armadi senza fondo di Madonna, cercando qualcosa che si potesse utilizzare per “ispirazione”. E così ne è uscita una collezione di trenta pezzi che, a detta della van den Bosch, riflette perfettamente lo stile “timeless” e “glamorous” di Madonna. madonna by h&mPer esempio, vediamo, ci sta il kimono (ah sì, questa la so: riciclato dal video di Nothing really matters), il trench da ispettore Gadget (che fa molto Londra grigia e brumosa), una cosa che io non lo sapevo ma si chiama catsuit (un impareggiabile citazione di Occhi di gatto), e poi tanti altri abitini in stile maestrina di collegio (di un fumetto erotico firmato Leone Frollo) che ultimamente a Madonna le piace tanto. In due parole, ecco, una linea di abbigliamento cosplay per giocare a fare le Madonne. E ci sono anche dei veri colpi da maestro, come lo strano abito che c’è qui in foto, con lo strappo sulla coscia fatto apposta per resistere alla tipica posizione yoga del piede di sbieco sul tavolo. Poi va be’ ci sono i vari accessori, borse e occhiali da sole, pochette e cinture, il tutto però all’insegna della noia. Piuttosto mi incuriosisce un sacco il pezzo più economico, il “turbante” (13 dollari), che io non ho capito bene che cosa significa e come è fatto, foto non ne ho trovate, ma se ne avete voi una e me la mandate, mi fate un regalone (update: roseau l’ha trovato, eccolo).

Ah, e ammirate in questa galleria la coraggiosa Madonna, presentatasi al party con un abitino candido senza maniche, con braccini di fuori e le manine, soprattutto, in bella mostra sulla borsetta. Fregandosene allegramente di tutte quelle prese in giro degli ultimi mesi, a proposito appunto delle sue braccia aliene, e delle sue mani millenarie alla boris karloff.

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